CI APPARE CHIARO COME, MOLTO PRIMA DI ESSERE OGGETTO DI UNA SPECIFICA LEGISLAZIONE DI TUTELA, ILTESSUTO URBANO SIA QUESTIONE AFFRONTATA NEL CAMPO DELLA RIORGANIZZAZIONE DELLE CITTÀ, ANCHE INRELAZIONE ALLA PERDITA DI PEZZI DI STORIA CHE I QUARTIERI ANTICHI POTEVANO RAPPRESENTARE, INNESCANDO UNMECCANISMO SINCRONICO E DIPENDENTE PER CUI CONSERVAZIONE ED URBANISTICA INIZIANO A CAMMINARE DIPARI PASSO195. L’APPROFONDIMENTO, QUINDI, DEI CONCETTI DI MONUMENTO E PATRIMONIO E LO SVILUPPODELL’URBANISTICA PARTECIPANO ASSIEME DELLA NASCITA DELL’ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEI TESSUTI URBANIESISTENTI. SIAMO NEL XIX SECOLO, L’ORGANIZZAZIONE DELLE CITTÀ INIZIA A CONFORMARSI COME DISCIPLINAAUTONOMA196 CON LA REDAZIONE DI PIANI REGOLATORI CHE PROVANO A RISOLVERE I PROBLEMI DELSOVRAFFOLLAMENTO E DELLA MANCANZA DI IGIENE. E’ IL PERIODO DEI GRANDI TRATTATI IN MATERIA E DELLATEORIZZAZIONE DEGLI SVENTRAMENTI E DELLE LIBERAZIONI NEI QUARTIERI MALSANI, PIÙ ANTICHI. SICONTRAPPONGONO DUE TRATTATI, DI REINHARD BAUMEISTER (1876) E DI CAMILLO SITTE (1889). RITENUTO IL“PRIMO MANUALE COMPLETO DI URBANISTICA”, QUELLO DI BAUMEISTER CONSIDERAVA I MONUMENTI COME UNOSTACOLO ALLO SVILUPPO MODERNO DELLE CITTÀ, AUSPICANDONE E PRESCRIVENDONE L’ISOLAMENTO197, DOPOAVER PROCEDUTO AD UN RESTAURO CHE LIBERASSE MONUMENTO E AMBIENTE DALLE VARIE STRATIFICAZIONI.. NEL1889, CAMILLO SITTE, IN OPPOSIZIONE ALLA TEORIA DI BAUMEISTER, AFFERMA L’IMPORTANZA DELLA RELAZIONETRA IL MONUMENTO E IL SUO AMBIENTE; LA TEORIA DI SITTE, PER QUANTO ANCORA STRETTAMENTE LEGATA AIRAPPORTI SPAZIALI, GEOMETRICI, AL MANTENIMENTO E AL RECUPERO DI EFFETTI SCENICI E PROSPETTIVE, DI FATTO,CON ASSOLUTA MODERNITÀ PER L’EPOCA, APRE LA STRADA ALLA NECESSITÀ DI RIFLETTERE SULLA CONSERVAZIONE O LATRASFORMAZIONE DELL’AMBIENTE ANTICO. SITTE INTRODUCE L’INTERESSE NECESSARIO PER LO STUDIO DEI PRINCIPICHE INFORMANO IL DISEGNO URBANO PRIMA DI INTERVENIRVI IN MANIERA MODERNA: «LA VITA MODERNA»-SPIEGA L’ARCHITETTO AUSTRIACO – «COME LA MODERNA TECNICA DEL COSTRUIRE, NON PERMETTONO PIÙ DICOPIARE FEDELMENTE E SUPINAMENTE GLI ORIENTAMENTI URBANISTICI ANTICHI. (…) I MODELLI ANTICHI DEBBONO RIVIVERE OGGI IN BEN ALTRO MODO CHE IN COPIE SIA PURE COSCIENZIOSE; SOLAMENTE ESAMINANDOQUEL CHE C’È DI ESSENZIALE NELLE LORO CREAZIONI E CERCANDO SE VI SI RIESCE, DI ADATTARE ALLE CONDIZIONIMODERNE QUELLO CHE NELLE LORO OPERE VI È DI PIÙ SIGNIFICATIVO, POTREMMO SPERARE DI STRAPPARE ALTERRENO DIVENUTO APPARENTEMENTE STERILE UNA SEMENTE CHE POSSA NUOVAMENTE GERMOGLIARE.