FERMARE I SATRAPI

IL RESTAURO DEI CENTRI STORICI MINORI E LA LEGGE PER LA RICOSTRUZIONE


Cenni storiciLa salvaguardia dei centri storici è materia relativamente recente, conseguenza di un lungo dibattitoall’interno della cultura del Restauro e della tutela dei monumenti, che prende le mosse dallariflessione sull’oggetto stesso della tutela. La disamina di quelli che sono i documenti cheracchiudono i principi sui quali si sono basate e si basano la teoria del restauro e la tutela delpatrimonio culturale, nonché i dibattiti che da questi scaturiscono in merito al tema dei centriantichi, vanno di pari passo con il quadro storico e le condizioni culturali nelle quali la teoria siforma e si sviluppa.Senza addentrarci in un riepilogo della storia del restauro fin dalle sue origini, possiamo partiredalla Carta del 1931, detta anche Carta di Atene poiché elaborata al termine della ConferenzaInternazionale tenutasi nella città greca. Questa sintetizzava, come del resto faranno tutte le Carte aseguire, l’orientamento e lo stato di avanzamento della ricerca nel campo della tutela e dellaconservazione182 del “patrimonio artistico e archeologico dell’umanità”, a dirla con il primo articolodel documento, in un momento in cui la disciplina del Restauro sembrava aver acquisito un suodefinito ambito culturale. Non quindi valore di legge, ma solo un indirizzo al quale si auspicava sirifacessero, successivamente, i singoli Stati nella formulazione ognuno delle proprie norme inmateria.La Carta di Atene trae origine da un processo più lungo, precedente la Conferenza, che vede già inItalia protagonista Camillo Boito e il documento costituito dal Voto conclusivo del “III Congressodegli Ingegneri ed Architetti Italiani” del 1883183, che propone metodi e criteri direttivi in base aiquali si sarebbe dovuto agire per restaurare i “monumenti architettonici del passato”184. In realtà, inquesto documento, pur prescrivendo metodologie di intervento, non si indica una definizionedell’oggetto del restauro, della conservazione, più ampiamente della tutela, e tantomeno la tutelastessa sembra superare il confine della singola architettura. Nella Carta di Atene - così come neldocumento del Voto - sebbene ugualmente non vi sia una definizione precisa dell’oggetto, si182 A. Aveta, Tutela, Restauro, Gestione dei Beni Architettonici e Ambientali, CUEN, Napoli 2001, pag.30.183 G.P. Treccani, Il Voto conclusivo del III Congresso degli Ingegneri e Architetti Italiani, in P. Torsello (a cura di),Che cos’è il restauro?, Marsilio, Venezia 2006, pp.113-117.184 A. Aveta, op.cit., pag.29. dichiara al punto VII che la «Conferenza raccomanda di rispettare nella costruzione degli edifici, ilcarattere e la fisionomia della città specialmente in prossimità dei monumenti antichi, per i qualil’ambiente deve essere oggetto di cure particolari», affermando che «uguale rispetto deve aversi per talune prospettive particolarmente pittoresche».