ENTI PUBBLICI ECONOMICI – SOCIETÀ PER AZIONI E GIUDICE CONTABILE AL RIGUARDO OCCORRE PREMETTERE CHE MAI NESSUNA NORMA HA PRESO IN CONSIDERAZIONE EDISCIPLINATO LA RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI DEGLI ENTI PUBBLICIECONOMICI, STABILENDO LA PREVALENZA DELLA NATURA PUBBLICA CON LA CONSEGUENTE ASSIMILAZIONEAI FUNZIONARI DELLO STATO E DEGLI ALTRI ENTI PUBBLICI, OVVERO DI QUELLA PRIVATA CONL’ASSOGGETTAMENTO ALLE REGOLE ORDINARIE STABILITE DAL CODICE CIVILE.GLI ENTI PUBBLICI ECONOMICI SONO ENTI COSTITUITI, PERLOPIÙ A PARTIRE DAGLI ANNISESSANTA DEL SECOLO SCORSO (ANCHE SE VE NE SONO ALCUNI CHE RISALGONO ALL’INIZIO DEL SECOLOAPPENA TERMINATO), DALLO STATO O DA ALTRI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI PER LO SVOLGIMENTO DIATTIVITÀ ECONOMICHE, TALORA IN REGIME DI SERVIZIO PUBBLICO E, ALTRE VOLTE, QUALI SEMPLICIOPERATORI ECONOMICI.ALCUNI ENTI PUBBLICI ECONOMICI PARTICOLARMENTE “FAMOSI” SONO STATE LE FERROVIEDELLO STATO, L’ANAS, L’IRI E LE AZIENDE SPECIALI OPERANTI NEGLI ENTI LOCALI.ANCHE SE LA FIGURA DELL’ENTE PUBBLICO ECONOMICO NON È PIÙ IL MODELLO ORGANIZZATIVOUTILIZZATO PER L’INTERVENTO NELL’ECONOMIA, QUESTA FIGURA RIVESTE ANCORA UNA FONDAMENTALEIMPORTANZA SIA PER I NUMEROSI ENTI ANCORA ESISTENTI SIA PER L’ESTENSIONE CHE I PRINCIPI RIFERITIA TALE FIGURA POSSONO AVERE RIGUARDO AGLI ALTRI MODELLI PRIVATISTICI (PRINCIPALMENTE DI NATURASOCIETARIA) UTILIZZATI IN LARGA MISURA DALL’AMMINISTRAZIONE CENTRALE E LOCALE.LA CORTE DI CASSAZIONE, A PARTIRE DAL 1969, IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ DEGLIAMMINISTRATORI E DIPENDENTI DEGLI ENTI PUBBLICI, HA RITENUTO SUSSISTENTE LA GIURISDIZIONE DELLACORTE DEI CONTI OGNIQUALVOLTA VENISSERO IMPIEGATE RISORSE PUBBLICHE DA UN ENTE AVENTENATURA PUBBLICA, , INDIPENDENTEMENTE DALL’ATTIVITÀ POSTA IN ESSERE, CON CIÒ EVIDENZIANDOL’IMPORTANZA DELLE RISORSE PUBBLICHE NELL’INDIVIDUARE L’AMBITO DI COMPETENZA DEL GIUDICECONTABILE.CHIAMATA, PERÒ, A VERIFICARE SE VI FOSSE GIURISDIZIONE NEI CONFRONTI DI AMMINISTRATORIE DIPENDENTI DI UN PARTICOLARE TIPO DI ENTE PUBBLICO, QUELLO ECONOMICO, HA RITENUTO CHE LACOGNIZIONE IN MERITO ALLA RESPONSABILITÀ DI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI NEI CONFRONTIDELL’ENTE SPETTASSE AL GIUDICE ORDINARIO (CASS. CIV., SEZ. UN., 2 MARZO 1982, N. 1282), E, SINOAD UNA RECENTE PRONUNCIA NON SI SONO VERIFICATI TENTENNAMENTI.L’APPLICAZIONE PRATICA DEL CRITERIO ADOTTATO DALLA CASSAZIONE HA CONDOTTO A RISULTATIPARADOSSALI, RITENENDOSI, AD ESEMPIO, CHE IL RICEVIMENTO DI TANGENTI DA PARTE DI DIPENDENTIOD AMMINISTRATORI DI ENTI PUBBLICI ECONOMICI FOSSE ATTO RIENTRANTE NELLA ORDINARIA GESTIONEIMPRENDITORIALE DELL’IMPRESA E COME TALE SOGGETTO ALLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO,CON LA CONSEGUENZA DI ESCLUDERE L’AZIONE MAGGIORMENTE INCISIVA DEL PUBBLICO MINISTEROPRESSO LA CORTE DEI CONTI, PER OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI MATERIALI E DI IMMAGINISUBITI DALL’ENTE, E PIÙ IN GENERALE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.PER LUNGO TEMPO IL GIUDICE CONTABILE HA AFFERMATO LA SUA GIURISDIZIONE RITENENDO CHELA NATURA PUBBLICA DELL’ENTE INCARDINASSE LA GIURISDIZIONE CONTABILE, INDIPENDENTEMENTEDALL’ATTIVITÀ SVOLTA, ANCHE SE, NEGLI ULTIMI ANNI, SI È, IN LARGA PARTE, CONFORMATO ALLECONCLUSIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE, RECEPENDO LA DISTINZIONE TRA RESPONSABILITÀDELL’AGENTE RICONDUCIBILE AD ILLECITI COMPIUTI NELLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ ECONOMICAPRIVATISTICA D’IMPRESA E QUELLA INERENTE ALLO SVOLGIMENTO DI FUNZIONI PUBBLICHE, ECONCLUDENDO CHE SOLO IN RELAZIONE A QUEST’ULTIMA POTESSE SUSSISTERE LA GIURISDIZIONE DELLACORTE DEI CONTI.NONOSTANTE L’UNIVOCITÀ DELL’ORIENTAMENTO ESPRESSO DALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTEDI CASSAZIONE, QUALE GIUDICE REGOLATORE DEI CONFLITTI DI GIURISDIZIONE, ALCUNE PROCURE REGIONALI E SEZIONI GIURISDIZIONALI DELLA CORTE DEI CONTI HANNO MANTENUTO DEI DUBBI INORDINE ALLA SOLUZIONE ACCOLTA ED HANNO PROPOSTO DIFFERENTI LETTURE DELLE NORMATIVE VIGENTI.COSICCHÉ, RECENTEMENTE, LA CORTE DI CASSAZIONE HA RIMEDITATO L’ORIENTAMENTO ESPRESSO INPRECEDENZA.LA CORTE SUPREMA, CON L’ORDINANZA N. 19667 DEL 22 DICEMBRE 2003, HA AFFERMATO,INFATTI, LA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN ORDINE AGLI ILLECITI COMMESSI DAGLIAMMINISTRATORI E DAI DIPENDENTI CHE ABBIANO CAGIONATO DANNI AGLI ENTI PUBBLICI ECONOMICIDA CUI DIPENDONO, PER FATTI COMMESSI SUCCESSIVAMENTE AL 15 GENNAIO 1994, DATA DI ENTRATAIN VIGORE DELLA LEGGE 19 GENNAIO 1994, N. 20, LA QUALE INSIEME ALLE NORME DELLA COEVA LEGGEN. 19, HA RAPPRESENTATO IL PIÙ RECENTE, ANCORCHÉ PARZIALE, TENTATIVO DI DELINEARE LA NUOVACONFIGURAZIONE DELLA GIURISDIZIONE CONTABILE, DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA E DIALCUNE REGOLE PROCESSUALI APPLICABILI NEI GIUDIZI DINANZI ALLA CORTE DEI CONTI.IL GIUDICE REGOLATORE DELLA GIURISDIZIONE CON UN’ARTICOLATA E DIFFUSA MOTIVAZIONE, HARITENUTO CHE, DA UN LATO, A SEGUITO DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL CITATO ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL1994 CHE AFFERMA LA COMPETENZA DELLA CORTE DEI CONTI A PERSEGUIRE I DANNI PROVOCATI DAAMMINISTRATORI E DIPENDENTI PUBBLICI AD AMMINISTRAZIONI DIVERSE DA QUELLE DI APPARTENENZA,E, DALL’ALTRO, IN CONSEGUENZA DELLE MUTATE MODALITÀ DI AZIONE DELLA PUBBLICAAMMINISTRAZIONE, LA “RESPONSABILITÀ” DEGLI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI DI ENTI PUBBLICIECONOMICI DOVESSE ESSERE GIUDICATA DALLA CORTE DEI CONTI, GIUDICE NATURALE DELLARESPONSABILITÀ PUBBLICA, COSÌ COME PREVISTO DALL’ART. 103, COMMA 2° DELLA COSTITUZIONE.L’INVERSIONE DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE È RILEVANTE POICHÉ GLIENTI PUBBLICI ECONOMICI “PERDONO” OGNI POTERE DI AZIONE PER PERSEGUIRE GLI ILLECITICOMMESSI DAI LORO AMMINISTRATORI O DIPENDENTI, CHE, PERALTRO IN PASSATO NON HANNO QUASIMAI ESERCITATO, I QUALI ULTIMI RISULTANO ASSOGGETTATI AD UN REGIME DI RESPONSABILITÀ CHE SE PIÙATTENUATO RISPETTO ALLE REGOLE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE DOVREBBE ESSERE MAGGIORMENTEEFFETTIVO, CONSIDERATA LA NATURA PUBBLICA DELL’AZIONE.IN MODO ARTICOLATO RICONOSCE CHE L’AMMINISTRAZIONE OPERA UTILIZZANDO SEMPRE PIÙMODELLI CONTRATTUALI O SOCIETARI DI TIPO PRIVATISTICO, CHE MOLTE PRIVATIZZAZIONI DI ENTIPUBBLICI ECONOMICI HANNO AVUTO CARATTERE E SCOPO SOLO FORMALE, TANT’È CHE SU TALI ENTICONTINUA A PERMANERE IL CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI, COME RISULTA A SEGUITO DELLASENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 466 DEL 1993, CHE L’ORDINAMENTO COMUNITARIO,TRAMITE LA NOZIONE DI ORGANISMO DI DIRITTO PUBBLICO, SOTTOPONE OGNI INTERVENTO CHE RILEVANZAPUBBLICISTICA, ANCHE SE SVOLTO IN FORMA SOCIETARIA, ALLE STESSE RIGOROSE REGOLE PREVISTE PER LEATTIVITÀ POSTE IN ESSERE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE.EVIDENZIA, QUINDI, CHE CIÒ CHE CARATTERIZZA LA NATURA PUBBLICA DI UN’ATTIVITÀ NON È LAFORMA ADOTTATA MA LE RISORSE UTILIZZATE, RITENENDO CHE OGNIQUALVOLTA QUESTE ABBIANO NATURAPUBBLICA SI RENDANO NECESSARI I CONTROLLI CHE DISCIPLINANO L’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA.IL ROVESCIAMENTO RISPETTO ALLE CONCLUSIONI ACCOLTE IN PRECEDENZA È EVIDENTE, SE SOLO SICONSIDERA CHE LE MODALITÀ DI GESTIONE DELL’ATTIVITÀ (PRIVATISTICHE), IN PRECEDENZA RITENUTECENTRALI E DIRIMENTI, PASSANO IN SECONDO PIANO RISPETTO ALLA NATURA PUBBLICA DEI BENI ERISORSE IMPIEGATI.RICHIAMANDO LA NORMA DEL 1994, LA CASSAZIONE AFFERMA, CHE CON QUESTADISPOSIZIONE IL LEGISLATORE HA STABILITO CHE LA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI SI RADICAOGNIQUALVOLTA VI SIA UN DANNO ALL’ERARIO PROVOCATO DA UN AGENTE PUBBLICO,INDIPENDENTEMENTE DALLA SUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI SERVIZIO CON L’ENTE CHE HA SUBITO ILDANNO, POICHÉ, IN SOSTANZA, OGNI DANNO CAUSATO, DIRETTAMENTE OD INDIRETTAMENTE, AD UN ENTEPUBBLICO AVREBBE RIFLESSI NEGATIVI SULLA FINANZA PUBBLICA.LA SOLUZIONE PROSPETTATA DALLA CORTE DI CASSAZIONE PRESENTA UN INDUBBIO RILIEVOPERCHÉ IL RICHIAMO AL DANNO ALL’ENTE