Nel 1984 Marco Pannella, ospite a San Patrignano, auspicava che la droga «si potesse trovare al self-service» perché così «la cocaina sarebbe doc, l’eroina anche» (da La Repubblica, 28/8/1984, p. 14). Esattamente un anno fa i Radicali italiani parlavano di «persecuzione verso i consumatori di Cannabis» e invitavano i giovani drogati ad appoggiare «apertamente l’unica forza politica, quella radicale, che da trentacinque anni, dalla prima canna fumata da Marco Pannella davanti alle forze di polizia, tenta di porre nell’agenda politica la questione della legalizzazione di tutte le droghe. Al prossimo congresso di Radicali Italiani, a fine mese, a Chianciano, rilanceremo l’iniziativa antiproibizionista: cari fumatori di cannabis, rimarrete ancora una volta alla finestra?». Pochi mesi fa invece il Partito Radicale di Verona ha organizzato il “primo festival antiproibizionista”, a cui ha ovviamente partecipato ufficialmente anche l‘UAAR.Tuttavia in questi giorni la rivista scientifica “Addiction Biology” ha pubblicato uno studio realizzato da Roy Otten del Behavioural Science Institute of Radboud University Nijmegen, il quale dimostra come il fumo di cannabis porta ad un aumento del rischio di sviluppare sintomi depressivi. La situazione più grave al mondo è quella olandese, area geografica molto famosa per diffuso laicismo (e legalizzazione dell’eutanasia), dove quasi il 30% dei 16enni ammette di aver fatto uso di cannabis e il 12% lo ha fatto nell’ultimo mese. Secondo la ricerca, oltre a peggiorare le prestazioni a scuola, l’uso di cannabis aumenta anche il rischio di sviluppare schizofrenia e psicosi.L’effetto immediato di cannabis può essere piacevole e causa un’effimera sensazione di euforia, utile per sopportare meglio quei due minuti di un’esistenza che si considera arbitrariamente triste e senza senso. Basta osservare quali siano le categorie di persone che ne vogliono la legalizzazione. Tuttavia, nel lungo periodo gli studiosi osservano che l’uso di cannabis porta a gravi conseguenze. - www.uccronline.it -MA, DOPOTUTTO, UNO SPINELLO CHE MALE VUOI CHE FACCIA....Di fronte a tutte le droghe occorre essere intolleranti, bisogna finirla con il dire che bisogna distinguere tra droga e droga; è necessario rendere chiaro a tutti, senza confusione e pressappochismo, che qualsiasi tipo di droga fa male. Ormai da qualche anno sono chiamata in alcune scuole a tenere delle lezioni ai ragazzi delle medie inferiori di “prevenzione” alla tossicodipendenza e alle malattie sessualmente trasmissibili. Ogni anno che passa, la prima cosa che noto con crescendo sempre maggiore è di come ragazzi di 13-14 anni siano sempre più informati, meglio disinformati, sul mondo delle droghe; sempre più ne parlano con disinvoltura e sempre più hanno già fatto conoscenza, fortunatamente molto spesso indirettamente, di cosa siano le droghe.L’argomento su cui ci si sofferma di più è l’utilizzo, le conseguenze, gli effetti collaterali dello spinello, perché molti di loro già ne hanno fatto uso (anche se non lo dicono) o perché in casa amici o genitori ne fanno uso costante… E allora l’interesse cresce.Uno studio promosso dal Consiglio d’Europa qualche mese fa diceva che il 43% degli studenti italiani, comprese le scuole medie superiori, aveva fato uso almeno una volta di marijuana o di hascisc. Questo dato deve far riflettere sul perché i ragazzi fumano “canne” e quali danni produce questa sostanza che di leggero non ha proprio niente…In età preadolescenziale i ragazzi hanno già a disposizione soldi da spendere a proprio piacimento. Accanto ai cellulari, ai vestiti firmati, all’alcool, questi soldi vengono spesi anche per gli spinelli. La marijuana attira perché è un modo di trasgredire, di mettersi contro qualcuno, di sballare, di infrangere il codice sociale e familiare. Per alcuni ragazzi