(…)DOBBIAMO CHIARIRE A NOI STESSI CHE COSA SIA DA CONSERVARE E CHE COSA, INVECE, SI POSSA LASCIARCADERE(…)»198, SITTE AFFERMA L’IMPORTANZA DI UN APPREZZAMENTO INTUITIVO DI VALORI URBANI STORICOARTISTICI,MA TALI VALORI DI TRADIZIONALE PAESAGGIO URBANO, PITTORESCO ED ATTRAENTE, DEVONO ESSEREACCOMPAGNATI DA UN’ANALISI, OSSIA DEVONO ESSERE RAZIONALIZZATI ANCHE AL FINE DELLA LOROVALORIZZAZIONE, NON ESCLUDENDO, DUNQUE, LA CONSERVAZIONE MA AFFIDANDOLA AD UN RAZIONALE PROGETTODI MIGLIORAMENTO ANCHE DELLE CONDIZIONI DI VIVIBILITÀ199. NELLA PRATICA GLI INSEGNAMENTI DI SITTEFURONO COLTI DA CHARLES BULS200 CHE, BORGOMASTRO DI BRUXELLES DAL 1881 AL 1899, REALIZZÒ UN PIANOURBANISTICO IN CUI PREVEDEVA LA SALVAGUARDIA DELLA PLACE D’OR, ALLA QUALE RICONOSCEVA UN VALORE DIAMBIENTE LA CUI TRASMISSIONE AL FUTURO NON SAREBBE STATA POSSIBILE SE SI FOSSERO CONSERVATI I SOLIMONUMENTI PRINCIPALI. IL MERITO NON FU SOLO QUELLO DI AVER AFFERMATO LA NECESSITÀ DEL NON ISOLAMENTODEL SINGOLO MONUMENTO E DEL SUO LEGAME CON L’AMBIENTE CIRCOSTANTE, MA QUELLO DI AVER LEGATOL’URBANISTICA AI PROBLEMI DI SALVAGUARDIA DEGLI AMBIENTI ANTICHI E AVER RELAZIONATO LA PROGETTAZIONEDEI NUOVI QUARTIERI ALLE ESIGENZE DI CONSERVAZIONE E TRASFORMAZIONE DEL VECCHIO CENTRO, RITENENDOSOLO COSÌ DI POTER RISOLVERE I PROBLEMI LEGATI AL TRAFFICO E ALL’IGIENE SENZA RINUNCIARE AI VALORI STORICOARTISTICIDELLA CITTÀ.. BULS, TRAE, INFINE, DALL’ESPERIENZA PRATICA LA SUA TEORIA, DALLA QUALE NON SI EVINCEUNA NEGAZIONE TOTALE DELLA DEMOLIZIONE, MA LA NECESSITÀ DI UN’OPERA DI SELEZIONE DEI MANUFATTISTORICI CHE COMUNQUE CONSIDERA IMPORTANTE ED IMPRESCINDIBILE ESPRESSIONE DEL POPOLO CHE LI HAPRODOTTI. L’ADEGUAMENTO DELLA CITTÀ NON PUÒ PASSARE PER LA DISTRUZIONE DEI «RICORDI SE NON NELLASTRETTA MISURA NECESSARIA ALLE ESIGENZE DELLA VITA MODERNA», EGLI AFFERMA NEL SUO TRATTATO L’ESTETIQUEDES VILLES, PUBBLICATO NEL 1893, MENTRE È ANCORA BORGOMASTRO DI BRUXELLES E NEL QUALE SPIEGA LA SUATEORIA DELLA LIBERAZIONE E DEL DIRADAMENTO: BULS APPROVA LA POSSIBILITÀ DI DEVIARE UNA STRADA QUALORAQUESTO POSSA SERVIRE A SALVAGUARDARE UN BLOCCO COSTRUITO CHE RAPPRESENTI LA TIPICITÀ DELLA CITTÀ, IN UNAVISIONE, PERÒ, ANCORA PITTORESCA DI QUESTA; INTRODUCE L’IDEA CHE L’ARCHITETTURA MINORE POSSA AVERE UNVALORE, PUR FERMANDOSI AL PIANO ESTETICO DI QUESTO201, E GETTA LE BASI PER QUEL SEGUIRE LA FIBRA DEIVECCHI QUARTIERI CHE DI LÌ A QUALCHE ANNO VERRÀ TEORIZZATO DA GUSTAVO