La sua unica colpa è quella di amare la famiglia: la propria e ogni famiglia del suo paese. È cieco dall’infanzia ma questo handicap ha solamente rafforzato la sua determinazione in un paese che non fa mistero di non amare disabili, considerati solamente un costo per la società. Chen Guancheng, 39 anni, originario della provincia dello Shadong, fa l’avvocato ed è finito in carcere per aver violato la legge del figlio unico. Sei anni fa, infatti, sua moglie Yuan Weijing ha dato al mondo la loro secondogenita, una bimba “clandestina” cui sono negati tutti i diritti civili a partire dalla frequentazione della scuola dell’obbligo. Per giunta il giudice tutelare ha tolto ai coniugi Chen la custodia del primo figlio, affidandolo ai nonni e quando la polizia è venuta in casa per prelevare il piccolo, non si è accontentata di strapparlo ai genitori ma lo ha addirittura denudato per perquisirlo davanti agli occhi sgomenti della mamma e all’impotenza del papà.Chen Guancheng ha pagato a caro prezzo il suo coraggio, scontando quattro anni e tre mesi di lavori forzati nei laogai. Quando è uscito, nel settembre 2010, tuttavia, la sua odissea è entrata nella sua fase peggiore: dapprima Chen, la moglie e la figlioletta sono stati tradotti agli arresti domiciliari dove, comunque, sono riusciti a girare un video clandestino e a veicolare alcune informazioni all’esterno. Il culmine dell’umiliazione per i coniugi Chen è arrivato lo scorso febbraio, quando dieci membri del Partito Comunista locale, venuti a conoscenza della diffusione del video il giorno precedente, hanno fatto irruzione nell’abitazione massacrandoli di botte per due ore di seguito; Yuan Weijing è svenuta a seguito delle percosse. A entrambi è stato vietato sia l’acquisto di beni di prima necessità, sia dei farmaci necessari a Chen, sofferente di una grave forma di diarrea cronica. Gli aggressori hanno inoltre sigillato le finestre della casa, sequestrato numerosi oggetti, tra cui il bastone per ciechi del dissidente, libri, tv, computer e i giocattoli della figlia; disperata la piccola si è messa a gridare: “sono una bambina da compatire, mi hanno rubato tutto!”. Infine hanno installato alcune telecamere all’interno dell’abitazione per controllare ogni minimo movimento e impedire la fuga. Anche l’anziana madre di Chen Guancheng è costantemente pedinata da tre membri del Partito Comunista e un giorno le è stato impedito di uscire di casa, nel timore che acquistasse viveri da portare al figlio. I particolari del pestaggio e degli oltraggi subiti, sono stati rivelati in una lettera diffusa dall’associazione CHINAaid, in cui Yuan Weijing ha lanciato un appello affinché qualcuno intraprendesse un’azione legale a loro favore.Da alcuni giorni, tuttavia, tra gli attivisti internazionali che seguono la vicenda, c’è forte apprensione sulla sorte di Chen Guancheng. Molti amici, sostenitori della sua causa e giornalisti stranieri sono stati minacciati o arrestati per aver provato ad avvicinarsi alla casa del dissidente cieco, sul quale gira persino la voce che sia morto. Altri attivisti hanno dichiarato che Chen e la moglie saranno presto trasferiti in una nuova abitazione in totale isolamento, circondata da un muro invalicabile e controllata dalla polizia 24 ore sue 24.Chen Guancheng, per aver denunciato oltre 130mila aborti forzati, è diventato un eroe pro-life di risonanza mondiale, al punto che nel 2006, la rivista Time lo ha inserito nella lista dei “100 uomini che hanno dato forma al mondo”. In un video realizzato da CNN in collaborazione con l’associazione Women’s Right Without Frontiers e CHINAaid, Chen ha dichiarato: “La cosa che possiamo fare è dominare il terrore e denunciare la loro sfacciataggine che è disumana e priva di coscienza. Dobbiamo esporre ogni loro misfatto nascosto. Per la realizzazione di questo video sono perfettamente pronto, so che possono torturarmi come fecero con Gao Zhisheng (altro dissidente cinese, ndr) ma non ho paura”.Women’s Right Without Frontiers, attraverso la sua presidente Reggie Littlejohn, ha denunciato il caso Chen, chiedendone più volte la liberazione e diffondendo una petizione (Ecco la pagina web dedicata:http://www.womensrightswithoutfrontiers.org/index.php?nav=chen-guangcheng ) a suo favore. “Chen Guancheng è un gigante nella lotta alla politica del figlio unico – ha dichiarato l’avvocato Littlejohn nel video appena citato -. È cieco ma ha saputo vedere le brutalità di questa legge. Firmate la petizione e inviatela al segretario del Partito Comunista cinese affinché Chen e sua moglie possano essere immediatamente liberati”. - di Luca Marcolivio - www.lottimista.com
