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RIFLESSIONE

Chi ha visto l’occhio prima che l’occhio vedesse qualcosa?

 

"La verità è una terra senza sentieri".

J.krishnamurti.

 

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RIFLESSIONE

Lo scopo della vita è di perdere l’io separato che partì come scintilla individuale…

 

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Al di là delle parole.

Post n°219 pubblicato il 09 Agosto 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

La comunione è l’incontro di due cuori, è una faccenda d’amore. La comunicazione coinvolge la testa, la comunione il cuore. La comunione è qualcosa che si sente. La comunicazione è trasmissione di conoscenza: vengono date solo parole; e vengono prese, e comprese, solo parole. E la natura delle parole è tale che attraverso di loro non si può trasmette nulla di vivo. Anche nell’ambito dell’esperienza ordinaria, per non parlare della realtà ultima, i momenti di estasi, i momenti in cui si sente e si è veramente, sono impossibile da riferire a parole.

Quando ti succede qualcosa che è al di là delle parole, solo allora cominci a vivere, solo allora la vita bussa alla tua porta,  non hai più bisogno di parole, e diventi muto: neppure una parola si forma dentro di te. Allora qualsiasi cosa tu possa dire è cosi inutile, morta, insignificante, che ti sembra di far torto all’esperienza che ti è accaduta, parlandone.

Osho.

 
 
 

Il sentiero dell’eternità.

Post n°218 pubblicato il 06 Agosto 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

 Dice OSHO: voi potete conquistare questo mondo di morte perché nel nucleo profondo del vostro essere fate parte dell’eternità, non appartenete al tempo.  Siete l’eternità che penetra nel mondo temporale. Siete esseri immortali che vivono in corpi mortali. La vostra consapevolezza non conosce la morte, né la nascita. È soltanto il vostro corpo che nasce e muore.  Ma voi non avete coscienza della vostra consapevolezza, non  siete consapevoli della vostra consapevolezza. 

L’arte della meditazione è tutta qui : diventare consapevole della consapevolezza stessa. Nel momento in cui conosci colui che risiede nel tuo corpo, conosci chi sei, in quella stessa intuizione hai trasceso la morte e il mondo della morte. Hai trasceso tutto ciò che è temporaneo. Accetti di essere guidato da dentro e la vita diventa un viaggio nell’ignoto.  L’impersonale è reale. La vita è Amore e l’amore è vita.

 

 
 
 

“Io sento”.

Post n°217 pubblicato il 18 Luglio 2010 da salvatore.ravas
Foto di salvatore.ravas

Sento dentro me  qualcosa che io definisco “Incommensurabile”,  qualcosa che non si può definire con parole. Assomiglia ad un  “affetto” che si espande e cresce continuamente, diventa sempre più vasto e abbraccia tutto e tutti che non si può descrivere a parole.

Il comandamento della vita è quello di amare tutto e tutti. Obbedendo a questo comandamento il tracciato del nostro destino sarà quello ideale di chi raggiunge per la via breve la mèta del suo cammino. Il piano evolutivo di ciascuno è regolato da questa legge dell’Amore. La violazione  di essa porta con sé tutti i travagli che affliggono gli uomini nel loro andare per le vie della terra.

La vita ha un grande significato per colui che vive per il bene di tutta l’umanità, e avanti a questa grandezza il dolore appare cosa trascurabile. Vivere una vita di bontà vuol dire vivere una vita universale. Ama e la vita ti sarà amica.

SalvatoreR.

 

 
 
 

IL DESTINO

Post n°216 pubblicato il 02 Luglio 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Il destino è il nostro compagno di vita, ci viene imposto dalla nascita. Già il fatto di nascere in una determinata famiglia, in un determinato paese, in una determinata situazione sociale  ci condiziona per tutta la vita. E  oltre altri vari condizionamenti che costituiscono la nostra individualità. Il destino non ha un rigido determinismo. Non siamo totalmente schiavi del nostro destino, vi è una parziale libertà. C’è la possibilità di “Varianti” attraverso la conoscenza di ciò che siamo, la comprensione, la valutazione e il discernimento degli avvenimenti presenti. Il Coraggio e la volontà di cambiamento fanno il resto. un caro saluto. Namasté! SalvatoreR 

 

 
 
 

L’occhio del ciclone.