GIOVANNONI. C. SITTE, DER STADTEBAU NACH SEINEN KUNSTLERICHEN GRUNDSATZEN, VIENNA, 1889, TRAD.IT., L’ARTE DI COSTRUIRE LE CITTÀ,MILANO 1953, CIT. IN E. VASSALLO, CENTRI ANTICHI 1861-1974, NOTE SULL’EVOLUZIONE DEL DIBATTITO, IN «RESTAURO» N.19, 1975,PG.4.199 C. CRASEMANN COLLINS, INTRODUZIONE: L’IDEALE SITTIANO DEL XXI SECOLO”, IN G. ZUCCONI (A CURA DI), CAMILLO SITTE E ISUOI INTERPRETI, FRANCO ANGELI, MILANO 1992, PG. 9.200 PUR SENZA CONOSCERE PERSONALEMENTE IL TEORICO AUSTRIACO, BULS APPREZZA IL LAVORO DI SITTE, PROBABILMENTE, PER LEAFFINITÀ DI PERCORSO: ENTRAMBI PROVENGONO DA STUDI ARTISTICI E DAL CAMPO DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO, IL CHE IMPONE LORO DIGUARDARE LA CITTÀ ANTICA DA UN PUNTO DI VISTA ESTETICO CHE INFLUENZERÀ SENZA DUBBIO I LORO LAVORI TEORICO-PRATICI, DIFATTI «LOSCHEMA TEORICO DEI LORO RISPETTIVI TESTI-CHIAVE SI RIFÀ CHIARAMENTE ALLA CRITICA ARTISTICA ED ARCHITETTONICA. ESSA DIFFERISCEPROFONDAMENTE DAI TESTI DI QUEI TECNICI-URBANISTI CHE CERCANO DI RISOLVERE I PROBLEMI APPLICANDO TEORIE GENERALI AD UNCASO SPECIFICO, SENZA MAI CONFRONTARE IL RISULTATO CON LE REGOLE SEGUITE. BULS E SITTE SEGUONO IL PERCORSO INVERSO: ESSISTABILISCONO POSTULATI, PER PROCEDERE POI ALLA VALUTAZIONE DEI RISULTATI PRIMA DI TRARRE CONCLUSIONI AFFRETTATE. QUESTIAPPROCCIO COMPILATIVO E LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESEMPI, SULLA BASE DELLE SOMIGLIANZE FORMALI O FUNZIONALI, DERIVANOCHIARAMENTE DALLA STORIA DELL’ARTE. ESSO HA IL VANTAGGIO DI TRARRE LA PROPRIA ISPIRAZIONE DALL’OPERA CONCRETA E DI STABILIREUNA RELAZIONE PIÙ O MENO DIRETTA CON L’EFFETTO PRODOTTO DALLA REALTA. SE SITTE E BULS SONO PARAGONABILI È PROPRIO PERQUESTA ISPIRAZIONE CHE DERIVA DALLA PRATICA. ESSA PERMETTE LORO DI RICHIAMARE L’ATTENZIONE SULL’APPLICAZIONE TROPPO CIECADELL’ETETICA ACCADEMICA E DI GIUNGERE AD UN PUNTO DI VISTA CHE NON POTREBBE ESSERE SVILUPPATO SE NON DA QUALCUNO CHE SITROVI COME LORO AL DI FUORI DELLA LOGICA COSTRITTIVA DEL PIANO REGOLATORE. L’INSISTENZA DI ENTRAMBI PER UNA ESTETICA URBANAMETAMORFIZZATA, NON SI SPIEGA SE NON ATTRAVERSO LA PROFONDA DELUZIONE PER LE TRASFORMAZIONI URBANE MESSE IN CAMPONELLE LORO RISPETTIVE CAPITALI: DA UN LATO LA RINGSTRASSE DI VIENNA, DALL’ALTRO I VIALI CENTRALI, IL QUARTIERE DI LEOPOLD E LAMONTAGNE DE LA COUR A BRUXELLES”, IN M. SMETS, SITTE E BULS: LA NOZIONE DI CONTESTO, IN G. ZUCCONI (A CURA DI), CAMILLO SITTE E I SUOI INTERPRETI,. PP.57-58.
