FERMARE I SATRAPI

IL SISMA DEL 1980


SANT’ANDREA DI CONZA: UN RECUPERO “MISURATO”SANT’ANDREA DI CONZA È UN PICCOLO PAESE IN QUELLA PARTE DELLA PROVINCIA DI AVELLINO POSTA ALCROCEVIA TRA SALERNO E POTENZA. SORGE A 665 M SUL LIVELLO DEL MARE E CONTA, ALL’OGGI, CIRCA 1900ABITANTI.LEGATO STRETTAMENTE NEL NOME MA SOPRATTUTTO NELLA STORIA A CONZA DELLA CAMPANIA, FU PER GLI ABITANTIDI QUEST’ULTIMA UN RIFUGIO DOPO IL PRIMO TERREMOTO DEL 990. OCCUPARONO QUESTE TERRE I CONTADINICONZANI, I QUALI LA PREFERIVANO PER LA SALUBRITÀ DI TERRENO E ARIA RISPETTO AGLI “STAGNA AUFIDIS”PRODOTTI DALLE ACQUE DELL’OFANTO, PRESENTI NELLE VICINANZE DI CONZA E CHE RENDEVANO L’ARIAINSALUBRE436. LÌ VI ERA UNA PICCOLA CHIESA DEDICATA A SANT’ANDREA, CHE FU DONATA NEL XII SEC. DALCONTE DI CONZA, GIONATA DI BALVANO, AL VESCOVO DI CONZA, SIA PER DARE UNA SEDE CONFORTEVOLE ALVESCOVO SIA PER DISPENSARE QUELLI CHE SI FOSSERO STABILITI NEI DINTORNI DELLA CHIESA DA OGNI TIPO DIESAZIONE FISCALE, INCORAGGIANDO QUINDI I CONZANI A TRASFERIRSI DALLE ROVINE DEL PROPRIO PAESE, VESSATODAI TERREMOTI, IN UN LUOGO APPARENTEMENTE PIÙ SICURO E SALUBRE. DA QUESTO MOMENTO, FINO ALSETTECENTO SANT’ANDREA FU FEUDO DI CONZA.PUR INSISTENDO, IL PAESE, SU UNA DELLE ZONE MAGGIORMENTE SISMICHE D’ITALIA E RIENTRANDO NEI COMUNIINDICATI COME “DISASTRATI” DAL D.P.C.M. DEL 1981, LE CASE DI SANT’ANDREA RESISTETTERO MEGLIO ALLESCOSSE DEL SISMA DEL 23 NOVEMBRE 1980, A DIFFERENZA DELLA CONSORELLA CONZA, PROBABILMENTE PERL’IMPIEGO DI PIETRAME SQUADRATO E DI MIGLIORI TECNICHE COSTRUTTIVE437. TUTTAVIA, IL TERREMOTO PROVOCÒUGUALMENTE INGENTI DANNI, FORSE PER L’ACCAVALLAMENTO DELLE UNITÀ IMMOBILIARI TRA LORO.IMMEDIATAMENTE DOPO IL SISMA, TUTTA LA COMUNITÀ ESPRESSE IL FERMO DESIDERIO DI RECUPERARE IL CENTROANTICO, COSCIENTE DELL’ALTO VALORE STORICO-ARCHITETTONICO E IN GENERALE CULTURALE CHE PORTAVA CON SÉ.  IL PIANO DI RECUPEROIL PIANO DI RECUPERO DI SANT’ANDREA DI CONZA FU ADOTTATO UNA PRIMA VOLTA NEL GIUGNO DEL 1982438, MAFU SOSPESO NELL’ESECUTIVITÀ DAL PROVVEDIMENTO N.35051/82 DELLA SEZIONE DI AVELLINO DEL CO.RE.CO.,E GIUDICATO NEGATIVAMENTE DALLA SOPRINTENDENZA PER I BENI AMBIENTALI NELL’AGOSTO DEL 1982.QUESTA PRIMA STESURA, DIFATTI, PREVEDEVA UN ESTESO UTILIZZO DELLE RISTRUTTURAZIONI URBANISTICHE AL FINEDI REALIZZARE NUOVI COMPARTI RESIDENZIALI E DI SERVIZIO SIA PRIVATI CHE PUBBLICI. LA VERIFICA NON SOLODELLA VOLONTÀ DI CONSERVAZIONE DA PARTE DEI PRIVATI CITTADINI, ATTACCATI ALLA PROPRIETÀ TRADIZIONALE, MADELL’ESISTENZA DI EDIFICI, MONUMENTALI E NON, DA POTER RIUTILIZZARE COME ATTREZZATURE AL SERVIZIOPUBBLICO, HANNO RICONDOTTO L’AZIONE DEL PIANO NEI BINARI DI INIZIATIVE PUNTUALI E PIÙ ANALITICHE.QUINDI IN «CONTRAPPOSIZIONE AD ASTRATTE E DANNOSE AZIONI RADICALI (SI È SCELTA) UNA OPERATIVITÀINCENTIVATA DALLE POSSIBILITÀ DI MIGLIORAMENTO RESIDENZIALE OFFERTE DALLA TIPOLOGIA DI INTERVENTO;OPERATIVITÀ MODESTA MA SICURA E CHE PROCEDA SENZA ABDICAZIONI NÉ NEI CONFRONTI DELLA SICUREZZA, NÉNEI CONFRONTI DELLA SALVAGUARDIA AMBIENTALE. È IN SOSTANZA ISPIRATA AD UN RICHIAMO INDISPENSABILE ALLARESPONSABILIZZAZIONE LOCALE»439. QUESTI I PRESUPPOSTI FILOSOFICI CHE SEMBRANO VOLER IMPOSTARE UNPIANO MISURATO CHE RISPETTI LE CONSISTENZE E LE QUALITÀ DEL COSTRUITO ESISTENTE, LÌ DOVE È POSSIBILECONSERVARE E RECUPERARE, DANDO MAGGIOR RESPONSABILITÀ PROPRIO AL CITTADINO CHE POSSIEDE IL PIÙIMPORTANTE STRUMENTO DI AZIONE SUL CENTRO STORICO.DUNQUE, IL PIANO FU ADOTTATO E RESO ESECUTIVO NEL 1982, MODIFICATO, COME PRESCRITTO NELLE RICHIESTEDEL CO.RE.CO., E ANCHE SULLA BASE DELLE OSSERVAZIONE DELLA SOPRINTENDENZA, PUR AVENDO RIGETTATO LOSTESSO CO.RE.CO I RILIEVI MOSSI DA QUEST’ULTIMA CHE SECONDO L’ORGANO DI CONTROLLO «DEBORDANO DAILIMITI DI COMPETENZA FISSATI DAL DECRETO LEGGE 57/82, COME CONVERTITO NELLA LEGGE 187/82»440.LA REDAZIONE DEL P.D.R. FU AFFIDATA AL PROF. ING. RENATO CRISTIANO, COADIUVATO NEI RILIEVI DA UNASQUADRA DI AMMINISTRATORI E TECNICI COMUNALI CHE ESEGUIRONO RILEVAZIONI METRICHE, FOTOGRAFICHE ESCHEDE DI INDAGINE CHE FANNO PARTE INTEGRANTE DEL P.D.R., COSTITUENDO UNA DOCUMENTAZIONEIMPRESCINDIBILE SIA PER LA REDAZIONE DEL PIANO CHE PER LA VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI DA EFFETTUARE.OLTRE A EVIDENZIARE L’INTERDIPENDENZA DEI PIANI ATTUATIVI, LA RELAZIONE SOTTOLINEA COME NELL’ INSIEME IP.A. SIANO DIRETTAMENTE DISCENDENTI DALLA RELAZIONE GENERALE DI PIANO441, BASE DEL P.R.G. DI FUTURAREALIZZAZIONE, COME PRESCRIVEVA LA LEGGE 219/81.RISPETTO AI PAESI LIMITROFI, COME GIÀ DETTO, RELATIVAMENTE POCHI SONO STATI I CROLLI IN SANT’ANDREA,TUTTAVIA I «PROBLEMI DI RIASSETTO E RECUPERO DI UNA CONDIZIONE DI NORMALITÀ SOTTO L’ASPETTO URBANISTICONEL COMUNE RISULTANO NON MENO IMPEGNATIVI E PRESENTANO DIFFICOLTÀ PARI E FORSE MAGGIORI DI QUELLE DI UNA ESTESA RICOSTRUZIONE»442. QUINDI, SEBBENE IL TESSUTO URBANO NON SIA STATO LACERATO DALLE SCOSSEDEL SISMA, DANNO GRAVE HA, COMUNQUE, SUBITO IL LIVELLO EDILIZIO: LA QUASI TOTALITÀ DEGLI EDIFICIRISULTAVA