iniziare a fumare le “canne” significa staccarsi da un mondo programmato dagli adulti, e così immaginare di essere diversi, capaci di infrangere alcune regole ritenute inutili e limitative. Ma l’esperienza dello spinello non è quasi mai limitata a se stessa. Chi ha esperienza di lavoro tra i tossicodipendenti dice che quasi il 100% di coloro che hanno fatto uso di eroina e cocaina, hanno iniziato usando e abusando di marijuana o hascisc. Molti incominciano per gioco o curiosità con gli spinelli e sono diventati dipendenti da tutte le altre sostanze stupefacenti, perché la dipendenza psichica da una droga, apre all’altra. Inoltre è giusto informare i giovani e i genitori che il principio attivo Thc.(cannabinolo), presente in queste sostanze attualmente in commercio e falsamente dette “leggere”, è ormai passato dal 5% al 15%. Ciò significa che le sostanze cannabiche in circolazione, risultano davvero pericolose alla salute fisica e psichica.Gli spinelli producono momentanee sensazioni di benessere psico-fisico, ma riducono la capacità di concentrarsi, di apprendere e di ricordare, così da compromettere sensibilmente la maturità e il rendimento scolastico; illudono i contatti relazionali che sembrano immediati e facili sotto l’effetto della sostanza, ma che poi vengono meno favorendo uno stato di depressione reattiva; determinano l’incapacità di controllare e di regolare gli impulsi con il pericolo di rendersi responsabili di gesti violenti.Sono stati segnalati casi in cui si sono scatenati episodi allucinogeni e stati psicotici irreversibili. Sono ormai parecchi i casi di giovanissimi che presentano disturbi psichiatrici per aver usato e poi abusato di “spinelli”. Di fronte a tutte le droghe occorre essere intolleranti, bisogna finirla con il dire che bisogna distinguere tra droga e droga; è necessario rendere chiaro a tutti, senza confusione e pressappochismo, che qualsiasi tipo di droga fa male.A volte papà e mamme passano ai loro figli gli “spinelli” e li fumano insieme; oppure insegnanti sostengono che una “canna” disinibisce e apre le “piste cerebrali”: non si rendono conto del male che fanno…E’ necessario che sia sempre più evidente nel mondo la possibilità di vivere il quotidiano affrontando le difficoltà, i problemi, le gioie con speranza.Ma questa Speranza l’uomo da solo non riesce a darsela. Visto che si sta parlando di droga, vorrei ricordare come qualcuno un po’ di tempo fa ha affermato e come molti ancora oggi credono, che la religione è l’oppio dei popoli. L’oppio dei popoli è ben altro, è la non conoscenza della realtà, è il far vedere al popolo una parte sola della realtà e quella che si vuole (ma di questo magari parleremo un’altra volta…). Chi vive “la religione” quotidianamente, o almeno ci prova, (la mia esperienza è di quella cattolica), sa che questa permette di far vivere ogni condizioni della vita, dalla più gioiosa alla più dolorosa dandole un senso, una direzione, sapendo che non è inutile, ma “serve” a chi è il creatore e conduce la storia di ognuno per mano. La vita va affrontata giorno per giorno, i problemi non vanno dimenticati, non c’è niente al mondo che li cancella; ma c’è qualcosa, meglio Qualcuno che permette di affrontarli, di dar loro il giusto peso; il giusto senso, la giusta fatica… allora rifugiarsi nell’oblio momentaneo e fittizio serve solo a raddoppiare la fatica e a non far godere il bello che la vita è in ogni condizione… Allora, cari adulti, forza e coraggio: che questo positivo dell’essere adulti; che questa bellezza di un vita vissuta e affrontata quotidianamente senza risparmio possa essere vista dai nostri ragazzi, che chiedono solo di essere “educati” al vero, al buono e al bello… perché per questo è fatto l’animo nostro… - Annamaria Barmbilla - culturacattolica.it -