Post n°215 pubblicato il 26 Giugno 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

L’ universo è un’espansione di energia, e la vita è la cristallizzazione della stessa. Bisogna sapere che svegliare l’energia interna che dorme è pericoloso quanto lo sarebbe disturbare e svegliare un serpente che dorme. Il pericolo è questo: la persona che ero fino a ieri non sopravvivrà; quando l’energia sarà risvegliata mi trasformerà  totalmente. Una nuova individualità emergerà.  Se sei pronto per il nuovo, allora devi avere il coraggio di separati dal vecchio.

Il viaggio verso Dio è veramente un viaggio nell’insicurezza. Ma i fiori della vita e della bellezza fioriscono soltanto nell’insicurezza. Se indaghi in profondità, scopri che tutto l’universo è il nostro corpo. Il nostro corpo non ha limiti ed è infinito. E se cerchi nel modo giusto, ti renderai conto che il centro della vita è dappertutto e che si sta espandendo dappertutto. Quindi, quando entrate in meditazione, l’energia nascosta potrebbe risvegliarsi con una tale forza da collegarsi all’energia all’esterno. Ma nel momento in cui questo collegamento si instaura, diventiamo come piccole foglie che galleggiano nell’oceano infinito dei venti. Allora non esistiamo più come entità separate e diventiamo parte dell’incommensurabile.

Cosa si prova dopo essere diventati  parte dell’infinito? Finora l’uomo ha cercato in tutti i modi possibile di dirlo, ma non era possibile esprimerlo. Kabir fece l’esperienza di Dio per la prima volta, disse: “sembra che la goccia sia entrata nell’oceano”. Non era stata la goccia a entrare nell’oceano, ma era stato l’oceano a entrare nella goccia. Cercando e cercando, amico mio, Kabir si è perso. L’oceano si è fuso nella goccia.

Era un errore aver detto che era stata la goccia a fondersi nell’oceano. Non è che, arrivando a essere semplici  vibrazioni di energia, entriamo nell’oceano dell’energia; è proprio il contrario. Quando diventiamo semplici vibrazioni, vibrazioni vitali di energia, l’oceano di energia entra dentro di noi. In realtà è molto difficile dire cosa succede. E bene ricordare che un’ esperienza e la sua esperienza verbale  non sempre coincidono. Quello che sappiamo non lo possiamo dire. La nostra capacità di sapere è infinità, ma la capacità di verbalizzare è molto limitata.

Ripeto: Il serpente addormentato, il centro addormentato è dentro di noi. Ed è da questo centro addormentato che l’energia sale verso l’alto e si diffonde dappertutto.  Ma per saperlo, per farne esperienza, è essenziale che noi  stessi diventiamo energia tremendamente viva.  Quindi, quando entrate in meditazione, l’energia nascosta potrebbe risvegliarsi con una tale forza da collegarsi all’energia all’esterno. Ma nel momento in cui questo collegamento si instaura, diventiamo piccole foglie che galleggiano nell’oceano infinito dei venti. Allora non esistiamo più come entità separate e diventiamo parte dell’incommensurabile. Tutto non avviene al di fuori di noi, ma dentro di noi.

Riassunto tratto da l’occhio del ciclone. OSHO.

PS: Bellissima esperienza. Grazie OSHO.  SalvatoreR.

 

 

 
 
 

L'essenza della vita.

Post n°214 pubblicato il 19 Giugno 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Cosa sopravvive alla vita?

Dinanzi a certi avvenimenti straordinari, l’uomo si ferma, resta sbalordito, ma poi, se non è pronto spiritualmente, si rifugia nelle più diverse interpretazioni.

Noi non siamo il nostro corpo che muore. Noi siamo l’eterna Scintilla divina che non muore. Noi siamo “Coscienza” e niente altro che “Coscienza”.