DIVERSO DA QUELLO DI APPARTENENZA E IL CONTESTUALEABBANDONO DEL RAPPORTO DI SERVIZIO QUALE ELEMENTO DI COLLEGAMENTO, ÀNCORA LA GIURISDIZIONEDELLA CORTE DEI CONTI AD UNA CLAUSOLA GENERALE CHE MEDIANTE IL RIFERIMENTO ALL’UTILIZZO DELLERISORSE PUBBLICHE, PERMETTE, NELLA MATERIA DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA, UNAINTERPRETAZIONE PIÙ AMPIA DELL’ART. 103, COMMA SECONDO, RICONOSCENDO LA GIURISDIZIONEDELLA CORTE DEI CONTI TUTTE LE VOLTE IN CUI NELLO SVOLGIMENTO DI UN’ATTIVITÀ “PUBBLICA”, DAINTENDERSI IN SENSO LATO, VI SIA L’IMPIEGO DI FONDI PUBBLICI, INDIPENDENTEMENTE DALLEMODALITÀ IN CUI VIENE SVOLTA L’ATTIVITÀ E DALLE FORME ADOTTATE DAL SOGGETTO AGENTE.LA CLAUSOLA NON APPARE GENERICA ED INDETERMINATA PERCHÉ LA NATURA DELLE RISORSEUTILIZZATE E, CONSEGUENTEMENTE, LA LORO INCIDENZA SULLA FINANZA PUBBLICA È CRITERIOFACILMENTE RICAVABILE DALLA NORMATIVA VIGENTE.SE AI FINI DEL RIPARTO DI GIURISDIZIONE FRA GIUDICE ORDINARIO E GIUDICE CONTABILEVENISSE ASSUNTO TALE CRITERIO, DA LEGGERSI IN COORDINAZIONE CON LA PREVISIONE CONTENUTANELL’ART. 1, CO. 4 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, SI AVREBBE UNA CHIARA DEFINIZIONE DEGLI AMBITIDI COMPETENZA DEI DUE GIUDICI E UNA SICURA TUTELA DELLE RISORSE PUBBLICHE CHE VEDREBBERO OMOGENEIZZATO IL LORO TRATTAMENTO SOSTANZIALE E PROCESSUALE.
Responsabilità amministrativa: profili sostanziali e processuali
ENTI PUBBLICI ECONOMICI – SOCIETÀ PER AZIONI E GIUDICE CONTABILE AL RIGUARDO OCCORRE PREMETTERE CHE MAI NESSUNA NORMA HA PRESO IN CONSIDERAZIONE EDISCIPLINATO LA RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI DEGLI ENTI PUBBLICIECONOMICI, STABILENDO LA PREVALENZA DELLA NATURA PUBBLICA CON LA CONSEGUENTE ASSIMILAZIONEAI FUNZIONARI DELLO STATO E DEGLI ALTRI ENTI PUBBLICI, OVVERO DI QUELLA PRIVATA CONL’ASSOGGETTAMENTO ALLE REGOLE ORDINARIE STABILITE DAL CODICE CIVILE.GLI ENTI PUBBLICI ECONOMICI SONO ENTI COSTITUITI, PERLOPIÙ A PARTIRE DAGLI ANNISESSANTA DEL SECOLO SCORSO (ANCHE SE VE NE SONO ALCUNI CHE RISALGONO ALL’INIZIO DEL SECOLOAPPENA TERMINATO), DALLO STATO O DA ALTRI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI PER LO SVOLGIMENTO DIATTIVITÀ ECONOMICHE, TALORA IN REGIME DI SERVIZIO PUBBLICO E, ALTRE VOLTE, QUALI SEMPLICIOPERATORI ECONOMICI.ALCUNI ENTI PUBBLICI ECONOMICI PARTICOLARMENTE “FAMOSI” SONO STATE LE FERROVIEDELLO STATO, L’ANAS, L’IRI E LE AZIENDE SPECIALI OPERANTI NEGLI ENTI LOCALI.ANCHE SE LA FIGURA DELL’ENTE PUBBLICO ECONOMICO NON È PIÙ IL MODELLO ORGANIZZATIVOUTILIZZATO PER L’INTERVENTO NELL’ECONOMIA, QUESTA FIGURA RIVESTE ANCORA UNA FONDAMENTALEIMPORTANZA SIA PER I NUMEROSI ENTI ANCORA ESISTENTI SIA PER L’ESTENSIONE CHE I PRINCIPI RIFERITIA TALE FIGURA POSSONO AVERE