PASSATI POI I DIECI ANNI DI VALIDITÀ DEL PIANO DI RECUPERO, DAL 1995, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE,ATTRAVERSO IL PROPRIO UFFICIO TECNICO, PREDISPOSE UNA VERIFICA DELL’ATTUAZIONE DEL P.D.R. E LA REDAZIONEDI UN PROGETTO DI ASSESTAMENTO E COMPLETAMENTO DEL P.D.R., APPROVATO NEL 1999 IN VIA DEFINITIVA522,CON LA PRESCRIZIONE DEL NON AUMENTO DELLE VOLUMETRIE. TALE PROGETTO OMOGENEIZZAVA LE PREVISIONEDEL PRIMO P.D.R. CON QUELLE DELLA VARIANTE DEL 1985, RIDANDO «PIENA VALIDITÀ A TUTTE LE PREVISIONI DIPIANO NON ANCORA REALIZZATE MA INDISPENSABILI»523, OLTRE A «REGOLARIZZARE GLI INTERVENTI REALIZZATI INCONFORMITÀ DELLO STRUMENTO URBANISTICO MA CHE NECESSITANO DI PUNTUALE RIDEFINIZIONE TRA SPAZIPUBBLICI E PRIVATI»524. IN CONCLUSIONE, UNA RIAFFERMAZIONE DEI PRINCIPI DEL PRIMO PIANO PER ILCOMPLETAMENTO DELLO STESSO.NEL 1999, COME SI VEDE DALLA TAVOLA DELLO STATO DI FATTO(TAV.5-STATO DI FATTO PRIMA DELLAVARIANTE 99), IL PIANO DI RECUPERO ERA QUASI DEL TUTTO COMPLETATO. NELLA TAVOLA SI EVIDENZIANOCON IL CONTORNO ROSSO GLI EDIFICI REALIZZATI FUORI SAGOMA RISPETTO ALLE PREVISIONI DEL PIANO DELL’83 E LANON RICOSTRUZIONE (IN GIALLO) DI ALCUNI EDIFICI PREVISTI DAL PRIMO PIANO.INFINE LA TAVOLA DEGLI INTERVENTI, IN ALLEGATO AL PROGETTO SI ASSESTAMENTO, RILEVA QUALI SIANO STATI GLIEFFETTIVI INTERVENTI SU TUTTO IL CENTRO STORICO ED È EVIDENTE L’ECCESSIVA APPLICAZIONE DELLE SOSTITUZIONIEDILIZIE (IN ROSSO) E DELLE RISTRUTTURAZIONI URBANISTICHE (IN VERDE) RISPETTO ALLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIEPREVISTE DAL PRIMO PIANO. QUESTA VARIAZIONE DI INTERVENTO SI DEVE SOPRATTUTTO ALLA POSSIBILITÀ DA PARTEDEI PROPRIETARI DI APPELLARSI AL FAMOSO “LIMITE DI CONVENIENZA ECONOMICA” PREVISTO PER LEGGE CHEDAVA LA L’OPPORTUNITÀ DI COSTRUIRE EX NOVO, DEMOLENDO L’ESISTENTE, QUALORA FOSSE SOPRAGGIUNTO, PER LARIPARAZIONE, IL RESTAURO O LA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, UN LIMITE ECONOMICO OLTRE IL QUALE ILFINANZIAMENTO NON ERA PIÙ PREVISTO E SI RACCOMANDAVA DI RICOSTRUIRE L’EDIFICIO STESSO.DALLE SCHEDE DI VALUTAZIONE REDATTE TENENDO PRESENTE LE TAVOLE DI PIANO E VALUTANDO LO STATO DI FATTODEI LUOGHI (COME SEGUONO) SI EVIDENZIA UN DIRADAMENTO EDILIZIO COSPICUO IN QUASI TUTTA LA ZONA DELP.D.R., CON L’AMPLIAMENTO DELLE VIUZZE DEL CENTRO, L’ELIMINAZIONE DI ALCUNI SISTEMI SI SCALE CHEAVEVANO IL COMPITO DI SUPERARE I DISLIVELLI SU CUI SI ATTESTAVANO GLI EDIFICI, L’USO INDISCRIMINATO DELSISTEMA PORTICATO, CON DISEGNO OMOGENEO IN TUTTO IL CENTRO STORICO, CHE SNATURA LE NATURALI DIVERSITÀDI COSTRUZIONE ESISTENTI ANCHE ATTRAVERSO LA RIPROPOSIZIONE DI TIPOLOGIE COSTRUTTIVE CHE PROVANO ADIMITARE IL DISEGNO