Valentino divenuto vescovo di Terni, iniziò a spendere la sua vita per gli altri, aiutava i poveri, guariva i malati e cercava di creare un clima di amore tra tutti. Si racconta che due giovani di Terni si erano innamorati e volevano sposarsi. Il giovane, un militare dell’esercito romano di servizio in città, era però pagano, mentre la giovane di Terni era cristiana. Le difficoltà che questi due giovani si trovavano di fronte per sposarsi erano davvero grandi. Ma Valentino, vista la sincerità di quell’amore, aiutò i due giovani a superarle e li accompagnò sino al matrimonio. Il giovane infatti chiese il battesimo e quindi poterono celebrare il matrimonio. Saputo questo, molti altri giovani cercarono Valentino per essere aiutati nel loro cammino di amore, e la tradizione lo ha scelto come il protettore degli innamorati. L'amore per sua natura tende a comunicarsi ad altri per coinvolgerli: suscitare in loro maggior capacità di dono e gioia di vivere. L'uomo è felice quando realizza se stesso: vive in pienezza la vita. L'amore e solo l'amore porta a compimento le realtà umane e divine possedute dalla persona. umana. Una sua componente fondamentale è la sessualità . Essa si realizza unicamente attraverso un dono totale dato e ricevuto da una persona complementare, cioè con l'amore del matrimonio. Amore che si esprime, si rende visibile attraverso la corporeità, in modo particolare attraverso il rapporto sessuale, che lo apre alla paternità e maternità, ulteriori componenti della persona umana. La sessualità realizzata apre infatti le porte del cuore ad essere padre o madre: a comunicare la vita o meglio generare altre persone per amare. Il matrimonio infatti perpetua nel mondo la presenza dell'amore. Questo dovrebbe essere il desiderio che anima ogni coppia, aprendola alla vita. Sovente succede invece che gli sposi sono unicamente guidati dalla brama di perpetuare nel tempo la propria stirpe. Scopo limitante, che restringe il campo di scelta anche dei figli. Essi infatti realizzeranno tale fine unicamente sposandosi come i loro genitori e mai scegliendo il matrimonio della consacrazione totale a Dio.Gli sposi devono riscoprire la vocazione fondamentale del matrimonio che non si limita a generare ma che vuole donare al mondo nuove creature capaci d'amare, di accrescere nel mondo l'amore. La vocazione fondamentale di ogni creatura infatti è amare e donare amore. L'amore e solo l'amore è la vera vita. Tutto ciò comporta negli sposi una apertura amorosa e cosciente alla paternità e maternità, cioè una ricerca della vita vissuta in modo responsabile. La paternità o maternità responsabile non si limita a generare la vita, ma continua a farla crescere nella vivificante dolcezza dell'amore, perché possa essere realmente amore nel mondo. E questo continuo generare all'amore che deve impegnare gli sposi ad accrescere sempre più intensamente la fiamma calda e rigenerante dell'amore presente nei loro cuori. Nessuno infatti può dare amore se non lo possiede realmente. Una sorgente può dissetare, quindi dare vita, solo se da essa sgorga acqua. Allo stesso tempo devono sviluppare le capacità espressive dell'amore: tenerezza, sentimento e sesso. Questo cammino esige inoltre da parte degli sposi, un'attenzione continua e delicata sull'altro/a per scoprire e capirne la sensibilità corporea e spirituale ed allo stesso tempo comporta un impegno educativo costante su loro stessi per plasmare le doti corporee ad esprimere la propria originalità affettiva in un modo completamente gradito all'amato/a. E' un' educazione all'amare che inizia nel fidanzamento, per continuare, intensificandosi, nel matrimonio, prolungandosi fino alla morte. E la vera conoscenza sessuale dell'amato/a. Il matrimonio nei suoi gesti d'amore diventa come una sinfonia in continua composizione, che attinge momenti estatici successivi (rapporto sessuale), ma che tende ad un'estasi totale finale: l'immergersi nell'amore divino. Solo in Dio cuore e corpo raggiungono la pienezza d'amore a cui aspirano. Il fidanzamento deve preparare questa sinfonia dell'amore matrimoniale. I fidanzati cristiani devono vivere il loro amore in tutta la loro realtà concreta, cioè di creature diventate per azione dello Spirito figli di Dio. Nei gesti d'amore non devono dimenticare mai questa loro dignità. Non è un limite alla loro spontaneità, è una maggior ricchezza, che aumenta e perfeziona anche le sensazioni scaturenti dalle loro manifestazioni d'amore. L'amore divino riversato nei loro cuori dallo Spirito perfeziona