Legge n. 241/1990 seguente lavoro ha come oggetto l’analisi dell’evoluzione del diritto diaccesso a partire dalla Legge n. 241 del 1990 sul procedimento, passando per laRiforma Madia (D. Lgs. 97 del 2016) che ha introdotto l’accesso civicogeneralizzato fino al recente Regolamento Europeo in tema di Privacy, ovveroil GDPR (General Data Protection Regulation) n. 675 entrato in vigore il 25maggio 2016 e che prevedeva la data del 25 Maggio 2018 quale termine ultimoper tutti gli Stati Europei per conformarsi alla nuova legge sulla Privacy.Il diritto di accesso va inteso come espressione della partecipazione degliindividui all’attività amministrativa e quindi, è strettamente connesso alla c.d.trasparenza amministrativa il cui obiettivo fondamentale è quello di assicurareil buon funzionamento dell’attività svolta dalla Pubblica Amministrazione alfine di evitare il verificarsi di fenomeni di corruzione all’interno degli entipubblici garantendo il rispetto dei principi di imparzialità, di legalità e di buonandamento che costituiscono i cardini dell’attività amministrativa così comeindicato dall’art. 97 della Costituzione.Negli ultimi anni però, a fronte di una rapida e veloce evoluzionetecnologica si è determinato l’emergere di nuovi diritti e la conseguenteesigenza di tutelarsi in modo adeguato.Infatti, è proprio in quest’ottica che si inserisce il diritto di accesso e laprevisione di una normativa ad hoc. Alla base del presente lavoro vi è la trattazione di tre leggi fondamentali:la Legge n. 241/1990 che fa riferimento al diritto di accesso documentale; ilDecreto Legislativo n. 33/2013 che, oltre ad introdurre la tematica dell’accessocivico semplice, si occupa anche della prevenzione e della repressione dellacorruzione all’interno delle pubbliche amministrazioni; infine, il DecretoLegislativo n. 97/2016, c.d. Foia Italiano, che introduce la nuova fattispeciedell’accesso civico generalizzato che ha apportato profonde innovazioniall’interno della burocrazia italiana dato che chiunque ha la possibilità dirichiedere alle amministrazioni ulteriori dati e documenti rispetto a quelli percui vige l’obbligo di pubblicazione.A questa importante e cospicua normativa italiana poi, bisognaaggiungere il recente Regolamento Europeo, GDPR n. 675/16, che costituiscela nuova legge sulla privacy. Infine, tale analisi evidenzia come, nel corso diquesta evoluzione normativa, il legislatore abbia cercato di bilanciare, da unlato, l’esigenza di trasparenza nell’attività e nella documentazione tenuta dallaPubblica Amministrazione che si estrinseca proprio nella richiesta di acceso agliatti, dall’altro invece, il diritto alla privacy, ossia alla protezione dei datipersonali, soprattutto quelli sensibili, disciplinati dal c.d. Codice della Privacy (Decreto Legislativo n. 196 del 2003).
Legge n. 241/1990
Legge n. 241/1990 seguente lavoro ha come oggetto l’analisi dell’evoluzione del diritto diaccesso a partire dalla Legge n. 241 del 1990 sul procedimento, passando per laRiforma Madia (D. Lgs. 97 del 2016) che ha introdotto l’accesso civicogeneralizzato fino al recente Regolamento Europeo in tema di Privacy, ovveroil GDPR (General Data Protection Regulation) n. 675 entrato in vigore il 25maggio 2016 e che prevedeva la data del 25 Maggio 2018 quale termine ultimoper tutti gli Stati Europei per conformarsi alla nuova legge sulla Privacy.Il diritto di accesso va inteso come espressione della partecipazione degliindividui all’attività amministrativa e quindi, è strettamente connesso alla c.d.trasparenza amministrativa il cui obiettivo fondamentale è quello di assicurareil buon funzionamento dell’attività svolta dalla Pubblica Amministrazione alfine di evitare il verificarsi di fenomeni di corruzione all’interno degli entipubblici garantendo il rispetto dei principi di imparzialità, di legalità e di buonandamento che costituiscono i cardini dell’attività amministrativa così comeindicato dall’art. 97 della Costituzione.Negli ultimi anni però, a fronte di una rapida e veloce evoluzionetecnologica si è determinato l’emergere di nuovi diritti e la conseguenteesigenza di tutelarsi in modo adeguato.Infatti, è proprio in quest’ottica che si inserisce il diritto di accesso e laprevisione di una normativa ad hoc. Alla base del presente lavoro vi è la trattazione di tre leggi fondamentali:la Legge n. 241/1990 che fa riferimento al diritto di accesso documentale; ilDecreto Legislativo n. 33/2013 che, oltre ad introdurre la tematica dell’accessocivico semplice, si occupa anche della prevenzione e della repressione dellacorruzione all’interno delle pubbliche amministrazioni; infine, il DecretoLegislativo n. 97/2016, c.d. Foia Italiano, che introduce la nuova fattispeciedell’accesso civico generalizzato che ha apportato profonde innovazioniall’interno della burocrazia italiana dato che chiunque ha la possibilità dirichiedere alle amministrazioni ulteriori dati e documenti rispetto a quelli percui vige l’obbligo di pubblicazione.A questa importante e cospicua normativa italiana poi, bisognaaggiungere il recente Regolamento Europeo, GDPR n. 675/16, che costituiscela nuova legge sulla privacy. Infine, tale analisi evidenzia come, nel corso diquesta evoluzione normativa, il legislatore abbia cercato di bilanciare, da unlato, l’esigenza di trasparenza nell’attività e nella documentazione tenuta dallaPubblica Amministrazione che si estrinseca proprio nella richiesta di acceso agliatti, dall’altro invece, il diritto alla privacy, ossia alla protezione dei datipersonali, soprattutto quelli sensibili, disciplinati dal c.d. Codice della Privacy (Decreto Legislativo n. 196 del 2003).