[...] Diventar duri! Resistere! Noi in questo momento non siamo martello, ma incudine. Altri, per la maggior parte estranei e rinnegati ci martellano, cercano con la forza di sviare il nostro popolo, noi stessi, la nostra gioventù dal retto comportamento verso Dio. Chiedete al fabbro e lui vi dirà: Ciò che viene battuto sull'incudine non ottiene la sua forma soltanto dal martello, ma anche dall'incudine. L'incudine non può e non ha neppure bisogno di ribattere, basta che sia resistente, dura. Quando è sufficientemente ferma, solida, dura, allora solitamente resiste più a lungo del martello. Per quanto duramente colpisca il martello, l'incudine sta lì in calma solidità e servirà, ancora per molto tempo, a dar forma a ciò che deve essere di nuovo forgiato. [...] Dio li assisterà perché non perdano la forma e il comportamento di fermezza cristiana, quando il martello della persecuzione li colpirà duramente, ferendoli ingiustamente. Chi nei nostri giorni viene battuto sono i nostri religiosi, padri, fratelli e sorelle. [...] Chi in questo tempo viene battuta tra martello ed incudine è la nostra gioventù, quella in crescita, non ancora matura, che è ancora malleabile, tenera. Noi non la possiamo sottrarre ai colpi del martello del paganesimo, dell'ostilità al cristianesimo, ai falsi insegnamenti e costumi. Cosa viene loro insegnato [...]? Che cosa vengono ad apprendere nelle scuole [...]? Che cosa leggono nei nuovi libri di scuola? Fatevi mostrare, genitori cristiani, i libri, specialmente quelli di storia delle scuole superiori! Sarete atterriti con quale noncuranza della verità storica in essi si cerca di inculcare nei bambini inesperti la diffidenza verso il Cristianesimo e la Chiesa, si cerca di riempirli di odio contro la fede cristiana. Nelle scuole statali prescelte, nelle scuole del Partito, nei nuovi istituti di formazione per i futuri insegnanti di ambo i sessi è esclusa qualsiasi influenza cristiana, anzi, qualsiasi attività religiosa viene esclusa per principio. [...] Genitori cristiani, voi dovete occuparvi di tutto ciò, altrimenti trascurate i vostri sacri doveri, altrimenti non potrete reggere dinanzi alla vostra coscienza ed a Colui che vi ha affidato i bambini, affinché li guidiate verso il cielo. Noi siamo l'incudine, non il martello. Voi non potete sottrarre i vostri figli ai colpi martellanti dell'ostilità alla fede e alla Chiesa. Ma anche l'incudine partecipa alla forma. Fate che la vostra casa paterna, il vostro amore e la vostra fedeltà di genitori, la vostra esemplare vita cristiana siano l'incudine forte, resistente, solida ed incrollabile, che accoglie la veemenza dei colpi nemici, che rinvigorisce e consolida sempre di più le forze ancora deboli della gioventù nella santa volontà di non farsi sviare dal cammino verso Dio. Chi in questo tempo è battuto, siamo, quasi senza eccezioni, tutti noi. [...] Attualmente noi siamo l'incudine per tutti i colpi che si abbattono su di noi, nel più fedele servizio in favore del popolo e della Patria, ma anche sempre pronti ad agire, con il più grande coraggio di autosacrificio, secondo le parole: «Bisogna obbedire più a Dio che agli uomini». Dio parla a ciascuno di noi per mezzo della coscienza formata dalla fede. Obbedite sempre, immancabilmente, alla voce della coscienza. Prendete, ad esempio, come modello quel Ministro di giustizia prussiano del vecchio tempo - l'ho citato già una volta tempo fa -, al quale un giorno il suo re, Federico il Grande, ordinò di cambiare e modificare, secondo il desiderio del monarca, una sentenza legittima del tribunale. Allora quel vero gentiluomo, un certo signor von Münchhausen, dette al suo