IL RESTAURO DEI CENTRI STORICI MINORI E LA LEGGE PER LA RICOSTRUZIONE
CI APPARE CHIARO COME, MOLTO PRIMA DI ESSERE OGGETTO DI UNA SPECIFICA LEGISLAZIONE DI TUTELA, ILTESSUTO URBANO SIA QUESTIONE AFFRONTATA NEL CAMPO DELLA RIORGANIZZAZIONE DELLE CITTÀ, ANCHE INRELAZIONE ALLA PERDITA DI PEZZI DI STORIA CHE I QUARTIERI ANTICHI POTEVANO RAPPRESENTARE, INNESCANDO UNMECCANISMO SINCRONICO E DIPENDENTE PER CUI CONSERVAZIONE ED URBANISTICA INIZIANO A CAMMINARE DIPARI PASSO195. L’APPROFONDIMENTO, QUINDI, DEI CONCETTI DI MONUMENTO E PATRIMONIO E LO SVILUPPODELL’URBANISTICA PARTECIPANO ASSIEME DELLA NASCITA DELL’ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEI TESSUTI URBANIESISTENTI. SIAMO NEL XIX SECOLO, L’ORGANIZZAZIONE DELLE CITTÀ INIZIA A CONFORMARSI COME DISCIPLINAAUTONOMA196 CON LA REDAZIONE DI PIANI REGOLATORI CHE PROVANO A RISOLVERE I PROBLEMI DELSOVRAFFOLLAMENTO E DELLA MANCANZA DI IGIENE. E’ IL PERIODO DEI GRANDI TRATTATI IN MATERIA E DELLATEORIZZAZIONE DEGLI SVENTRAMENTI E DELLE LIBERAZIONI NEI QUARTIERI MALSANI, PIÙ ANTICHI. SICONTRAPPONGONO DUE TRATTATI, DI REINHARD BAUMEISTER (1876) E DI CAMILLO SITTE (1889). RITENUTO IL“PRIMO MANUALE COMPLETO DI URBANISTICA”, QUELLO DI BAUMEISTER CONSIDERAVA I MONUMENTI COME UNOSTACOLO ALLO SVILUPPO MODERNO DELLE CITTÀ, AUSPICANDONE E PRESCRIVENDONE L’ISOLAMENTO197, DOPOAVER PROCEDUTO AD UN RESTAURO CHE LIBERASSE MONUMENTO E AMBIENTE DALLE VARIE STRATIFICAZIONI.. NEL1889, CAMILLO SITTE, IN OPPOSIZIONE ALLA TEORIA DI BAUMEISTER, AFFERMA L’IMPORTANZA DELLA RELAZIONETRA IL MONUMENTO E IL SUO AMBIENTE; LA TEORIA DI SITTE, PER QUANTO ANCORA STRETTAMENTE LEGATA AIRAPPORTI SPAZIALI, GEOMETRICI, AL MANTENIMENTO E AL RECUPERO DI EFFETTI SCENICI E PROSPETTIVE, DI FATTO,CON ASSOLUTA MODERNITÀ PER L’EPOCA, APRE LA STRADA ALLA NECESSITÀ DI RIFLETTERE SULLA CONSERVAZIONE O LATRASFORMAZIONE DELL’AMBIENTE ANTICO. SITTE INTRODUCE L’INTERESSE NECESSARIO PER LO STUDIO DEI PRINCIPICHE INFORMANO IL DISEGNO URBANO PRIMA DI INTERVENIRVI IN MANIERA MODERNA: «LA VITA MODERNA»-SPIEGA L’ARCHITETTO AUSTRIACO – «COME LA MODERNA TECNICA DEL COSTRUIRE, NON PERMETTONO PIÙ DICOPIARE FEDELMENTE E SUPINAMENTE GLI ORIENTAMENTI URBANISTICI ANTICHI. (…) I MODELLI ANTICHI DEBBONO RIVIVERE OGGI IN BEN ALTRO MODO CHE IN COPIE SIA PURE COSCIENZIOSE; SOLAMENTE ESAMINANDOQUEL CHE C’È DI ESSENZIALE NELLE LORO CREAZIONI E CERCANDO SE VI SI RIESCE, DI ADATTARE ALLE CONDIZIONIMODERNE QUELLO CHE NELLE LORO OPERE VI È DI PIÙ SIGNIFICATIVO, POTREMMO SPERARE DI STRAPPARE ALTERRENO DIVENUTO APPARENTEMENTE STERILE UNA SEMENTE CHE POSSA NUOVAMENTE GERMOGLIARE.