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DOMENICA 22 FEBBRAIO CATTEDRA DI SAN PIETRO APOSTOLO


Il 22 febbraio per il calendario della Chiesa cattolica rappresenta il giorno della festa della Cattedra di San Pietro. Si tratta della ricorrenza in cui viene messa in modo particolare al centro la memoria della peculiare missione affidata da Gesù a Pietro. In realtà la storia ci ha tramandato l'esistenza di due cattedre dell'Apostolo: prima del suo viaggio e del suo martirio a Roma, la sede del magistero di Pietro fu infatti identificata in Antiochia. E la liturgia celebrava questi due momenti con due date diverse: il 18 gennaio (Roma) e il 22 febbraio (Antiochia). La riforma del calendario le ha unificate nell'unica festa di oggi. Essa - viene spiegato nel Messale Romano - "con il simbolo della cattedra pone in rilievo la missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, da lui costituito, nella sua persona e in quella dei successori, principio e fondamento visibile dell'unità della Chiesa". IL PRIMATO DI PIETRO BEN CHIARO NEI VANGELIII dialogo di Gesù con Pietro sulle rive del lago di Tiberiade, dopo la risurrezione, ci mostra l'investitura del discepolo nel suo compito pastorale (Gv 21, 15-17). Le parole pronunciate sulla via di Cesarea di Filippo (Mt 16, 18-19) costituivano una promessa, mentre il nuovo dialogo ne procura il compimento. Gesù comunica a Pietro la missione e il potere di pastore universale: "Pasci i miei agnelli", "Pasci le mie pecore". Questa comunicazione di missione e di potere appare come il frutto dell'opera redentrice, poiché essa è effettuata da Cristo risorto. Gesù chiama l'apostolo con il suo nome, con una certa solennità: "Simone, figlio di Giovanni"; lo distingue espressamente dagli altri apostoli, perché gli chiede: "Mi ami tu più di costoro?" La domanda fa eco alla pretesa manifestata da Simone di avere un attaccamento a Gesù superiore a quello di tutti gli altri, con una fedeltà che avrebbe perseverato anche nel caso della diserzione di tutti (Mt 26,33; Me 14,29; cf.Gv 13,37). Essa fa pure allusione al rinnegamento, allusione che diventa più evidente con la triplice ripetizione della domanda. Simone ha dovuto riconoscere che con le proprie forze non era riuscito a testimoniare a Gesù l'amore superiore che gli aveva promesso. Malgrado questo fallimento, la domanda si riferisce a questo amore superiore che Simone è invitato ad esprimere, ma con altre disposizioni, fondandosi sulla conoscenza che Gesù possiede di lui: "Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo". Vi è dunque un appello a un amore più grande, appello che procura la forza della risposta e prelude alla concessione della missione. Con le parole "Pasci i miei agnelli", "Pasci le mie pecore", la missione è formulata in termini che indicano chiaramente una identità con quella di Gesù. E la missione di colui che si è definito "il buon pastore". L'identità è confermata dal fatto che Gesù dice "i miei agnelli", "le mie pecore", come aveva detto, nella promessa, "la mia Chiesa". Ciò significa che Cristo eserciterà la sua missione di pastore sui suoi agnelli e sulle sue pecore mediante l'incarico dato a Pietro. Nello stesso modo con cui Simone era stato chiamato Pietro perché destinato ad assumere il ruolo di pietra di fondazione appartenente a Gesù, egli riceve la qualità di pastore universale che era propria al suo Maestro. L'assimilazione della missione di Pietro a quella di Gesù viene confermata dall'annuncio del suo martirio: "Quando sarai vecchio, tenderai le tue mani e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vorrai "(21,18 ). Il modo di annunciare questo martirio mostra che tutta l'esistenza di Pietro è ormai condotta da Gesù: quando era giovane, Simone si cingeva lui stesso, ossia sceglieva liberamente la sua attività, ma ora Gesù lo condurrà su una strada che terminerà con un supplizio. Anche a Pietro si applicherà la predizione: "II buon pastore da la sua vita per le sue pecore" (Gv 10,11). Ciò che aveva costituito la novità della missione di pastore, come era definita da Gesù, si compie nel destino di colui che ha ricevuto l'incarico di pastore universale. L'attribuzione del sacerdozio supremo a Pietro comporta il suo totale impegno nel sacrificio. Il racconto dell'investitura di Pietro come pastore della Chiesa pone in luce la verità essenziale del primato affidato: il potere sacerdotale non è stato conferito in virtù dei meriti o delle qualità personali dell'apostolo, ma a motivo di un disegno sovrano di amore, capace di supplire alla fragilità umana di colui che è stato scelto e di comunicargli la fermezza della pietra di fondazione.CONSACRATI AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA E UNITI AL SANTO PADREVergine di Fatima, Madre di Misericordia, Regina del Cielo e della Terra, rifugio dei peccatori, noi aderendo al Movimento Mariano ci consacriamo in modo specialissimo al tuo Cuore Immacolato. Con questo atto di consacrazione intendiamo vivere con Te e per mezzo di Te tutti gli impegni assunti con la nostra consacrazione battesimale; c'impegnamo altresì ad operare in noi quell'interiore conversione tanto richiesta dal Vangelo, che ci liberi da ogni attaccamento a noi stessi e ai facili compromessi col mondo per essere, come Te, solo disponibili a fare sempre la Volontà del Padre. E mentre intendiamo affidare a Te, Madre dolcissima e misericordiosa, la nostra esistenza e vocazione cristiana, perché Tu ne disponga per i Tuoi disegni di salvezza in questa ora decisiva che grava sul mondo, c'impegnamo a viverla secondo i Tuoi desideri, in particolare per quanto riguarda un rinnovato spirito di preghiera e di penitenza, la partecipazione fervorosa alla celebrazione dell'Eucaristia e all'apostolato, la recita quotidiana del Santo Rosario ed un austero modo di vita, conforme al Vangelo, che sia tutti di buon esempio nell'osservanza della Legge di Dio, nell'esercizio delle virtù cristiane, specialmente della purezza. Ti promettiamo ancora di essere uniti al Santo Padre, alla Gerarchia ed ai nostri Sacerdoti, così da porre una barriera al processo di contestazione del Magistero, che minaccia le fondamenta stesse della Chiesa. Sotto la Tua protezione vogliamo anzi essere gli apostoli dei questa, oggi tanto necessaria unità di preghiera e di amore al Papa su cui invochiamo da Te una speciale protezione. Infine Ti promettiamo di condurre le anime con cui verremo a contatto, in quanto ci è possibile, ad una rinnovata devozione verso di Te. Consapevoli che l'ateismo ha fatto naufragare nella fede un grande numero di fedeli, che la dissacrazione è entrata nel Tempio santo di Dio, che il male e il peccato sempre più dilagano nel mondo, osiamo alzare fiduciosi gli occhi a Te, Madre di Gesù e Madre nostra misericordiosa e potente, ed invocare ancora oggi ed attendere da Te la salvezza per tutti i Tuoi figli, o clemente, o pietosa, o dolce Vergine Maria. - Movimento Mariano Sacerdotale -