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I DOMENICA DI AVVENTO IL VANGELO COMMENTATO DA PADRE ANGELO SCOZZARO


Vegliate, per essere pronti al suo arrivo + Dal Vangelo secondo Matteo: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’Uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’Uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Parola del SignoreCommento di Padre Giulio Maria ScozzaroOggi è la prima domenica di Avvento, un tempo forte, in cui si riflette e si prega in attesa del Natale del Signore, e la Messa ci presenta letture forti, che aprono orizzonti vasti, parlano di quello che avverrà alla fine. Tre letture intense e chiare nel significato messianico. Il Vangelo ci fa riflettere sulla condizione di vita di questa società, sulla monotona ripetizione di scelte opposte all’amore e al perdono. Nei cuori di miliardi di persone alberga l’odio e la vendetta, la preoccupazione riguarda solo la parte materiale, ci si arrovella fino allo sfinimento come se questa vita dovesse durare eternamente. La vita di chi non ha accettato Gesù, è una fonte di inquietudine e di affanno, prende sopravvento sempre l’aspetto pagano, la ricerca di soddisfare i sensi e le passioni disordinate. La mancanza di ordine interiore è la manifestazione del disordine morale. Le preoccupazioni di questa società sono tutte rivolte al denaro, al successo, al sesso, alla vita spensierata, a un benessere che spegne l’amore e la verità. Ma il benessere vissuto nell’equilibrio non è sbagliato. Il problema nasce quando il benessere diventa una divinità, quando si adora al posto di Gesù. La ricerca eccessiva delle comodità infiacchisce il corpo, rende superficiali verso i veri problemi della vita, non c’è alcun interesse riguardo la dimensione spirituale. La persona non è solo materia, è l’anima che dà vitalità al corpo. Senza l’anima il corpo non può sussistere. È necessario fermarsi a riflettere, a riprendere la propria vita oramai lanciata in avanti.Questo periodo dell’Avvento è propizio per prepararci all’incontro con Gesù Bambino la notte di Natale. Un periodo per rivedere la nostra vita, fare la verifica interiore. Durante l’anno risulta difficile fermarsi a meditare, per questo si accumulano preoccupazioni e si perde di vista il bene primario: Gesù Cristo.L’uomo si ferma a riflettere dinanzi un evento grave, solo lì capisce che la vita è un dono. Ma quante vite si sciupano inutilmente. Quanti vedono nel Natale esclusivamente una festa pagana, il periodo dei prolungati giorni solenni e dei dolci, delle grandi abbuffate e dello spreco. Forse non si fa più caso allo spreco dei cibi, quando ogni giorno muoiono di fame incalcolabili persone nel mondo. Intuisco il ragionamento di chi calcola che a casa sua e con i suoi soldi è libero di organizzare quello che preferisce. Nulla da eccepire, ma perché preparare abbondanti tavolate piene di cibi quando poi si sta male? Non è più intelligente spendere soldi per il cibo, anche costoso, che si consumerà in maniera equilibrata? Si pensa che l’abbondanza di cibi, sia beneaugurante, invece è vero il contrario: lo spreco è una grave offesa alla povertà del mondo.Si tratta di trovare la forza per vincere il vizio della gola, un vizio che porta molta confusione mentale e dissipazione. È giusto festeggiare e spendere i propri soldi come si vuole, ma perché sprecare? Dopo il Natale ho sempre visto le persone sconvolte, sovrappeso, meno spirituali. Dicono che a causa delle spese hanno meno soldi e più peccati. È questo il vero Natale per noi cristiani? La funzione dell’Avvento è di prepararci all’incontro con Gesù, dovremmo pensare a rendere buona e bella l’anima invece di pensare fissamente a cosa comprare e cosa mangiare per Natale. Le compere e il cibo sono obbligatori, ma ad ogni cosa bisogna dare la giusta importanza.L’uomo decide il suo futuro, ha nelle proprie mani la salvezza o la disperazione, anche il periodo di Natale è una prova da superare, perché il clima spinge fatalmente a fare pazzie per la presenza di tanti familiari ed amici. Proprio in queste circostanze si manifesta la vera spiritualità del cattolico coerente da chi invece non lo è. Nell’euforia si esce al naturale, chi è spirituale riesce a controllarsi, invece chi è ancora molto carnale dà il peggio di sé. Quando viene invitato un Sacerdote, si dovrebbe fare un pasto fugace… invece ci