Caso Englaro. Dopo una giornata a dir poco febbrile, tra ipotesi di decreto legge e di azione penale, con tanto di intervento della Procura della Repubblica di Udine, Pontifex intervista il Dottore e Consigliere, Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione, dottor Vincenzo Nardi. L'Alto Magistrato, di ispirazione cattolica, non si lascia condizionare dalle sue convinzioni etiche,ma parla da tecnico del diritto. Dottor Nardi, lei è uno dei membri maggiormente rappresentativi della Suprema Corte e dunque grazie della sua intervista. Insomma, che cosa ha detto la Cassazione?: " chiariamo un equivoco di fondo. La Cassazione non ha dato alcun avallo alla morte di Englaro, ma solo e soltanto si è limitata, come era nelle sue competenze, visto che non può giudicare nel fatto, sulla improcedibilità del ricorso avverso la sentenza della Corte di Apello di MIlano che, lo sottolineo, non abbiamo neppure ...... sfiorato nel merito". Parliamo di quella sentenza. " dunque. Io non ho avuto il piacere di studiarla, ma ci sono due punti sui quali vorrei soffermarmi con particolare attenzione". Ce li dica: " i colleghi di Milano, ai quali va la mia massima stima, hanno preso per buono quello che dice il padre della ragazza. Io non nego che dica il vero, ma ogni affermazione avente valore di testimonianza merita di essere riscontrata con prove, testi, documenti. Ora nel caso che ci occupa, no credo esistano prove documentali, ma dei testimoni senza dubbio. Mi chiedo, a solo scopo retorico, che valore probatorio possa avere il parere del padre della ragazza? nessuno". Dunque?: " mi sembra opportuno, visto che teroricamente qui si potrebbe commettere un omicidio, che la Procura di Udine avvii accertamenti, senza incolpare neppuno, ma con la dizione " atti relativi a", per verificare il primo punto: la reale volontà della ragazza che manca". Poi?:" credo andasse effettuata non oggi, ma allora, una perizia medica collegiale sulle reali condizioni mediche della ragazza e non mi risulta che sia agli atti. Dunque prima di procedere penso sia giusto effettuare questo mezzo di prova". Per quale motivo la procura di Udine ha deciso di intervenire?: " la domanda è semplice. Il Pubblico MInistero ha avuto conoscenza sia per via di stampa, che per esposti, di un fatto che, almeno teoricamente, potrebbe configurare l'ipotesi di omicidio. Dunque ha il dovere giuridico di investigare per eliminare ogni sospetto. Credo che la formulazione oggi sia atti relativi a, senza nessuno formalmente indagato, ma non si può escludere che si arrivi anche a delle imputazioni". Ma anche nel caso la ragazza avesse detto che voleva morire, basta?: " no. Il consenso alla morte deve essere costante, certo e ripetuto nel tempo. Faccio un esempio, ieri un mio caro amico, colpito da una disgrazia , mi ha detto, vorrei morire. Questo secondo lei rappresenta la voglia di farla finita? Assolutamente no, il consenso alla morte deve essere continuo e verificato nel tempo". In teoria che potrebbe fare il Pm di Udine?: " sequestrare la stanza dove si trova Eluana per evitare la commissione di un reato ed evitare la alterazione del quadro probatorio ed eventualmente trarre i provvedimenti che vorrà dedurre. Ricordo che il nostro ordinamento giuridico, per esteso, è sensibile al favor vitae, cioè alla tutela della vita e non alla protezione della morte. Mi auguro solo che questa triste vicenda serva per svegliare il legislatore. In ogni caso, lo ripeto, la Cassazione non ha avallato nè espresso giudicato su un bel niente". - Bruno Volpe - Pontifex -
LA CASSAZIONE NON HA DATO ALCUN VIA LIBERA ALLA MORTE DI ELUANA
Caso Englaro. Dopo una giornata a dir poco febbrile, tra ipotesi di decreto legge e di azione penale, con tanto di intervento della Procura della Repubblica di Udine, Pontifex intervista il Dottore e Consigliere, Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione, dottor Vincenzo Nardi. L'Alto Magistrato, di ispirazione cattolica, non si lascia condizionare dalle sue convinzioni etiche,ma parla da tecnico del diritto. Dottor Nardi, lei è uno dei membri maggiormente rappresentativi della Suprema Corte e dunque grazie della sua intervista. Insomma, che cosa ha detto la Cassazione?: " chiariamo un equivoco di fondo. La Cassazione non ha dato alcun avallo alla morte di Englaro, ma solo e soltanto si è limitata, come era nelle sue competenze, visto che non può giudicare nel fatto, sulla improcedibilità del ricorso avverso la sentenza della Corte di Apello di MIlano che, lo sottolineo, non abbiamo neppure ...... sfiorato nel merito". Parliamo di quella sentenza. " dunque. Io non ho avuto il piacere di studiarla, ma ci sono due punti sui quali vorrei soffermarmi con particolare attenzione". Ce li dica: " i colleghi di Milano, ai quali va la mia massima stima, hanno preso per buono quello che dice il padre della ragazza. Io non nego che dica il vero, ma ogni affermazione avente valore di testimonianza merita di essere riscontrata con prove, testi, documenti. Ora nel caso che ci occupa, no credo esistano prove documentali, ma dei testimoni senza dubbio. Mi chiedo, a solo scopo retorico, che valore probatorio possa avere il parere del padre della ragazza? nessuno". Dunque?: " mi sembra opportuno, visto che teroricamente qui si potrebbe commettere un omicidio, che la Procura di Udine avvii accertamenti, senza incolpare neppuno, ma con la dizione " atti relativi a", per verificare il primo punto: la reale volontà della ragazza che manca". Poi?:" credo andasse effettuata non oggi, ma allora, una perizia medica collegiale sulle reali condizioni mediche della ragazza e non mi risulta che sia agli atti. Dunque prima di procedere penso sia giusto effettuare questo mezzo di prova". Per quale motivo la procura di Udine ha deciso di intervenire?: " la domanda è semplice. Il Pubblico MInistero ha avuto conoscenza sia per via di stampa, che per esposti, di un fatto che, almeno teoricamente, potrebbe configurare l'ipotesi di omicidio. Dunque ha il dovere giuridico di investigare per eliminare ogni sospetto. Credo che la formulazione oggi sia atti relativi a, senza nessuno formalmente indagato, ma non si può escludere che si arrivi anche a delle imputazioni". Ma anche nel caso la ragazza avesse detto che voleva morire, basta?: " no. Il consenso alla morte deve essere costante, certo e ripetuto nel tempo. Faccio un esempio, ieri un mio caro amico, colpito da una disgrazia , mi ha detto, vorrei morire. Questo secondo lei rappresenta la voglia di farla finita? Assolutamente no, il consenso alla morte deve essere continuo e verificato nel tempo". In teoria che potrebbe fare il Pm di Udine?: " sequestrare la stanza dove si trova Eluana per evitare la commissione di un reato ed evitare la alterazione del quadro probatorio ed eventualmente trarre i provvedimenti che vorrà dedurre. Ricordo che il nostro ordinamento giuridico, per esteso, è sensibile al favor vitae, cioè alla tutela della vita e non alla protezione della morte. Mi auguro solo che questa triste vicenda serva per svegliare il legislatore. In ogni caso, lo ripeto, la Cassazione non ha avallato nè espresso giudicato su un bel niente". - Bruno Volpe - Pontifex -