(…)DOBBIAMO CHIARIRE A NOI STESSI CHE COSA SIA DA CONSERVARE E CHE COSA, INVECE, SI POSSA LASCIARCADERE(…)»198, SITTE AFFERMA L’IMPORTANZA DI UN APPREZZAMENTO INTUITIVO DI VALORI URBANI STORICOARTISTICI,MA TALI VALORI DI TRADIZIONALE PAESAGGIO URBANO, PITTORESCO ED ATTRAENTE, DEVONO ESSEREACCOMPAGNATI DA UN’ANALISI, OSSIA DEVONO ESSERE RAZIONALIZZATI ANCHE AL FINE DELLA LOROVALORIZZAZIONE, NON ESCLUDENDO, DUNQUE, LA CONSERVAZIONE MA AFFIDANDOLA AD UN RAZIONALE PROGETTODI MIGLIORAMENTO ANCHE DELLE CONDIZIONI DI VIVIBILITÀ199. NELLA PRATICA GLI INSEGNAMENTI DI SITTEFURONO COLTI DA CHARLES BULS200 CHE, BORGOMASTRO DI BRUXELLES DAL 1881 AL 1899, REALIZZÒ UN PIANOURBANISTICO IN CUI PREVEDEVA LA SALVAGUARDIA DELLA PLACE D’OR, ALLA QUALE RICONOSCEVA UN VALORE DIAMBIENTE LA CUI TRASMISSIONE AL FUTURO NON SAREBBE STATA POSSIBILE SE SI FOSSERO CONSERVATI I SOLIMONUMENTI PRINCIPALI. IL MERITO NON FU SOLO QUELLO DI AVER AFFERMATO LA NECESSITÀ DEL NON ISOLAMENTODEL SINGOLO MONUMENTO E DEL SUO LEGAME CON L’AMBIENTE CIRCOSTANTE, MA QUELLO DI AVER LEGATOL’URBANISTICA AI PROBLEMI DI SALVAGUARDIA DEGLI AMBIENTI ANTICHI E AVER RELAZIONATO LA PROGETTAZIONEDEI NUOVI QUARTIERI ALLE ESIGENZE DI CONSERVAZIONE E TRASFORMAZIONE DEL VECCHIO CENTRO, RITENENDOSOLO COSÌ DI POTER RISOLVERE I PROBLEMI LEGATI AL TRAFFICO E ALL’IGIENE SENZA RINUNCIARE AI VALORI STORICOARTISTICIDELLA CITTÀ.. BULS, TRAE, INFINE, DALL’ESPERIENZA PRATICA LA SUA TEORIA, DALLA QUALE NON SI EVINCEUNA NEGAZIONE TOTALE DELLA DEMOLIZIONE, MA LA NECESSITÀ DI UN’OPERA DI SELEZIONE DEI MANUFATTISTORICI CHE COMUNQUE CONSIDERA IMPORTANTE ED IMPRESCINDIBILE ESPRESSIONE DEL POPOLO CHE LI HAPRODOTTI. L’ADEGUAMENTO DELLA CITTÀ NON PUÒ PASSARE PER LA DISTRUZIONE DEI «RICORDI SE NON NELLASTRETTA MISURA NECESSARIA ALLE ESIGENZE DELLA VITA MODERNA», EGLI AFFERMA NEL SUO TRATTATO L’ESTETIQUEDES VILLES, PUBBLICATO NEL 1893, MENTRE È ANCORA BORGOMASTRO DI BRUXELLES E NEL QUALE SPIEGA LA SUATEORIA DELLA LIBERAZIONE E DEL DIRADAMENTO: BULS APPROVA LA POSSIBILITÀ DI DEVIARE UNA STRADA QUALORAQUESTO POSSA SERVIRE A SALVAGUARDARE UN BLOCCO COSTRUITO CHE RAPPRESENTI LA TIPICITÀ DELLA CITTÀ, IN UNAVISIONE, PERÒ, ANCORA PITTORESCA DI QUESTA; INTRODUCE L’IDEA CHE L’ARCHITETTURA MINORE POSSA AVERE UNVALORE, PUR FERMANDOSI AL PIANO ESTETICO DI QUESTO201, E GETTA LE BASI PER QUEL SEGUIRE LA FIBRA DEIVECCHI QUARTIERI CHE DI LÌ A QUALCHE