E POICHÉ IN ITALIA NON ESISTE UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE CHE COORDINI LE OPERAZIONI DI SOCCORSO, È ACCADUTO CHE IN ALCUNIPAESI, COME LIONI O SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, CHE NEL GIRO DI POCHI GIORNI SONO DIVENTATI MOLTO POPOLARI GRAZIE ALLATV, SI CONCENTRASSERO MOLTE UNITÀ DEI VIGILI DEL FUOCO, DELL’ESERCITO, DEL SOCCORSO AEREO DELL’AERONAUTICA MILITARE, ECENTINAIA DI VOLONTARI, MENTRE ALTRI PAESI RESTAVANO SGUARNITI. LA SITUAZIONE DEI CASOLARI, ISOLATI NELLA CAMPAGNA O AGGRAPPATI AI FIANCHI DELLE MONTAGNE, È ANCORA PIÙ DIFFICILE. MENTRE PER I PAESI PIÙ IMPORTANTI IL QUARTIER GENERALE DEI SOCCORSI, DIRETTO DA ZAMBERLETTI, DISPONE DI UNA SERIE DI FOTOGRAFIE AEREE, CHE CONSENTONO DI RENDERSI CONTO DELL’AMMONTARE DEI DANNI, E ANCHE DELLA POSSIBILITÀ DI RICUPERARE DALLE MACERIE DEI SEPOLTI VIVI, PER I CASOLARI DI CAMPAGNA NON ESISTE NULLA DEL GENERE. (…) SE IL NOSTRO PAESE DISPONESSE, COME LA MAGGIOR PARTE DELLE NAZIONI, DI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE CONTRO LE CALAMITÀ NATURALI, SAREBBE STATO POSSIBILE SALVARE MOLTE VITE UMANE” (G. BALLARDIN, CON UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE POTEVAMO SALVARE ALMENO CINQUECENTO VITE, IN «CORRIERE DELLA SERA», 9 DICEMBRE 1980.) POLIZIA, NON PERMISE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO20, NOMINATO GIÀ IL 24 NOVEMBRE21, NELLA PERSONADELL’ON. ZAMBERLETTI, DI POTER RAGGIUNGERE PIÙ AGEVOLMENTE UN MAGGIOR NUMERO DI AGGREGATIPERIFERICI. PERTANTO, CON FREDDEZZA E UN PO’ DI, ORMAI INEVITABILE, CINISMO SI DOVETTE PROCEDERE AD UNSCELTA: INTERVENIRE LÌ DOVE MAGGIORE ERA IL NUMERO DI VITE UMANE DA SALVARE.GIÀ POCHI GIORNI DOPO IL SISMA, RIMBALZANO SUI QUOTIDIANI LE PRIME CRITICHE, LE REAZIONI POLEMICHE, LEACCUSE DI SCARSA EFFICIENZA, RELATIVE AI RITARDI DEI SOCCORSI, E IL CONSUETO RIMPALLO DELLERESPONSABILITÀ. IL CAPO DI STATO MAGGIORE, L’AMMIRAGLIO TORRISI, RISPONDE CHE LA CAUSA PRINCIPALERISIEDEVA NELLE CONDIZIONI TERRITORIALI DI QUELLE ZONE IMPERVIE GIÀ NORMALMENTE, LA CUI ACCESSIBILITÀERA PEGGIORATA CON IL DISSESTO DEI COLLEGAMENTI PROVOCATO DAL SISMA. AGGIUNGE POI CHE BENCHÉL’ESERCITO FOSSE PREPOSTO ANCHE AD UN SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE NON ESISTEVA UNA MENTE CHECOORDINASSE MATERIALMENTE TUTTI I DISTACCAMENTI, DA QUELLO CENTRALE A QUELLI PERIFERICI, SICCHÉ LACONFUSIONE, DATA ANCHE DALLA NECESSITÀ DI ESPLETARE OPERAZIONI BUROCRATICHE PRIMA DI MANDARE UNCORPO MILITARE SU UN “FRONTE”, FU NORMALE CONSEGUENZA. MA IL PROBLEMA NON ERA SOLO ILCOORDINAMENTO GENERALE, ANCHE NEGLI ORGANISMI PERIFERICI CI FURONO RALLENTAMENTI ABNORMI: LEREGIONI E LA CLASSE POLITICA E BUROCRATICA MERIDIONALE ERANO SCANDALOSAMENTE LATITANTI, ABITUATE SOLO AGESTIRE LA FEUDALIZZAZIONE POLITICA DEGLI INTERVENTI22. NEL