L’APPRENDIMENTO NELLE FASI DI SVILUPPO La caratteristica principale della programmazione moderna è aver spostato l’attenzione dai contenuti ai soggetti dell’azione educativa cioè le persone, introducendo il concetto di sviluppo della competenza come espressione del miglioramento delle tre aree della personalità (cognitiva, motoria, emotiva) che si manifesta con il raggiungimento delle seguenti finalità: sapere, saper fare, saper essere. E’ già stato detto che l’insegnamento dell’ E.F deve sempre tener presente: L’evoluzione psico-morfologica dell’individuo nelle varie tappe evolutiveLo sviluppo delle capacità cognitive che condizionano l’apprendimento motorio Nella fase pre-puberale e puberale ci sono profondi cambiamenti morfologici che riducono la capacità di controllo acquisita in passato. L’accrescimento e la diversa disponibilità di resistenza, velocità e forza mettono un po’ in crisi il bambino che ha bisogno di aggiustare tutti i suoi schemi motori e di adeguarli al nuovo individuo che sta diventando. Per fortuna in questa età c’è una grande disponibilità all’apprendimento motorio e all’impegno quindi si può lavorare molto sulla ristrutturazione delle capacità motorie e sulla coordinazione.Questa è ancora un’età in cui si possono ottenere, con l’esercizio, grandi miglioramenti di tutte le capacità motorie tranne la forza, la cui fase sensibile sarà dopo lo sviluppo, dai 14/16 anni in poi.Pertanto nel periodo della scuola media, gli obiettivi principali saranno: la verifica dell’apprendimento degli schemi motori di base e la loro riorganizzazione nello spazio, nel tempo, nonché lo sviluppo delle capacità motorie generali. Nel periodo delle scuole superiori gli obiettivi riguarderanno, oltre al miglioramento delle capacità condizionali e coordinative, lo sviluppo della creatività, il raggiungimento della stabilizzazione e padronanza del comportamento motorio che a volte si esprime con la destrezza, ma soprattutto con il raggiungimento della capacità di trasferire e trasformare gli apprendimenti a seconda delle necessità sia sportive che sociali. Le differenze specifiche tra i due sessi nel controllo dei movimenti cominciano già con la fase puberale ma diventano evidenti solo nell’adolescenza. Le caratteristiche di forza e velocità si sviluppano notevolmente solo nei maschi mentre nelle femmine il progresso è scarso. I ragazzi però hanno movimenti poco ampi e sobri mentre nelle ragazze essi sono più ampi, morbidi e più ritmici e fluidi. Per tutte queste diversità sopracitate, è indispensabile un’attenta differenziazione dei carichi di lavoro e, in alcuni casi, direi quasi che è necessario un programma individualizzato, almeno tenendo presente le differenze di genere.In questa fase si deve tener conto anche del bisogno di indipendenza, della labilità del comportamento ma anche della crescente facoltà di riflessione e giudizio. Quindi si darà maggior spazio alla partecipazione consapevole, all’autonomia, all’autovalutazione prevalentemente per far conoscere all’alunno i progressi che hanno compiuto e rafforzare così la motivazione allo sport. CARATTERISTICHE DEL BUON EDUCATORE Per concludere gli educatori (anche quelli sportivi) dovrebbero possedere: CONOSCENZE (Sapere)Anatomia e fisiologia del corpo umano Leggi dell’accrescimento e dello sviluppo del corpo umano,teoria dello sviluppo della personalitàteorie della psicomotricitàteoria del movimento e dell’apprendimento motorioi principi della programmazioneconoscenze didattico-metodologicheconoscenze tecniche e tattiche dei vari sport CAPACITÀ (Saper fare) Di parlare con un linguaggio preciso e adeguatoDi semplificare e spiegare con chiarezzaDi cogliere gli errori e correggerliDi motivare gli alunni COMPETENZE (Saper Essere)Essere un buon modello eticoEssere in grado di valutare correttamente e con giustiziaEssere in grado di entrare in un rapporto empaticoEssere sensibile e comprensivoEssere capace di trasmettere l’amore per la propria disciplina ………………….
