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TRISTE SAN VALENTINO: LA STRAGE DELLE INNOCENTI


Triste San Valentino quest’anno! Mentre il mondo degli innamorati celebrava l’amore l’Italia annoverava per l’ennesima volta atti di stupro sulle donne. Spesso donne giovanissime; pena adolescenti. I loro nomi, le loro storie restano come atto d’accusa a una società che ha completamente perso il valore del rispetto, della purezza. Ormai i casi di stupro sulle donne in questi mesi non si contano più. Udirne l’accaduto alla radio o in TV è un colpo al cuore. Sento queste ragazze/donne come mie sorelle. L’abuso su di loro mi provoca dolore. Mi umilia il fatto che le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, in qualche modo private del diritto all'esistenza stessa. Il violentatore mi fa inorridire, arrabbiare, adirare. Se poi sento che è persona appena uscita dal carcere, o che sarebbe dovuta rimpatriare ..... perché straniera, la mia rabbia si rivolge anche ai poteri dello Stato. I governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società ...Ma quello che mi distrugge è comunque la mancanza di solidarietà. L’altra notte qualcuno ha chiesto aiuto; i passanti non si sono fermati. Che strano! La strada, il luogo dell’incontro e della convivenza è diventato il luogo del pericolo. La violenza sulle donne è uno scandalo per i diritti umani. In molte società questo problema si scontra con la mancanza di interesse, il silenzio e l'apatia dei governi. Occorre "uscire dal silenzio" e denunciare, condannare, biasimare la più brutale delle diseguaglianze causata dal fatto che gli aggressori non riconoscono alle donne autonomia, responsabilità e capacità di scelta. Chiedo ai mass media di non limitarsi a dar conto della “cronaca della violenza” sulle donne. Chiedo che ogni volta, radio, TV, e giornali, aiutino a formare una coscienza di rispetto e di solidarietà. - Tommaso Stenico - Pontifex -