RADICALI SMENTITI: L'USO DI CANNABIS CAUSA AI GIOVANI SINTOMI DEPRESSIVI
Nel 1984 Marco Pannella, ospite a San Patrignano, auspicava che la droga «si potesse trovare al self-service» perché così «la cocaina sarebbe doc, l’eroina anche» (da La Repubblica, 28/8/1984, p. 14). Esattamente un anno fa i Radicali italiani parlavano di «persecuzione verso i consumatori di Cannabis» e invitavano i giovani drogati ad appoggiare «apertamente l’unica forza politica, quella radicale, che da trentacinque anni, dalla prima canna fumata da Marco Pannella davanti alle forze di polizia, tenta di porre nell’agenda politica la questione della legalizzazione di tutte le droghe. Al prossimo congresso di Radicali Italiani, a fine mese, a Chianciano, rilanceremo l’iniziativa antiproibizionista: cari fumatori di cannabis, rimarrete ancora una volta alla finestra?». Pochi mesi fa invece il Partito Radicale di Verona ha organizzato il “primo festival antiproibizionista”, a cui ha ovviamente partecipato ufficialmente anche l‘UAAR.Tuttavia in questi giorni la rivista scientifica “Addiction Biology” ha pubblicato uno studio realizzato da Roy Otten del Behavioural Science Institute of Radboud University Nijmegen, il quale dimostra come il fumo di cannabis porta ad un aumento del rischio di sviluppare sintomi depressivi. La situazione più grave al mondo è quella olandese, area geografica molto famosa per diffuso laicismo (e legalizzazione dell’eutanasia), dove quasi il 30% dei 16enni ammette di aver fatto uso di cannabis e il 12% lo ha fatto nell’ultimo mese. Secondo la ricerca, oltre a peggiorare le prestazioni a scuola, l’uso di cannabis aumenta anche il rischio di sviluppare schizofrenia e psicosi.L’effetto immediato di cannabis può essere piacevole e causa un’effimera sensazione di euforia, utile per sopportare meglio quei due minuti di un’esistenza che si considera arbitrariamente triste e senza senso. Basta osservare quali siano le categorie di persone che ne vogliono la legalizzazione. Tuttavia, nel lungo periodo gli studiosi osservano che l’uso di cannabis porta a gravi conseguenze. - www.uccronline.it -MA, DOPOTUTTO, UNO SPINELLO CHE MALE VUOI CHE FACCIA....Di fronte a tutte le droghe occorre essere intolleranti, bisogna finirla con il dire che bisogna distinguere tra droga e droga; è necessario rendere chiaro a tutti, senza confusione e pressappochismo, che qualsiasi tipo di droga fa male. Ormai da qualche anno sono chiamata in alcune scuole a tenere delle lezioni ai ragazzi delle medie inferiori di “prevenzione” alla tossicodipendenza e alle malattie sessualmente trasmissibili. Ogni anno che passa, la prima cosa che noto con crescendo sempre maggiore è di come ragazzi di 13-14 anni siano sempre più informati, meglio disinformati, sul mondo delle droghe; sempre più ne parlano con disinvoltura e sempre più hanno già fatto conoscenza, fortunatamente molto spesso indirettamente, di cosa siano le droghe.L’argomento su cui ci si sofferma di più è l’utilizzo, le conseguenze, gli effetti collaterali dello spinello, perché molti di loro già ne hanno fatto uso (anche se non lo dicono) o perché in casa amici o genitori ne fanno uso costante… E allora l’interesse cresce.Uno studio promosso dal Consiglio d’Europa qualche mese fa diceva che il 43% degli studenti italiani, comprese le scuole medie superiori, aveva fato uso almeno una volta di marijuana o di hascisc. Questo dato deve far riflettere sul perché i ragazzi fumano “canne” e quali danni produce questa sostanza che di leggero non ha proprio niente…In età preadolescenziale i ragazzi hanno già a disposizione soldi da spendere a proprio piacimento. Accanto ai cellulari, ai vestiti firmati, all’alcool, questi soldi vengono spesi anche per gli spinelli. La marijuana attira perché è un modo di trasgredire, di mettersi contro qualcuno, di sballare, di infrangere il codice