ASCOLTA TUA MADRE

IL PAPA NON E' ISOLATO. CERTO MALCONTENTO E' FISIOLOGICO E VIENE CAVALCATO DA ORGANI DI INFORMAZIONE OSTILI.


Qualche giorno fa, su La Stampa, a firma del Vaticanista Giacomo Galeazzi, è stata pubblicata una stimolante inchiesta che trattava di una presunta irritazione di alcuni elementi all’interno della Chiesa col Papa e delle esternazioni laiciste di  certi organi di informazione all’estero. Una inchiesta indubbiamente ben fatta e meritevole della massima attenzione. La abbiamo commentata con un esperto di cose di Chiesa, il professor Massimo Introvigne. “ Intanto ho letto il pezzo dell’amico Galeazzi che stimo e rispetto e merita ogni considerazione”, esordisce Introvigne. Concorda con l’analisi di Galeazzi?: “ senza ombra di dubbio, negli ultimi tempi,specie dopo la pubblicazione del Motu Proprio che ha liberalizzato la Messa secondo i libri liturgici di San Pio V e la revoca della scomunica ai quattro Vescovi tradizionalisti, un certo malcontento si è venuto a creare”. Con il Papa?: “ credo che le manifestazioni di insofferenza ...... verso le decisioni del Papa siano quasi fisiologiche nel tempo. Non vedo, oggi un incremento significativo rispetto a quanto già accaduto con Paolo VI o Giovanni Paolo II, insomma credo che siamo nella normalità”. Dunque lei ritiene che esista una soglia minima di contestazione al Papa: “ premesso che non condivido, lo ripeto, sostengo che i focolai di ribellione oggi siano maggiormente presenti in certa stampa, per esempio Repubblica in Italia, o il Pais in Spagna o in Inghilterra, tradizionalmente attestata su posizioni non laiche, ma laiciste”. Insomma diverge dalla visione di Galeazzi: “ assolutamente no, però non drammatizzo la cosa. Insomma, vi è sempre stata una effervescenza antipapale nel tempo, spesso in stretta connessione con gli eventi storici. Ma quello che mi preme sottolineare, è che oggi non vedo un aumento plateale, siamo nella norma o quasi”. Ma secondo lei, per quale ragione alcuni giornali sono quasi sempre ostili alle idee della Chiesa?. “ lo ripeto. Entra in ballo la distinzione tra laicità e laicismo. Vi è ancora qualcuno che cofonde la laicità per il laicismo, che è invece una ostilità netta, chiara e soprattutto prevenuta, quindi a priori, contro ogni iniziativa della Chiesa e del Papa”. Nella inchiesta di Galeazzi si faceva riferimento a qualche insoddisfazione anche all’interno della Curia: “ anche su questo ci andrei cauto. Ovviamente Galeazzi fa il Vaticanista e sa magari qualche cosetta interna in più, ma da che mondo è mondo nella Curia ci sono stati gli scontenti e sempre vi saranno. Non mi sembra una grande novità. Del resto, mi permetta, la Curia rappresenta il Governo della Chiesa e in ogni Governo che si… rispetti ci sono quelli che magari non condividono tutto”. Ma nel pezzo si indicano alcune conferenze episcopali che apertamente, hanno assunto posizioni contrarie alla revoca della scomunica al tradizionalisti, scambiata da qualcuno in modo bizzarro per resa ed invece mero e chiaro atto di misericordia del Papa: “  non polemizzo con questa conferenze, ma sono quasi sempre le medesime che si segnalano per vivacità, chiamiamola così, nei confronti delle valutazioni del Pontefice. Ma che per esempio in Francia o Svizzera non avrebbero fatto i salti di gioia, era quasi scontato. Insomma, niente di nuovo sotto il sole”. E per quanto riguarda invece il clero ordinario?: “bene, per esempio alla manifestazione pro Beppino Englaro ho letto che vi erano alcuni sacerdoti, che spesso ci sono preti diciamo anticonformisti che affermano tesi contrastanti con il Magistero della Chiesa. In questo caso, la Santa Sede può fare poco o niente, sono pecore sparse della base appartenenti a varie e spesso lontane diocesi. In casi simili ritengo che sia compito e obbligazione del Vescovo diocesano segnalare condotte non conformi ed eventualmente procedere con maggior vigilanza e procedimenti disciplinari. Insomma, la Santa Sede non ha la possibilità di controllare tutto il mondo, ci pensino anche i Vescovi locali. In ogni caso escludo che il Papa sia isolato”. - Bruno Volpe - Pontifex -