Tutto il resto, la personalità, la mente, la psiche, il corpo, sono soltanto strumenti che abbandoneremo quando più non servono.

Nel dopo vita, la forma perisce, l’essenza rimane……Questo è il sentire di esistere, la coscienza d'esistere: il fiore.            

Salvatore R.

 

 
 
 

Ignoto cammino

Post n°213 pubblicato il 13 Giugno 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Noi non sappiamo quello che c’è scritto nella nostra lavagna personale. Siamo venuti in questa terra per evolvere e per scontare il nostro Karma.

L’importante è essere padroni del sentiero che stiamo percorrendo. Il sentiero dalle molte esperienze e dalla grande comprensione sorride sempre al viandante.  Se qualche volta è tortuoso e difficile da percorrere, io lo devo accettare, siamo inseparabili, esso non può esistere senza di me, né io senza di lui, siamo uno solo, si chiama destino.

Niente arriva a caso. Tutto è lì per noi.

Un abbraccio luminoso.

SalvatoreR

 

 
 
 

la vera domanda.

Post n°212 pubblicato il 10 Giugno 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

La vera domanda è, “Dove devo porre la mia attenzione in questo momento?”

Una domanda importante. Da tenere nel cuore. Sempre. 

 

 
 
 

Viaggio della vita.

Post n°211 pubblicato il 07 Giugno 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

La vita scorre… sono il viaggiatore di un treno diretto verso un termine noto solo al conducente.   Il mondo scorre ai miei occhi, in immagini subito dissolte e rinnovate, con rapidità e inconsistenza. Ho visto, sveglio nel sogno, il maestro di tutte le cose.

Ho fissato a lungo lo sguardo nella profonda sorgente del sapere e ho visto molti riflessi.

“Sono l'umile erba che viene falciata e calpestata.
Sono l'albero alto e maestoso che ricerca il cielo.
Sono l'animale inseguito, il delinquente odiato da tutti, il nobile da tutti onorato.

 Sono il dolore, la pena ed il piacere fuggevole, le passioni ed i godimenti, la collera amara e l'infinita compassione, il peccato ed il peccatore.
Sono l'amante e l'amore stesso.
Sono il santo, l'adoratore, il fedele ed il seguace.” JK

TUTTO E' IN DIO.

La mente di ciascun individuo dovrebbe essere ben consapevole che fa parte della vita dell'intero universo e che il suo rapporto con il tutto e simile a quello della cellula con l'intero corpo.L'uomo si muove, vive e respira nel corpo cosmico. L'ordine cosmico significa l'operare di tutte le cose insieme per il bene di ciascuna e di tutte, che il principio su cui si fonda il mondo, e quella cosa che noi chiamiamo AMORE UNIVERSALE.

 

 
 
 

Diverso e unico.

Post n°210 pubblicato il 02 Giugno 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Camminando su una roccia che si sgretola a ogni suo passo e anticipando l’inevitabile interruzione che metterà fine al suo cammino, l’uomo non riesce a trattenere il suo amaro e struggente desiderio di sapere se la vita è soltanto una serie di momentanei processi fisiologici e mentali, di azioni e atteggiamenti, un flusso di vicissitudini, desideri e sensazioni che scorrono come granelli di sabbia,
che il vento porta via.

Ognuno di noi è diverso, unico. Già questa riflessione dovrebbe far pensare al fatto che l'uomo, in fondo, è solo. Una solitudine non intensa nel senso umano, ma in altri sensi, fra i quali, per esempio, nel senso che l'uomo è solo di fronte alla Realtà, perché solo lui può comprenderla essendo la comprensione del Reale un fatto squisitamente individuale. Dunque non solitudine come mancanza di compagnia. L'uomo è solo perché solo lui può dare vita e sentimento e calore umano al mondo d’immagini che lo circondano.
In questa scuola di vita ogni individuo che incontriamo sul nostro cammino può essere, per il tratto che percorriamo insieme, il nostro maestro. Dalla legge Karmica egli è stato coinvolto, sua insaputa, nella nostra esistenza per insegnarci un punto preciso e forse anche impararne uno.
La strada della vita non è pianeggiante e sempre diritta, ma in salita, tortuosa e piena d’altre vie o di bivi, aggiungo, è stata tagliata perché io la percorressi da solo.