INAGIBILE.L’INTERVENTO DEL RECUPERO SI PRESENTAVA DELICATO POICHÉ I DANNI INSISTEVANO SU UN AGGLOMERATOEDILIZIO NON SOLO DOTATO DI EMERGENZE ARCHITETTONICHE DI GRAN RILIEVO MA CARATTERIZZATO DA UN ELEVATOVALORE STORICO AMBIENTALE DATO DAL CARATTERE DI CORALITÀ DELLA SUA EDILIZIA MINORE E DA UN IMPIANTOSQUISITAMENTE MEDIEVALE CONSERVATO QUASI INALTERATO NEL TEMPO.INTERVENIRE SUL CENTRO STORICO DI SANT’ANDREA, PER IL PROF. CRISTIANO, NON POTEVA LIMITARSI AD UN’OPERADI MERO RIPRISTINO STATICO CHE DA SOLO NON AVREBBE POTUTO «ASSICURARE DA UN LATO IL RISPETTO DEI GIÀRICHIAMATI ELEVATI VALORI CIVILI E CULTURALI E, DALL’ALTRO, IL SUPERAMENTO DI CONDIZIONI RESIDENZIALIINADEGUATE AGLI STANDARDS RICHIESTI SOTTO L’ASPETTO IGIENICO, DELL’AFFOLLAMENTO, DELLA DOTAZIONEUNITARIA DI SUPERFICI, CUBATURE, SERVIZI INTERNI ED ESTERNI ALL’ALLOGGIO»443. A QUESTO ANDAVA AGGIUNTA LANECESSITÀ DI REALIZZARE INTERVENTI DI RISOLUZIONE DI DISSESTI IDROGEOLOGICI CHE IL TERRITORIO DISANT’ANDREA SOFFRE A CAUSA DI UNA ARTICOLATA MORFOLOGIA LITOLOGICA E IDROLOGICA SUPERFICIALE ESOTTERRANEA.L’AREA ASSOGGETTATA AL P.D.R. COMPRENDE TUTTO L’ABITATO DI SANT’ANDREA, MA IN QUESTA SONOIDENTIFICATE DUE ZONE DISTINTE:- LA ZONA 1 CHE COMPRENDE DUE AMBITI, UNO CHE COINCIDE CON LA PARTE CENTRALE, IL “CUORE” DELVECCHIO CENTRO, E CHE RACCOGLIE IL NUCLEO PIÙ SIGNIFICATIVO E CARATTERISTICO DELL’EDILIZIATRADIZIONALE LOCALE, IL CUI PREGIO NOTEVOLE È «AFFIDATO SOSTANZIALMENTE ALL’INSIEME DELLEPICCOLE FABBRICHE ED ALLA TRAMA VIARIA ED URBANA CHE PARLANO DI UNA CIVILTÀ ASSOCIATIVA E DIUNA STRETTA E CORRENTE VITA COMUNITARIA»444, E L’ALTRO, PIÙ A MONTE, CHE COMPRENDE LEEMERGENZE MONUMENTALI DEL COMPLESSO EPISCOPALE E DELLE ROVINE DEL CASTELLO;- LA ZONA 2 CHE RIGUARDA UNA PARTE MARGINALE DELL’INSEDIAMENTO ED È CARATTERIZZATO DA CORTINESTRADALI CONTINUE E DA AREE LIBERE CONTRASTANTI CON LA FITTA E TOTALE OCCUPAZIONE DEGLI SPAZIESISTENTI NELLA ZONA 1.TALE DIVISIONE FU STRUMENTALE ALL’INDIVIDUAZIONE DELLE MODALITÀ DI INTERVENTO, DIVERSE NELLE DUE ZONE,PER CUI PER LA ZONA 1 SI EBBE UN’ATTENZIONE MAGGIORE ALLA PUNTUALITÀ E ALLA SPECIFICITÀ PROGETTUALE,CERCANDO DI CONIUGARE IL RISPETTO DELL’IDENTITÀ DEL VECCHIO CENTRO E DEI SUO FORTI VALORI CULTURALI,NEGANDO NUOVE REALIZZAZIONI E SOSTITUZIONI, CON L’ELIMINAZIONE DI TUTTE LE SITUAZIONI DI DEGRADOSTATICO E IGIENICO, INTEGRANDO E MIGLIORANDO, ATTRAVERSO TRASFERIMENTI E VARIAZIONI DI DESTINAZIONI D’USO, LE DOTAZIONI DI ATTREZZATURE PUBBLICHE.