Re questa magnifica risposta: «La mia testa è a disposizione di vostra Maestà, ma non la mia coscienza. Sono pronto a dare la mia vita per il mio Re, anzi gli obbedisco perfino accettando la morte dalla mano del boia. La mia vita è del Re, non la mia coscienza». È stata estirpata la progenie di tali gentiluomini, che la pensano così e così agiscono, sono morti gli impiegati prussiani di tale genere? Non vi sono più borghesi e contadini, artigiani ed operai di simili sentimenti? Di uguale coscienziosità ed uguale nobiltà d'animo? Ciò io non posso e non voglio credere. E perciò, ancora una volta: tempratevi, resistete! Non cedete! Come l'incudine sotto i colpi del martello. Può darsi che l'obbedienza a Dio, la fedeltà alla coscienza costi a me o a voi la vita, la libertà o la patria. Ma piuttosto morire che peccare! Che la grazia di Dio, senza la quale noi non possiamo fare nulla, dia e mantenga a voi e a me quella fermezza incrollabile. [...] qualunque cosa succeda, non abbandonate la fede rivelata da Dio, la fede cattolica ereditata dagli antenati. In mezzo alla distruzione di opere umane, in mezzo a tutte le calamità e preoccupazioni io vi esorto con le parole che il primo Papa dei tribolati cristiani scrisse: «Umiliatevi, dunque, sotto la potente mano di Dio, affinché a suo tempo vi esalti. Deponete in Lui tutte le vostre angustie, perché Egli si prenda cura di voi. Siate sobri ed in guardia! Il diavolo, vostro avversario, si aggira come leone ruggente... Resistetegli, fermi nella fede... Il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamato in Gesù Cristo all'eterna sua gloria, dopo che avrete sofferto per breve tempo, Egli stesso vi perfezionerà, vi renderà fermi, forti, incrollabili. - 20 luglio 1941 - Beato Cardinal Clemens August - dueminutiperlavita -
RESISTERE COME INCUDINE SOTTO IL MARTELLO OGGI PIU' DI IERI
[...] Diventar duri! Resistere! Noi in questo momento non siamo martello, ma incudine. Altri, per la maggior parte estranei e rinnegati ci martellano, cercano con la forza di sviare il nostro popolo, noi stessi, la nostra gioventù dal retto comportamento verso Dio. Chiedete al fabbro e lui vi dirà: Ciò che viene battuto sull'incudine non ottiene la sua forma soltanto dal martello, ma anche dall'incudine. L'incudine non può e non ha neppure bisogno di ribattere, basta che sia resistente, dura. Quando è sufficientemente ferma, solida, dura, allora solitamente resiste più a lungo del martello. Per quanto duramente colpisca il martello, l'incudine sta lì in calma solidità e servirà, ancora per molto tempo, a dar forma a ciò che deve essere di nuovo forgiato. [...] Dio li assisterà perché non perdano la forma e il comportamento di fermezza cristiana, quando il martello della persecuzione li colpirà duramente, ferendoli ingiustamente. Chi nei nostri giorni viene battuto sono i nostri religiosi, padri, fratelli e sorelle. [...] Chi in questo tempo viene battuta tra martello ed incudine è la nostra gioventù, quella in crescita, non ancora matura, che è ancora malleabile, tenera. Noi non la possiamo sottrarre ai colpi del martello del paganesimo, dell'ostilità al cristianesimo, ai falsi insegnamenti e costumi. Cosa viene loro insegnato [...]? Che cosa vengono ad apprendere nelle scuole [...]