anche il corpo. Ogni gesto autentico d'amore vissuto in tutta la sua ricchezza, anche di sensazioni, aumenta l'amore divino presente nei loro cuori, unendoli più profondamente fra di loro. L'amore dei fidanzati infatti prepara la nascita dell'amore degli sposi. E' la sua gestazione! il "Si"del matrimonio partorisce questo nuovo amore, che non è continuazione del precedente, bensì completamente diverso, anche se da esso preparato. Per cui, l'amore dei matrimonio nascerà con quella energia e capacità di donarsi comunicatale dall'amore di fidanzamento. Ecco perché il fidanzamento è uno stato di vita importante che va vissuto in tutta la sua valenza d'amore. Esso infatti prepara la nascita dell'amore, sorgente della vita. I fidanzati devono prepararsi al dono della vita nella tenerezza calda di un amore che abbraccia la totalità del loro essere! Cuore e corpo. In esso devono preparare la loro apertura alla vita, cioè la loro collaborazione con Dio, per continuare nel mondo la presenza delle creature umane. Ogni bimbo che nasce infatti è il risultato di un bacio d'amore tra gli sposi e Dio. E' un introdurre nella storia, in parabola, un'immagine dell'amore Trinitario. In Dio l'amplesso d'amore tra il Padre e il Figlio origina lo Spirito Santo, che è il Bacio d'amore tra il Padre ed il Figlio: l'Amore divino che è persona. Nella storia umana l'unione dell'amplesso fisico degli sposi con Dio origina un nuovo bacio d'amore: il bambino! Per questo ogni bambino che nasce è una nuova parola d'amore di Dio per l'umanità. Parola d'amore che dovrebbe essere accolta con gioia e rispetto. Sovente invece si cerca di sopprimerla (aborto), prima ancora che manifesti lo splendore del suo messaggio. L'aborto è il tentativo dell'uomo di far tacere Dio: eliminarlo dal mondo. E' il ripetersi della storia iniziale del peccato: l'uomo e la donna vogliono essere padroni di loro stessi; della vita. Vogliono essere dei. Eliminare Dio! E poi si accorgono, come allora, di essere nudi! Spogliati d'amore! Creatori di un mondo pieno di solitudine. Da qui la necessità di approfondire attraverso i metodi naturali le realtà della procreazione responsabile presenti nella donna, per gestire l'apertura alla vita con lo stesso stile di Dio. Dio pensa, ama, progetta ogni singola creatura, come un raggio particolare della sua bellezza, o meglio, come un aspetto unico ed irripetibile della fisionomia di Cristo. L'uomo, suo collaboratore, deve seguire questo stile: generare per amore, volendo e cercando con tenerezza la nuova creatura. Dio ha posto nelle mani degli sposi il tesoro della vita, il prolungarsi nel tempo, per creazione, della sua immagine. A un tesoro d'incalcolabile valore, custodito in vasi di creta, cioè nella realtà fragile e volubile dei cuore umano. Unicamente una vita maturata nella castità può far crescere e custodire questo dono, garante della pace e gioia nel mondo. Vuoi la pace? Ama la vita e proteggila dal suo nascere fino al suo tramonto. E' la missione affidata ad ogni coppia di sposi. La crisi del matrimonio ha creato una cultura di morte, cioè un modo di pensare la vita in chiave di dominio e di eliminazione di chiunque impedisce la propria realizzazione o la disturba. Non si amano i bambini ... sono di troppo gli anziani: impediscono la libertà di divertirsi, distrarsi ... di fare i propri comodi. Dio stesso diventa una cosa inutile, se non diventa complice delle proprie aspettative egocentriche. Si ama un Dio immanente in sé... in ultima analisi si ama se stessi! Il proprio Io diventa il metro di misura del bene e del male, della stima o disistima della vita, del suo rifiuto o della sua accoglienza. Il freddo di un mondo povero di amore si fa sempre più intenso. L'uomo vuole proteggere l'ecologia della natura, prostituendo le realtà del proprio cuore e del proprio corpo. Si salva un albero... ma si uccide un bambino nel seno materno! L'uomo, ogni uomo, deve riscoprire la gioia della vita. Il fidanzamento dovrebbe avere questo scopo, e lo realizza se sperimenta in se la vera felicità di amare l'altro/a con tutto se stesso, cioè in tutta la ricchezza delle sensazioni ed emozioni corporee dei gesti d'amore e nel calore immenso di un dono e di una accoglienza dell'altro/a senza egoismi. Solo così potranno essere nel matrimonio una icona dell'amore che unisce Cristo al suo popolo ed allo stesso tempo sorgente con Lui di nuova vita, prolungamento nella storia dell'idillio d'amore tra Dio e l'uomo. - Raimondo Bardelli - noicattolici -