sono quelli che lo fanno abbuffare e poi lo criticano. A qualche parroco è successo, e forse non ha ancora capito che lo deridono. Forse mangiava di gusto, ma diversi presenti ne furono scandalizzati, avevano un’altra idea del Sacerdote e si convinsero che non potevano riferire a lui i loro peccati. Quel parroco forse pensava imprudentemente che più mangiava più si festeggiava. Il Sacerdote misurato in queste circostanze può insegnare con la sua sobrietà e con la sua prudenza il vero modo di fare fraternità. Gesù accettava gli inviti, ma esclusivamente per annunciare il Vangelo e per convertire. I Sacerdoti che accettano inviti a pranzo, devono misurare le parole e contenere la gola. Spesso mancano le virtù umane a qualche Sacerdote, ed è una mancata formazione umana. Personalmente e da sempre, preferisco rimanere nel conventino, a Natale, Capodanno, Pasqua e ferragosto. È facile per i fedeli scambiare un momento di condivisione con le grandi mangiate, perché ai fedeli bisogna dare buoni esempi, devono percepire che il Sacerdote è sempre un uomo di Dio. Della mia vita ho la percezione della missione apostolica e voglio dedicarmi solo alle cose di Dio. Non ho bisogno di mangiare nelle case altrui per convertire. Queste mie scelte di rinnegamento e dei consigli che do ai lettori che mi scrivono, lasciano pensare ad alcuni che io sia anziano, forse anche settantenne. Ho 48 anni, e un futuro da dedicare esclusivamente e completamente alla volontà di Gesù e al bene delle anime. Non solamente a voi lettori, 3.127 iscritti al momento alla newsletter, a cui ogni notte invio la mia benedizione, anche ad innumerevoli fedeli che mi seguono dall’Italia e dall’estero. All’inizio dell’Avvento voglio farvi leggere la lettera di una lettrice, che riguarda le mamme:“Rev.mo Padre, non speravo di ricevere una sua risposta: gliene sono particolarmente grata. È stato gentile da parte sua prestare attenzione al mio scritto. Incoraggiata dalla sua benevolenza, vorrei esporle una considerazione nata dalla mia lunga esperienza professionale che mi è causa di tanta sofferenza. Quasi il 90% delle problematiche dei figli e più del 60% dei divorzi sono riconducibili agli errori fatti dalle care mamme! Padre carissimo sono stanca di riscontrare sempre questa causa in tanti drammi infantili e non. Sono arrivata alla convinzione che satana si sia impossessato proprio di questa figura genitoriale per perpetrare i suoi malefici.  Egoismo cieco, invidia, gelosia, presunzione, cattiveria allo stato puro, tutto questo riscontro in questi esseri che si definiscono madri. Perdoni la sincerità. Vedo che lei tende ad andare a fondo dei problemi, la prego porti le madri che la seguono (penso che siano migliaia) ad un serio esame di coscienza, faccia loro capire i gravi danni che tanto disinvoltamente fanno nei riguardi dei figli nella presunzione di essere nel giusto. Il mio desiderio è solo quello di evitare tanti drammi (e tanti peccati). Mi scusi se ho approfittato della sua pazienza. Abbracciati a Cristo per l'eternità. (Luciana)”.Le mamme e i papà devono riflettere pure sull’educazione religiosa data ai figli, i buoni esempi, se pregano insieme ogni sera, se vanno tutti insieme la domenica a Messa.In questo Avvento possiamo ricominciare una nuova vita e riprendere il vero cammino. Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 novembre 2010: Cari figli, vi guardo e vedo nel vostro cuore la morte senza speranza, l'inquietudine e la fame. Non c'è preghiera né fiducia in Dio perciò l'Altissimo mi permette di portarvi speranza e gioia. Apritevi. Aprite i vostri cuori alla misericordia di Dio e Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno e riempirà i vostri cuori con la pace, perché Lui è la pace e la vostra speranza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 novembre 2010: Cari figli, con perseveranza e amore materni vi porto la luce della vita, affinché distrugga in voi la tenebra della morte. Non rifiutatemi, figli miei. Fermatevi e guardate in voi stessi e vedete quanto siete peccatori. Riconoscete i vostri peccati e pregate per il perdono. Figli miei, non volete accettare di essere deboli e piccoli, ma potete anche essere forti e grandi compiendo la volontà di Dio. Datemi i vostri cuori purificati, perché possa illuminarli con la luce della vita, mio Figlio. Vi ringrazio. -  www.gesuemaria.it -