AIUTIAMO CHEN GUANCHENG: UNA FIRMA PER LIBERARE L'EROE CIECO PRO-LIFE
La sua unica colpa è quella di amare la famiglia: la propria e ogni famiglia del suo paese. È cieco dall’infanzia ma questo handicap ha solamente rafforzato la sua determinazione in un paese che non fa mistero di non amare disabili, considerati solamente un costo per la società. Chen Guancheng, 39 anni, originario della provincia dello Shadong, fa l’avvocato ed è finito in carcere per aver violato la legge del figlio unico. Sei anni fa, infatti, sua moglie Yuan Weijing ha dato al mondo la loro secondogenita, una bimba “clandestina” cui sono negati tutti i diritti civili a partire dalla frequentazione della scuola dell’obbligo. Per giunta il giudice tutelare ha tolto ai coniugi Chen la custodia del primo figlio, affidandolo ai nonni e quando la polizia è venuta in casa per prelevare il piccolo, non si è accontentata di strapparlo ai genitori ma lo ha addirittura denudato per perquisirlo davanti agli occhi sgomenti della mamma e all’impotenza del papà.Chen Guancheng ha pagato a caro prezzo il suo coraggio, scontando quattro anni e tre mesi di lavori forzati nei laogai. Quando è uscito, nel settembre 2010, tuttavia, la sua odissea è entrata nella sua fase peggiore: dapprima Chen, la moglie e la figlioletta sono stati tradotti agli arresti domiciliari dove, comunque, sono riusciti a girare un video clandestino e a veicolare alcune informazioni all’esterno. Il culmine dell’umiliazione per i coniugi Chen è arrivato lo scorso febbraio, quando dieci membri del Partito Comunista locale, venuti a conoscenza della diffusione del video il giorno precedente, hanno fatto irruzione nell’abitazione massacrandoli di botte per due ore di seguito; Yuan Weijing è svenuta a seguito delle percosse. A entrambi è stato vietato sia l’acquisto di beni di prima necessità, sia dei farmaci necessari a Chen, sofferente di una grave forma di diarrea cronica. Gli aggressori hanno inoltre sigillato le finestre della casa, sequestrato numerosi oggetti, tra cui il bastone per ciechi del dissidente, libri, tv, computer e i giocattoli della figlia; disperata la piccola si è messa a gridare: “sono una bambina da compatire, mi hanno rubato tutto!”. Infine hanno installato alcune telecamere all’interno dell’abitazione per controllare ogni minimo movimento e impedire la fuga. Anche l’anziana madre di Chen Guancheng è costantemente pedinata da tre membri del Partito Comunista e un giorno le è stato impedito di uscire di casa, nel timore che acquistasse viveri da portare al figlio. I particolari del pestaggio e degli oltraggi subiti, sono stati rivelati in una lettera diffusa dall’associazione CHINAaid, in cui Yuan Weijing ha lanciato un appello affinché qualcuno intraprendesse un’azione legale a loro favore.Da alcuni giorni, tuttavia, tra gli attivisti internazionali che seguono la vicenda, c’è forte apprensione sulla sorte di Chen Guancheng. Molti amici, sostenitori della sua causa e giornalisti stranieri sono stati minacciati o arrestati per aver provato ad avvicinarsi alla casa del dissidente cieco, sul quale gira persino la voce che sia morto. Altri attivisti hanno dichiarato che Chen e la moglie saranno presto trasferiti in una nuova abitazione in totale isolamento, circondata da un muro invalicabile e controllata dalla polizia 24 ore sue 24.Chen Guancheng, per aver denunciato oltre 130mila aborti forzati, è diventato un eroe pro-life di risonanza mondiale, al punto che nel 2006, la rivista Time lo ha inserito nella lista dei “100 uomini che hanno dato forma al mondo”. In un video realizzato da CNN in collaborazione con l’associazione Women’s Right Without Frontiers e CHINAaid, Chen ha dichiarato: “La cosa che possiamo fare è dominare il terrore e denunciare la loro sfacciataggine che è disumana e priva di coscienza. Dobbiamo esporre ogni loro misfatto nascosto. Per la realizzazione di questo video sono perfettamente pronto, so che possono torturarmi come fecero con Gao Zhisheng (altro dissidente cinese, ndr) ma non ho paura”.Women’s Right Without Frontiers, attraverso la sua presidente Reggie Littlejohn, ha denunciato il caso Chen, chiedendone più volte la liberazione e diffondendo una petizione (Ecco la pagina web dedicata:http://www.womensrightswithoutfrontiers.org/index.php?nav=chen-guangcheng ) a suo favore. “Chen Guancheng è un gigante nella lotta alla politica del figlio unico – ha dichiarato l’avvocato Littlejohn nel video appena citato -. È cieco ma ha saputo vedere le brutalità di questa legge. Firmate la petizione e inviatela al segretario del Partito Comunista cinese affinché Chen e sua moglie possano essere immediatamente liberati”. - di Luca Marcolivio - www.lottimista.com