FERMARE I SATRAPI

IL RESTAURO DEI CENTRI STORICI MINORI E LA LEGGE PER LA RICOSTRUZIONE


L’orgoglio di una citta non risiede in queste cose», in J. Ruskin, Le settelampade dell’architettura, cit, pg. 230; (F. Choay, L’allégorie du patrimoine, Paris 1992; trad.it. E. d’Alfonso e I.Valente, L’allegoria del patrimonio, Officina Edizioni, Roma 1995).192 G. Astengo, Urbanistica, in “Enciclopedia Universale dell’Arte”, Vol. XIV, Sansoni, Venezia 1966.193 Il termine viene introdotto nell’ambito delle trasformazioni urbane nella seconda metà dell’Ottocento, quandosoprattutto in Italia, si dovettero affrontare numerose epidemie di colera che costrinsero ad intervenire sui quartierimalsani della antiche città, attraverso quelli che vennero chiamati “codici di igiene e di sanità pubblica”(sui codici diIgiene e Sanità pubblica, si veda E. De Giuli, Commento alla legge sull’igiene e sulla sanità pubblica, Milano 1902; gliarticoli di G. Bizzozero su «Nuova Antologia», Il cittadino l’igiene pubblica,1898, Lo Stato e l’igiene pubblica, 1899,L’igiene pubblica in Italia, 1900). Tali codici oltre a prevedere interventi specifici, fissavano una gerarchia di enti etecnici-sanitari appositi. Si introdussero, nell’ambito della progettazione urbana, modi e termini “medico-sanitari” cheandarono a modificare “ideologicamente” l’atteggiamento nei confronti della città, quasi come una battaglia delprogresso contro l’oscurantismo esistente; i metodi di indagine e gli stessi interventi assunsero il “significante” dianalisi mediche e di interventi chirurgici: si iniziò a parlare, quindi, di risanamenti o sanificazioni, nel caso didemolizioni, ricostruzioni e adeguamento delle reti dei servizi, di sventramenti, nel caso di interventi di liberazione daedifici malsani nel cuore della città malata, dal significato intrinseco della parola, usata in chirurgia per indicare un intervento che vada dritto al cuore della malattia, estirpandolo (G. Zucconi, La città contesa. Dagli Ingegneri sanitariagli urbanisti (1955 – 1942), Jaca Book, Milano 1989, pp. 31 – 33).194 B.Zevi, op.cit.,pp.32-33.195 G.Zucconi, op.cit.,. 97; R. Di Stefano, Presentazione in J.Ruskin, op.cit.,. pp.27-29.196 Pur considerando che «la data di nascita dell’urbanistica moderna di suole far ridalire al XVIII secolo, epoca in cui simanifestano due fenomeni concomitanti: l’accelerazione del tasso di crescita della popolazione, determinatoessenzialmente da un rallentamento della mortalità infantile e l’avvio del processo di industrializzazione. Questi duefenomeni interrompono il secolare equilibrio delle circostanze naturali (per cui ogni generazione tendeva ad occupare ilposto della precedente ed a ripeterne il destino) e creano le premesse per una modifica radicale degli insediamenti, deimodi di vita e dei modelli culturali. La nuova organizzazione del lavoro (…) altera bruscamente l’antico equilibrio tracittà e campagna e crea il fenomeno della concentrazione nelle grandi città(…)», F. Salvia, F.Teresi, DirittoUrbanistico, Cedam, Padova 2002, pag.3. 197 M. Giambruno., Verso la dimensione urbana della conservazione, Alinea, Firenze 2002, pag.17.