TEORIA TECNICA E DIDATTICA DELL’ATTIVITÀ MOTORIA PER L'ETÀ EVOLUTIVA
L’APPRENDIMENTO NELLE FASI DI SVILUPPO La caratteristica principale della programmazione moderna è aver spostato l’attenzione dai contenuti ai soggetti dell’azione educativa cioè le persone, introducendo il concetto di sviluppo della competenza come espressione del miglioramento delle tre aree della personalità (cognitiva, motoria, emotiva) che si manifesta con il raggiungimento delle seguenti finalità: sapere, saper fare, saper essere. E’ già stato detto che l’insegnamento dell’ E.F deve sempre tener presente: L’evoluzione psico-morfologica dell’individuo nelle varie tappe evolutiveLo sviluppo delle capacità cognitive che condizionano l’apprendimento motorio Nella fase pre-puberale e puberale ci sono profondi cambiamenti morfologici che riducono la capacità di controllo acquisita in passato. L’accrescimento e la diversa disponibilità di resistenza, velocità e forza mettono un po’ in crisi il bambino che ha bisogno di aggiustare tutti i suoi schemi motori e di adeguarli al nuovo individuo che sta diventando. Per fortuna in questa età c’è una grande disponibilità all’apprendimento motorio e all’impegno quindi si può lavorare molto sulla ristrutturazione delle capacità motorie e sulla coordinazione.Questa è ancora un’età in cui si possono ottenere, con l’esercizio, grandi miglioramenti di tutte le capacità motorie tranne la forza, la cui fase sensibile sarà dopo lo sviluppo, dai 14/16 anni in poi.Pertanto nel periodo della scuola media, gli obiettivi principali saranno: la verifica dell’apprendimento degli schemi motori di base e la loro riorganizzazione nello spazio, nel tempo, nonché lo sviluppo delle capacità motorie generali. Nel periodo delle scuole superiori gli obiettivi riguarderanno, oltre al miglioramento delle capacità condizionali e coordinative, lo sviluppo della creatività, il raggiungimento della stabilizzazione e padronanza del comportamento motorio che a volte si esprime con la destrezza, ma soprattutto con il raggiungimento della capacità di trasferire e trasformare gli apprendimenti a seconda delle necessità sia sportive che sociali. Le differenze specifiche tra i due sessi nel controllo dei movimenti cominciano già con la fase puberale ma diventano evidenti solo nell’adolescenza. Le caratteristiche di forza e velocità si sviluppano notevolmente solo nei maschi mentre nelle femmine il progresso è scarso. I ragazzi però hanno movimenti poco ampi e sobri mentre nelle ragazze essi sono più ampi, morbidi e più ritmici e fluidi. Per tutte queste diversità sopracitate, è indispensabile un’attenta differenziazione dei carichi di lavoro e, in alcuni casi, direi quasi che è necessario un programma individualizzato, almeno tenendo presente le differenze di genere.In questa fase si deve tener conto anche del bisogno di indipendenza, della labilità del comportamento ma anche della crescente facoltà di riflessione e giudizio. Quindi si darà maggior spazio alla partecipazione consapevole, all’autonomia, all’autovalutazione prevalentemente per far conoscere all’alunno i progressi che hanno compiuto e rafforzare così la motivazione allo sport. CARATTERISTICHE DEL BUON EDUCATORE Per concludere gli educatori (anche quelli sportivi) dovrebbero possedere: CONOSCENZE (Sapere)Anatomia e fisiologia del corpo umano Leggi dell’accrescimento e dello sviluppo del corpo umano,teoria dello sviluppo della personalitàteorie della psicomotricitàteoria del movimento e dell’apprendimento motorioi principi della programmazioneconoscenze didattico-metodologicheconoscenze tecniche e tattiche dei vari sport CAPACITÀ (Saper fare) Di parlare con un linguaggio preciso e adeguatoDi semplificare e spiegare con chiarezzaDi cogliere gli errori e correggerliDi motivare gli alunni COMPETENZE (Saper Essere)Essere un buon modello eticoEssere in grado di valutare correttamente e con giustiziaEssere in grado di entrare in un rapporto empaticoEssere sensibile e comprensivoEssere capace di trasmettere l’amore per la propria disciplina ………………….