ASCOLTA TUA MADRE

VIA CRUCIS DELLA QUARESIMA - 2° PARTE


Settima stazione: Gesù è caricato della croce
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Dopo averlo così schernito, lo spo­gliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo» (Mc 15, 20). Si sono dati convegno l'ipocrisia, la viltà, l'in­giustizia. Hanno assunto il volto della effe­ratezza. I cuori hanno cambiato la loro funzione e dall'essere sorgente di amore, sono diventati palestra di crudeltà. Tu, dal tuo canto, non hai risposto. Hai abbracciato la tua croce, per tutti. Quante volte, Gesù, ho fatto ricadere su di te la mia croce e non ho voluto vedere come frutto del tuo amore. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.   Ottava stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Allora costrinsero un tale che pas­sava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio» (Mc 15, 21-22). Non vogliamo pensare che l'incontro col Cire­neo sia stato un fatto occasionale. Quel Cireneo fu scelto da Dio per portare la croce di Gesù Tutti abbiamo bisogno di un Cireneo che ci aiuti a vivere. Ma abbiamo un solo Cireneo, ricco, potente, clemente, misericordioso e si chiama Gesù. La sua croce sarà per noi unica fonte di salvezza. In te, Gesù, noi tutti riponiamo le nostre spe­ranze. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.   Nona stazione: Gesù e le donne di Gerusalemme
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Fi­glie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli"» (Lc 23, 27-28). L'incontro con le donne di Gerusalemme fu come una pausa di bontà nel cammino dolo­roso. Piangevano per amore. Gesù le esortò a piangere per i loro figli. Le esortò ad essere autenticamente madri, capaci di educare i figli nella bontà e nell'amore. Solo se si cresce nel­l'amore si può essere autentici cristiani. Insegnaci, Gesù, a sapere amare come ami tu. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.   Decima stazione: Gesù è crocifisso
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Quando giunsero al luogo detto Cra­nio, là crocifissero lui e i due malfat­tori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdonali, per­ché non sanno quello che fanno % (Lc 23, 33). «Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: "Il re dei Giudei"» (Mc 15, 25-26). Gesù è crocifisso, ma non sconfitto. La croce è trono di gloria e trofeo di vittoria. Dalla croce vede Satana sconfitto e gli uomini col volto ra­dioso. Egli ha lavato, salvato, redento tutti gli uomini. Dalla croce le sue braccia si allargano fino agli estremi confini dell'universo. Tutto il mondo è redento, tutti gli uomini vengono pu­rificati dal suo sangue e, indossando abitinuo­vi, possono entrare nella sala del banchetto. Voglio elevare a Te, crocifisso Signore, il mio canto d'amore. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.  Undicesima stazione: Gesù promette il regno al buon ladrone
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Uno dei malfattori appeso alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente perché riceviamo il giusto per le nostre azio­ni, egli invece non ha fatto nulla di male". E aggiunse: "Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno"» (Lc 23, 39-42). Tu sei diverso da tutti gli altri, Gesù. Tu sei la Verità , la Via e la Vita. Chi ripone in te la sua fede, chi invoca il tuo nome, chi si pone alla tua scuola, chi imita il tuo esempio, entra con te nella pienezza della Vita. Sì, in Paradiso, tutti saremo come te, splendore della gloria del Padre. Conduci tutti, Gesù, nella tua patria di luce, bontà e misericordia. Insegnaci ad amarti. Padre nostro, Ave Maria, Gloria. Dodicesima stazione: Gesù in croce: la Madre e il discepolo
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.  «Gesù, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo fi­glio!". Poi disse al discepolo: 'Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa» (Gv 19, 26-27). L'incontro di Gesù con la Madre e il discepolo Giovanni è come l'incanto dell'amore senza li­miti. C'è la Madre , la tuttasanta sempre Ver­gine, c'è il Figlio, sacrificio della nuova alleanza, c'è l'uomo nuovo, un discepolo di Gesù. Comincia l'era nuova nella comunione di totale sottomissione alla volontà di Dio. Gesù che ci hai dato come Madre Maria, tua Madre, rendici come te, figli dell'Amore. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.   Tredicesima stazione: Gesù muore in croce
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pome­riggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì lemà sabactàni?, che significa, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato... (poi) Gesù, dando un forte grido spirò» (Mc 15, 33 ss.). Per tutti la morte è una realtà dolorosa. Per Gesù la morte è un vero dramma. II dramma dell'umanità che non l'ha voluta accettare e il dramma predisposto dal Padre perché si adem­pisse il sacrificio vivo, puro e santo. Quella morte deve infondere sentimenti di vera comu­nione. Diventiamo anche noi ostia pura, santa, gradita a Dio. Permetti, Gesù, che possiamo abbracciarti e stare sempre con te nella preziosità del tuo sacrificio. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.   Quattordicesima stazione; Gesù deposto nel sepolcro
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. «Giuseppe d'Arimatea comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, av­voltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro» (Mc 15, 43 ss.). II sepolcro dove fu deposto Gesù non esiste più. Oggi c'è un altro sepolcro ed è il taberna­colo dove in tutte le parti del mondo viene cu­stodito Gesù sotto le specie eucaristiche. E c'è, oggi, un altro sepolcro, e siamo noi, tabernacolo vivente, dove Gesù vuole essere presente. Dob­biamo trasformare la nostra mente, il nostro cuore, la nostra volontà per essere degno ta­bernacolo di Gesù. Fa' o Signore, che io sia sempre il tabernacolo d'amore per te. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.  ConclusioneAbbiamo rivissuto il cammino della croce già percorso da Gesù. Abbiamo partecipato al suo cammino di amore per la gloria del Padre e per la salvezza dell'umanità. Abbiamo condiviso le sofferenze di Gesù cau­sate dal peccato degli uomini ed abbiamo am­mirato le sfumature del suo grande amore. Dobbiamo imprimere nel nostro cuore tutte le quattordici tappe vissute per poter essere sem­pre in cammino con Gesù, sacerdote sempre vivo, amore che sempre consola, conforta, dà forza alla nostra vita.Dobbiamo essere il tabernacolo vivente di Colui che rimane sempre, per noi, ostia pura, santa, immacolata, vittima gradita al Padre. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.  *Io sono Amore*