Ma io ebbi il coraggio, dopo averle strappato i capelli dalla fronte, di segnare crudelmente con le unghie le sue guance delicate. Ella rimase immobile, fuori di sé, col volto esangue, bianca come i marmi tagliati sui gioghi di Paro; io vidi le sue membra esanimi e il suo corpo scosso da tremiti, come quando il vento fa' ondeggiare le chiome dei pioppi, come la canna sottile è agitata dal dolce soffio dello Zèfiro o quando l'onda viene increspata sulla cima dal tiepido vento del Sud; e le lacrime a lungo trattenute scesero copiose sul viso, come l'acqua promana dalla neve caduta al suolo. Allora per la prima volta cominciai a sentirmi colpevole: le lacrime che sgorgavano dai suoi occhi erano sangue mio. E tuttavia tre volte volli gettarmi supplice ai suoi piedi; tre volte ella respinse le temute mani. Ma tu non esitare (la vendetta placherà in parte il tuo dolore) a graffiarmi sùbito il viso con le unghie; e non avere riguardo per i miei occhi né per i miei capelli: l'ira può donare forza alle tue mani, benché esse siano deboli. E perché non restino tracce tanto spiacevoli del mio misfatto, rimetti in bell'ordine la tua capigliatura.
AMORI
Ma io ebbi il coraggio, dopo averle strappato i capelli dalla fronte, di segnare crudelmente con le unghie le sue guance delicate. Ella rimase immobile, fuori di sé, col volto esangue, bianca come i marmi tagliati sui gioghi di Paro; io vidi le sue membra esanimi e il suo corpo scosso da tremiti, come quando il vento fa' ondeggiare le chiome dei pioppi, come la canna sottile è agitata dal dolce soffio dello Zèfiro o quando l'onda viene increspata sulla cima dal tiepido vento del Sud; e le lacrime a lungo trattenute scesero copiose sul viso, come l'acqua promana dalla neve caduta al suolo. Allora per la prima volta cominciai a sentirmi colpevole: le lacrime che sgorgavano dai suoi occhi erano sangue mio. E tuttavia tre volte volli gettarmi supplice ai suoi piedi; tre volte ella respinse le temute mani. Ma tu non esitare (la vendetta placherà in parte il tuo dolore) a graffiarmi sùbito il viso con le unghie; e non avere riguardo per i miei occhi né per i miei capelli: l'ira può donare forza alle tue mani, benché esse siano deboli. E perché non restino tracce tanto spiacevoli del mio misfatto, rimetti in bell'ordine la tua capigliatura.