ANNO VERRÀ TEORIZZATO DA GUSTAVO GIOVANNONI. C. SITTE, DER STADTEBAU NACH SEINEN KUNSTLERICHEN GRUNDSATZEN, VIENNA, 1889, TRAD.IT., L’ARTE DI COSTRUIRE LE CITTÀ,MILANO 1953, CIT. IN E. VASSALLO, CENTRI ANTICHI 1861-1974, NOTE SULL’EVOLUZIONE DEL DIBATTITO, IN «RESTAURO» N.19, 1975,PG.4.199 C. CRASEMANN COLLINS, INTRODUZIONE: L’IDEALE SITTIANO DEL XXI SECOLO”, IN G. ZUCCONI (A CURA DI), CAMILLO SITTE E ISUOI INTERPRETI, FRANCO ANGELI, MILANO 1992, PG. 9.200 PUR SENZA CONOSCERE PERSONALEMENTE IL TEORICO AUSTRIACO, BULS APPREZZA IL LAVORO DI SITTE, PROBABILMENTE, PER LEAFFINITÀ DI PERCORSO: ENTRAMBI PROVENGONO DA STUDI ARTISTICI E DAL CAMPO DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO, IL CHE IMPONE LORO DIGUARDARE LA CITTÀ ANTICA DA UN PUNTO DI VISTA ESTETICO CHE INFLUENZERÀ SENZA DUBBIO I LORO LAVORI TEORICO-PRATICI, DIFATTI «LOSCHEMA TEORICO DEI LORO RISPETTIVI TESTI-CHIAVE SI RIFÀ CHIARAMENTE ALLA CRITICA ARTISTICA ED ARCHITETTONICA. ESSA DIFFERISCEPROFONDAMENTE DAI TESTI DI QUEI TECNICI-URBANISTI CHE CERCANO DI RISOLVERE I PROBLEMI APPLICANDO TEORIE GENERALI AD UNCASO SPECIFICO, SENZA MAI CONFRONTARE IL RISULTATO CON LE REGOLE SEGUITE. BULS E SITTE SEGUONO IL PERCORSO INVERSO: ESSISTABILISCONO POSTULATI, PER PROCEDERE POI ALLA VALUTAZIONE DEI RISULTATI PRIMA DI TRARRE CONCLUSIONI AFFRETTATE. QUESTIAPPROCCIO COMPILATIVO E LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESEMPI, SULLA BASE DELLE SOMIGLIANZE FORMALI O FUNZIONALI, DERIVANOCHIARAMENTE DALLA STORIA DELL’ARTE. ESSO HA IL VANTAGGIO DI TRARRE LA PROPRIA ISPIRAZIONE DALL’OPERA CONCRETA E DI STABILIREUNA RELAZIONE PIÙ O MENO DIRETTA CON L’EFFETTO PRODOTTO DALLA REALTA. SE SITTE E BULS SONO PARAGONABILI È PROPRIO PERQUESTA ISPIRAZIONE CHE DERIVA DALLA PRATICA. ESSA PERMETTE LORO DI RICHIAMARE L’ATTENZIONE SULL’APPLICAZIONE TROPPO CIECADELL’ETETICA ACCADEMICA E DI GIUNGERE AD UN PUNTO DI VISTA CHE NON POTREBBE ESSERE SVILUPPATO SE NON DA QUALCUNO CHE SITROVI COME LORO AL DI FUORI DELLA LOGICA COSTRITTIVA DEL PIANO REGOLATORE. L’INSISTENZA DI ENTRAMBI PER UNA ESTETICA URBANAMETAMORFIZZATA, NON SI SPIEGA SE NON ATTRAVERSO LA PROFONDA DELUZIONE PER LE TRASFORMAZIONI URBANE MESSE IN CAMPONELLE LORO RISPETTIVE CAPITALI: DA UN LATO LA RINGSTRASSE DI VIENNA, DALL’ALTRO I VIALI CENTRALI, IL QUARTIERE DI LEOPOLD E LAMONTAGNE DE LA COUR A BRUXELLES”, IN M. SMETS, SITTE E BULS: LA NOZIONE DI CONTESTO, IN G. ZUCCONI (A CURA DI), CAMILLO SITTE E I SUOI INTERPRETI,. PP.57-58.