Testimonianze e immagini di uomini e donne che per 50 anni hanno conosciuto, amato e venerato il religioso cappuccino di San Giovanni RotondoI gruppi di preghiera provengono dallalto, ma sono i Santi che saccorgono dal basso delle parole e degli intenti che la Divina Provvidenza ispira. Così Pio XII, 8 marzo 1952, parlava alla Chiesa: Ciò di cui la Chiesa ha urgente bisogno sono fedeli e gruppi di fedeli di ogni condizione che, liberi dalla schiavitù del rispetto umano, conformino tutta la loro vita ai comandamenti di Dio e alle leggi di Cristo Ma ancora in precedenza il Papa, il 12 febbraio 1941, aveva così parlato: Tutti i cristiani che pure pregano nel proprio particolare raccoglimento, debbono dare nella loro vita un posto anche alla preghiera in comune, la quale ricorda che sono fratelli di Cristo. Padre Pio, raccolse le parole dello Spirito Santo e in contemporanea le preghiere diventavano anche lopera Casa Sollievo della Sofferenza. I Gruppi si creavano in tutto il mondo e nel giugno del 1950 apparve per la prima volta la denominazione Gruppi di preghiera e il primo statuto del gruppo a San Giovanni Rotondo è scritto dal braccio destro di padre Pio, il dottor Guglielmo Sanguinetti. Chi veramente ama? Chi veramente costruisce sulla roccia su solide radici? Chi prega e opera nella carità. Luna non può esistere senza laltra. Dove due o tre sono riuniti nel Mio nome Io sono in mezzo a loro (Mt.18,19-20) Ecco il soggetto nuovo operante nel mondo. In altre parole se non preghi non puoi fare autentico apostolato e non costruisci nulla perché non cè Dio. Senza di Me non potete fare nulla. Ma la novità rimarcata è pregare insieme, è quindi già in sè testimonianza nellessere uno. Se mi permettete un salto in avanti e guardiamo con occhi disincantati la situazione della Chiesa e della società che viviamo, vediamo come senza preghiera tutto sprofonda nel nulla, nel disastro più doloroso, dignità umana, famiglia, società, borse tutto naufraga perché non si elevano mani a Dio, primo inizio di una salvezza in questo mondo. Vediamo pure con stupore e gratitudine la bellezza delle opere che nascono la dove cè un gruppo di fratelli che partono dalla preghiera. La Madonna di Medjugorje da trentanni, non ascoltata dai più, chiede proprio questo Riniziate a pregare col cuore. E veniamo a noi, ai gruppi di preghiera della Diocesi di Imola, la mediazione la dobbiamo al carissimo e rimpianto don Giuseppe Marangoni che già negli anni 40 incontrava Padre Pio. Vorrei ricordare come basilare, naturalmente, era lincontro col Padre a San Giovanni Rotondo. Lincontro con Gesù attraverso il volto, le mani, la voce di padre Pio. Questi pellegrinaggi spesso ultima spiaggia per persone in grave disordine spirituale, erano una non piccola parte dellapostolato di don Giuseppe. Ricordo le strade di allora, soprattutto nel dopoguerra, le corriere di allora. Gli alberghi non esistevano, e le donne pellegrine avevano il privilegio di dormire in pulman mentre gli uomini si adattavano nelle cascine. Non si sapeva quanto durasse il pellegrinaggio 5,6 o 10 giorni dipendeva dalle confessioni, sì perché il pellegrinaggio consisteva principalmente nella confessione da Padre Pio. Dallincontro spesso si apriva una nuova dimensione di vita e alcuni si aggregavano ai nascenti gruppi. Padre Pio al termine del suo compito diceva spesso a don Giuseppe: Te li ho lavati tutti e così anche nelle corriere al ritorno si attaccavano scritte ai finestrini tutti convertiti. Padre Pio nel 1959 affida a don Giancarlo Setti la cura dei gruppi con la frase: Tu occupati dei miei gruppi di preghiera, che io mi occupo dell'anima tua! Cosa che don Giancarlo, prete fiorentino fece fino al 1968. Don Giancarlo Setti morirà nel 2003. Ho avuto la fortuna di conoscerlo a San Giovanni Rotondo nel 1993 e posso testimoniare che se anche non più assistente aveva profondamente a cuore lopera di Padre Pio in quegli anni di particolari prove. - Don Massimo Randi - www.nuovodiario.com -
