ASCOLTA TUA MADRE

LA RICERCA SMODATA DELLA PERFEZIONE ESTETICA: TRA NORMALITA' E PATOLOGIA


La società contemporanea coltiva il culto dell’immagine fino all’esasperazione. Si spiega così il ricorso al chirurgo estetico, quando non avessero dato i risultati sperati, le cure dimagranti. Sarebbe banale evidenziare come, in una società siffatta, si dia importanza alla esteriorità, all’apparire, invece di dare il giusto significato ai valori veri, che sono quelli interiori. Quando, invece, prevalgono gli pseudo valori, allora vincono gli effetti distorcenti che i mass media non mancano di avere sui giovani, specie nell’età in formazione. E’ questo, infatti, il periodo nel quale l’insicurezza tipica dell’età aumenta con il cambiamento somatico, così che quasi sempre, l’insoddisfazione del proprio corpo incoraggia il ricorso a strategie estetiche, capaci di migliorarne l’aspetto. Di qui il possibile ricorso a metodi "fai da te" che spesso consistono nel ridurre l’alimentazione, fino all’eccesso e che, senza il consulto di esperti, mettono ...... a rischio la salute stessa dell’individuo. Tanto più che, l’adolescente è bombardato da pubblicità, che ci propongono donne bellissime, longilinee, eteree e perfette, fatto che, inevitabilmente, rafforza, nei giovanissimi, specie nelle ragazze, l’idea della perfezione e la convinzione che, per essere accettate dalla società, bisogna aspirare ad un "ideale di bellezza", non sempre facile da raggiungere se non a prezzo di molti sacrifici. Il rischio anoressia nervosa è in agguato, insieme con la bulimia, due gravi disturbi alimentari, figlie della nostra epoca post-moderna, opulenta. Negli ultimi decenni, infatti, è nei paesi occidentali, che si assiste ad un costante incremento delle suddette patologie, che colpiscono principalmente le ragazze (anche se non mancano casi di maschi anoressici o bulimici), tra i 12 e i 30 anni, con picchi tra i 12 e i 20 anni. Ovviamente, non tutte le donne che intraprendono una dieta rischiano di cadere nell’anoressia nervosa o nella bulimia, in quando diversi fattori, tra i quali ereditari, biologici, intrapsichici, familiari, ambientali, stressanti, potrebbero concorrere all’insorgenza delle suddette patologie. E' indubbio, tuttavia, che i media, quali fattori ambientali, esercitano un’influenza negativa, non indifferente, sulla vulnerabile psiche dell’adolescente. Quand’anche non si cadesse nel disturbo alimentare vero e proprio, è inevitabile che l’ossessione per la cura del corpo, che sfocia in un vero e proprio "culto della bellezza", è già di per sé dannosa per la psiche di un individuo, in quanto sintomo di insicurezza e, probabilmente, di un disagio più profondo. Come poter intervenire su un fenomeno così esteso che devasta la psiche prima che il fisico?.Bisognerebbe agire, in primo luogo, sulla psiche stessa, prima che sulla volontà dei soggetti, diffondendo i veri valori e non i falsi miti che accrescono il senso di inadeguatezza, fino alla insoddisfazione, contribuendo, in questo modo, alla costruzione di una immagine distorta di se stessi. In secondo luogo, bisognerebbe aiutare il giovane ad apprezzare la vita in tutta la sua pienezza, sapendo godere, nel giusto equilibrio, di uno dei doni più grandi che Dio potesse dare: la gioventù, quale periodo straordinario della vita, che non ha bisogno di "perfezione", in quanto racchiude in sé tutta la bellezza del creato. E’ chiaro che per diffondere i veri ideali nei giovani, si dovrebbe intervenire fin dai primi anni, attraverso una costante partecipazione delle famiglie, della scuola, della chiesa e di tutte le strutture formative; sarebbe auspicabile, in altro modo, una collaborazione assidua tra tutte queste figure educative, collaborazione che, purtroppo, non è sempre di facile attuazione. - Filomena D'Amelio - Pontifex -