ALCUNE RIFLESSIONI SULLA FESTA DI SAN VALENTINO
Valentino divenuto vescovo di Terni, iniziò a spendere la sua vita per gli altri, aiutava i poveri, guariva i malati e cercava di creare un clima di amore tra tutti. Si racconta che due giovani di Terni si erano innamorati e volevano sposarsi. Il giovane, un militare dell’esercito romano di servizio in città, era però pagano, mentre la giovane di Terni era cristiana. Le difficoltà che questi due giovani si trovavano di fronte per sposarsi erano davvero grandi. Ma Valentino, vista la sincerità di quell’amore, aiutò i due giovani a superarle e li accompagnò sino al matrimonio. Il giovane infatti chiese il battesimo e quindi poterono celebrare il matrimonio. Saputo questo, molti altri giovani cercarono Valentino per essere aiutati nel loro cammino di amore, e la tradizione lo ha scelto come il protettore degli innamorati. L'amore per sua natura tende a comunicarsi ad altri per coinvolgerli: suscitare in loro maggior capacità di dono e gioia di vivere. L'uomo è felice quando realizza se stesso: vive in pienezza la vita. L'amore e solo l'amore porta a compimento le realtà umane e divine possedute dalla persona. umana. Una sua componente fondamentale è la sessualità . Essa si realizza unicamente attraverso un dono totale dato e ricevuto da una persona complementare, cioè con l'amore del matrimonio. Amore che si esprime, si rende visibile attraverso la corporeità, in modo particolare attraverso il rapporto sessuale, che lo apre alla paternità e maternità, ulteriori componenti della persona umana. La sessualità realizzata apre infatti le porte del cuore ad essere padre o madre: a comunicare la vita o meglio generare altre persone per amare. Il matrimonio infatti perpetua nel mondo la presenza dell'amore. Questo dovrebbe essere il desiderio che anima ogni coppia, aprendola alla vita. Sovente succede invece che gli sposi sono unicamente guidati dalla brama di perpetuare nel tempo la propria stirpe. Scopo limitante, che restringe il campo di scelta anche dei figli. Essi infatti realizzeranno tale fine unicamente sposandosi come i loro genitori e mai scegliendo il matrimonio della consacrazione totale a Dio.Gli sposi devono riscoprire la vocazione fondamentale del matrimonio che non si limita a generare ma che vuole donare al mondo nuove creature capaci d'amare, di accrescere nel mondo l'amore. La vocazione fondamentale di ogni creatura infatti è amare e donare amore. L'amore e solo l'amore è la vera vita. Tutto ciò comporta negli sposi una apertura amorosa e cosciente alla paternità e maternità, cioè una ricerca della vita vissuta in modo responsabile. La paternità o maternità responsabile non si limita a generare la vita, ma continua a farla crescere nella vivificante dolcezza dell'amore, perché possa essere realmente amore nel mondo. E questo continuo generare all'amore che deve impegnare gli sposi ad accrescere sempre più intensamente la fiamma calda e rigenerante dell'amore presente nei loro cuori. Nessuno infatti può dare amore se non lo possiede realmente. Una sorgente può dissetare, quindi dare vita, solo se da essa sgorga acqua. Allo stesso tempo devono sviluppare le capacità espressive dell'amore: tenerezza, sentimento e sesso. Questo cammino esige inoltre da parte degli sposi, un'attenzione continua e delicata sull'altro/a per scoprire e capirne la sensibilità corporea e spirituale ed allo stesso tempo comporta un impegno educativo costante su loro stessi per plasmare le doti corporee ad esprimere la propria originalità affettiva in un modo completamente gradito all'amato/a. E' un' educazione all'amare che inizia nel fidanzamento, per continuare, intensificandosi, nel matrimonio, prolungandosi fino alla morte. E la vera conoscenza sessuale dell'amato/a. Il matrimonio nei suoi gesti d'amore diventa come una sinfonia in continua composizione, che attinge momenti estatici successivi (rapporto sessuale), ma che tende ad un'estasi totale finale: l'immergersi nell'amore divino. Solo in Dio cuore e corpo raggiungono la pienezza d'amore a cui aspirano. Il fidanzamento deve preparare questa sinfonia dell'amore matrimoniale. I fidanzati cristiani devono vivere il loro amore in tutta la loro realtà concreta, cioè di creature diventate per azione dello Spirito figli di Dio. Nei gesti d'amore non devono dimenticare mai questa loro dignità. Non è un limite alla loro spontaneità, è una maggior ricchezza, che aumenta e perfeziona anche le sensazioni scaturenti dalle loro manifestazioni d'amore. L'amore divino riversato nei loro cuori