FERMARE I SATRAPI

AMORI


Perché ti lamenti di aver perduto dei capelli che ritenevi mal disposti? Perché, sciocca, deponi lo specchio con mano dolente? Ti guardi con occhi non avvezzi a vederti così: per piacere a te stessa devi dimenticare com'eri.  Non sono state le erbe incantate di una rivale a nuocerti, non è stata una perfida strega a lavarti i capelli con acqua emonia, non ti ha recato danno una violenta malattia (lontano da te questo triste presagio!), non sono state le maledizioni di una lingua invidiosa a rendere meno folta la tua chioma: tu soffri per una perdita voluta dalla tua mano colpevole; tu stessa ti versavi sul capo quei miscugli velenosi.  Ora dalla Germania ti invieranno capigliature di schiave; potrai star tranquilla grazie a un popolo su cui abbiamo celebrato il trionfo. O quante volte, mentre qualcuno ammira i tuoi capelli, arrossirai e dirai: «Ora ricevo lodi per una merce che ho acquistata: lodando me, costui loda ora non so quale Sigambra; però mi ricordo di un tempo in cui la lode toccava veramente a me.»