FRATTEMPO I CORPI SI AMMASSAVANO, A VOLTENEANCHE RICONOSCIUTI, AI LIMITI DEI PAESI, E SI AFFACCIAVA IL PERICOLO DI UN’EMERGENZA SANITARIA23.LA GENTE AVEVA BISOGNO DI ESSERE RIPARATA; LE TENDE, IN TUTTA ITALIA PARE FOSSERO SOLOMILLECINQUECENTO, STAVANO ARRIVANDO DALL’AMERICA E INTANTO GIUNGEVANO POCHE ROULOTTE DONATE DAIPAESI EUROPEI. LA PRIMA SOLUZIONE PROPOSTA DAL COMMISSARIO, CONTRO LA PERMANENZA ALL’ESTERNO IN SITUAZIONIDISAGIATE DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI IRPINI, FU QUELLA DELL’ARRETRAMENTO, OVVERO L’ESODO,L’ALLOGGIAMENTO SEMITEMPORANEO SULLE COSTE, IN CASE DI VILLEGGIATURA SFITTE O ALBERGHI. IL NIET DELLAPOPOLAZIONE FU GRIDATO ALL’UNISONO, NESSUNO AVREBBE LASCIATO QUELLE TERRE E LA PROPRIA ROBA DIVERGHIANA MEMORIA, ACCUMULATA IN ANNI DI SACRIFICI E RIMESSE DAGLI EMIGRATI ALL’ESTERO24. ZAMBERLETTI,DOPO AVER QUASI MINACCIATO DI ABBANDONARE CHI AVESSE RIFIUTATO IL TRASFERIMENTO, DOVETTE APPRONTAREUN SECONDO PIANO; TENDE, ROULOTTES E VAGONI MERCI25 IN LOCO. QUINDICI GIORNI DOPO IL TERREMOTO 20020 FU FISSATO IL TERMINE AL 30 GIUGNO 1981 PER L’ESERCIZIO DELLE POTESTÀ DEL COMMISSARIO, POI PROROGATO FINO AL 31DICEMBRE 1981 DALL’ART. 1 DEL DECRETO LEGGE 26 GIUGNO 1981, N. 333. (F. MANGONI, M.PACELLI, OP.CIT., PG.51)21 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, FORLANI, E IL MINISTRO DELL’INTERNO, ROGNONI, IL 24 NOVEMBRE 1980, UN GIORNODOPO LA CATASTROFE, FIRMARONO LA NOMINA DI COMMISSARIO STRAORDINARIO, CON EFFETTO IMMEDIATO, ALL’ON. GIUSEPPEZAMBERLETTI, GIÀ COMMISSARIO DURANTE IL TERREMOTO IN FRIULI, “CON I COMPITI PREVISTI DAL QUARTO E QUINTO COMMA DELL’ART. 5DELLA LEGGE 8 DICEMBRE 1970, N.996”, UNICA LEGGE ITALIANA RIGUARDANTE LE CALAMITÀ NATURALI.22 G. RUSSO, C. STAJANO, OP.CIT., PP.32-35.23 F. BORZICCHI, PRESTO, PER EVITARE EPIDEMIE, IN «IL RESTO DEL CARLINO», 29 NOVEMBRE 1980;24 G. RUSSO, C. STAJANO, OP.CIT., PP.36-41.25 A. BAGLIVO, FALLITO L’ESODO, ZAMBERLETTI CAMBIA STRATEGIA. NIENTE PREFABBRICATI: CHI RESTA DOVRÀ ADATTARSI IN «CORRIEREDELLA SERA», 4 DICEMBRE 1980. MILA PERSONE VIVEVANO IN TENDA, 37 MILA NELLE ROULOTTES, 31 MILA IN VAGONI FERROVIARI, 87 MILA NELLESCUOLE OCCUPATE, SULLE NAVI, NEI CONTAINER, QUALCUNO, POCHI, AVEVA RAGGIUNTO I PARENTI EMIGRATI ALNORD O ALL’ESTERO.NEL FRATTEMPO ERANO ARRIVATE LE RUSPE, IN PRIMO LUOGO PER SGOMBRARE LE MACERIE AL FINE DI TIRAR VIA ICORPI DELLE VITTIME, SPERANDO ANCORA DI TROVARE QUALCUNO IN VITA. BRANDELLI DI CITTÀ, PATRIMONIO DISTORIA SECOLARE, VENNERO ASPORTATI INSIEME AI CORPI.I MORTI FURONO 2735, DI CUI PIÙ DI 1500 NELLA SOLA PROVINCIA DI AVELLINO, QUASI 9000 FERITI, DI CUI LAMETÀ IN IRPINIA, 400.000 SENZA TETTO (CIRCA 80.000 IN PROVINCIA DI AVELLINO): QUESTE LE STIME DELLE“VITTIME”, A VARIO TITOLO, DEL SISMA.
TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA IL RESTAURO E I PIANI DI RECUPERO DEI CENTRI STORICI MINORI.
E POICHÉ IN ITALIA NON ESISTE UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE CHE COORDINI LE OPERAZIONI DI SOCCORSO, È ACCADUTO CHE IN ALCUNIPAESI, COME LIONI O SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, CHE NEL GIRO DI POCHI GIORNI SONO DIVENTATI MOLTO POPOLARI GRAZIE ALLATV, SI CONCENTRASSERO MOLTE UNITÀ DEI VIGILI DEL FUOCO, DELL’ESERCITO, DEL SOCCORSO AEREO DELL’AERONAUTICA MILITARE, ECENTINAIA DI VOLONTARI, MENTRE ALTRI PAESI RESTAVANO SGUARNITI. LA SITUAZIONE DEI CASOLARI, ISOLATI NELLA CAMPAGNA O AGGRAPPATI AI FIANCHI DELLE MONTAGNE, È ANCORA PIÙ DIFFICILE. MENTRE PER I PAESI PIÙ IMPORTANTI IL QUARTIER GENERALE DEI SOCCORSI, DIRETTO DA ZAMBERLETTI, DISPONE DI UNA SERIE DI FOTOGRAFIE AEREE, CHE CONSENTONO DI RENDERSI CONTO DELL’AMMONTARE DEI DANNI, E ANCHE DELLA POSSIBILITÀ DI RICUPERARE DALLE MACERIE DEI SEPOLTI VIVI, PER I CASOLARI DI CAMPAGNA NON ESISTE NULLA DEL GENERE. (…) SE IL NOSTRO PAESE DISPONESSE, COME LA MAGGIOR PARTE DELLE NAZIONI, DI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE CONTRO LE CALAMITÀ NATURALI, SAREBBE STATO POSSIBILE SALVARE MOLTE VITE UMANE” (G. BALLARDIN, CON UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE POTEVAMO SALVARE ALMENO CINQUECENTO VITE, IN «CORRIERE DELLA SERA», 9 DICEMBRE 1980.) POLIZIA, NON PERMISE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO20, NOMINATO GIÀ IL 24 NOVEMBRE21, NELLA PERSONADELL’ON. ZAMBERLETTI, DI POTER RAGGIUNGERE PIÙ AGEVOLMENTE UN MAGGIOR NUMERO DI AGGREGATIPERIFERICI. PERTANTO, CON FREDDEZZA E UN PO’ DI, ORMAI INEVITABILE, CINISMO SI DOVETTE PROCEDERE AD UNSCELTA: INTERVENIRE LÌ DOVE MAGGIORE ERA IL NUMERO DI VITE UMANE DA SALVARE.GIÀ POCHI GIORNI DOPO IL SISMA, RIMBALZANO SUI QUOTIDIANI LE PRIME CRITICHE, LE REAZIONI POLEMICHE, LEACCUSE DI SCARSA EFFICIENZA, RELATIVE AI RITARDI DEI SOCCORSI, E IL CONSUETO RIMPALLO DELLERESPONSABILITÀ. IL CAPO DI STATO MAGGIORE, L’AMMIRAGLIO TORRISI, RISPONDE CHE LA CAUSA PRINCIPALERISIEDEVA NELLE CONDIZIONI TERRITORIALI DI QUELLE ZONE IMPERVIE GIÀ NORMALMENTE, LA CUI ACCESSIBILITÀERA PEGGIORATA CON IL DISSESTO DEI COLLEGAMENTI PROVOCATO DAL SISMA. AGGIUNGE POI CHE BENCHÉL’ESERCITO FOSSE PREPOSTO ANCHE AD UN SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE NON ESISTEVA UNA MENTE CHECOORDINASSE MATERIALMENTE TUTTI I DISTACCAMENTI, DA QUELLO CENTRALE A QUELLI PERIFERICI, SICCHÉ LACONFUSIONE, DATA ANCHE DALLA NECESSITÀ DI ESPLETARE OPERAZIONI BUROCRATICHE PRIMA DI MANDARE UNCORPO MILITARE SU UN “FRONTE”, FU NORMALE CONSEGUENZA. MA IL PROBLEMA NON ERA SOLO ILCOORDINAMENTO GENERALE, ANCHE NEGLI ORGANISMI PERIFERICI CI FURONO RALLENTAMENTI ABNORMI: LEREGIONI E LA CLASSE POLITICA E BUROCRATICA MERIDIONALE ERANO SCANDALOSAMENTE LATITANTI, ABITUATE SOLO