SANT’ANGELO DEI LOMBARDI: IL “MODELLO” DELLA RICOSTRUZIONE SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, POSTO SU DI UN COLLE AD 800 M SUL LIVELLO DEL MARE, È IL PAESE SIMBOLO DELTERREMOTO IRPINO DEL 1980. MENTRE CONZA DELLA CAMPANIA RAPPRESENTA L’EPICENTRO SISMICO,SANT’ANGELO È L’EPICENTRO DELLA RICOSTRUZIONE, POSTO SIN DA SUBITO COME ESEMPIO POSITIVO DI RISPOSTAIMMEDIATA ALLA DISTRUZIONE PROVOCATA DAL SISMA.DOPO UN PRIMO MOMENTO DI CAOS CAUSATO DALLE NUMEROSE MORTI DI CONCITTADINI E PARENTI E DALLARICERCA DEI CADAVERI, LA POPOLAZIONE SANTANGIOLESE, COME PER UN MECCANISMO DI AUTOCONSERVAZIONE EDI AUTODIFESA, HA FATTO SCATTARE LA PROTEZIONE DEL PROPRIO TERRITORIO ATTRAVERSO L’ESPRESSIONE UNANIMEDELLA VOLONTÀ DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO DELLA CAPITALE DEL TERREMOTO.QUESTO SI È TRAMUTATO IN UNA RICHIESTA DI AIUTO DIRETTAMENTE ESPRESSA DALL’AMMINISTRAZIONE LOCALE ALLASOPRINTENDENZA DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI, CHE AVEVA APPENA CREATO UN DISTACCAMENTO NEILUOGHI DEL TERREMOTO, IN MODO DA AVVIARE UNA CAMPAGNA DI SALVATAGGIO DI OPERE D’ARTE E MONUMENTI.GIÀ DAL FEBBRAIO DEL 1981 SI PROFILÒ L’IDEA DI UN PIANO URBANISTICO CHE SALVASSE CIÒ CHE ERA RIMASTO DIUNO DEI CENTRI PIÙ ANTICHI, STORICAMENTE PIÙ RILEVANTI DELLA PROVINCIA. PROPRIO GRAZIE AD UNA DELIBERADEL CONSIGLIO COMUNALE DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI451, IL 3 GENNAIO 1981 FU ISTITUITO IL “SERVIZIOBENI CULTURALI ED AMBIENTALI” CON IL COMPITO DI COORDINARE LE INIZIATIVE MIRANTI AL RECUPERO DI TUTTOIL PATRIMONIO ARTISTICO ED ARCHITETTONICO, CON DELEGA DI DIREZIONE AL PROF. ROMUALDO MARANDINO,STORICO LOCALE, AFFIANCATO DA UNA COMMISSIONE CONSULTIVA, ISTITUITA CON SUCCESSIVA DELIBERA, CON ILCOMPITO DI COLLABORARE E AFFIANCARE IL PROFESSORE452. IL SERVIZIO RIUSCÌ A CATALOGARE E SALVARE, CONL’AIUTO DI GIOVANI VOLONTARI DEL PAESE, NUMEROSE OPERE D’ARTE, TRASPORTATE POI ALL’ABBAZIA DEL GOLETODOVE, GRAZIE AD ESPERTI DI RESTAURO DI BRESCIA, COME IL PROF. MASSARELLI E LA PROF.SSA BISCEGLIE, VENNEORGANIZZATO UN VERO E PROPRIO VILLAGGIO DEI BENI CULTURALI, UN COMPLESSO DI LABORATORI DI RESTAURO,DEPOSITI E LOCALI PER IL SOGGIORNO DEGLI OPERATORI453. OLTRE AI VOLONTARI VENUTI DA BRESCIA, SI MOBILITÒL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E NATURALE DELLA NAZIONE,ITALIA NOSTRA, CHE, CHIAMATA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, INTERVENNE ATTIVAMENTE NELLA DENUNCIACONTRO LA DEMOLIZIONE PROVOCATA DALLE RUSPE CHE, PROPRIO A SANT’ANGELO, AVEVA PROVOCATO, TRAL’ALTRO, LA PERDITA DEL PORTALE DI GIANDOMENICO VACCARO454. ITALIA NOSTRA FU PARTE ATTIVA ANCHENELL’OPERA DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO: IL 29 GENNAIO