ASCOLTA TUA MADRE

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA: LASCIATI RAGGIUNGERE DALL'AMORE DI DIO


E' la prima domenica di quaresima. Da mercoledì scorso, con la liturgia delle Ceneri, è ricominciato anche quest’anno il nostro cammino verso la Pasqua. La Chiesa, madre e maestra, attraverso l’Anno Liturgico, ci riserva “tempi favorevoli” perché dimentichi dell’importanza dell’avventura nella quale siamo impegnati e immersi nelle preoccupazioni quotidiane non abbiamo a perdere di vista la meta del nostro destino cristiano. Dobbiamo evitare assolutamente che questo tempo santo e austero che è la Quaresima "passi" come un tempo normale, senza farci coinvolgere. Sarebbe come intuire la voce di Dio che chiama e spegnerla nel chiasso e nel vociare scomposto. La Quaresima è “tempo di rinnovamento spirituale, perché ci convertiamo al Signore con tutto il cuore” . Ricorda il papa Benedetto: "La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della ...... misericordia. Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. Anche nella "valle oscura" del mondo, mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell'opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene". Il Vangelo di Marco non presenta le tentazioni in dettaglio come fanno, invece Matteo e Luca.  Perché? Forse perché, proprio a partire dall’inizio della sua missione pubblica, la vita di Gesù sarà tutta una tentazione. Sarà tentato dal potere: Lui che è venuto per servire e non per farsi servire. Sarà tentato dalla popolarità: Lui che compie i miracoli. Sarà tentato dalla fuga di fronte al cumulo di sofferenza: Lui che si farà agnello mansueto condotto al macello.I quaranta giorni della quaresima descrivono, in verità, il paradigma di tutta la vita di Gesù e quindi della vita di ogni credente.Anche la nostra vita è difficile, ardua, dissipata, scomoda.Dopo duemila anni le tentazioni di Gesù sono le nostre stesse tentazioni che, di fatto:— intaccano la nostra fiducia in Dio;— mettono a dura prova la nostra fede in Gesù Cristo,— rendono critico il rapporto con la Chiesa Madre;— alimentano il nostro egoismo, il relativismo fondamentalista, una fede-fai-da-te;— obnubilano le verità dei novissimi: morte, giudizio, inferno, paradiso;— alimentano la ricerca di ciò che appaga nell’immediato costi quello che costi. A ragione scriveva Sant’Agostino: “Precisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l’umiliazione, da sé la tua gloria: dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria”. Ecco allora l’invito della Liturgia: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». La conversione!E’ la grande parola che campeggia lungo tutto l’itinerario dei quaranta giorni della Quaresima.Convertirsi è volgersi al divin Maestro sperimentando la sua misericordia, scoprendo uno sguardo che ci scruta nel profondo e può rianimare ciascuno di noi. Se sapremo guardare a Cristo, seguire il suo esempio, allora sapremo davvero convertirci: vincere il maligno e le sue tentazioni e realizzare il progetto e la volontà di Dio su di noi. Ci siamo impegnati con le promesse battesimali a respingere le tentazioni del benessere, del successo, del dominio per un riorientamento deciso del nostro cuore e del cammino che ci attende verso la vita: sì, la vita eterna! Cosa fare per riorientare la nostra vita a Dio? Prima di tutto, lasciamoci raggiungere da Lui!— Lasciamoci raggiungere da Lui riservandoci qualche momento di preghiera più intensa. Una preghiera fatta soprattutto di ascolto, più che di richiesta. Adoriamo, lodiamo, benediciamo, ringraziamo; alla fine chiediamo.— Lasciamoci raggiungere da Lui e dalla sua Parola. Leggere la Parola; alcuni minuti tutti i giorni, con calma, invocando prima lo Spirito Santo e dopo aver creato un clima di silenzio e di raccoglimento. Leggere la Parola assaporandola e lasciandola scendere nel cuore, senza fretta.— Lasciamoci raggiungere da Lui nella fatica del digiuno: quello vero, fatto di qualche rinuncia alimentare; e quello simbolico: digiunare da una TV sciocca e vanesia, digiunare dal pettegolezzo e della maldicenza, digiunare da Internet, — Lasciamoci raggiungere da Lui che è presente nel più piccolo dei fratelli. La Quaresima ci invita alla elemosina che non significa dare del superfluo, ma spalancare il cuore ai bisogni degli altri. Quanti bisogni! Allargare il proprio cuore agli altri diventa un gesto che dentro di noi produce un cambiamento, diventando davvero figli della pace.Questa Quaresima ci faccia assaporare, gustare, prendere coscienza dell’amore misericordioso del Padre, per “vincere le insidie dell’antico Tentatore e dominare le seduzioni del peccato”, perché in questo tempo quaresimale si compia in noi un rinnovamento effettivo della nostra vita. - mons. Tommaso Stenico - Pontifex -