Roveto Ardente

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Lunedì 18 Settembre

Post n°227 pubblicato il 18 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    In te, Signore, io metto la mia fiducia. Quando il buio e la notte sembrano travolgermi, tu sei là. Quando gli amici mi abbandonano, io conto su di te.
    Quando non ho più voglia di andare verso gli altri, tu mi assicuri che in essi io incontro Te. Tu vegli sui miei giorni, mi accogli a braccia aperte, mi doni il tuo amore sempre fedele. Signore, accresci la mia povera fede.

 
 
 

ACQUA

Post n°226 pubblicato il 16 Settembre 2006 da RovetoArdente
 


    Il villaggio ai piedi del castello fu svegliato dalla voce dell'araldo del castellano che leggeva un proclama nella piazza.
    «Il nostro signore beneamato invita tutti i suoi buoni e fedeli sudditi a partecipare alla festa del suo compleanno! Ognuno riceverà una piacevole sorpresa! Domanda a tutti però un piccolo favore: chi partecipa alla festa abbia la gentilezza di portare un po' d'acqua per riempire la riserva del castello che è vuota...».
L'araldo ripeté più volte il proclama, poi fece dietrofront e scortato dalle guardie ritornò al castello. Nel villaggio scoppiarono i commenti più diversi.
    «Bah! È il solito tiranno! Ha abbastanza servitori per farsi riempire il serbatoio... Io porterò un bicchiere d'acqua, e sarà abbastanza!».
    «Ma no! È sempre stato buono e generoso! Io ne porterò un barile!».
    «Io un... ditale!».
    «Io una botte!».
    Il mattino della festa, si vide uno strano corteo salire al castello. Alcuni spingevano con tutte le loro forze dei grossi barili o ansimavano portando grossi secchi colmi d'acqua. Altri, sbeffeggiando i compagni di strada, portavano piccole caraffe o un bicchierino su un vassoio.
    La processione entrò nel cortile del castello. Ognuno vuotava il proprio recipiente nella grande vasca, lo posava in un angolo e poi si avviava pieno di gioia verso la sala del banchetto. Arrosti e vino, danze e canti si succedettero, finché verso sera il signore del castello ringraziò tutti con parole gentili e si ritirò nei suoi appartamenti.
    «E la sorpresa promessa?», brontolarono alcuni con disappunto e delusione. Altri dimostravano una gioia soddisfatta: «Il nostro signore ci ha regalato la più magnifica delle feste!».
    Ciascuno, prima di ripartire, passò a riprendersi il recipiente. Esplosero allora delle grida che si intensificarono rapidamente. Esclamazioni di gioia e di rabbia.
    I recipienti erano stati riempiti fino all'orlo di monete d'oro! «Ah! Se avessi portato più acqua...».

«Date agli altri e Dio darà a voi: riceverete da lui una misura buona, pigiata, scossa e traboccante.
Dio infatti tratterà voi allo stesso modo con il quale voi avrete trattato gli altri»

(Vangelo di Luca 6,38)

 
 
 

Sabato 16 Settembre

Post n°225 pubblicato il 16 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    Guida, o Signore, le nostre scelte personali, familiari e professionali. Insegnaci a renderci disponibili all'ascolto della tua Parola, a metterti nel cuore delle nostre scelte. Aiutaci, sull'esempio di Maria, la madre di Gesù, a costruire le nostre vie intorno alla fede, a vivere questa fede nella vita di ogni giorno, a testimoniarla senza paura. Perché tutti insieme possiamo vivere nella tua gioia.

 
 
 

Giovedì 14 Settembre

Post n°224 pubblicato il 14 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    Concedimi, o Signore, di amarti come un bambino, incondizionatamente, con un amore semplice che non attende nulla in cambio. Donami di vivere la mia vita così come tu la vuoi, senza fughe né scorciatoie.
    Signore, che ogni girno che passa io impari a lodarti con la meraviglia del bambino che scopre il mondo. Concedimi di essere "piccolo" nel cuore del tuo mistero. 

 
 
 

14 Settembre Esaltazione della S. Croce

Post n°223 pubblicato il 13 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Tag: Santi

    La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel
335, in occasione della dedicazione della Basilica della “Crucem” sul
Golgota, e quella dell'"Anàstasis", cioè della Risurrezione. La
dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che
traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a
partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della
preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce
trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante
la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce
nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata
nella battaglia di Hattin.

La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del
leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore
Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il
supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa
fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua
realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente
all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè
tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene
tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il
compendio della religione cristiana.

La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice
presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa
verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la
propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato
dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il
condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era
conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli
insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze
che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di
Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano
la partecipazione alla gloria del Risorto.