dallo Spirito perfeziona anche il corpo. Ogni gesto autentico d'amore vissuto in tutta la sua ricchezza, anche di sensazioni, aumenta l'amore divino presente nei loro cuori, unendoli più profondamente fra di loro. L'amore dei fidanzati infatti prepara la nascita dell'amore degli sposi. E' la sua gestazione! il "Si"del matrimonio partorisce questo nuovo amore, che non è continuazione del precedente, bensì completamente diverso, anche se da esso preparato. Per cui, l'amore dei matrimonio nascerà con quella energia e capacità di donarsi comunicatale dall'amore di fidanzamento. Ecco perché il fidanzamento è uno stato di vita importante che va vissuto in tutta la sua valenza d'amore. Esso infatti prepara la nascita dell'amore, sorgente della vita. I fidanzati devono prepararsi al dono della vita nella tenerezza calda di un amore che abbraccia la totalità del loro essere! Cuore e corpo. In esso devono preparare la loro apertura alla vita, cioè la loro collaborazione con Dio, per continuare nel mondo la presenza delle creature umane. Ogni bimbo che nasce infatti è il risultato di un bacio d'amore tra gli sposi e Dio. E' un introdurre nella storia, in parabola, un'immagine dell'amore Trinitario. In Dio l'amplesso d'amore tra il Padre e il Figlio origina lo Spirito Santo, che è il Bacio d'amore tra il Padre ed il Figlio: l'Amore divino che è persona. Nella storia umana l'unione dell'amplesso fisico degli sposi con Dio origina un nuovo bacio d'amore: il bambino! Per questo ogni bambino che nasce è una nuova parola d'amore di Dio per l'umanità. Parola d'amore che dovrebbe essere accolta con gioia e rispetto. Sovente invece si cerca di sopprimerla (aborto), prima ancora che manifesti lo splendore del suo messaggio. L'aborto è il tentativo dell'uomo di far tacere Dio: eliminarlo dal mondo. E' il ripetersi della storia iniziale del peccato: l'uomo e la donna vogliono essere padroni di loro stessi; della vita. Vogliono essere dei. Eliminare Dio! E poi si accorgono, come allora, di essere nudi! Spogliati d'amore! Creatori di un mondo pieno di solitudine. Da qui la necessità di approfondire attraverso i metodi naturali le realtà della procreazione responsabile presenti nella donna, per gestire l'apertura alla vita con lo stesso stile di Dio. Dio pensa, ama, progetta ogni singola creatura, come un raggio particolare della sua bellezza, o meglio, come un aspetto unico ed irripetibile della fisionomia di Cristo. L'uomo, suo collaboratore, deve seguire questo stile: generare per amore, volendo e cercando con tenerezza la nuova creatura. Dio ha posto nelle mani degli sposi il tesoro della vita, il prolungarsi nel tempo, per creazione, della sua immagine. A un tesoro d'incalcolabile valore, custodito in vasi di creta, cioè nella realtà fragile e volubile dei cuore umano. Unicamente una vita maturata nella castità può far crescere e custodire questo dono, garante della pace e gioia nel mondo. Vuoi la pace? Ama la vita e proteggila dal suo nascere fino al suo tramonto. E' la missione affidata ad ogni coppia di sposi. La crisi del matrimonio ha creato una cultura di morte, cioè un modo di pensare la vita in chiave di dominio e di eliminazione di chiunque impedisce la propria realizzazione o la disturba. Non si amano i bambini ... sono di troppo gli anziani: impediscono la libertà di divertirsi, distrarsi ... di fare i propri comodi. Dio stesso diventa una cosa inutile, se non diventa complice delle proprie aspettative egocentriche. Si ama un Dio immanente in sé... in ultima analisi si ama se stessi! Il proprio Io diventa il metro di misura del bene e del male, della stima o disistima della vita, del suo rifiuto o della sua accoglienza. Il freddo di un mondo povero di amore si fa sempre più intenso. L'uomo vuole proteggere l'ecologia della natura, prostituendo le realtà del proprio cuore e del proprio corpo. Si salva un albero... ma si uccide un bambino nel seno materno! L'uomo, ogni uomo, deve riscoprire la gioia della vita. Il fidanzamento dovrebbe avere questo scopo, e lo realizza se sperimenta in se la vera felicità di amare l'altro/a con tutto se stesso, cioè in tutta la ricchezza delle sensazioni ed emozioni corporee dei gesti d'amore e nel calore immenso di un dono e di una accoglienza dell'altro/a senza egoismi. Solo così potranno essere nel matrimonio una icona dell'amore che unisce Cristo al suo popolo ed allo stesso tempo sorgente con Lui di nuova vita, prolungamento nella storia dell'idillio d'amore tra Dio e l'uomo. - Raimondo Bardelli - noicattolici -