FERMARE I SATRAPI

TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA IL RESTAURO E I PIANI DI RECUPERO DEI CENTRI STORICI MINORI


LE STRADE CHE SI DIPARTIVANO DAL CASTELLO ERANO VIUZZE STRETTE CHEINTERSECAVANO STRADE POCO PIÙ AMPIE REALIZZATE SULLE CURVE DI LIVELLO DELLA COLLINA. UN ABITATOCOMPATTO CON SVILUPPO SO-NE, CON IN CIMA I RUDERI DEL CASTELLO, POI SPIANATI, E LA CATTEDRALE, PIÙ INBASSO, CHE OPPONEVA ALL’ABITATO LA SUA GIACITURA CON ORIENTAMENTO E-O, FORMANDO SPAZI DI RISULTAADIBITI A PIAZZE DI FORMA NATURALMENTE IRREGOLARE409. L’ABITATO ERA FORMATO DA INSULAE CON CASE DIMODESTA ALTEZZA E ADDOSSATE LE UNE ALLE ALTRE, TRA LE QUALI, PER FACILITARE LE COMUNICAZIONI, ERANORICAVATI UN CERTO NUMERO DI PASSAGGI SPESSO GRADONATI410; LE ABITAZIONI ERANO FONDATE SU TERRENI DIRIPORTO O APPOGGIATE A COSTRUZIONE SOTTOSTANTI PROSPICIENTI ALTRE STRADINE.SI PUÒ QUINDI AFFERMARE CHE IL CROLLO DI ALCUNI EDIFICI, DOVUTO ALLA SCOSSA, ABBIA POI DETERMINATO UNAREAZIONE A CATENA, DANNEGGIANDO PROGRESSIVAMENTE GLI EDIFICI LEGATI GLI UNI AGLI ALTRI. DOPO IL SISMA,LA NECESSITÀ DI SALVARE VITE UMANE O DI STRAPPARE I CORPI ALLE MACERIE HA AGGRAVATO IL DANNO ALCOSTRUITO ATTRAVERSO L’OPERA DELLE RUSPE DEMOLITRICI411.IL DANNO FU COSPICUO, DI 2648 VANI, CENSITI PRIMA DEL TERREMOTO, 2272 RISULTARONO DISTRUTTI, 48GRAVEMENTE DANNEGGIATI, 127 NOTEVOLMENTE DANNEGGIATI, 96 SUBIRONO DANNI POCO RILEVANTI E 105DANNI LIEVI412. DAL RILIEVO EFFETTUATO DALL’ARCH. BEGUINOT, SOLO 326 VANI RISULTARONO RECUPERABILI, OSSIA QUELLIRIENTRANTI NELLE ULTIME TRE CATEGORIE ACCENNATE, PER LO PIÙ COSTITUITE DA UN PIANO IN ELEVAZIONE O DALSOLO PIANO TERRA413.DA QUESTO, E SOPRATTUTTO DAGLI STUDI GEOLOGICI, APPARVE ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIABILE RICOSTRUIRE ILPAESE. AL VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ SUDDETTO SI AGGIUNSE PRESTO UN VINCOLO DI CARATTERE ARCHEOLOGICOPOSTO DALLA SOPRINTENDENZA AI BENI ARCHEOLOGICI DI AVELLINO; IL VINCOLO FACEVA SEGUITO ALRINVENIMENTO, DURANTE L’OPERA DI RIMOZIONE DELLE MACERIE, DI IMPORTANTI COMPLESSI EDILIZI DI EPOCAROMANA: IL FORO ROMANO, IL MERCATO, L’ANTICA BASILICA, TRACCE DI EDIFICI PRIVATI, MONCONI DI COLONNE,PAVIMENTI IN MOSAICO, UNA NECROPOLI NEOLITICA FECERO RITENERE CHE AD ALCUNI METRI DAL PIANO DICAMPAGNA CI FOSSE IL CENTRO MONUMENTALE DI COMPSA, CHE, IN ETÀ PREROMANA, ASSIEME AD AECLANUM,FU IL PIÙ IMPORTANTE CENTRO DELLA TRIBÙ SANNITICA DEGLI IRPINI, IN SEGUITO DIVENUTA MUNICIPIUM, POI INETÀ LONGOBARDA IMPORTANTE GASTALDATO E POI CONTEA. SI