DEL 1981, IL CONSIGLIO COMUNALE DISANT’ANGELO DEI LOMBARDI DELIBERÒ L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE TECNICA DEI BENI CULTURALI455, COMPOSTA DALL’ARCHITETTO MARIO DE CUNZO, SOPRINTENDENTE VICARIO AI BENI ARCHITETTONICI EDAMBIENTALI DELLA REGIONE CAMPANIA, DALLA DOTT.SSA VEGA DE MARTINI, ISPETTRICE DELLA SOPRINTENDENZAAI BENI ARTISTICI, DAL DOTT. VINCENZO FRANCO, SOPRINTENDENTE AI BENI ARCHIVISTICI, DALL’ARCHITETTOANTONIO IANNELLO, PRESIDENTE REGIONALE DI ITALIA NOSTRA, DAL PROF. ROMUALDO MARANDINO, RESPONSABILEDEL SUDDETTO SERVIZIO COMUNALE BENI CULTURALI, DAL PROF. ANTONIO MASSARELLI, RESPONSABILE DELPROGETTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE IN RESTAURO, E DALLA GIUNTA COMUNALE. IL PRIMO TRAGUARDOOTTENUTO DALLA COMMISSIONE FU DI FAR PASSARE, CONTRO L’USO INDISCRIMINATO DELLE RUSPE, IL CRITERIO DELLARIMOZIONE MANUALE DELLE MACERIE, SPERIMENTATA CON SUCCESSO IN FRIULI DOPO IL TERREMOTO DEL 1976,CHE AVREBBE CONSENTITO DI RECUPERARE MOLTA PARTE DI QUEL PATRIMONIO ARTISTICO E ARCHITETTONICO GIÀCOMPROMESSO DAL DEGRADO, PRATICA CHE SI RIVELÒ VANTAGGIOSA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO,OTTENENDO UN RISPARMIO DI CIRCA UN MILIARDO RISPETTO ALL’USO DELLE RUSPE.I LAVORI DELLA COMMISSIONI INIZIARONO SUBITO, VISTO ANCHE IL PIENO CONSENSO MANIFESTATO DA UNAPOPOLAZIONE TENACEMENTE AGGRAPPATA ALLA PROPRIA TERRA E ALLA PROPRIA CITTÀ, E, CON LO SCOPO DI FORNIREUNA INDICAZIONE DI METODO, LA COMMISSIONE AVEVA REDATTO UN PROGETTO PILOTA PER IL REINSEDIAMENTODEGLI ABITANTI E LA RIPRESA DELLE ATTIVITÀ ARTIGIANALI, COMMERCIALI E CULTURALI IN UN COMPARTO DEL CENTROSTORICO DI SANT’ANGELO, CHIEDENDO ED OTTENENDO UN FINANZIAMENTO AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DIGOVERNO, ZAMBERLETTI, UFFICIALIZZATO CON L’ORDINANZA N.14795 DEL 3 LUGLIO 1981. IL PROGETTO PILOTA,COMPRENDENTE UN’AREA DEL CENTRO STORICO DI CIRCA 5000 MQ, UN PREVENTIVO DI SPESA MASSIMO DI 5MILIARDI DI LIRE E UN TEMPO DI ESECUZIONE PARI AD UN ANNO, MIRAVA AL RECUPERO DI QUASI 200 VANIABITATIVI ED ALTRETTANTI DA ADIBIRE AD ATTIVITÀ COMMERCIALI E ARTIGIANALI, TUTELANDO INNANZITUTTO, PERDIRLA CON DE CUNZO, «L’AMBIENTE URBANO E RESTITUENDO, ATTRAVERSO UNA PROGETTAZIONE OMOGENEAQUELLA DIMENSIONE UMANA E SOCIALE CHE NON PUÒ PRESCINDERE DALLA IMPRONTA DI UNA CULTURA CHE HAMANIFESTATO IL RIGETTO PER SOLUZIONI IMPOSTE DA FATTORI ESTERNI»456.CONTEMPORANEAMENTE AL PROGETTO PILOTA SI AVVIAVA LA REDAZIONE DEL PIANO DI RECUPERO DISANT’ANGELO DEI LOMBARDI, COSÌ COME PREVISTO DALLA LEGGE SULLA RICOSTRUZIONE, E IL 16 SETTEMBRE DEL1981 FU PRESENTATO ED ADOTTATO IL P.D.R. DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, IL PRIMO PIANO DI RECUPERO POST-TERREMOTO.
