LE AREE DELLA PERSONALITÀ Analizziamole brevemente:L’area affettiva (o emotiva o socio-relazionale) rappresenta la parte di noi che prova emozioni. Anatomicamente la percezione delle emozioni avviene nel sistema limbico (ippocampo. amigadala, talamo) e la sua risposta non passa per la neocorteccia, cioè per le aree che sono sede della riflessione e della consapevolezza ma è immediata e istintiva quindi spesso inadatta. La mente razionale e la mente emozionale sono interconnesse e generalmente coordinate ma quando un’emozione è forte essa travolge la mente razionale e fa rispondere in modo a volte irrazionale e inefficace.Interviene direttamente sulle azioni e sul modo di affrontare le situazioni: interesse, piacere, paura, ansia, gioia sono alcuni aspetti dell’emotività che coinvolge tutta la persona ed influisce in modo determinante sul suo comportamento e sulle prestazioni fisiche. L’area motoria è la parte funzionale della persona, il suo corpo, attraverso il quale passano tutte le informazioni e per mezzo del quale crea relazioni, agisce ed organizza la sua vita. L’area cognitiva rappresenta la capacità della persona di pensare. Tutto il complesso sistema che consente di ricevere, memorizzare, analizzare, elaborare, esprimere informazioni, fissare l’attenzione, prendere coscienza, adattarsi all’ambiente, è reso possibile dalla capacità di pensare e di rielaborare in forma astratta le informazioni. Alcuni autori parlano anche di un’area relazionale/sociale riferendosi alle capacità di instaurare rapporti e relazioni, di comprendere le dinamiche del gruppo, di riconoscere e rispettare i ruoli, di entrare in empatia con le persone, ecc.. Mayer e Soleman la definiscono intelligenza emotiva cioè “La capacità di controllare sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse ed utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni per appianare ogni questioni. Durante un processo educativo e didattico bisogna sempre sapere in quale direzione ci si muove, se si vuole arricchire un’area piuttosto che un’altra, tenendo conto della reciproca influenza e della loro rilevanza sullo sviluppo della persona nella sua globalità. Questo è ancora più importante quando esiste la carenza di un’area che genera squilibri nello sviluppo della personalità e che richiede scelte operative specifiche per riequilibrare l’evoluzione e la crescita dell’individuo L’educazione fisica agisce contemporaneamente a livello delle tre aree ma con differenti priorità: prevalente è lo sviluppo, l’affinamento e l’ampliamento dell’area motoria (nessun’altra disciplina se ne occupa!) ma il riconoscimento delle proprie capacità, la relazione con gli oggetti (sviluppo della manualità), con l’ambiente (coordinazione spazio-temporale, orientamento ecc.) con gli altri (collaborazione, agonismo, sostegno) arricchiscono in modo determinante l’area affettiva.Quando si portano gli allievi a prendere coscienza di ciò che fanno, a conoscere e controllare le informazioni acquisite attraverso il corpo, a gestire le diverse funzioni corporee, a conseguire una cultura motoria e sportiva, si opera prevalentemente a livello dell’area cognitiva. Risulta quindi evidente che il compito dell’educazione fisica è quello di stimolare lo sviluppo dell’area motoria in perfetta sintonia, accordo ed organizzazione con le aree affettiva e cognitiva.
LE AREE DELLA PERSONALITÀ
LE AREE DELLA PERSONALITÀ Analizziamole brevemente:L’area affettiva (o emotiva o socio-relazionale) rappresenta la parte di noi che prova emozioni. Anatomicamente la percezione delle emozioni avviene nel sistema limbico (ippocampo. amigadala, talamo) e la sua risposta non passa per la neocorteccia, cioè per le aree che sono sede della riflessione e della consapevolezza ma è immediata e istintiva quindi spesso inadatta. La mente razionale e la mente emozionale sono interconnesse e generalmente coordinate ma quando un’emozione è forte essa travolge la mente razionale e fa rispondere in modo a volte irrazionale e inefficace.Interviene direttamente sulle azioni e sul modo di affrontare le situazioni: interesse, piacere, paura, ansia, gioia sono alcuni aspetti dell’emotività che coinvolge tutta la persona ed influisce in modo determinante sul suo comportamento e sulle prestazioni fisiche. L’area motoria è la parte funzionale della persona, il suo corpo, attraverso il quale passano tutte le informazioni e per mezzo del quale crea relazioni, agisce ed organizza la sua vita. L’area cognitiva rappresenta la capacità della persona di pensare. Tutto il complesso sistema che consente di ricevere, memorizzare, analizzare, elaborare, esprimere informazioni, fissare l’attenzione, prendere coscienza, adattarsi all’ambiente, è reso possibile dalla capacità di pensare e di rielaborare in forma astratta le informazioni. Alcuni autori parlano anche di un’area relazionale/sociale riferendosi alle capacità di instaurare rapporti e relazioni, di comprendere le dinamiche del gruppo, di riconoscere e rispettare i ruoli, di entrare in empatia con le persone, ecc.. Mayer e Soleman la definiscono intelligenza emotiva cioè “La capacità di controllare sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse ed utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni per appianare ogni questioni. Durante un processo educativo e didattico bisogna sempre sapere in quale direzione ci si muove, se si vuole arricchire un’area piuttosto che un’altra, tenendo conto della reciproca influenza e della loro rilevanza sullo sviluppo della persona nella sua globalità. Questo è ancora più importante quando esiste la carenza di un’area che genera squilibri nello sviluppo della personalità e che richiede scelte operative specifiche per riequilibrare l’evoluzione e la crescita dell’individuo L’educazione fisica agisce contemporaneamente a livello delle tre aree ma con differenti priorità: prevalente è lo sviluppo, l’affinamento e l’ampliamento dell’area motoria (nessun’altra disciplina se ne occupa!) ma il riconoscimento delle proprie capacità, la relazione con gli oggetti (sviluppo della manualità), con l’ambiente (coordinazione spazio-temporale, orientamento ecc.) con gli altri (collaborazione, agonismo, sostegno) arricchiscono in modo determinante l’area affettiva.Quando si portano gli allievi a prendere coscienza di ciò che fanno, a conoscere e controllare le informazioni acquisite attraverso il corpo, a gestire le diverse funzioni corporee, a conseguire una cultura motoria e sportiva, si opera prevalentemente a livello dell’area cognitiva. Risulta quindi evidente che il compito dell’educazione fisica è quello di stimolare lo sviluppo dell’area motoria in perfetta sintonia, accordo ed organizzazione con le aree affettiva e cognitiva.