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LE FAMIGLIE NON GIOCANO PIU': LE PROMESSE NON MANTENUTE


«Oltre che sul nucleare il premier Berlusconi avrebbe fatto bene ad accordarsi con Sarkozy anche sulle politiche di sostegno alla famiglia che vedono la Francia molto più avanti. Nessun paese in assoluto riserva ai nuclei un trattamento di favore come quello applicato dai nostri dirimpettai». Paola Soave, vice presidente del Forum delle associazioni familiari, una bella e combattiva rete di sigle impegnate a tenere alto il vessillo di quella strana realtà che si chiama famiglia tradizionale, ci mette sotto il naso un bel grafico che numeri alla mano dimostra i vantaggi tributari che quel paese riserva alla famiglia. «Guardi qui, in Francia una famiglia di quattro persone, con coniuge e due figli a carico e un unico reddito di 25.000 euro non paga praticamente nessuna imposta, appena 52 euro. Insomma, sul quoziente famiglia non c’è partita. Anche perché qui da noi il quoziente famiglia si è smarrito per strada, in modo del tutto incomprensibile e irragionevole a nostri occhi». Soave, madre e nonna, viene da una lunga esperienza front line: interventi, battaglie, incontri, appelli, raccolte firme perché non metta la famiglia definitivamente in castigo. Passano le stagioni, i problemi anziché risolversi rimangono in perfetta forma e lei, sistemate le sacrosante incombenze domestiche di primo mattino, è bella vispa nella battaglia quotidiana. «Eh, le cose non vanno benissimo, la famiglia rimane sotto schiaffo», sospira un attimo prima di mettere insieme pensieri ficcanti e accuminati. La provochiamo con un semplice "non c’è Governo che tenga. Magari in campagna elettorale si spendono parole e propositi, poi si fa in fretta a dimenticarsi. Lei reagisce e ruggisce con eleganza, però: «Evidentemente la famiglia non tira più, altrimenti come si spiega il suo continuo essere vessata, trattata male. Il quadro è disarmante: l’Italia ha deciso di privilegiare i single, quello stile di vita lì; papà, mamma e figli paiono una formula superata, su cui non vale la pena di investire. Ma un paese che fa certe scelte, che non mette la lente di ingrandimento sulla famiglia, è destinato ad un veloce declino. Trattare la famiglia come una minoranza non dovrebbe convenire a nessuno, eppure per essa si sta facendo poco o niente».Il vice presidente è piuttosto irritato per la piega che si sta prendendo. «La politica vive una lontananza abissale dalla realtà che a stragrande maggioranza è fatta di persone che scelgono di sposarsi e fare figli per assicurare un futuro a questo benedetto paese. I politici? Quando ci ascoltano dicono che abbiamo ragione, poi però non succede alcunché di apprezzabile. Il Bonus per le famiglie racconta con chiarezza che si tratta di una manovra che esclude i nuclei con prole». Un’altra tabella viene in soccorso al suo j’accuse. Si nota che solamente le famiglie con figli ben sotto la soglia della povertà possono contare su un aiuto dalla manovra. «Il forum aveva chiesto 2 miliardi di euro da distribuire tra assegni familiari per figli a carico e minor Irpef tenendo conto dei carichi familiari, alla prova è successo tutt’altro: dei carichi familiari non importa niente, favoriamo single, pensionati e famiglie senza figli. Un disastro, ecco». Naturalmente il Forum ha provato in tutti i modi a premere affinché con un emendamento si correggesse almeno un poco il tiro; uno sbilanciamento in favore della famiglia con i figli attraverso una redistribuzione più attenta ai limiti di reddito. Nulla di fantascientifico, un piccolo passo concreto. Un segnale almeno. «Invece ancora una volta abbiamo ricevuto la porta in faccia. Ci è stato detto che ormai gli stampati per la richiesta del bonus con i requisiti penalizzanti per le famiglie con figli a carico erano già in distribuzione e che non si poteva fare in altro modo. Prendiamo atto. Tuttavia resta forte la convinzione di una solenne presa in giro. Non giriamoci intorno: con il governo Prodi prima e adesso con l’esecutivo Berlusconi non c’è posto per decisioni politiche in favore della famiglia. Stiamo vivendo una gravissima crisi economica e le scelte governative sono andate in primo luogo alle lavatrici e alle automobili. Con l’aggravante di un soccorso indifferenziato, senza alcun tetto. Per gli aiutini alla famiglia altro che tetti. Comunque contento Tremonti…». Soave ci ricorda che in campagna elettorale era stato promesso di introdurre il cosiddetto quoziente familiare, il non facile sistema che permette di calcolare l’imposta sul reddito in funzone delle persone fiscalmente a carico. «Che fine ha fatto? Invece di scelte virtuose che collochino la famiglia al posto che le compete la si gestisce con logiche assistenzialiste, tipo la social card. Così proprio non va», sentenzia Soave.Il Forum lo scorso novembre ha consegnato simbolicamente nelle mani del presidente Napolitano la bellezza di un milione e duecentomila firme sotto la parola d’ordine di un fisco a misura di famiglia, che cioè si deduca dall’imponibile una cifra tot per spese non tassabili. Quel famoso quoziente familiare che farebbe assai comodo, un po’ di ossigeno in una fase di prolungata apnea come questa, una opzione che significherebbe pure un vero e proprio passaggio culturale, quasi che l’Italia fosse una repubblica fondata sulla famiglia. Com’è andata sul colle? Soave precisa: «Il Presidente ci ha incoraggiato nella nostra iniziativa. Ci ha detto che la famiglia è la prima risorsa per un paese che vuole pensare con serenità al suo futuro. Anche esponenti della maggioranza e dell’opposizione ci hanno testimoniato il loro convinto sostegno. Noi di certo non ci fermiamo nonostante i venti contrari. Intendiamo incalzare il governo che aveva promesso di attuare politiche di sostegno alla famiglia in questa legislatura. Attendiamo sviluppi, anche se fino ad ora i segnali sono per la quasi totalità negativi, se si esclude l’abolizione dell’Ici». Combattiva sempre, Paola Soave. Ce l’ha nel sangue e nell’educazione. L’agenda del Forum ha cerchiato in rosso il 15 maggio, giornata internazionale della famiglia. Per quella data si lavora a una conferenza stampa a Roma con annessa tavola rotonda. Il tema è intrigante e provocatorio alquanto: il federalismo fiscale è in favore della famiglia? «Abbiamo invitato il ministro Calderoli e il presidente della regione Emilia Romagna Vasco Eerrani. Lo stato centrale offre alla famiglia poco o niente, capiamo allora se vi è una chance realistica per uscire dall’imbarazzante situazione. E lungo l’arco di quella settimana avremo incontri sul territorio per approfondire con politici, esperti del ramo e rappresentanti delle istituzioni la delicata materia. Oltre al governatore Roberto Formigoni, che ancora una volta si conferma battistrada e punto di riferimento politico-culturale su questioni calde che toccano la famiglia, abbiamo raccolto l’adesione convinta a ragionare dei governatori di Liguria, Lazio e Puglia. Se questo rilancio sul federalismo fiscale dovesse fornire indicazioni confortanti per la famiglia dimenticata siamo pronti a dare battaglia». Per l’ennesima volta in prima linea. - Enzo Manes - tempi -