Martino di Tours è il santo più popolare che la Francia abbia avuto nell'antichità e nel Medio Evo, il padre del monachesimo occidentale e grande apostolo delle Gallie. Ad Amiens, nell’inverno del 338/339 avvenne l’episodio più famoso e più narrato della sua vita, il più decisivo e importante della sua futura vocazione. Si era nel cuore del duro inverno gallico, un inverno particolarmente rigido, quando passò un mendicante seminudo e infreddolito che gli chiese l’elemosina. Il giovane non aveva con sé denaro da dargli, tuttavia, memore delle parole di Gesù: «Perché ... ero... nudo e mi avete vestito... » (Mt 25, 36), dato che l’unica cosa che aveva con sé erano le armi e il mantello, d'impulso, con la sua spada tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Quella stessa notte vide in sogno Gesù che, rivestito del suo mantello, diceva ai suoi angeli: « Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato: egli mi ha vestito! ». Quando Martino si risvegliò, trovò il suo mantello integro. Nella Pasqua di quello stesso anno (339) e nella stessa città, divenne cristiano, ricevendo il battesimo all'età di ventidue o ventitre anni. Durante la vita di soldato, Martino visse da buon cristiano e da buon commilitone. Era sempre comprensivo nei confronti di tutti, e disponibile ad aiutare coloro che si trovavano in difficoltà, anche economiche. Era di carattere allegro e socievole, ma mai si abbassò ai volgari piaceri della vita militare di allora. Come il regolamento imponeva ad un ufficiale, possedeva uno schiavo, ma lo considerava un fratello, tanto che lo faceva sedere a tavola con lui e arrivava persino a servirlo, quando questi era stanco. La sua decisione di congedarsi dalla vita militare, per farsi monaco, fu contrastata in tutti i modi dai superiori. Ordinato prima diacono e, successivamente, sacerdote, Martino si dedicò ad una intensa vita ascetica e all’attività pastorale nelle campagne circostanti l’eremo. Ben presto fu circondato da molti discepoli con i quali cominciò ad evangelizzare con una mirabile giovinezza di spirito, lottando contro l'eresia ed il male e contro la miseria umana. Preghiera a San MartinoO glorioso s. Martino, che per la tua generosa carità, che ti mosse a tagliare con la spada il tuo mantello militare per ricoprire un povero mezzo nudo, meritasti di essere personalmente da Gesù Cristo visitato, elogiato ed ammaestrato in tutto quello che Egli voleva da te, e preservato ancora dalla morte quando, mentre tornavi nella tua patria per la conversione dei tuoi genitori, cadesti nelle mani dei ladri, e quando, rinchiuso nel deserto, ti cibasti di erba avvelenata senza conoscerla, ottieni per noi tutti la grazia di impiegare sempre in soccorso dei nostri fratelli bisognosi la nostra mente, i nostri averi e tutte quante le nostre forze, in modo da meritarci la divina assistenza in tutte le nostre necessità spirituali e corporali. idm_buonagiornata
SAN MARTINO DI TOURS
Martino di Tours è il santo più popolare che la Francia abbia avuto nell'antichità e nel Medio Evo, il padre del monachesimo occidentale e grande apostolo delle Gallie. Ad Amiens, nell’inverno del 338/339 avvenne l’episodio più famoso e più narrato della sua vita, il più decisivo e importante della sua futura vocazione. Si era nel cuore del duro inverno gallico, un inverno particolarmente rigido, quando passò un mendicante seminudo e infreddolito che gli chiese l’elemosina. Il giovane non aveva con sé denaro da dargli, tuttavia, memore delle parole di Gesù: «Perché ... ero... nudo e mi avete vestito... » (Mt 25, 36), dato che l’unica cosa che aveva con sé erano le armi e il mantello, d'impulso, con la sua spada tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Quella stessa notte vide in sogno Gesù che, rivestito del suo mantello, diceva ai suoi angeli: « Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato: egli mi ha vestito! ». Quando Martino si risvegliò, trovò il suo mantello integro. Nella Pasqua di quello stesso anno (339) e nella stessa città, divenne cristiano, ricevendo il battesimo all'età di ventidue o ventitre anni. Durante la vita di soldato, Martino visse da buon cristiano e da buon commilitone. Era sempre comprensivo nei confronti di tutti, e disponibile ad aiutare coloro che si trovavano in difficoltà, anche economiche. Era di carattere allegro e socievole, ma mai si abbassò ai volgari piaceri della vita militare di allora. Come il regolamento imponeva ad un ufficiale, possedeva uno schiavo, ma lo considerava un fratello, tanto che lo faceva sedere a tavola con lui e arrivava persino a servirlo, quando questi era stanco. La sua decisione di congedarsi dalla vita militare, per farsi monaco, fu contrastata in tutti i modi dai superiori. Ordinato prima diacono e, successivamente, sacerdote, Martino si dedicò ad una intensa vita ascetica e all’attività pastorale nelle campagne circostanti l’eremo. Ben presto fu circondato da molti discepoli con i quali cominciò ad evangelizzare con una mirabile giovinezza di spirito, lottando contro l'eresia ed il male e contro la miseria umana. Preghiera a San MartinoO glorioso s. Martino, che per la tua generosa carità, che ti mosse a tagliare con la spada il tuo mantello militare per ricoprire un povero mezzo nudo, meritasti di essere personalmente da Gesù Cristo visitato, elogiato ed ammaestrato in tutto quello che Egli voleva da te, e preservato ancora dalla morte quando, mentre tornavi nella tua patria per la conversione dei tuoi genitori, cadesti nelle mani dei ladri, e quando, rinchiuso nel deserto, ti cibasti di erba avvelenata senza conoscerla, ottieni per noi tutti la grazia di impiegare sempre in soccorso dei nostri fratelli bisognosi la nostra mente, i nostri averi e tutte quante le nostre forze, in modo da meritarci la divina assistenza in tutte le nostre necessità spirituali e corporali. idm_buonagiornata