FERMARE I SATRAPI

AMORI


Ora che il mio furore si è placato, se ho vicino a me un amico, incateni le mie mani (lo hanno ben meritato): infatti il furore ha spinto le mie braccia dissennate contro la mia donna ed ella piange, ferita dalla mia pazza mano.  Allora io avrei potuto anche battere i miei genitori, o colpire crudelmente perfino i sacri dèi. E che? Aiace, l'eroe dal settemplice scudo, non fece forse a pezzi le greggi sorprese nei vasti campi e Oreste, vendicatore del padre sulla persona della madre (tristo vendicatore), non osò forse chiedere dardi contro le dee occulte?  Io sono stato dunque capace di strapparle i capelli acconciati? Ma neppure la chioma scomposta le toglieva la sua grazia, tanto era bella!   Posso immaginare che così la Scheneide incalzasse con l'arco le fiere sul Mènalo; così Arianna si dolse che gli impetuosi venti del Sud si fossero portate via le vele e le promesse spergiure di Tèseo; così Cassandra si sarebbe gettata in ginocchio nel tuo tempio, o casta Minerva, se non avesse avuto i capelli trattenuti dalla benda. Chi non mi avrebbe gridato «Pazzo», chi non mi avrebbe chiamato «Barbaro»?