RIGUARDO AGLI ALTRI MODELLI PRIVATISTICI (PRINCIPALMENTE DI NATURASOCIETARIA) UTILIZZATI IN LARGA MISURA DALL’AMMINISTRAZIONE CENTRALE E LOCALE.LA CORTE DI CASSAZIONE, A PARTIRE DAL 1969, IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ DEGLIAMMINISTRATORI E DIPENDENTI DEGLI ENTI PUBBLICI, HA RITENUTO SUSSISTENTE LA GIURISDIZIONE DELLACORTE DEI CONTI OGNIQUALVOLTA VENISSERO IMPIEGATE RISORSE PUBBLICHE DA UN ENTE AVENTENATURA PUBBLICA, , INDIPENDENTEMENTE DALL’ATTIVITÀ POSTA IN ESSERE, CON CIÒ EVIDENZIANDOL’IMPORTANZA DELLE RISORSE PUBBLICHE NELL’INDIVIDUARE L’AMBITO DI COMPETENZA DEL GIUDICECONTABILE.CHIAMATA, PERÒ, A VERIFICARE SE VI FOSSE GIURISDIZIONE NEI CONFRONTI DI AMMINISTRATORIE DIPENDENTI DI UN PARTICOLARE TIPO DI ENTE PUBBLICO, QUELLO ECONOMICO, HA RITENUTO CHE LACOGNIZIONE IN MERITO ALLA RESPONSABILITÀ DI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI NEI CONFRONTIDELL’ENTE SPETTASSE AL GIUDICE ORDINARIO (CASS. CIV., SEZ. UN., 2 MARZO 1982, N. 1282), E, SINOAD UNA RECENTE PRONUNCIA NON SI SONO VERIFICATI TENTENNAMENTI.L’APPLICAZIONE PRATICA DEL CRITERIO ADOTTATO DALLA CASSAZIONE HA CONDOTTO A RISULTATIPARADOSSALI, RITENENDOSI, AD ESEMPIO, CHE IL RICEVIMENTO DI TANGENTI DA PARTE DI DIPENDENTIOD AMMINISTRATORI DI ENTI PUBBLICI ECONOMICI FOSSE ATTO RIENTRANTE NELLA ORDINARIA GESTIONEIMPRENDITORIALE DELL’IMPRESA E COME TALE SOGGETTO ALLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO,CON LA CONSEGUENZA DI ESCLUDERE L’AZIONE MAGGIORMENTE INCISIVA DEL PUBBLICO MINISTEROPRESSO LA CORTE DEI CONTI, PER OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI MATERIALI E DI IMMAGINISUBITI DALL’ENTE, E PIÙ IN GENERALE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.PER LUNGO TEMPO IL GIUDICE CONTABILE HA AFFERMATO LA SUA GIURISDIZIONE RITENENDO CHELA NATURA PUBBLICA DELL’ENTE INCARDINASSE LA GIURISDIZIONE CONTABILE, INDIPENDENTEMENTEDALL’ATTIVITÀ SVOLTA, ANCHE SE, NEGLI ULTIMI ANNI, SI È, IN LARGA PARTE, CONFORMATO ALLECONCLUSIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE, RECEPENDO LA DISTINZIONE TRA RESPONSABILITÀDELL’AGENTE RICONDUCIBILE AD ILLECITI COMPIUTI NELLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ ECONOMICAPRIVATISTICA D’IMPRESA E QUELLA INERENTE ALLO SVOLGIMENTO DI FUNZIONI PUBBLICHE, ECONCLUDENDO CHE SOLO IN RELAZIONE A QUEST’ULTIMA POTESSE SUSSISTERE LA GIURISDIZIONE DELLACORTE DEI CONTI.NONOSTANTE L’UNIVOCITÀ DELL’ORIENTAMENTO ESPRESSO DALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTEDI CASSAZIONE, QUALE GIUDICE REGOLATORE DEI CONFLITTI DI GIURISDIZIONE, ALCUNE PROCURE REGIONALI E SEZIONI GIURISDIZIONALI DELLA CORTE DEI CONTI HANNO MANTENUTO DEI DUBBI INORDINE ALLA SOLUZIONE ACCOLTA ED HANNO PROPOSTO