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GIOVANNI PAOLO II ERA UN LIBRO O MEGLIO UN VANGELO APERTO DELLA FEDE


Sottosegretario al Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, campano, e quel che conta maggiormente,autentico galantuomo, di quelli di una volta: con lui basta una stretta di mano. Con lui, parliamo della forza comunicativa del compianto Servo di Dio Giovanni Paolo II, il Papa che più di tutti ha rivoluzionato il modo di intendere il ruolo del pontefice in tema comunicativo. Un argomento sul quale si potrebbe discutere per ore, ma che per esigenze di evidente sintesi, va ridotto in poche battute. Allora, dottor Scelzo, in che modo sintetizzerebbe il modo di comunicare del caro Giovanni Paolo II: " premesso che non voglio fare torto a nessuno e che non è mia intenzione stilare paragoni con nessuno, mi piace sottolineare un lato del modo di comunicare del defunto papa polacco". Ovvero?: " lui, anche per i trascorsi di attore che ebbe in gioventù come tutti sanno, aveva grande abilità nel divulgare, ...... nel farsi comprendere, sia nei contenuti, ma ancor di più nei toni della voce. In poche parole, era capace di aggiustare le tonalità, in relazione con gli argomenti trattati". Rimarrà epico il discorso di ammonimento rivolto ai mafiosi quando li invitava a convertirsi: " infatti, Giovanni Paolo II aveva questa evidente peculiarità. Poteva serenamente immedesimarsi nell’argomento e come un camaleonte, mi passi questo termine che non vuole essere diminutivo oppure offensivo, adattava il timbro della voce al passo del discorso. Insomma, una cosa molto bella". Lo ha dimostrato, quasi con plateale fisicità durante i tanti viaggi all’estero effettuati: " Giovanni Paolo II fu in tutta la sua esistenza, e nel pontificato in particolare, un libro aperto, sia per la trasparenza, che per la chiarezza, che per la onestà di vita. Tutto il suo lungo e fruttuoso pontificato rappresentò un inno alla evangelizzazione e lo si può serenamente definire un Vangelo aperto sul mondo del quale sapeva capire ogni lato". Che cosa la ha maggiormente impressionato di Giovanni Paolo II: " tante cose. Ma credo che egli abbia sempre posto al centro,come pietra angolare della sua azione, l’interesse vivo per l’uomo e i suoi problemi. Non a caso, si è interessato dei diritti umani e del loro rispetto che ha trasformato in una vera bandiera. Ma vorrei soffermarmi anche su qualche particolare che potrebbe parere irrilevante ed invece non lo è per nulla". Ci dica: " mi ha sempre colpito in lui l’interesse concreto e reale alla vita di ogni giorno,al quotidiano. La prima domanda che rivolgeva al suo interlocutore, che sempre guardava fisso negli occhi, era come stai, come ti senti, di che cosa hai bisogno, in che cosa posso aiutarti. Era l’uomo della comunicazione,ma anche del servizio". In più nel mondo della comunicazione seppe adeguarsi ai tempi, aprendo con misura e saggezza alle nuove tecnologie come internet: " fu uomo di singolare intelligenza. Comprese che la nuova era aveva bisogno delle nuove tecnologie, le quali, se ben usate, potevano trasformarsi in strumento efficacissimo ed utile di evangelizzazione. Lui affermava che il Vangelo va predicato dai tetti della case, ma che l’uomo ha il dovere di sfruttare con intelligenza,morale e buon senso ciò che i mezzi tecnici mettono a disposizione. Dunque, ben venga internet se serve a diffondere la Parola di Dio in luoghi dove non arriva facilmente. Ben venga se risulta utile a far comprendere il Magistero della Chiesa e del Papa". Uomo della parola calda e vibrante, tocco l’ apice della sua comunicazione proprio quando, ormai in agonia, non riuscì a parlare: " esattamente, lui il grande comunicatore, colui capace sempre di un guizzo di imprevedibilità costretto al silenzio. Fu una scena drammatica e toccante, ma quel giorno Giovanni Paolo II, impotente ed amareggiato, raggiunse il suo zenit. Probabilmente quello fu il discorso più bello ed efficace del Papa, un testo muto che riassumeva con eloquenza il suo attaccamento,il suo servizio alla Chiesa e alla Parola. Il Papa dell’eloquenza costretto al silenzio,ma presente tra i suoi. Non dimenticherò mai qual giorni, compresi che era la fine, ma capii la grandezza di quell’uomo che lo Spirito Santo aveva donato alla sua Chiesa e come si era donato. Fu un grande,nobile uomo di Chiesa e di spiritualità". - Bruno Volpe - Pontifex -