 
 
 

Mercoledì 13 Settembre 

Post n°222 pubblicato il 13 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    Signore, la mia vita è una corsa senza soste attraverso le strade del mondo, il tempo, la vita... Tutto corre così velocemente che io mi sento continuamente in affanno, senza respiro. La vita mi sfugge, la bellezza della natura non mi colpisce; passo accanto a troppe cose senza coglierne il senso. Ho bisogno di fermarmi, respirare, riprendere fiato, vivere! Donami di rinascere al soffio del tuo Spirito per ritrovare in me la tua immagine, per vivere la tua vita.

 
 
 

13 Settembre S. Giovanni Crisostomo

Post n°221 pubblicato il 12 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Tag: Santi

Educato dalla madre, S. Antusa, Giovanni (nato ad Antiochia, probabilmente nel 349) negli anni giovanili condusse vita monastica in casa propria. Poi, mortagli la madre, si recò nel deserto e vi rimase per sei anni, dei quali gli ultimi due li trascorse in solitario ritiro dentro una caverna, a scapito della salute fisica. Chiamato in città e ordinato diacono, dedicò cinque anni alla preparazione al sacerdozio e al ministero della predicazione. Ordinato sacerdote dal vescovo Fabiano, ne diventò zelante collaboratore nel governo della chiesa antiochena. La specializzazione pastorale di Giovanni era la predicazione, in cui eccelleva per doti oratorie e per la sua profonda cultura. Pastore e moralista, si mostrava ansioso di trasformare il comportamento pratico dei suoi uditori, più che soffermarsi sulla esposizione ragionata del messaggio cristiano.
Nel 398 Giovanni di Antiochia - il soprannome di Crisostomo, cioè, Bocca d'oro, gli venne dato tre secoli dopo dai bizantini - fu chiamato a succedere al patriarca Nettario sulla prestigiosa cattedra di Costantinopoli. Nella capitale dell'impero d'Oriente Giovanni esplicò subito un'attività pastorale e organizzativa che suscita ammirazione e perplessità: evangelizzazione delle campagne, creazione di ospedali, processioni anti-ariane sotto la protezione della polizia imperiale, sermoni di fuoco con cui fustigava vizi e tiepidezze, severi richiami ai monaci indolenti e agli ecclesiastici troppo sensibili al richiamo della ricchezza. I sermoni di Giovanni duravano oltre un paio d'ore, ma il dotto patriarca sapeva usare con consumata perizia tutti i registri della retorica, non certo per vellicare l'udito dei suoi ascoltatori, ma per ammaestrare, correggere, redarguire. Predicatore insuperabile, Giovanni mancava di diplomazia per cautelarsi contro gli intrighi della corte bizantina. Deposto illegalmente da un gruppo di vescovi capeggiati da quello di Alessandria, Teofilo, ed esiliato con la complicità dell'imperatrice Eudossia, venne richiamato quasi subito dall'imperatore Arcadio, colpito da varie disgrazie avvenute a palazzo. Ma due mesi dopo Giovanni era di nuovo esiliato, dapprima sulla frontiera dell'Armenia, poi più lontano, sulle rive del Mar Nero.
Durante quest'ultimo trasferimento, il 14 settembre 407, Giovanni morì. Dal sepolcro di Comana, il figlio di Arcadio, Teodosio il Giovane, fece trasferire i resti mortali del santo a Costantinopoli, dove giunsero la notte del 27 gennaio 438, tra una folla osannante.

 
 
 

Martedì 12 Settembre

Post n°220 pubblicato il 12 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    Tu, Signore mio Dio, ti riveli a noi non nella forza dell'uragano, nella potenza del turbine che sconvolge e distrugge, ma in una brezza leggera che dona pace e serenità, come una carezza che incoraggia e rassicura.
    Il mio cuore aspira ogni giorno a questo dono perché «tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te»! Soffia su di noi il tuo Spirito e vivremo.

 
 
 

Lunedì 4 Settembre

Post n°219 pubblicato il 04 Settembre 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    Signore, prendo solo un minuto per dirti che ti amo e che non ti dimentico tra le mie attività. Voglio presentarti tutte le persone che lavorano con me in questo momento. Conservale nel tuo amore perché possano essere felici e trovare serenità. Voglio dirti, infine, che io so bene che tu mi ami sempre e dovunque e per questo ti rendo grazie nel profondo del cuore.

 
 
 

Mercoledì 30 Agosto

Post n°218 pubblicato il 30 Agosto 2006 da RovetoArdente
 
Foto di RovetoArdente

    Gesù, mio Signore, ti prego: donami il pane dell'amore, il pane dell'umiltà, il pane dell'obbedienza. Donami, Signore mio Dio, il pane della forza per dissolvere la mia volontà e fonderla con la tua. Donami, Gesù, nio Salvatore, il pane del distacco dalle creature e il pane della pazienza per accettare le pene del cuore. Donami, Gesù, il Pane della vita, perché impari a volere solo te, in tutto e sempre.

(B. Soubirous)

 
 
 
 
 

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Un blog di: RovetoArdente
Data di creazione: 19/04/2005
 

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