AGESTIRE LA FEUDALIZZAZIONE POLITICA DEGLI INTERVENTI22. NEL FRATTEMPO I CORPI SI AMMASSAVANO, A VOLTENEANCHE RICONOSCIUTI, AI LIMITI DEI PAESI, E SI AFFACCIAVA IL PERICOLO DI UN’EMERGENZA SANITARIA23.LA GENTE AVEVA BISOGNO DI ESSERE RIPARATA; LE TENDE, IN TUTTA ITALIA PARE FOSSERO SOLOMILLECINQUECENTO, STAVANO ARRIVANDO DALL’AMERICA E INTANTO GIUNGEVANO POCHE ROULOTTE DONATE DAIPAESI EUROPEI. LA PRIMA SOLUZIONE PROPOSTA DAL COMMISSARIO, CONTRO LA PERMANENZA ALL’ESTERNO IN SITUAZIONIDISAGIATE DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI IRPINI, FU QUELLA DELL’ARRETRAMENTO, OVVERO L’ESODO,L’ALLOGGIAMENTO SEMITEMPORANEO SULLE COSTE, IN CASE DI VILLEGGIATURA SFITTE O ALBERGHI. IL NIET DELLAPOPOLAZIONE FU GRIDATO ALL’UNISONO, NESSUNO AVREBBE LASCIATO QUELLE TERRE E LA PROPRIA ROBA DIVERGHIANA MEMORIA, ACCUMULATA IN ANNI DI SACRIFICI E RIMESSE DAGLI EMIGRATI ALL’ESTERO24. ZAMBERLETTI,DOPO AVER QUASI MINACCIATO DI ABBANDONARE CHI AVESSE RIFIUTATO IL TRASFERIMENTO, DOVETTE APPRONTAREUN SECONDO PIANO; TENDE, ROULOTTES E VAGONI MERCI25 IN LOCO. QUINDICI GIORNI DOPO IL TERREMOTO 20020 FU FISSATO IL TERMINE AL 30 GIUGNO 1981 PER L’ESERCIZIO DELLE POTESTÀ DEL COMMISSARIO, POI PROROGATO FINO AL 31DICEMBRE 1981 DALL’ART. 1 DEL DECRETO LEGGE 26 GIUGNO 1981, N. 333. (F. MANGONI, M.PACELLI, OP.CIT., PG.51)21 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, FORLANI, E IL MINISTRO DELL’INTERNO, ROGNONI, IL 24 NOVEMBRE 1980, UN GIORNODOPO LA CATASTROFE, FIRMARONO LA NOMINA DI COMMISSARIO STRAORDINARIO, CON EFFETTO IMMEDIATO, ALL’ON. GIUSEPPEZAMBERLETTI, GIÀ COMMISSARIO DURANTE IL TERREMOTO IN FRIULI, “CON I COMPITI PREVISTI DAL QUARTO E QUINTO COMMA DELL’ART. 5DELLA LEGGE 8 DICEMBRE 1970, N.996”, UNICA LEGGE ITALIANA RIGUARDANTE LE CALAMITÀ NATURALI.22 G. RUSSO, C. STAJANO, OP.CIT., PP.32-35.23 F. BORZICCHI, PRESTO, PER EVITARE EPIDEMIE, IN «IL RESTO DEL CARLINO», 29 NOVEMBRE 1980;24 G. RUSSO, C. STAJANO, OP.CIT., PP.36-41.25 A. BAGLIVO, FALLITO L’ESODO, ZAMBERLETTI CAMBIA STRATEGIA. NIENTE PREFABBRICATI: CHI RESTA DOVRÀ ADATTARSI IN «CORRIEREDELLA SERA», 4 DICEMBRE 1980. MILA PERSONE VIVEVANO IN TENDA, 37 MILA NELLE ROULOTTES, 31 MILA IN VAGONI FERROVIARI, 87 MILA NELLESCUOLE OCCUPATE, SULLE NAVI, NEI CONTAINER, QUALCUNO, POCHI, AVEVA RAGGIUNTO I PARENTI EMIGRATI ALNORD O ALL’ESTERO.NEL FRATTEMPO ERANO ARRIVATE LE RUSPE, IN PRIMO LUOGO PER SGOMBRARE LE MACERIE AL FINE DI TIRAR VIA ICORPI DELLE VITTIME, SPERANDO ANCORA DI TROVARE QUALCUNO IN VITA. BRANDELLI DI CITTÀ, PATRIMONIO DISTORIA SECOLARE, VENNERO ASPORTATI INSIEME AI CORPI.I MORTI FURONO 2735, DI CUI PIÙ DI 1500 NELLA SOLA PROVINCIA DI AVELLINO, QUASI 9000 FERITI, DI CUI LAMETÀ IN IRPINIA, 400.000 SENZA TETTO (CIRCA 80.000 IN PROVINCIA DI AVELLINO): QUESTE LE STIME DELLE“VITTIME”, A VARIO TITOLO, DEL SISMA.