Quale che sia la sua matrice – utilitaristica o ideologica – l’antiumanesimo si manifesta con un’azione tenace e coordinata: * promozione di tutte le pratiche che aggrediscono la vita umana (aborto, contraccezione, sterilizzazione, libero uso delle droghe, selezione o manipolazione genetica, eutanasia); * uso di tecniche di comunicazione propagandistiche (e spesso menzognere) per la diffusione di queste pratiche (allarmismi infondati sulle conseguenze di una loro mancata diffusione); * uso di tecniche di comunicazione che sollecitano fattori istintuali ed emotivi (testimonials famosi, tecniche pubblicitarie, solleticamento delle pulsioni istintive); * uso di tecniche di comunicazione che manipolano il linguaggio; contemporaneamente si tenta di imporre tale linguaggio manipolato, pretendendo che sia l’unico "politicamente corretto"; * uso di strategie subdole per la diffusione delle pratiche contro la vita, come la cosiddetta “strategia del salame”: si invoca l’eccezione al principio, quindi la moltiplicazione delle eccezioni, fino a far sparire – fetta dopo fetta – tutto il principio, e ottenere una larga diffusione di quelle pratiche. Appartengono a questa strategia le teorie del "male minore", della “riduzione del danno”, della tutela nel “caso limite”, del fine che giustifica i mezzi (una variante è quella di avanzare inizialmente richieste estremistiche, per far apparire all'opinione pubblica lo spostamento verso la pratiche contro la vita - la prima fetta di salame tagliata - come un accettabile compromesso); * capovolgimento del senso comune: richiesta di tutela giuridica come “diritti” di quelli che sinora erano considerati delitti. In particolare, si parla di “diritti civili”, intesi non tanto come generici diritti di cittadinanza, quanto come nuovi diritti che trovano un fondamento esclusivo nella legislazione, deviando dal tradizionale radicamento nel diritto naturale; * invocazione ambivalente, a seconda della convenienza del momento, ora della “sovranità popolare” ora della “legalità internazionale” (pressioni esplicite sui governi da parte di organismi internazionali) o della “legalità costituzionale” (decisioni adottate dalla magistratura o da organi amministrativi e contrastanti con le leggi approvate dal popolo); * invocazione ambivalente del rispetto della "privacy": si pretende di confinare nella sfera privata materie che hanno evidente rilevanza pubblica, e al tempo stesso si invocano provvedimenti legislativi e/o giudiziarî che impongano la realizzazione dei cosiddetti "diritti civili"; * riduzione violenta di ogni spazio di opposizione: chi contesta i nuovi “diritti civili” è un intollerante; negazione dell’obiezione di coscienza; * promozione di quelle dottrine filosofiche (relativismo), antropologiche (femminismo antimaterno, teoria del gender) e parascientifiche (darwinismo, ambientalismo) che negano l’originalità e il primato dell’essere umano e ostacolano la trasmissione della vita; * azione di indebolimento della famiglia, il nucleo fondamentale per la trasmissione della vita e l’educazione dei figli; * azione di contrasto e di denigrazione del cristianesimo (la religione del Dio fattosi uomo) e della Chiesa cattolica (considerata la principale agenzia di contrasto delle politiche antiumaniste); * saldatura con interessi economici forti, che mirano ai finanziamenti pubblici sulla ricerca biomedica e farmaceutica (e in particolare su quei filoni improduttivi che non otterrebbero denaro senza pressioni politiche), ai profitti da brevetti biomedici, ai profitti da prodotti farmaceutici legati ad azioni invasive sul corpo della donna; * saldatura con lobbies compatte e capaci di grande mobilitazione.
LA STRATEGIA DELLA CULTURA DELLA MORTE
Quale che sia la sua matrice – utilitaristica o ideologica – l’antiumanesimo si manifesta con un’azione tenace e coordinata: * promozione di tutte le pratiche che aggrediscono la vita umana (aborto, contraccezione, sterilizzazione, libero uso delle droghe, selezione o manipolazione genetica, eutanasia); * uso di tecniche di comunicazione propagandistiche (e spesso menzognere) per la diffusione di queste pratiche (allarmismi infondati sulle conseguenze di una loro mancata diffusione); * uso di tecniche di comunicazione che sollecitano fattori istintuali ed emotivi (testimonials famosi, tecniche pubblicitarie, solleticamento delle pulsioni istintive); * uso di tecniche di comunicazione che manipolano il linguaggio; contemporaneamente si tenta di imporre tale linguaggio manipolato, pretendendo che sia l’unico "politicamente corretto"; * uso di strategie subdole per la diffusione delle pratiche contro la vita, come la cosiddetta “strategia del salame”: si invoca l’eccezione al principio, quindi la moltiplicazione delle eccezioni, fino a far sparire – fetta dopo fetta – tutto il principio, e ottenere una larga diffusione di quelle pratiche. Appartengono a questa strategia le teorie del "male minore", della “riduzione del danno”, della tutela nel “caso limite”, del fine che giustifica i mezzi (una variante è quella di avanzare inizialmente richieste estremistiche, per far apparire all'opinione pubblica lo spostamento verso la pratiche contro la vita - la prima fetta di salame tagliata - come un accettabile compromesso); * capovolgimento del senso comune: richiesta di tutela giuridica come “diritti” di quelli che sinora erano considerati delitti. In particolare, si parla di “diritti civili”, intesi non tanto come generici diritti di cittadinanza, quanto come nuovi diritti che trovano un fondamento esclusivo nella legislazione, deviando dal tradizionale radicamento nel diritto naturale; * invocazione ambivalente, a seconda della convenienza del momento, ora della “sovranità popolare” ora della “legalità internazionale” (pressioni esplicite sui governi da parte di organismi internazionali) o della “legalità costituzionale” (decisioni adottate dalla magistratura o da organi amministrativi e contrastanti con le leggi approvate dal popolo); * invocazione ambivalente del rispetto della "privacy": si pretende di confinare nella sfera privata materie che hanno evidente rilevanza pubblica, e al tempo stesso si invocano provvedimenti legislativi e/o giudiziarî che impongano la realizzazione dei cosiddetti "diritti civili"; * riduzione violenta di ogni spazio di opposizione: chi contesta i nuovi “diritti civili” è un intollerante; negazione dell’obiezione di coscienza; * promozione di quelle dottrine filosofiche (relativismo), antropologiche (femminismo antimaterno, teoria del gender) e parascientifiche (darwinismo, ambientalismo) che negano l’originalità e il primato dell’essere umano e ostacolano la trasmissione della vita; * azione di indebolimento della famiglia, il nucleo fondamentale per la trasmissione della vita e l’educazione dei figli; * azione di contrasto e di denigrazione del cristianesimo (la religione del Dio fattosi uomo) e della Chiesa cattolica (considerata la principale agenzia di contrasto delle politiche antiumaniste); * saldatura con interessi economici forti, che mirano ai finanziamenti pubblici sulla ricerca biomedica e farmaceutica (e in particolare su quei filoni improduttivi che non otterrebbero denaro senza pressioni politiche), ai profitti da brevetti biomedici, ai profitti da prodotti farmaceutici legati ad azioni invasive sul corpo della donna; * saldatura con lobbies compatte e capaci di grande mobilitazione.