«Tocco terapeutico» è il termine più recente per designare quanto in precedenza veniva chiamato «imposizione delle mani». Il terapeuta fa scorrere le proprie mani sul paziente, cercando d'infondere e ridistribuire energia su tutto il suo corpo. Le persone che ricevono il tocco terapeutico affermano di sentirsi meglio e spesso trovano che i loro dolori sono scomparsi. Ma esiste qualche prova obiettiva che esso agisca realmente? La risposta è affermativa, secondo un rapporto pubblicato dalla dottoressa Janet Quinn nel 1984. Per determinare se i terapeuti trasmettessero effettivamente dell'energia, la Quinn li fece entrare in uno stato di autoconcentrazione, che si presume necessario perché il trattamento possa funzionare.Poi fece somministrare il trattamento mediante il movimento delle mani sul corpo dei pazienti. Ciascun paziente classificò, in base a un punteggio, i suoi livelli di ansietà prima e dopo aver ricevuto il tocco terapeutico. La Quinn cercò anche di escludere l'effetto placebo, che secondo certi scettici può spiegare l'efficacia del tocco terapeutico. A questo scopo, fece in modo che alcuni pazienti ricevessero una «falsa» terapia, eseguita da ordinari infermieri. Essi ricevettero istruzioni sul modo di simulare il tocco terapeutico, ma non sapevano come provocare il particolare stato di coscienza necessario perché si determino gli effetti curativi. I soggetti che ricevettero il trattamento fasullo non denunciarono nessun beneficio. La Quinn registrò con una telecamera gli infermieri che eseguivano i trattamenti sia autentici, sia fittizi e mostrò le registrazioni a dei giudici, a cui fu chiesto di riscontrare le differenze fra i due gruppi. Essi non furono in grado d'indicare nessuna differenza, e questo mostrò che neppure i pazienti avrebbero potuto farlo.
Tocco terapeutico
«Tocco terapeutico» è il termine più recente per designare quanto in precedenza veniva chiamato «imposizione delle mani». Il terapeuta fa scorrere le proprie mani sul paziente, cercando d'infondere e ridistribuire energia su tutto il suo corpo. Le persone che ricevono il tocco terapeutico affermano di sentirsi meglio e spesso trovano che i loro dolori sono scomparsi. Ma esiste qualche prova obiettiva che esso agisca realmente? La risposta è affermativa, secondo un rapporto pubblicato dalla dottoressa Janet Quinn nel 1984. Per determinare se i terapeuti trasmettessero effettivamente dell'energia, la Quinn li fece entrare in uno stato di autoconcentrazione, che si presume necessario perché il trattamento possa funzionare.Poi fece somministrare il trattamento mediante il movimento delle mani sul corpo dei pazienti. Ciascun paziente classificò, in base a un punteggio, i suoi livelli di ansietà prima e dopo aver ricevuto il tocco terapeutico. La Quinn cercò anche di escludere l'effetto placebo, che secondo certi scettici può spiegare l'efficacia del tocco terapeutico. A questo scopo, fece in modo che alcuni pazienti ricevessero una «falsa» terapia, eseguita da ordinari infermieri. Essi ricevettero istruzioni sul modo di simulare il tocco terapeutico, ma non sapevano come provocare il particolare stato di coscienza necessario perché si determino gli effetti curativi. I soggetti che ricevettero il trattamento fasullo non denunciarono nessun beneficio. La Quinn registrò con una telecamera gli infermieri che eseguivano i trattamenti sia autentici, sia fittizi e mostrò le registrazioni a dei giudici, a cui fu chiesto di riscontrare le differenze fra i due gruppi. Essi non furono in grado d'indicare nessuna differenza, e questo mostrò che neppure i pazienti avrebbero potuto farlo.