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IO, PSICHIATRA DEI BIMBI DI GAZA


Gaza è uno di quei posti che all’opinione pubblica tendenzialmente sembra un buco nero di problemi irrisolvibili. Forse, però, per cambiare almeno un po’ il punto di vista, basterebbe partire da un dato che raramente si cita: nel milione e mezzo di suoi abitanti la metà sono minori, con un’età media che si aggira intorno ai diciassette anni. I Lincei hanno premiato in questi giorni a Roma lo psichiatra Hussam Hamdouna, direttore generale del Remedial Education Center, un’Ong che in questo lembo di terra, così afflitto da gravi problemi, prova a stare accanto ai bambini…Gaza è uno di quei posti che all’opinione pubblica tendenzialmente sembra un buco nero di problemi irrisolvibili: con le sue guerre, i suoi estremismi, l’embargo, le fiammate di violenza che esplodono all’improvviso. Forse, però, per cambiare almeno un po’ il punto di vista, basterebbe partire da un dato che raramente si cita: nel milione e mezzo di suoi abitanti la metà sono minori, con un’età media che si aggira intorno ai diciassette anni. A offrire un’ottima occasione per guardare anche a questo volto di Gaza è l’Accademia dei Lincei che oggi a Roma – nella cornice solenne dell’inaugurazione dell’anno accademico – consegnerà il premio "Antonio Feltrinelli" al Remedial Education Center, un’Ong che in questo lembo di terra, così afflitto da gravi problemi, prova a stare accanto ai bambini. Soprattutto a quelli colpiti nel corpo e nella psiche dalle conseguenze della guerra. A ritirare il prestigioso riconoscimento - che comprende anche un assegno da duecentocinquantamila euro – oggi a Roma ci sarà il dottor Hussam Hamdouna, psichiatra, che è il direttore generale di questa realtà che opera con il sostegno di tante associazioni italiane e del dipartimento per la Cooperazione allo sviluppo del nostro ministero degli Esteri. Il Remedial Educational Center è una realtà nata nel 1993 e ha il suo epicentro a Jabalya, la cittadina del nord della Striscia sede di uno dei più grandi campi profughi gestiti dall’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi. La data è importante: come tante delle Ong palestinesi anche questa è nata durante gli anni degli Accordi di Oslo, quando sembrava iniziato il cammino verso la pace. Dare il via a un centro educativo sembrava un modo per rendere anche i ragazzi protagonisti di questa stagione nuova. Come tutti sappiamo, le cose, in realtà, sono andate in maniera opposta e l’Ong fondata dal dottor Hamdouna si è trovata a fare i conti con altri tipi di problemi: vivere da bambini in un teatro di guerra e – da qualche anno – anche con il dramma di un mondo ristretto entro i confini di un’area di trecentosessanta chilometri quadrati. In questo contesto il Remedial Educational Center promuove iniziative di sostegno scolastico (sono circa trecento i bambini con difficoltà di apprendimento seguiti), attività ricreative, campi estivi, laboratori musicali: tutto ciò che a ogni latitudine si fa per scommettere sul futuro dei ragazzi. «Per noi – ha raccontato in un’intervista Hamdouna – non è sufficiente dire che ogni bambino dovrebbe avere il diritto di andare a scuola. Noi pensiamo che per rispettare il diritto all’educazione occorra garantire una scuola di alta qualità, una scuola che rispetti le differenze e i differenti bisogni di ogni bambino, specialmente di quelli più svantaggiati».Non va però dimenticato che quella intorno ai minori a Gaza è una sfida che si colloca dentro un dramma. Di Hamdouna a molti sono rimaste impresse le parole pronunciate venti mesi fa, durante i giorni terribili dell’Operazione Piombo fuso: «Sarò franco e diretto – disse in quelle ore da Jabalya –: la violenza porta violenza, danni alla psiche difficili da gestire. Tutte le persone qui hanno traumi dovuti ai conflitti vissuti, ai bombardamenti, alla paura; parlo di bambini che seguiteranno a bagnare il letto per anni, che non riescono più a dormire da soli, che saranno pieni di odio e violenza, che non riescono ad andare bene a scuola». È proprio al superamento di questi traumi che – in una situazione politica tuttora problematica – il Remedial Educational Center continua a lavorare. -  Giorgio Bernardelli - fattisentire -