sociale e familiare. Per alcuni ragazzi iniziare a fumare le “canne” significa staccarsi da un mondo programmato dagli adulti, e così immaginare di essere diversi, capaci di infrangere alcune regole ritenute inutili e limitative. Ma l’esperienza dello spinello non è quasi mai limitata a se stessa. Chi ha esperienza di lavoro tra i tossicodipendenti dice che quasi il 100% di coloro che hanno fatto uso di eroina e cocaina, hanno iniziato usando e abusando di marijuana o hascisc. Molti incominciano per gioco o curiosità con gli spinelli e sono diventati dipendenti da tutte le altre sostanze stupefacenti, perché la dipendenza psichica da una droga, apre all’altra. Inoltre è giusto informare i giovani e i genitori che il principio attivo Thc.(cannabinolo), presente in queste sostanze attualmente in commercio e falsamente dette “leggere”, è ormai passato dal 5% al 15%. Ciò significa che le sostanze cannabiche in circolazione, risultano davvero pericolose alla salute fisica e psichica.Gli spinelli producono momentanee sensazioni di benessere psico-fisico, ma riducono la capacità di concentrarsi, di apprendere e di ricordare, così da compromettere sensibilmente la maturità e il rendimento scolastico; illudono i contatti relazionali che sembrano immediati e facili sotto l’effetto della sostanza, ma che poi vengono meno favorendo uno stato di depressione reattiva; determinano l’incapacità di controllare e di regolare gli impulsi con il pericolo di rendersi responsabili di gesti violenti.Sono stati segnalati casi in cui si sono scatenati episodi allucinogeni e stati psicotici irreversibili. Sono ormai parecchi i casi di giovanissimi che presentano disturbi psichiatrici per aver usato e poi abusato di “spinelli”. Di fronte a tutte le droghe occorre essere intolleranti, bisogna finirla con il dire che bisogna distinguere tra droga e droga; è necessario rendere chiaro a tutti, senza confusione e pressappochismo, che qualsiasi tipo di droga fa male.A volte papà e mamme passano ai loro figli gli “spinelli” e li fumano insieme; oppure insegnanti sostengono che una “canna” disinibisce e apre le “piste cerebrali”: non si rendono conto del male che fanno…E’ necessario che sia sempre più evidente nel mondo la possibilità di vivere il quotidiano affrontando le difficoltà, i problemi, le gioie con speranza.Ma questa Speranza l’uomo da solo non riesce a darsela. Visto che si sta parlando di droga, vorrei ricordare come qualcuno un po’ di tempo fa ha affermato e come molti ancora oggi credono, che la religione è l’oppio dei popoli. L’oppio dei popoli è ben altro, è la non conoscenza della realtà, è il far vedere al popolo una parte sola della realtà e quella che si vuole (ma di questo magari parleremo un’altra volta…). Chi vive “la religione” quotidianamente, o almeno ci prova, (la mia esperienza è di quella cattolica), sa che questa permette di far vivere ogni condizioni della vita, dalla più gioiosa alla più dolorosa dandole un senso, una direzione, sapendo che non è inutile, ma “serve” a chi è il creatore e conduce la storia di ognuno per mano. La vita va affrontata giorno per giorno, i problemi non vanno dimenticati, non c’è niente al mondo che li cancella; ma c’è qualcosa, meglio Qualcuno che permette di affrontarli, di dar loro il giusto peso; il giusto senso, la giusta fatica… allora rifugiarsi nell’oblio momentaneo e fittizio serve solo a raddoppiare la fatica e a non far godere il bello che la vita è in ogni condizione… Allora, cari adulti, forza e coraggio: che questo positivo dell’essere adulti; che questa bellezza di un vita vissuta e affrontata quotidianamente senza risparmio possa essere vista dai nostri ragazzi, che chiedono solo di essere “educati” al vero, al buono e al bello… perché per questo è fatto l’animo nostro… - Annamaria Barmbilla - culturacattolica.it -