Come la ebbi davanti agli occhi, senza alcun velo, in tutto il suo corpo non vidi neppure un difetto: che spalle, che braccia vidi e toccai! Come sembrava fatta per le carezze la dolce bellezza dei seni! E com'era liscio il ventre sotto il seno perfetto! Com'erano grandi e belli i fianchi! Come giovani le sue cosce! Perché riferire tutti i particolari? Non vidi nulla che non fosse da lodare e la strinsi nuda contro il mio corpo. Chi ignora il seguito? Dopo, entrambi riposammo esausti.Possano capitarmi spesso pomeriggi come questo! O custode legato (che indegnità!) con crudele catena, apri, facendolo girare sui cardini, il crudele battente. Quel che chiedo è piccola cosa: concedi che la porta socchiusa accolga attraverso un esiguo spiraglio la mia persona che si insinua di fianco. Un lungo amore ha reso sottile il mio fisico e, sottraendogli peso, ha reso le mie membra capaci di compiere simili esercizi; l'amore insegna ad insinuarsi senza far rumore fra i guardiani che vigilano, l'amore guida senza danno i passi. E pensare che c'era un tempo in cui temevo la notte e le sue vane ombre! Ero ammirato se qualcuno osava avventurarsi tra le tenebre: Cupìdo con la tenera madre rise tanto che io lo sentissi e sussurrò: «Anche tu diventerai coraggioso.» Né ci fu indugio alcuno, venne l'amore: io non temo più le ombre che si aggirano volando nella notte, non temo mani pronte a darmi la morte; temo solo la tua eccessiva insensibilità, te solo cerco di blandire: tu possiedi la folgore con cui puoi incenerirmi.
AMORI
Come la ebbi davanti agli occhi, senza alcun velo, in tutto il suo corpo non vidi neppure un difetto: che spalle, che braccia vidi e toccai! Come sembrava fatta per le carezze la dolce bellezza dei seni! E com'era liscio il ventre sotto il seno perfetto! Com'erano grandi e belli i fianchi! Come giovani le sue cosce! Perché riferire tutti i particolari? Non vidi nulla che non fosse da lodare e la strinsi nuda contro il mio corpo. Chi ignora il seguito? Dopo, entrambi riposammo esausti.Possano capitarmi spesso pomeriggi come questo! O custode legato (che indegnità!) con crudele catena, apri, facendolo girare sui cardini, il crudele battente. Quel che chiedo è piccola cosa: concedi che la porta socchiusa accolga attraverso un esiguo spiraglio la mia persona che si insinua di fianco. Un lungo amore ha reso sottile il mio fisico e, sottraendogli peso, ha reso le mie membra capaci di compiere simili esercizi; l'amore insegna ad insinuarsi senza far rumore fra i guardiani che vigilano, l'amore guida senza danno i passi. E pensare che c'era un tempo in cui temevo la notte e le sue vane ombre! Ero ammirato se qualcuno osava avventurarsi tra le tenebre: Cupìdo con la tenera madre rise tanto che io lo sentissi e sussurrò: «Anche tu diventerai coraggioso.» Né ci fu indugio alcuno, venne l'amore: io non temo più le ombre che si aggirano volando nella notte, non temo mani pronte a darmi la morte; temo solo la tua eccessiva insensibilità, te solo cerco di blandire: tu possiedi la folgore con cui puoi incenerirmi.