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RIFLESSIONE SU DIO CHE NON CI ABBANDONA


Dio non ci abbandona mai. Quest’affermazione che esprime una delle più importanti certezze  della fede cristiana, non rappresenta un dato scontato per la vita dell’uomo di oggi. Nel disorientamento generale, in un mondo sempre più  condizionato dagli universi della comunicazione mediatica, e tuttavia altrettanto segnato da relazioni instabili  e poco significative per la vita delle persone, spesso passa l’idea di un Dio lontano, di un Dio a cui non interessa della vita degli uomini, di un Dio che ha abbandonato l’umanità. Guardando tutto ciò che sta accadendo attorno a noi e nel mondo molti si pongono un interrogativo: Dio ci ha abbandonati?No: non ci ha abbandonati. Dio non abbandona mai. Ma vista la nostra presunzione di stare nel giusto (sia la Chiesa, sia la società, con il “mondo” sempre più padrone della Chiesa, dato che il “padrone del mondo” fa di tutto per sedurre la Chiesa) vuole vedere fino a che punto siamo disposti a fare a meno di Lui. Non è che Dio abbia ribrezzo di noi e del nostro agire, ma proprio per il rispetto che porta alla nostra libertà, dono Suo, ci lascia procedere da soli, verso il burrone. In fondo non siamo più “bambini”. Noi stessi amiamo definirci “cristiani adulti”. E Dio ci rispetta in questa presunzione. C’è tutta l’eleganza e la finezza di Dio in questa permissione: chi vuole andare dietro a Lui ne ha facoltà, esattamente come chi va altrove, senza che Dio punti il dito, lasciando ai figli scapestrati la possibilità di andarsene da casa a dilapidare il patrimonio. In effetti un’accusa farebbe ulteriormente il gioco del demonio: non perché sia giusto peccare, ma perché comunque l’atteggiamento giusto nei confronti del peccatore, nella logica di perfezione tipica del Padre, è la misericordia. Il Signore non ci chiede di salvare nessuno: a salvare ci pensa Lui. Noi siamo solo chiamati a rendere testimonianza della Verità della rivelazione del Suo modo di fare. Ci compete di fidarci, non di costringere qualcuno a fidarsi o di giudicare chi non si fida. Necessariamente dovremo comunque avere un giudizio severo sul peccato del mondo che vorrebbe costringere noi a non fidarci di Dio, facendoci confluire in logiche estranee alla fede cristiana. Ci vuole tanta umiltà per non mancare di carità verso chi sappiamo essere clamorosamente in errore. Ci vuole anche molta pazienza: oggi, persino in una certa modalità di Chiesa, se non sei “allineato” non interessi più. Se non ragioni secondo un certo schema, ti “moltiplicano per zero”, proprio mentre moltiplicano gli inviti ad “accogliere tutti”. Se ci sei, bene; ma se poi pensi, dipende…  In fondo il mondo crede di essere buono, bello, interessante e giusto. C’è il progresso, la scienza, la democrazia; non ci sono (da noi) le guerre. Anche la Chiesa lo sostiene. E invece… Altro che “non ci sono le guerre”! In molti cuori di questo mondo “grasso e felice” c’è il disastro interiore di una società che svuota dentro… mancano principi e valori, il desiderio di un senso alla vita, perciò riempita di idoli e “aiutini” chimici; siamo schiavi come non lo è mai stato chi lo era fisicamente; nei sogni e nei desideri, più di chi lo è stato nei tempi e negli spazi. Cerchiamo la felicità e viviamo infelici, delusi dalle nostre illusioni: tecnologie, ultime mode, forma fisica, accettazione da parte degli altri, mentre ci facciamo omologare al mondo… E’ la contraddizione, tragica e triste, della società “libera” di oggi, soggetta al principe di questo mondo, il più grande ingannatore esistente. L’uomo, invece di  fare di tutto per piacere a Dio, lotta per piacere agli uomini. Lo fa spesso anche la Chiesa, che dovrebbe condurre a Dio. Non si crede più che i “no” (a Dio) del mondo mi omologano, mentre i “no” (al mondo) per Dio mi liberano. Così noi, tronfi abitatori e artefici dell’epoca sfavillante della ragione, la ville lumière della civiltà materiale contrapposta alle “tenebre” della metafisica, presumiamo di aver capito tutto, sperimentando il buio interiore che ci atterrisce e fa compiere a non pochi disperanti bruttezze.Ed ecco come il Signore risponde a questa riflessione.  Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 1,22-25.28-32.Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.      Ti ringraziamo Signore, perché non ci lasci mai soli: il Tuo Santo Spirito ci consola e ci spiega ogni cosa.