Il libero arbitrio ci dà la libertà di scegliere.
Noi scegliamo le circostanze per poter agire in una certa maniera, attiriamo quelle più congeniali al nostro modo di essere. Siamo circondati da infinite possibilità di situazioni di tutti i tipi che offrono infinite soluzioni di esistenza, infiniti modi per permetterci di agire. Sono tutti li, ma noi ne vediamo soltanto uno, quello del nostro destino.
L’uomo è padrone di se stesso e non c’è nessuno essere o forza superiore che decide della sua sorte.
Nessuna imposizione al mondo potrà mai cambiare in meglio l’individuo negativo.
Il viaggio dell’uomo è un viaggio dall’ignoranza alla conoscenza, dall’errore alla Verità. Ma poiché l’uomo è Scintilla divina che deve ritornare alla sua origine, si può affermare che è un viaggio dalla Luce alla Luce.
L’uomo Zero


 
 
 

AMO GLI ALBERI

Post n°209 pubblicato il 24 Maggio 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Amo gli alberi.  L’albero è il simbolo che lega terra e cielo. Rappresenta nell’assoluto, l’asse cosmico. È il luogo d’incontro delle energie telluriche e cosmiche. Le sue radici s’immergono in terra, si radicano nella materia e ricevono nutrimento della terra, la sua cima offerta ai cieli si carica di luce e d’energia cosmica. Lungo il suo tronco, si attuano gli scambi, miscugli equilibrati, che permettono all’albero di vivere il suo splendore. Credo che scoprire un legame con gli alberi è di buon augurio. Abbracciare un albero significa riempirsi d’energia universale.

Un sorriso.

 
 
 

Creata la cellula artificiale

Post n°208 pubblicato il 21 Maggio 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Annuncio choc sulla rivista Science: creata la prima forma di vita biologica sintetizzata in laboratorio. Una cellula con un proprio Dna artificiale in grado di dividersi e moltiplicarsi

La corsa verso la vita artificiale è cominciata negli anni '50, con le ricerche che nel 1956 portarono Arthur Kornberg ad ottenere in laboratorio la prima sintesi di Dna, premiate con il Nobel nel 1959. Da allora gli strumenti a disposizione dei genetisti sono diventati molto più sofisticati, come dimostra la prima cellula artificiale descritta su Science dal gruppo dell'americano Craig Venter, oggi a capo dell'istituto di Rockville (Maryland) che porta il suo nome. Insofferente di certe regole e tempi del mondo accademico, controverso e discusso, Venter è stato nello stesso tempo oggetto di critiche aspre e di una sterminata ammirazione per l'ambizione delle sue ricerche, tanto che tempo fa la copertina di un settimanale americano aveva scritto accanto alla sua foto "giocando ad essere Dio".

Il suo obiettivo dichiarato è costruire organismi artificiali utili all'ambiente o alla medicina e ormai è a un passo dal raggiungerlo. Ecco finora le principali tappe raggiunte nella corsa alla vita artificiale: - giugno 2007: primo cromosoma artificiale. Il gruppo di Venter riproduce fedelmente in laboratorio il Dna di un batterio chiamato Mycoplasma mycoides. - agosto 2009: il Dna naturale del batterio Mycoplasma mycoides viene trapiantato nel batterio di una specie molto vicina, il Mycoplasma capricolum. A raggiungere il risultato è ancora una volta il gruppo di Venter. - oggi: Il Dna artificiale, copia del Dna del Mycoplasma mycoides, è stato trasferito nel batterio Mycoplasma capricolum, che diventa così la prima cellula naturale controllata da un programma genetico costruito in laboratorio.

