Hai iniziato a tribolare fin dalla mia nascitaE' stato un crescendo di bordate pesantiIntervallate da momenti abbastanza tranquilliHai fatto sempre la tua parte, con onesta serenitàCon picchi di gratuita severità, che non meritavo, e che non ti si addicevaA onor del vero ti ha stressato di più il babboAltero, irrequieto, supponente, a volte anche prepotenteMa senza mai alzare un dito, anche se la lingua fa male più degli schiaffiE tu, impassibile, paziente, assorbivi tutto e lo fai ancoraAnche se ora è diverso, anche luiBuffo...Quando potevate darvi e darmi tanto, il piede era sul freno, inamovibileOra, che le primavere sono già considerevoliE si affacciano pericolosi effetti collateraliIl fiume della vostra vita scorre lento, ma ancora forteE parlate, parliamo, ma mai abbastanza, come tuttiMi spiace, e tanto, di avervi abbreviato l'esistenzaQuel giorno malefico vi è costato anniIl giorno dopo era già visibile, il cambiamentoCosì com'è stato per i nonni...Per loro ancora peggio, perché già carichi di acciacchiNell'arco di 6 anni, da autonomi...Sono finiti rigidi, in orizzontale, alla mercè del nullaO al cospetto del tutto...Sai quanto c'ho pensato, mamma?Tantissimo, e talvolta mi pare un incubo...Ma non riesco a sentirmi responsabileE' una colpa che disconosco, e tu più di altri lo saiIl rammarico, certo, quello è rimastoMa tuo figlio non ha mai avuto un buon rapporto con la dea bendataE nel tuo cuore conti le cicatriciChe io ho altrovePerò resisti, ancora, e grazie a me, ancheChe tante volte ti rimprovero di lamentarti troppoO di non accontentarti di quanto hai, di come sei, di come siamoComunque sia... sei stata, e lo sei tuttora, forteDavvero.
per la mia mamma
Hai iniziato a tribolare fin dalla mia nascitaE' stato un crescendo di bordate pesantiIntervallate da momenti abbastanza tranquilliHai fatto sempre la tua parte, con onesta serenitàCon picchi di gratuita severità, che non meritavo, e che non ti si addicevaA onor del vero ti ha stressato di più il babboAltero, irrequieto, supponente, a volte anche prepotenteMa senza mai alzare un dito, anche se la lingua fa male più degli schiaffiE tu, impassibile, paziente, assorbivi tutto e lo fai ancoraAnche se ora è diverso, anche luiBuffo...Quando potevate darvi e darmi tanto, il piede era sul freno, inamovibileOra, che le primavere sono già considerevoliE si affacciano pericolosi effetti collateraliIl fiume della vostra vita scorre lento, ma ancora forteE parlate, parliamo, ma mai abbastanza, come tuttiMi spiace, e tanto, di avervi abbreviato l'esistenzaQuel giorno malefico vi è costato anniIl giorno dopo era già visibile, il cambiamentoCosì com'è stato per i nonni...Per loro ancora peggio, perché già carichi di acciacchiNell'arco di 6 anni, da autonomi...Sono finiti rigidi, in orizzontale, alla mercè del nullaO al cospetto del tutto...Sai quanto c'ho pensato, mamma?Tantissimo, e talvolta mi pare un incubo...Ma non riesco a sentirmi responsabileE' una colpa che disconosco, e tu più di altri lo saiIl rammarico, certo, quello è rimastoMa tuo figlio non ha mai avuto un buon rapporto con la dea bendataE nel tuo cuore conti le cicatriciChe io ho altrovePerò resisti, ancora, e grazie a me, ancheChe tante volte ti rimprovero di lamentarti troppoO di non accontentarti di quanto hai, di come sei, di come siamoComunque sia... sei stata, e lo sei tuttora, forteDavvero.