ASCOLTA TUA MADRE

EGOISTICAMENTE AD OGNI COSTO


Quando ho letto che una donna a 58 anni ha voluto un figlio «ad ogni costo», ho pensato in modo fintamente ingenuo: che meraviglia, una donna rimasta miracolosamente incinta a quell’età, viste le complicazioni che una parto in età avanzata comporta, avrà sacrificato la propria vita affinché il bambino nascesse, ad ogni costo.Non è andata così. Per carità, la santità non si pretende da nessuno.«Ad ogni costo», in questo caso, significa che una donna alle soglie dei 60 anni, da sempre impossibilitata ad avere figli ed ostacolata dalla crudele legge 40, si è rivolta ad una clinica di un paese dell’Est, e ha trovato un medico filantropo che ha realizzato il suo sogno di maternità.Questa signora si è sottoposta alla fecondazione in vitro, è riuscita ad ottenere degli ovuli da un’estranea, li ha fatti combinare con il seme di suo marito (un ancora vigoroso giovanotto di 72 anni), ha agitato (non mescolato) la provetta, si è fatta impiantare il tutto nella pancia, et voilà, due gemelli le son stati serviti. Ovviamente sono stati fatti nascere prematuri, non fosse mai che la mammina ci restasse secca, dopo cotanto sacrificio.La crudezza è d’obbligo. Quando «ad ogni costo» non ha nulla a che vedere con il vero amore, con il dare la vita ed accettarla per come ci è stata donata, o perché non ci è stata donata, allora ci si può permettere di essere ruvidi, e anche un po’ sdegnati.Oggi, «ad ogni costo» significa con ogni mezzo (FIVET, compravendita di uteri e di sperma, etc.), in qualunque situazione affettiva (madre single, padre single, coppia omosessuale, etc.), e ad ogni età. Perché ciò che importa è solo ciò che si desidera e la libertà di poter realizzare i propri desideri di felicità, qualunque essi siano, è un diritto sacrosanto.Chisseneimporta se questi gemelli si contenderanno la dentiera di papà anziché la macchinina, chisseneimporta se festeggeranno i loro diciott’anni da orfani, soffiando sulle candeline del cimitero. L’importante è che i genitori abbiano realizzato il loro desiderio e abbiano ritenuto di aver dato tanto amore a quelle creature. Solo due domande: se volevano dare amore a qualcuno, perché non hanno pensato di adottare un bambino? Qualcuno potrebbe rispondere: perché volevano un figlio loro, perché lei voleva provare l’esperienza del parto, etc. Comprensibile. Peccato che gli ovuli fossero di un’estranea, non della madre, quindi è come se il maritino avesse messo incinta un’altra donna. E questo bambino probabilmente avrà alcuni tratti genetici di una donna che nessuno conosce. Chissà poi se questi genitori amorevoli si sono mai domandati, durante gli anni passati a cercare un benefattore che praticasse la FIV, se fosse giusto dare ad una creatura due nonni anziché due genitori.D’altronde, tutto si deve potere, tutto si deve volere, tutto si deve poter fare. La morale è ciò che frena il progresso, la religione è ciò che provoca i sensi di colpa. Liberiamoci dell’una e dell’altra e vivremo felici, soddisfatti, liberi e realizzati.Questi giochetti linguistici persuasivi funzionano sempre, attirano le folle, il manzoniano popolo bue. Certi scienziati promettono l’allungamento della vita, la possibilità di maternità per tutti/e, figli più belli, più intelligenti, più alti, promettono la realizzazione della felicità e una qualità più alta della vita. Ma utilizzare tecniche artificiali per avere dei figli quando si è anziani, non solo è contro natura, è anche contro ragione, contro ogni minimo buon senso, è contro ogni principio di quell’amore tanto sbandierato. Anzi, è proprio una cosa disgustosa.E invece, le persone che leggono queste notizie, pensano a quanto sia bello il progresso, a quanto siano eccezionali certi medici che permettono alle persone di essere felici. E tutti sono lì, a pendere dalle labbra dei sedicenti medici che tutto promettono e tutto realizzano senza alcuna remora morale e senza prendersi alcuna responsabilità. Anzi, santi subito, intanto che le persone, con l’acquolina alla bocca e gli occhi sgranati, rispondono alle false promesse di felicità con un «sì, ad ogni costo». - di Laura Gotti Tedeschi - costanzamiriano.wordpress.com -