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14 FEBBRAIO: SAN VALENTINO E IL MESSAGGIO CRISTIANO DELL'AMORE TRA UOMO E DONNA


L'amore tra l’uomo e la donna è un’esperienza umana universale i cui connotati fondamentali permangono immutati nel tempo. A mutare sono soltanto i tratti esteriori, soggetti – come avviene per ogni esperienza umana – all’influenza dei processi culturali, che li rendono conformi al costume delle diverse epoche storiche. Esperienza antica e sempre nuova, l’amore ha la sua ragione ultima – come ci ricorda Genesi 2 – nel bisogno dell’uomo di uscire dalla solitudine: «Poi Dio, il Signore, disse: "Non è bene che l’uomo sia solo. Gli farò un aiuto, adatto a lui"... Dio, il Signore, formò la donna e la condusse all’uomo. Allora egli esclamò: "Questa sì! È osso delle mie ossa, carne della mia carne". Si chiamerà: Donna perché è stata tratta dall’uomo. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola» (18-24). È qui condensato il senso della prima relazione umana che è il paradigma di ogni altra relazione; che fonda, anzi, la struttura originariamente relazionale dell’umano, ciò che fa essere l’uomo «immagine di Dio»: «A immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò» (Gen 1, 27). L’amore tra l’uomo e la donna non ha soltanto un importante significato umano; diviene, nella Bibbia, il simbolo privilegiato dell’alleanza che Dio stabilisce con l’uomo. Nulla meglio dell’unione sponsale è in grado di esprimere l’infinita passione che ha spinto Dio a donarsi radicalmente all’uomo. La ricca gamma di espressioni che fanno dell’amore di coppia un amore unico ed esclusivo, segnato dal coinvolgimento totale di sé, dalla sensualità e dalla tenerezza, dalla fedeltà e dall’apertura alla vita sono altrettanti connotati sotto i quali si manifesta progressivamente nella storia il modo con cui Dio ama il suo popolo. L’amore al quale la Bibbia ci rinvia non è tuttavia un amore platonico, astratto o sublimato; è un amore carnale che non rifiuta l’eros e il sesso, ma è profondamente radicato in essi. Uomo e donna sono invitati a condividere tutto: sentimenti, passioni, corpi, ricercando una unità che non annulla le differenze ma si arricchisce del loro reciproco scambio. L’amore nuziale assume così, nel quadro dell’esperienza cristiana, il carattere di un itinerario le cui tappe devono essere rispettate e accompagnate con pazienza e discrezione. La vita di coppia non va mitizzata; è fatta di luci e di ombre, di momenti di crescita e di pause di arresto, talvolta anche di cadute e di arretramenti. Non è questo, d’altra parte, il senso vero dell’esperienza cristiana? L’ideale che il Vangelo ci propone non può mai essere totalmente raggiunto; sta sempre "davanti" e "oltre". E proprio per questo trasforma la vita del credente in un permanente cammino di conversione. Una sfida ad abbandonare le sicurezze effimere del momento per impegnarsi nella ricerca del «regno di Dio» e della sua «giustizia», con la certezza che solo a queste condizioni è possibile attingere la vita vera, che è vita di comunione con il Padre e tra gli uomini. Da un articolo di Giannino Piana Teologo Moralista PREGHIERA: SIGNORE TU CHE CI HAI PENSATO INSIEME Signore, ti ringrazio d’averci dato l’amore. Ci hai pensato «insieme» prima del tempo, e fin d’ora ci hai amati così, l’uno accanto all’altro. Signore, fa’ che apprendiamo l’arte di conoscerci profondamente; donaci il coraggio di comunicarci le nostre ispirazioni, gli ideali, i limiti stessi del nostro agire. Che le piccole inevitabili asprezze dell’indole, i fugaci malintesi, gli imprevisti e le indisposizioni non compromettano mai ciò che ci unisce, ma incontrino, invece, una cortese e generosa volontà di comprenderci. Dona, Signore, a ciascuno di noi gioiosa fantasia per creare ogni giorno nuove espressioni di rispetto e di premurosa tenerezza affinché il nostro amore brilli come una piccola scintilla del tuo immenso amore.