FERMARE I SATRAPI

AMORI


Chi potrebbe aver timore di queste armi? Chi non andrebbe incontro ad esse? Le ore della notte stanno trascorrendo; togli la spranga dallo stipite. Sei insensibile, oppure il sonno (che ti spedisca in malora!) disperde nel vento le mie parole di innamorato a cui non vuoi prestare ascolto? Eppure, mi ricordo, prima, quando avrei voluto passarti inosservato, eri ben desto fino a notte fonda. Forse ora accanto a te dorme la tua amante: ahimè, di quanto la tua sorte è migliore della mia! A questo patto, circondate pure il mio corpo, crudeli catene. Le ore della notte stanno trascorrendo; togli la spranga dallo stipite. Mi inganno, o l'uscio ha cigolato girando sui cardini e i battenti smossi hanno inviato uno stridulo segnale?  Mi inganno: era la porta investita dal vento impetuoso. Ahimè, quanto lontano quel soffio ha portato la mia speranza! Ma se tu, o Borea, ancora ti ricordi del rapimento di Orizia, vieni qui e sfianca colle tue folate queste porte che non mi dànno ascolto. E intanto, madide di fresca rugiada, le ore della notte stanno trascorrendo silenziose per tutta la città; togli la spranga dallo stipite, altrimenti io stesso, fatto ormai più risoluto, darò l'assalto a questa casa superba col ferro e col fuoco che porto nella fiaccola.