LA DEVOZIONE DI SAN PIO DA PIETRALCINA
Testimonianze e immagini di uomini e donne che per 50 anni hanno conosciuto, amato e venerato il religioso cappuccino di San Giovanni RotondoI gruppi di preghiera provengono dallalto, ma sono i Santi che saccorgono dal basso delle parole e degli intenti che la Divina Provvidenza ispira. Così Pio XII, 8 marzo 1952, parlava alla Chiesa: Ciò di cui la Chiesa ha urgente bisogno sono fedeli e gruppi di fedeli di ogni condizione che, liberi dalla schiavitù del rispetto umano, conformino tutta la loro vita ai comandamenti di Dio e alle leggi di Cristo Ma ancora in precedenza il Papa, il 12 febbraio 1941, aveva così parlato: Tutti i cristiani che pure pregano nel proprio particolare raccoglimento, debbono dare nella loro vita un posto anche alla preghiera in comune, la quale ricorda che sono fratelli di Cristo. Padre Pio, raccolse le parole dello Spirito Santo e in contemporanea le preghiere diventavano anche lopera Casa Sollievo della Sofferenza. I Gruppi si creavano in tutto il mondo e nel giugno del 1950 apparve per la prima volta la denominazione Gruppi di preghiera e il primo statuto del gruppo a San Giovanni Rotondo è scritto dal braccio destro di padre Pio, il dottor Guglielmo Sanguinetti. Chi veramente ama? Chi veramente costruisce sulla roccia su solide radici? Chi prega e opera nella carità. Luna non può esistere senza laltra. Dove due o tre sono riuniti nel Mio nome Io sono in mezzo a loro (Mt.18,19-20) Ecco il soggetto nuovo operante nel mondo. In altre parole se non preghi non puoi fare autentico apostolato e non costruisci nulla perché non cè Dio. Senza di Me non potete fare nulla. Ma la novità rimarcata è pregare insieme, è quindi già in sè testimonianza nellessere uno. Se mi permettete un salto in avanti e guardiamo con occhi disincantati la situazione della Chiesa e della società che viviamo, vediamo come senza preghiera tutto sprofonda nel nulla, nel disastro più doloroso, dignità umana, famiglia, società, borse tutto naufraga perché non si elevano mani a Dio, primo inizio di una salvezza in questo mondo. Vediamo pure con stupore e gratitudine la bellezza delle opere che nascono la dove cè un gruppo di fratelli che partono dalla preghiera. La Madonna di Medjugorje da trentanni, non ascoltata dai più, chiede proprio questo Riniziate a pregare col cuore. E veniamo a noi, ai gruppi di preghiera della Diocesi di Imola, la mediazione la dobbiamo al carissimo e rimpianto don Giuseppe Marangoni che già negli anni 40 incontrava Padre Pio. Vorrei ricordare come basilare, naturalmente, era lincontro col Padre a San Giovanni Rotondo. Lincontro con Gesù attraverso il volto, le mani, la voce di padre Pio. Questi pellegrinaggi spesso ultima spiaggia per persone in grave disordine spirituale, erano una non piccola parte dellapostolato di don Giuseppe. Ricordo le strade di allora, soprattutto nel dopoguerra, le corriere di allora. Gli alberghi non esistevano, e le donne pellegrine avevano il privilegio di dormire in pulman mentre gli uomini si adattavano nelle cascine. Non si sapeva quanto durasse il pellegrinaggio 5,6 o 10 giorni dipendeva dalle confessioni, sì perché il pellegrinaggio consisteva principalmente nella confessione da Padre Pio. Dallincontro spesso si apriva una nuova dimensione di vita e alcuni si aggregavano ai nascenti gruppi. Padre Pio al termine del suo compito diceva spesso a don Giuseppe: Te li ho lavati tutti e così anche nelle corriere al ritorno si attaccavano scritte ai finestrini tutti convertiti. Padre Pio nel 1959 affida a don Giancarlo Setti la cura dei gruppi con la frase: Tu occupati dei miei gruppi di preghiera, che io mi occupo dell'anima tua! Cosa che don Giancarlo, prete fiorentino fece fino al 1968. Don Giancarlo Setti morirà nel 2003. Ho avuto la fortuna di conoscerlo a San Giovanni Rotondo nel 1993 e posso testimoniare che se anche non più assistente aveva profondamente a cuore lopera di Padre Pio in quegli anni di particolari prove. - Don Massimo Randi - www.nuovodiario.com -