SISMA DEL 1980 IN IRPINIA
SANT’ANGELO DEI LOMBARDI: IL “MODELLO” DELLA RICOSTRUZIONE SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, POSTO SU DI UN COLLE AD 800 M SUL LIVELLO DEL MARE, È IL PAESE SIMBOLO DELTERREMOTO IRPINO DEL 1980. MENTRE CONZA DELLA CAMPANIA RAPPRESENTA L’EPICENTRO SISMICO,SANT’ANGELO È L’EPICENTRO DELLA RICOSTRUZIONE, POSTO SIN DA SUBITO COME ESEMPIO POSITIVO DI RISPOSTAIMMEDIATA ALLA DISTRUZIONE PROVOCATA DAL SISMA.DOPO UN PRIMO MOMENTO DI CAOS CAUSATO DALLE NUMEROSE MORTI DI CONCITTADINI E PARENTI E DALLARICERCA DEI CADAVERI, LA POPOLAZIONE SANTANGIOLESE, COME PER UN MECCANISMO DI AUTOCONSERVAZIONE EDI AUTODIFESA, HA FATTO SCATTARE LA PROTEZIONE DEL PROPRIO TERRITORIO ATTRAVERSO L’ESPRESSIONE UNANIMEDELLA VOLONTÀ DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO DELLA CAPITALE DEL TERREMOTO.QUESTO SI È TRAMUTATO IN UNA RICHIESTA DI AIUTO DIRETTAMENTE ESPRESSA DALL’AMMINISTRAZIONE LOCALE ALLASOPRINTENDENZA DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI, CHE AVEVA APPENA CREATO UN DISTACCAMENTO NEILUOGHI DEL TERREMOTO, IN MODO DA AVVIARE UNA CAMPAGNA DI SALVATAGGIO DI OPERE D’ARTE E MONUMENTI.GIÀ DAL FEBBRAIO DEL 1981 SI PROFILÒ L’IDEA DI UN PIANO URBANISTICO CHE SALVASSE CIÒ CHE ERA RIMASTO DIUNO DEI CENTRI PIÙ ANTICHI, STORICAMENTE PIÙ RILEVANTI DELLA PROVINCIA. PROPRIO GRAZIE AD UNA DELIBERADEL CONSIGLIO COMUNALE DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI451, IL 3 GENNAIO 1981 FU ISTITUITO IL “SERVIZIOBENI CULTURALI ED AMBIENTALI” CON IL COMPITO DI COORDINARE LE INIZIATIVE MIRANTI AL RECUPERO DI TUTTOIL PATRIMONIO ARTISTICO ED ARCHITETTONICO, CON DELEGA DI DIREZIONE AL PROF. ROMUALDO MARANDINO,STORICO LOCALE, AFFIANCATO DA UNA COMMISSIONE CONSULTIVA, ISTITUITA CON SUCCESSIVA DELIBERA, CON ILCOMPITO DI COLLABORARE E AFFIANCARE IL PROFESSORE452. IL SERVIZIO RIUSCÌ A CATALOGARE E SALVARE, CONL’AIUTO DI GIOVANI VOLONTARI DEL PAESE, NUMEROSE OPERE D’ARTE, TRASPORTATE POI ALL’ABBAZIA DEL GOLETODOVE, GRAZIE AD ESPERTI DI RESTAURO DI BRESCIA, COME IL PROF. MASSARELLI E LA PROF.SSA BISCEGLIE, VENNEORGANIZZATO UN VERO E PROPRIO VILLAGGIO DEI BENI CULTURALI, UN COMPLESSO DI LABORATORI DI RESTAURO,DEPOSITI E LOCALI PER IL SOGGIORNO DEGLI OPERATORI453. OLTRE AI VOLONTARI VENUTI DA BRESCIA, SI MOBILITÒL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E NATURALE DELLA NAZIONE,ITALIA NOSTRA, CHE, CHIAMATA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, INTERVENNE ATTIVAMENTE NELLA DENUNCIACONTRO LA DEMOLIZIONE PROVOCATA DALLE RUSPE CHE, PROPRIO A SANT’ANGELO, AVEVA PROVOCATO, TRAL’ALTRO, LA PERDITA DEL PORTALE DI GIANDOMENICO VACCARO454. ITALIA NOSTRA FU PARTE ATTIVA ANCHENELL’OPERA DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO: IL 29 GENNAIO DEL 1981, IL CONSIGLIO COMUNALE DISANT’ANGELO DEI LOMBARDI DELIBERÒ L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE TECNICA DEI BENI CULTURALI455, COMPOSTA DALL’ARCHITETTO MARIO DE CUNZO, SOPRINTENDENTE VICARIO AI BENI ARCHITETTONICI EDAMBIENTALI DELLA REGIONE CAMPANIA, DALLA DOTT.SSA VEGA DE MARTINI, ISPETTRICE DELLA SOPRINTENDENZAAI BENI ARTISTICI, DAL DOTT. VINCENZO FRANCO, SOPRINTENDENTE AI BENI ARCHIVISTICI, DALL’ARCHITETTOANTONIO IANNELLO, PRESIDENTE REGIONALE DI ITALIA NOSTRA, DAL PROF. ROMUALDO MARANDINO, RESPONSABILEDEL SUDDETTO SERVIZIO COMUNALE BENI CULTURALI, DAL PROF. ANTONIO MASSARELLI, RESPONSABILE DELPROGETTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE IN RESTAURO, E DALLA GIUNTA COMUNALE. IL PRIMO TRAGUARDOOTTENUTO DALLA COMMISSIONE FU DI FAR PASSARE, CONTRO L’USO INDISCRIMINATO DELLE RUSPE, IL CRITERIO DELLARIMOZIONE MANUALE DELLE MACERIE, SPERIMENTATA CON SUCCESSO IN FRIULI DOPO IL TERREMOTO DEL 1976,CHE AVREBBE CONSENTITO DI RECUPERARE MOLTA PARTE DI QUEL PATRIMONIO ARTISTICO E ARCHITETTONICO GIÀCOMPROMESSO DAL DEGRADO, PRATICA CHE SI RIVELÒ VANTAGGIOSA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO,OTTENENDO UN RISPARMIO DI CIRCA UN MILIARDO RISPETTO ALL’USO DELLE RUSPE.I LAVORI DELLA COMMISSIONI INIZIARONO SUBITO, VISTO ANCHE IL PIENO CONSENSO MANIFESTATO DA UNAPOPOLAZIONE TENACEMENTE AGGRAPPATA ALLA PROPRIA TERRA E ALLA PROPRIA CITTÀ, E, CON LO SCOPO DI FORNIREUNA INDICAZIONE DI METODO, LA COMMISSIONE AVEVA REDATTO UN PROGETTO PILOTA PER IL REINSEDIAMENTODEGLI ABITANTI E LA RIPRESA DELLE ATTIVITÀ ARTIGIANALI, COMMERCIALI E CULTURALI IN UN COMPARTO DEL CENTROSTORICO DI SANT’ANGELO, CHIEDENDO ED OTTENENDO UN FINANZIAMENTO AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DIGOVERNO, ZAMBERLETTI, UFFICIALIZZATO CON L’ORDINANZA N.14795 DEL 3 LUGLIO 1981. IL PROGETTO PILOTA,COMPRENDENTE UN’AREA DEL CENTRO STORICO DI CIRCA 5000 MQ, UN PREVENTIVO DI SPESA MASSIMO DI 5MILIARDI DI LIRE E UN TEMPO DI ESECUZIONE PARI AD UN ANNO, MIRAVA AL RECUPERO DI QUASI 200 VANIABITATIVI ED ALTRETTANTI DA ADIBIRE AD ATTIVITÀ COMMERCIALI E ARTIGIANALI, TUTELANDO INNANZITUTTO, PERDIRLA CON DE CUNZO, «L’AMBIENTE URBANO E RESTITUENDO, ATTRAVERSO UNA PROGETTAZIONE OMOGENEAQUELLA DIMENSIONE UMANA E SOCIALE CHE NON PUÒ PRESCINDERE DALLA IMPRONTA DI UNA CULTURA CHE HAMANIFESTATO IL RIGETTO PER SOLUZIONI IMPOSTE DA FATTORI ESTERNI»456.CONTEMPORANEAMENTE AL PROGETTO PILOTA SI AVVIAVA LA REDAZIONE DEL PIANO DI RECUPERO DISANT’ANGELO DEI LOMBARDI, COSÌ COME PREVISTO DALLA LEGGE SULLA RICOSTRUZIONE, E IL 16 SETTEMBRE DEL1981 FU PRESENTATO ED ADOTTATO IL P.D.R. DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, IL PRIMO PIANO DI RECUPERO POST-TERREMOTO.