Quante vite spezzate, gettate, perdute, a contatto della presenza salvifica di Gesù sono "risuscitate", si sono ricomposte, come le innumerevoli ossa nella visione di Ezechiele: "dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore" (Ez 37, 5-6). Con il soffio vivificante dello Spirito queste vite si sono congiunte, si sono unificate nel Principio Primo della loro esistenza e hanno ripreso a vivere. Non solamente il Vangelo ci narra di tanti "scheletri" così, che sono ritornati vivi e vegeti, di tanti malati nell'anima e nel corpo che hanno ritrovato la salute grazie a Gesù, una salute mentale, morale, psichica, fisica, di tanti peccatori, ciechi dentro che, come i ciechi fuori, grazie all'intervento miracoloso di Cristo, per fede, sono ritornati a vedere. No, non solamente il Vangelo ci da continua testimonianza che l'annuncio cristiano non è utopia, che il miracolo è all'ordine del giorno per chi crede, ma sono i duemila anni di cristianesimo che, in lungo e in largo, ad ogni latitudine e longitudine, in ogni epoca storica, testimoniano che chi crede fermamente nel Signore Gesù riscrive con la propria vita riga per riga il Suo Vangelo. I santi ne sono la più sublime testimonianza e le loro tombe gridano alta la verità tra le più grandi e belle: in Dio la vita è eterna! Se non è Gesù ad entrare nella nostra esistenza e ad operare con la sua grazia, niente si compie veramente nella vita, perché tutto passa, giacché tutto è vanità senza di Lui. Gesù ci accoglie e ci prende così come siamo, laddove siamo, con i nostri pregi e difetti, i nostri errori e le nostre virtù. Se stiamo al banco delle imposte come Levi (Mc 2, 14), se stiamo in mezzo ad una strada come il cieco di Gerico Bartimeo (Mc 10, 46), se siamo nascosti tra la folla come l'emoroissa (Mc 5, 32), a chi che crede in Lui, Egli dona il potere di diventare nuova creatura, cioè di avere una nuova vita, quella dello spirito! Questa vita spirituale, come il sole che sorge sull'orizzonte, si staglia su quella carnale che è tutta intenta alle cose di quaggiù, a quelle "orizzontali" e perciò circoscritta ad un piccolo frammento di realtà finita. Ma il sole, la vita di grazia di Gesù in noi, più cresce nell'anima più ci eleva da tutto il resto e noi impariamo, sempre più, dietro a Gesù che, dopo il dolore, viene sempre la gioia, dopo le tenebre sempre la luce, dopo la tempesta sempre la calma. Che errore grande facciamo nel cercare la felicità solo da una parte della medaglia: in mezzo alla luce, alla calma, alla gioia... Una felicità così si "spezza" appena sopraggiunge l'altra faccia della realtà, quella che il mondo rigetta credendo così di anestetizzarla per godersi solo la parte positiva della vita. No, il Vangelo non ci insegna questo! Il Signore è venuto a prendere tutto e a riscattare tutto per elevarlo a Dio, trasformarlo in grazia, in luce soprannaturale, in gioia divina: la luce come le oscurità, la gioia come il dolore, la calma come la tempesta. Gesù non dorme solo quando il mare è calmo, Lui dorme anche in mezzo alla tempesta, perché né la calma né la tempesta sono in sé capaci di innalzarci a Dio, ma solo ciò che viene unito a Cristo nell'amore ci porta nell'Al di Là. Con l'aiuto della Guida più esperta, la Vergine Addolorata, che conosce il cammino del dolore che porta alla gloria, questa Quaresima possa diventare per tutti spazio di liberazione aperto e proiettato verso il Cielo dove ci attende definitivamente Gesù. - Agenzia FIDES -
LA QUARESIMA SPAZIO DI LIBERTA'
Quante vite spezzate, gettate, perdute, a contatto della presenza salvifica di Gesù sono "risuscitate", si sono ricomposte, come le innumerevoli ossa nella visione di Ezechiele: "dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore" (Ez 37, 5-6). Con il soffio vivificante dello Spirito queste vite si sono congiunte, si sono unificate nel Principio Primo della loro esistenza e hanno ripreso a vivere. Non solamente il Vangelo ci narra di tanti "scheletri" così, che sono ritornati vivi e vegeti, di tanti malati nell'anima e nel corpo che hanno ritrovato la salute grazie a Gesù, una salute mentale, morale, psichica, fisica, di tanti peccatori, ciechi dentro che, come i ciechi fuori, grazie all'intervento miracoloso di Cristo, per fede, sono ritornati a vedere. No, non solamente il Vangelo ci da continua testimonianza che l'annuncio cristiano non è utopia, che il miracolo è all'ordine del giorno per chi crede, ma sono i duemila anni di cristianesimo che, in lungo e in largo, ad ogni latitudine e longitudine, in ogni epoca storica, testimoniano che chi crede fermamente nel Signore Gesù riscrive con la propria vita riga per riga il Suo Vangelo. I santi ne sono la più sublime testimonianza e le loro tombe gridano alta la verità tra le più grandi e belle: in Dio la vita è eterna! Se non è Gesù ad entrare nella nostra esistenza e ad operare con la sua grazia, niente si compie veramente nella vita, perché tutto passa, giacché tutto è vanità senza di Lui. Gesù ci accoglie e ci prende così come siamo, laddove siamo, con i nostri pregi e difetti, i nostri errori e le nostre virtù. Se stiamo al banco delle imposte come Levi (Mc 2, 14), se stiamo in mezzo ad una strada come il cieco di Gerico Bartimeo (Mc 10, 46), se siamo nascosti tra la folla come l'emoroissa (Mc 5, 32), a chi che crede in Lui, Egli dona il potere di diventare nuova creatura, cioè di avere una nuova vita, quella dello spirito! Questa vita spirituale, come il sole che sorge sull'orizzonte, si staglia su quella carnale che è tutta intenta alle cose di quaggiù, a quelle "orizzontali" e perciò circoscritta ad un piccolo frammento di realtà finita. Ma il sole, la vita di grazia di Gesù in noi, più cresce nell'anima più ci eleva da tutto il resto e noi impariamo, sempre più, dietro a Gesù che, dopo il dolore, viene sempre la gioia, dopo le tenebre sempre la luce, dopo la tempesta sempre la calma. Che errore grande facciamo nel cercare la felicità solo da una parte della medaglia: in mezzo alla luce, alla calma, alla gioia... Una felicità così si "spezza" appena sopraggiunge l'altra faccia della realtà, quella che il mondo rigetta credendo così di anestetizzarla per godersi solo la parte positiva della vita. No, il Vangelo non ci insegna questo! Il Signore è venuto a prendere tutto e a riscattare tutto per elevarlo a Dio, trasformarlo in grazia, in luce soprannaturale, in gioia divina: la luce come le oscurità, la gioia come il dolore, la calma come la tempesta. Gesù non dorme solo quando il mare è calmo, Lui dorme anche in mezzo alla tempesta, perché né la calma né la tempesta sono in sé capaci di innalzarci a Dio, ma solo ciò che viene unito a Cristo nell'amore ci porta nell'Al di Là. Con l'aiuto della Guida più esperta, la Vergine Addolorata, che conosce il cammino del dolore che porta alla gloria, questa Quaresima possa diventare per tutti spazio di liberazione aperto e proiettato verso il Cielo dove ci attende definitivamente Gesù. - Agenzia FIDES -