La frase "Lasciatemi andare dal Padre" pronunciata da Giovanni Paolo II prima di morire e citata nella manifestazione di piazza Farnese "fu un atto di preghiera altissima, di profondo ascetismo, un esempio originale e quasi unico di attaccamento alla fede di Dio Padre e, nello stesso, tempo, alla vita, che Giovanni Paolo II ha amato profondamente fino all'ultimo istante". Lo afferma il medico che curo' il Pontefice, dottor Renato Buzzonetti, che ha ricostruito sugli "Acta Apostolici Sedis" le ultime fasi della malattia di Wojtyla, il quale, contrariamente a quel che e' stato detto, accetto' di sottoporsi alla nutrizione artificiale attraverso il sondino nasogastrico che aveva anche Eluana Englaro. "Quando il 30 marzo si affaccio' per l'ultima volta alla sua finestra - racconta lo stesso Buzzonetti al vaticanista Orazio La Rocca, come riporta 'Totus Tuus' la rivista che segue la causa di beatificazionme del Papa - non riusci' nemmeno a parlare. Ma non si arrese. Da quel giorno fu sottoposto a nutrizione enterale mediante il posizionamento permanente di un sondino naso-gastrico, perche' non era piu' nelle condizioni di nutrirsi per via orale. La fleboclisi gli e' stata applicata e assicurata fino alla fine, senza nessuna interruzione. Quando giovedi' 31 marzo accuso' un gravissimo shock settico con collasso cardiocircolatorio a causa di una infezione delle vie urinaria, fu sottoposto a tutti gli appropriati provvedimenti terapeutici e di assistenza cardiorespiraroria". Quando il segretario, mons. Stanislao Dziwis gli chiese se voleva rientrare al Gemelli, dove tra l'altro poche settimane prima aveva accettato di farsi praticare una tracheotomia per poter respirare meglio, "il Santo Padre - spiega Buzzonetti - volle restare in Vaticano dove poteva comunque contare sempre su una ininterrotta e qualificata assistenza medico-specialistica, 24 ore su 24, con personale altamente specializzato". E, ovviamente, "non fu mai lasciato solo, senza presidi e senza assistenza, come qualcuno erroneamente vorrebbe insinuare".LA COSA PIU' VERGOGNOSA E' CHE I RADICALI E I FAUTORI DELL'EUTANASIA CONTINUINO A CITARE IL SANTO PAPA PER I LORO INTERESSI.
SMENTITA LA "LEGGENDA NERA" SULLE ULTIME ORE DI GIOVANNI PAOLO II: FALSO CHE ABBIA CHIESTO L'EUTANASIA
La frase "Lasciatemi andare dal Padre" pronunciata da Giovanni Paolo II prima di morire e citata nella manifestazione di piazza Farnese "fu un atto di preghiera altissima, di profondo ascetismo, un esempio originale e quasi unico di attaccamento alla fede di Dio Padre e, nello stesso, tempo, alla vita, che Giovanni Paolo II ha amato profondamente fino all'ultimo istante". Lo afferma il medico che curo' il Pontefice, dottor Renato Buzzonetti, che ha ricostruito sugli "Acta Apostolici Sedis" le ultime fasi della malattia di Wojtyla, il quale, contrariamente a quel che e' stato detto, accetto' di sottoporsi alla nutrizione artificiale attraverso il sondino nasogastrico che aveva anche Eluana Englaro. "Quando il 30 marzo si affaccio' per l'ultima volta alla sua finestra - racconta lo stesso Buzzonetti al vaticanista Orazio La Rocca, come riporta 'Totus Tuus' la rivista che segue la causa di beatificazionme del Papa - non riusci' nemmeno a parlare. Ma non si arrese. Da quel giorno fu sottoposto a nutrizione enterale mediante il posizionamento permanente di un sondino naso-gastrico, perche' non era piu' nelle condizioni di nutrirsi per via orale. La fleboclisi gli e' stata applicata e assicurata fino alla fine, senza nessuna interruzione. Quando giovedi' 31 marzo accuso' un gravissimo shock settico con collasso cardiocircolatorio a causa di una infezione delle vie urinaria, fu sottoposto a tutti gli appropriati provvedimenti terapeutici e di assistenza cardiorespiraroria". Quando il segretario, mons. Stanislao Dziwis gli chiese se voleva rientrare al Gemelli, dove tra l'altro poche settimane prima aveva accettato di farsi praticare una tracheotomia per poter respirare meglio, "il Santo Padre - spiega Buzzonetti - volle restare in Vaticano dove poteva comunque contare sempre su una ininterrotta e qualificata assistenza medico-specialistica, 24 ore su 24, con personale altamente specializzato". E, ovviamente, "non fu mai lasciato solo, senza presidi e senza assistenza, come qualcuno erroneamente vorrebbe insinuare".LA COSA PIU' VERGOGNOSA E' CHE I RADICALI E I FAUTORI DELL'EUTANASIA CONTINUINO A CITARE IL SANTO PAPA PER I LORO INTERESSI.