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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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AMORI
Post n°219 pubblicato il 18 Settembre 2013 da antonioi0
O Nape, tu che sai l'arte di raccogliere i capelli scomposti e di acconciarli, tu che non sei da porre nel numero delle ancelle e di cui ho avuto modo di apprezzare i servigi nelle furtive attività notturne e la scaltrezza nel linguaggio dei cenni, tu che hai spesso indotto l'esitante Corinna a venire da me e la cui fedeltà ho più volte sperimentato nei momenti difficili, prendi queste tavolette che ho scritto stamattina e portale alla tua padrona e rimuovi con sollecitudine gli ostacoli e i motivi di indugio.
Tu non hai il cuore duro come la pietra o come il ferro, né sei più ingenua di quel che conviene; c'è da credere che anche tu sia stata ferita dalle saette di Cupìdo: aiutando me difendi l'insegna sotto la quale militi anche tu.
Se ti chiede che cosa faccio, le dirai che vivo nella speranza di una notte; il resto l'hanno scritto con amore sulla cera le mie mani. Mentre parlo, il tempo vola via: consegnale le mie tavolette mentre è libera, ma, in ogni modo, procura che le legga sùbito.
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