DIFFERENTI LETTURE DELLE NORMATIVE VIGENTI.COSICCHÉ, RECENTEMENTE, LA CORTE DI CASSAZIONE HA RIMEDITATO L’ORIENTAMENTO ESPRESSO INPRECEDENZA.LA CORTE SUPREMA, CON L’ORDINANZA N. 19667 DEL 22 DICEMBRE 2003, HA AFFERMATO,INFATTI, LA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN ORDINE AGLI ILLECITI COMMESSI DAGLIAMMINISTRATORI E DAI DIPENDENTI CHE ABBIANO CAGIONATO DANNI AGLI ENTI PUBBLICI ECONOMICIDA CUI DIPENDONO, PER FATTI COMMESSI SUCCESSIVAMENTE AL 15 GENNAIO 1994, DATA DI ENTRATAIN VIGORE DELLA LEGGE 19 GENNAIO 1994, N. 20, LA QUALE INSIEME ALLE NORME DELLA COEVA LEGGEN. 19, HA RAPPRESENTATO IL PIÙ RECENTE, ANCORCHÉ PARZIALE, TENTATIVO DI DELINEARE LA NUOVACONFIGURAZIONE DELLA GIURISDIZIONE CONTABILE, DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA E DIALCUNE REGOLE PROCESSUALI APPLICABILI NEI GIUDIZI DINANZI ALLA CORTE DEI CONTI.IL GIUDICE REGOLATORE DELLA GIURISDIZIONE CON UN’ARTICOLATA E DIFFUSA MOTIVAZIONE, HARITENUTO CHE, DA UN LATO, A SEGUITO DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL CITATO ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL1994 CHE AFFERMA LA COMPETENZA DELLA CORTE DEI CONTI A PERSEGUIRE I DANNI PROVOCATI DAAMMINISTRATORI E DIPENDENTI PUBBLICI AD AMMINISTRAZIONI DIVERSE DA QUELLE DI APPARTENENZA,E, DALL’ALTRO, IN CONSEGUENZA DELLE MUTATE MODALITÀ DI AZIONE DELLA PUBBLICAAMMINISTRAZIONE, LA “RESPONSABILITÀ” DEGLI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI DI ENTI PUBBLICIECONOMICI DOVESSE ESSERE GIUDICATA DALLA CORTE DEI CONTI, GIUDICE NATURALE DELLARESPONSABILITÀ PUBBLICA, COSÌ COME PREVISTO DALL’ART. 103, COMMA 2° DELLA COSTITUZIONE.L’INVERSIONE DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE È RILEVANTE POICHÉ GLIENTI PUBBLICI ECONOMICI “PERDONO” OGNI POTERE DI AZIONE PER PERSEGUIRE GLI ILLECITICOMMESSI DAI LORO AMMINISTRATORI O DIPENDENTI, CHE, PERALTRO IN PASSATO NON HANNO QUASIMAI ESERCITATO, I QUALI ULTIMI RISULTANO ASSOGGETTATI AD UN REGIME DI RESPONSABILITÀ CHE SE PIÙATTENUATO RISPETTO ALLE REGOLE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE DOVREBBE ESSERE MAGGIORMENTEEFFETTIVO, CONSIDERATA LA NATURA PUBBLICA DELL’AZIONE.IN MODO ARTICOLATO RICONOSCE CHE L’AMMINISTRAZIONE OPERA UTILIZZANDO SEMPRE PIÙMODELLI CONTRATTUALI O SOCIETARI DI TIPO PRIVATISTICO, CHE MOLTE PRIVATIZZAZIONI DI ENTIPUBBLICI ECONOMICI HANNO AVUTO CARATTERE E SCOPO SOLO FORMALE, TANT’È CHE SU TALI ENTICONTINUA A PERMANERE IL CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI, COME RISULTA A SEGUITO DELLASENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 466 DEL 1993, CHE L’ORDINAMENTO COMUNITARIO,TRAMITE LA NOZIONE DI ORGANISMO DI DIRITTO PUBBLICO, SOTTOPONE OGNI INTERVENTO CHE