- il prossimo passo: ottenere quello che Venter chiama Mycoplasma laboratorium, ossia un batterio costruito su misura per svolgere determinati compiti e diverso da qualsiasi organismo esistente in natura. Si avvicina così l'era della biologia sintetica, che permetterà di riscrivere interi codici genetici per creare macchine metaboliche specializzate e costruire in laboratorio esseri viventi che non somigliano a nessuna forma di vita esistente in natura. Nei laboratori più avanzati sono al lavoro velocissimi sintetizzatori di Dna, capaci di produrre lunghe sequenze di materiale genetico a partire dai mattoni chimici della vita: zuccheri, composti a base di azoto e fosfati. E' alle porte un cambiamento cruciale, che costringerà a ripensare i confini fra biologico e artificiale e a rivedere lo stesso concetto di vivente

Venerdì 21 maggio 2010 07.33     L’unione Sarda .It

 
 
 

Faticoso cammino.

Post n°207 pubblicato il 20 Maggio 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Noi viviamo nella molteplicità. L’Amore Universale è l’unione con tutte le cose. Chi ha raggiunto questo stato vive nella coscienza cosmica e vive nell’unione con l’incommensurabile (Dio). L’amore che noi proviamo è solo la “base” di qualcosa d’immenso che richiede una purezza d’animo che va oltre l’umana coscienza. Siamo ancora lontanissimi della mèta, ci aspetta un lungo e faticoso lavoro interore, per liberare i veli che coprono la nostra scintilla Divina. Nella vita il vero potere è interiore. Chi ha veramente imparato ad amare si è, prima di tutto, spogliato di ogni egoismo. Allora comincia un’esperienza del tutto diversa che sarà ancora tutto dentro il nostro cuore. Mi fermo qui.

SalvatoreR. 

 
 
 

Ciò che siamo.

Post n°205 pubblicato il 15 Maggio 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Sono tre gli aspetti indicatori che ci rivelano "ciò che siamo".

Il PRIMO aspetto è l'apertura di un Osservatorio permanente su "ciò che si è" (introspezione); senza conoscere se stessi non si potrà avere alcuna trasformazione.
Il SECONDO aspetto è il rapporto con gli altri, nei rapporti si può capire la realtà del nostro intimo; l'osservazione del nostro comportamento ci rende consapevoli di ciò che siamo.
Il TERZO aspetto è l'attenzione al nostro stato d'animo nel momento presente; osservare il nostro stato d'animo ci aiuta ad individuare i pensieri negativi che ci affliggono.
Queste sono le magie che trasformano l'intimo del nostro essere.

“Conosci te stesso e conoscerai Dio e l’Universo” , diceva l’oracolo di Delphi.

Ecco il viaggio verso se stessi, l’inizio della liberazione, la seconda nascita, quella vera.

 Questo è il miracolo del lavoro interiore...
Apertura “cuore-mente”.

 

 
 
 

Il mondo si lamenta.

Post n°204 pubblicato il 11 Maggio 2010 da salvatore.ravas
 
Foto di salvatore.ravas

Lo scossone finanziario del mondo esterno a trovato il rimedio per salvare l’economia mondiale: i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri faranno più sacrifici.

L’uguaglianza socio economica, nella nostra dimensione, è pura e semplice utopia, fino a quando esiste l’egoismo umano. L’egoismo umano è la vera causa  di ogni ingiustizia.

Ma come può lo stato, composto di individui affetti tutti dallo stesso male, sperare di curare e guarire la società? Certo in ognuno di noi deve rimanere la speranza fattiva di migliorare la propria posizione, ma non più a scapito del prossimo, bensì per il bene di tutti.

Per fortuna esiste l’evoluzione collettiva, quella spontanea, che avviene semplicemente in virtù della sua legge. Cosi, per male che le cose sembrino andare, la specie umana prende lentamente coscienza ed acquista la tendenza a migliorarsi, a pensare. Cresce, cresce con spaventosa lentezza. Solo lo sforzo individuale potrà ristabilire l’equilibrio e dare inizio al grande torrente dell’Amore.

Mi fermo qui!.

SalvatoreR.                                                             

 
 
 
 
 

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