? Che cosa leggono nei nuovi libri di scuola? Fatevi mostrare, genitori cristiani, i libri, specialmente quelli di storia delle scuole superiori! Sarete atterriti con quale noncuranza della verità storica in essi si cerca di inculcare nei bambini inesperti la diffidenza verso il Cristianesimo e la Chiesa, si cerca di riempirli di odio contro la fede cristiana. Nelle scuole statali prescelte, nelle scuole del Partito, nei nuovi istituti di formazione per i futuri insegnanti di ambo i sessi è esclusa qualsiasi influenza cristiana, anzi, qualsiasi attività religiosa viene esclusa per principio. [...] Genitori cristiani, voi dovete occuparvi di tutto ciò, altrimenti trascurate i vostri sacri doveri, altrimenti non potrete reggere dinanzi alla vostra coscienza ed a Colui che vi ha affidato i bambini, affinché li guidiate verso il cielo. Noi siamo l'incudine, non il martello. Voi non potete sottrarre i vostri figli ai colpi martellanti dell'ostilità alla fede e alla Chiesa. Ma anche l'incudine partecipa alla forma. Fate che la vostra casa paterna, il vostro amore e la vostra fedeltà di genitori, la vostra esemplare vita cristiana siano l'incudine forte, resistente, solida ed incrollabile, che accoglie la veemenza dei colpi nemici, che rinvigorisce e consolida sempre di più le forze ancora deboli della gioventù nella santa volontà di non farsi sviare dal cammino verso Dio. Chi in questo tempo è battuto, siamo, quasi senza eccezioni, tutti noi. [...] Attualmente noi siamo l'incudine per tutti i colpi che si abbattono su di noi, nel più fedele servizio in favore del popolo e della Patria, ma anche sempre pronti ad agire, con il più grande coraggio di autosacrificio, secondo le parole: «Bisogna obbedire più a Dio che agli uomini». Dio parla a ciascuno di noi per mezzo della coscienza formata dalla fede. Obbedite sempre, immancabilmente, alla voce della coscienza. Prendete, ad esempio, come modello quel Ministro di giustizia prussiano del vecchio tempo - l'ho citato già una volta tempo fa -, al quale un giorno il suo re, Federico il Grande, ordinò di cambiare e modificare, secondo il desiderio del monarca, una sentenza legittima del tribunale. Allora quel vero gentiluomo, un certo signor von Münchhausen, dette al suo Re questa magnifica risposta: «La mia testa è a disposizione di vostra Maestà, ma non la mia coscienza. Sono pronto a dare la mia vita per il mio Re, anzi gli obbedisco perfino accettando la morte dalla mano del boia. La mia vita è del Re, non la mia coscienza». È stata estirpata la progenie di tali gentiluomini, che la pensano così e così agiscono, sono morti gli impiegati prussiani di tale genere? Non vi sono più borghesi e contadini, artigiani ed operai di simili sentimenti? Di uguale coscienziosità ed uguale nobiltà d'animo? Ciò io non posso e non voglio credere. E perciò, ancora una volta: tempratevi, resistete! Non cedete! Come l'incudine sotto i colpi del martello. Può darsi che l'obbedienza a Dio, la fedeltà alla coscienza costi a me o a voi la vita, la libertà o la patria. Ma piuttosto morire che peccare! Che la grazia di Dio, senza la quale noi non possiamo fare nulla, dia e mantenga a voi e a me quella fermezza incrollabile. [...] qualunque cosa succeda, non abbandonate la fede rivelata da Dio, la fede cattolica ereditata dagli antenati. In mezzo alla distruzione di opere umane, in mezzo a tutte le calamità e preoccupazioni io vi esorto con le parole che il primo Papa dei tribolati cristiani scrisse: «Umiliatevi, dunque, sotto la potente mano di Dio, affinché a suo tempo vi esalti. Deponete in Lui tutte le vostre angustie, perché Egli si prenda cura di voi. Siate sobri ed in guardia! Il diavolo, vostro avversario, si aggira come leone ruggente... Resistetegli, fermi nella fede... Il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamato in Gesù Cristo all'eterna sua gloria, dopo che avrete sofferto per breve tempo, Egli stesso vi perfezionerà, vi renderà fermi, forti, incrollabili. - 20 luglio 1941 - Beato Cardinal Clemens August - dueminutiperlavita -