RILEVANZAPUBBLICISTICA, ANCHE SE SVOLTO IN FORMA SOCIETARIA, ALLE STESSE RIGOROSE REGOLE PREVISTE PER LEATTIVITÀ POSTE IN ESSERE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE.EVIDENZIA, QUINDI, CHE CIÒ CHE CARATTERIZZA LA NATURA PUBBLICA DI UN’ATTIVITÀ NON È LAFORMA ADOTTATA MA LE RISORSE UTILIZZATE, RITENENDO CHE OGNIQUALVOLTA QUESTE ABBIANO NATURAPUBBLICA SI RENDANO NECESSARI I CONTROLLI CHE DISCIPLINANO L’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA.IL ROVESCIAMENTO RISPETTO ALLE CONCLUSIONI ACCOLTE IN PRECEDENZA È EVIDENTE, SE SOLO SICONSIDERA CHE LE MODALITÀ DI GESTIONE DELL’ATTIVITÀ (PRIVATISTICHE), IN PRECEDENZA RITENUTECENTRALI E DIRIMENTI, PASSANO IN SECONDO PIANO RISPETTO ALLA NATURA PUBBLICA DEI BENI ERISORSE IMPIEGATI.RICHIAMANDO LA NORMA DEL 1994, LA CASSAZIONE AFFERMA, CHE CON QUESTADISPOSIZIONE IL LEGISLATORE HA STABILITO CHE LA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI SI RADICAOGNIQUALVOLTA VI SIA UN DANNO ALL’ERARIO PROVOCATO DA UN AGENTE PUBBLICO,INDIPENDENTEMENTE DALLA SUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI SERVIZIO CON L’ENTE CHE HA SUBITO ILDANNO, POICHÉ, IN SOSTANZA, OGNI DANNO CAUSATO, DIRETTAMENTE OD INDIRETTAMENTE, AD UN ENTEPUBBLICO AVREBBE RIFLESSI NEGATIVI SULLA FINANZA PUBBLICA.LA SOLUZIONE PROSPETTATA DALLA CORTE DI CASSAZIONE PRESENTA UN INDUBBIO RILIEVOPERCHÉ IL RICHIAMO AL DANNO ALL’ENTE DIVERSO DA QUELLO DI APPARTENENZA E IL CONTESTUALEABBANDONO DEL RAPPORTO DI SERVIZIO QUALE ELEMENTO DI COLLEGAMENTO, ÀNCORA LA GIURISDIZIONEDELLA CORTE DEI CONTI AD UNA CLAUSOLA GENERALE CHE MEDIANTE IL RIFERIMENTO ALL’UTILIZZO DELLERISORSE PUBBLICHE, PERMETTE, NELLA MATERIA DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA, UNAINTERPRETAZIONE PIÙ AMPIA DELL’ART. 103, COMMA SECONDO, RICONOSCENDO LA GIURISDIZIONEDELLA CORTE DEI CONTI TUTTE LE VOLTE IN CUI NELLO SVOLGIMENTO DI UN’ATTIVITÀ “PUBBLICA”, DAINTENDERSI IN SENSO LATO, VI SIA L’IMPIEGO DI FONDI PUBBLICI, INDIPENDENTEMENTE DALLEMODALITÀ IN CUI VIENE SVOLTA L’ATTIVITÀ E DALLE FORME ADOTTATE DAL SOGGETTO AGENTE.LA CLAUSOLA NON APPARE GENERICA ED INDETERMINATA PERCHÉ LA NATURA DELLE RISORSEUTILIZZATE E, CONSEGUENTEMENTE, LA LORO INCIDENZA SULLA FINANZA PUBBLICA È CRITERIOFACILMENTE RICAVABILE DALLA NORMATIVA VIGENTE.SE AI FINI DEL RIPARTO DI GIURISDIZIONE FRA GIUDICE ORDINARIO E GIUDICE CONTABILEVENISSE ASSUNTO TALE CRITERIO, DA LEGGERSI IN COORDINAZIONE CON LA PREVISIONE CONTENUTANELL’ART. 1, CO. 4 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, SI AVREBBE UNA CHIARA DEFINIZIONE DEGLI AMBITIDI COMPETENZA DEI DUE GIUDICI E UNA SICURA TUTELA DELLE RISORSE PUBBLICHE CHE VEDREBBERO OMOGENEIZZATO IL LORO TRATTAMENTO SOSTANZIALE E PROCESSUALE.