PREDISPOSE, IMMEDIATAMENTE, UNA CONSISTENTECAMPAGNA DI SCAVI, GUIDATA DAL SOPRINTENDENTE PROF. WERNER JOHANNOWSKY.FU PRESA, DUNQUE, LA DECISIONE DI EDIFICARE A VALLE LA NUOVA CITTÀ414, IN LOCALITÀ PIANO DELLE BRIGLIE, ADUN CHILOMETRO E MEZZO DALL’ANTICO INSEDIAMENTO, LASCIANDO CHE IL VECCHIO CENTRO DIVENISSE UN SITOARCHEOLOGICO STRUTTURATO CHE PERÒ MANTENESSE UN LEGAME FORTE CON IL NUOVO CENTRO.SECONDO QUELLI CHE ERANO I DETTAMI DELLA L.219, IL PROF. BEGUINOT PREDISPOSE I PIANI ESECUTIVI, P.D.R.,P.D.Z. E P.I.P. CORREDANDOLI DALLA RELAZIONE SUI CRITERI GENERALI DEL P.R.G., IN MODO DA DARE ALCOMPLESSO DI CONZA DELLA CAMPANIA UNO SVILUPPO ARMONICO CHE METTESSE ASSIEME IL NUOVO CENTRORESIDENZIALE DEL P.D.Z. CON I POLI DELLO SVILUPPO CITTADINO COSTITUITI DAL PARCO ARCHEOLOGICO E DALLANUOVA ZONA INDUSTRIALE.SECONDO L’IDEA DEL PROF. BEGUINOT, LA NUOVA PIANIFICAZIONE AVREBBE ACCESO IL MOTORE TURISTICOCULTURALEDELLA ANTICA CITTÀ, LEGATA INSCINDIBILMENTE ALLA NUOVA CONZA SIA VISIVAMENTE CHEURBANISTICAMENTE.IL PIANO COMPRENDE TUTTA L’AREA DELLE DUE COLLINE ED È INDIRIZZATO AL RECUPERO DEI VANI POCODANNEGGIATI SIA CON FUNZIONE RESIDENZIALE CHE PUBBLICA, DI SERVIZIO AL PARCO ARCHEOLOGICO,PROCEDENDO POI, SECONDO IL P.R.G., ALLA REALIZZAZIONE DI NUOVI EDIFICI PUBBLICI LUNGO UN ASSE STRADALECHE AVREBBE LEGATO, ATTRAVERSO LE INFRASTRUTTURE, L’ANTICA COMPSA ALLA NUOVA.VA SOTTOLINEATO CHE IL PIANO DI RECUPERO, PUR PARTENDO DAI DETTAMI DELLA LEGGE 457/78, È INFORMATOALLA CULTURA DEL RESTAURO NEL CAMPO DEL RECUPERO DEI CENTRI STORICI, COME IN QUEGLI ANNI SI ANDAVA PROFILANDO. CORREDA, INFATTI, LA RELAZIONE, UN PARAGRAFO TUTTO DEDICATO ALLA STORIA DEL RESTAURO DALLANASCITA FINO AI GIORNI DEL TERREMOTO, PASSANDO PER LE EVOLUZIONI STORICHE CHE CONDIZIONARONO SIA LEDEFINIZIONI DEL RESTAURO, COME QUELLA DI “MONUMENTO”, SIA GLI APPROCCI TECNICO-NORMATIVI ALLA TUTELADEI CENTRI STORICI.IL PROGETTISTA SI APPROCCIA AL PIANO DI RECUPERO CON LA CULTURA DI UN ARCHITETTO SENSIBILE AI PROBLEMICHE IL DIBATTITO CONTEMPORANEO AFFRONTA CIRCA I CENTRI STORICI; DA SOLI 5 ANNI INFATTI SI ERA SVOLTA LACONFERENZA OLANDESE SULLA CONSERVAZIONE INTEGRATA CHE SOTTOLINEAVA LA «NECESSITÀ DI CONSERVAREINSIEME AL PATRIMONIO ARCHITETTONICO ED URBANISTICO ANCHE IL TESSUTO SOCIALE E LE DESTINAZIONI D’USOCHE CON QUELLO TENDONO A COSTITUIRE UN’UNITÀ ORGANICA» 415.IN QUEST’OTTICA DI ARCHITETTO-CONSERVATORE, COME OGGI SI DIREBBE, BEGUINOT PROVA A RIADATTARE LOSTRUMENTO DEL PIANO DI RECUPERO, SICURAMENTE NON IDEATO PER ESEMPI COME QUELLI DI UNA “CITTÀARCHEOLOGICA” AL PARI DI CONZA. DUNQUE, PRIMA ANCORA DI PREVEDERE IL REINSEDIAMENTO416, SI PONE ILPROBLEMA DELLA RIMOZIONE DELLE MACERIE E DELLA SISTEMAZIONE DELLE AREE DI SEDIME E, BENCHÉ LA LEGGE219/81 PREVEDESSE LA POSSIBILITÀ E IL FINANZIAMENTO PER LA SISTEMAZIONE DI TALI AREE, ERA INDUBBIO CHEPER CONZA IL PROBLEMA SI RIVELAVA DI DIMENSIONI TALI DA POTERSI DEFINIRE ECCEZIONALE417, CONSIDERANDOANCHE CHE QUESTA PARTE ERA POSTA SOTTO LA TUTELA DELLA SOVRINTENDENZA ARCHEOLOGICA E CHE NELLAMAGGIOR PARTE DEI CASI I BENI STORICO-ARCHEOLOGICI EMERGEVANO COMMISTI ED INTEGRATI A STRUTTURE DIPIÙ RECENTE REALIZZAZIONE418.406 F. ORTOLANI, INDAGINE GEOLOGICO TECNICA E GEOGNOSTICA DELL’AREA CIRCOSTANTE IL CENTRO DI CONZA DELLA CAMPANIA,REDATTA NEL GIUGNO 1982, APPROVATA DAL CO.RE.CO , SEZ. DI AVELLINO IL 24.1.1984.407 C. BEGUINOT, OP.CIT., PG.47. “SU QUESTE POCHE CASE SONO STATE CONDOTTE QUELLE ANALISI CON CUI DI SOLITO SI TENTA DISVISCERARE E DOCUMENTARE I RAPPORT INTERCORRENTI TRA EDILIZIA E AMBIENTE URBANO, TRA AMBIENTE URBANO E PAESAGGIO; BENCONSCI DEL FATTO CHE DELL’AMBIENTE DI CONZA ANTICA NON RIMANE CHE POCO, E CHE FORSE L’OGGETTO DELL’ANALISI È LA PARTEMENO RILEVANTE DEL PANORAMA ARCHITETTONICO DELLA CITTÀ PREESISTENTE AL SISMA. IL GIUDIZIO SULLA QUALITÀ ARCHITETTONICA DEGLIEDIFICI CHE HANNO RESISITITO AL SISMA VARIA TRA MEDIOCRE E SUFFICIENTE, NON ESSENDOCI REPUTATO NECESSARIO INSERIRE COME DICONSUETO I GIUDIZI PIÙ QUALIFICANTI DI BUONO E OTTIMO. DALLA TAVOLA DELL’ETÀ DEGLI EDIFICI RISULTA INOLTRE CHE OLTRE L’85%DELLE COSTRUZIONI ESISTENTI È DI RECENTE REALIZZAZIONE O È STATA RISTRUTTURATA IN MODO RADICALE POCHI ANNI PRIMA DEL SISMA. ICARATTERI ORIGINARI DEGLI EDIFICI STORICI SONO RISCONTRABILI SOLO IN QUEI CASI CHE RESTANO IN PIEDI SULLA COLLINA DI CONZA,ATTORNIATE DALL’AGGHIACCIANTE CUMULO DI MACERIE CHE INGOMBRA LA GRANDE MAGGIORANZA DEL CENTRO ANTICO” (C. BEGUINOT,OP.CIT., PG.48). “LA NUOVA CONZA (…)È CHIAMATA A RISCATTARE IL DOLORE PROVOCATO DALLA DIFFICILE SCELTA DI DELOCALIZZAZIONE ED ARESTITUIRE ALLA CITTÀ UN RUOLO PRIMARIO ALL’INTERNO DEL COMPRENSORIO DELL’ALTA VALLE DELL’OFANTO. ESSA NON POTRÀ COMUNQUEPORSI COME ALTERNATIVA AL VECCHIO CENTRO MA DOVRÀ ANZI TENDERE A SVILUPPARE CON ESSO UN RAPPORTO DI COMPLEMENTARITÀPER FAVORIRE IL RECUPERO, LA RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE, E, ALMENO IN PROSPETTIVA, LA RINASCITA SECONDO FORME CHEGARANTISCANO LA SICUREZZA ANTISISMICA CHE LE MODERNE TECNICHE COSTRUTTIVE PERMETTONO DI OTTENERE” (C. BEGUINOT, PIANO DI RECUPERO, PG.49).