TRADIZIONALE MA CHE OTTENGONO L’UNICO RISULTATO DI OMOGENEIZZARE I PROSPETTI ERENDERE ANONIME LE CORTINE.UN ALTRO TEMA RIGUARDA POI LA RICOSTRUZIONE DI SISTEMI DI EDIFICI CHIUSI COME AD ENCLAVE, SISTEMA CHESI EVIDENZIA FACILMENTE NELLE PLANIMETRIE E CHE, NELLA RICOSTRUZIONE, È STATO RIPROPOSTO PEDISSEQUAMENTE SENZA CHE LO SPAZIO CHIUSO TRA GLI EDIFICI RICOSTRUITI DIVENTASSE FUNZIONALE AGLISTESSI, ATTREZZATO IN MODO DA COSTITUIRE UNO SPAZI SEMI-PUBBLICO A SERVIZIO DEI NUOVI FABBRICATI.QUESTO SI PONE IN NETTA ANTITESI CON LE INTENZIONI DI PIANO CHE ERANO QUELLE DI RIDARE ALLA CITTÀ SPAZICOMUNI ATTREZZATI CHE SI SONO INVECE ANDATI A RICERCARE NELLA NON RICOSTRUZIONE DI FABBRICATI ENELL’UTILIZZO DI QUESTE AREE DI SEDIME CHE ALL’OGGI COSTITUISCONO NON TANTO PIAZZE O LUOGHI DIINCONTRO E CONVIVIO PER LA POPOLAZIONE MA PIUTTOSTO PARCHEGGI DISORDINATI PER LE AUTOMOBILI.IL CASO DI LIONI SEMBRA ESSERE QUELLO PIÙ PROSSIMO ALLA TRASFORMAZIONE TOTALE DEL SITO STORICO, LAMEMORIA DI QUESTO VA RITROVATA SOLO NELL’IMPIANTO URBANO, IN PARTE COMUNQUE MODIFICATO. I VALORISTORICI, ARCHITETTONICI E DI CORALITÀ, CERTAMENTE POSSEDUTI DA LIONI FINO AL 1980, NONOSTANTE LESTRATIFICAZIONI E LE MODIFICHE AVVENUTE NEI SECOLI, ANCHE PER LA SUA POSIZIONE DI CENTRO COMMERCIALEVICINO ALLE ARTERIE DI COLLEGAMENTO, SI SONO INDUBBIAMENTE RIDOTTI. È PUR VERO CHE, FORSE, TRA I PAESIOGGETTO DI QUESTO STUDIO, RISULTA QUELLO IN CUI LA CONDIZIONE SOCIO-ECONOMICA È MIGLIORE, ESISTE,DUNQUE, UNA VITA DI COMUNITÀ, DOVUTA ANCORA UNA VOLTA ALLA VOCAZIONE COMMERCIALE E INDUSTRIALE. ÈPOSSIBILE CHE IL FUTURO DELLA CITTÀ POSSA ESSERE QUELLO DI FULCRO ECONOMICO-AMMINISTRATIVO DI UNSISTEMA DI PAESI-PRESEPE CONSERVATI E RIABILITATI ALLA VITA COMUNITARIA, OGNUNO CON UNA PROPRIAFUNZIONE. PROSPETTIVE E FUTURI SCENARIPREMESSALE CATASTROFI COME I TERREMOTI SONO LE FORZE CHE MAGGIORMENTE SI OPPONGONO AL LENTO SCORRERE DELLASTORIA, MAGGIORE GARANTE DELL’IDENTITÀ CULTURALE DI UN TERRITORIO525. NELLA LETTURA DELLA STORIA DI OGNILUOGO SI REGISTRANO MOMENTI DI CAMBIAMENTO IMPROVVISI DOVUTI A SISMI, INONDAZIONI, FRANE E LAREAZIONE DELL’UOMO È QUELLA, QUASI SEMPRE, DI RISTABILIRE LA PROPRIA SUPREMAZIA SULLA FORZA NATURALERICOSTRUENDO IL PROPRIO HABITAT. OGNI EPOCA L’HA FATTO A PROPRIO MODO E CON I MEZZI CHE AVEVA ADISPOSIZIONE.LE DELOCALIZZAZIONI DI ABITATI SONO AVVENUTE IN PASSATO, COSÌ COME LE RICOSTRUZIONI IN SITO, E LEMOTIVAZIONI CHE SPINGONO ALLA SCELTA SONO DA ADDURRE A PARTICOLARI E CONTINGENTI SITUAZIONI CULTURALI,POLITICHE O ECONOMICHE, OPPURE A EVOLUZIONI DELLA SCIENZA DELLE COSTRUZIONI E DEI MATERIALI.CERTAMENTE, IL XX SECOLO VEDE LA CONQUISTA DI UNA CONOSCENZA DI MATERIALI E TECNICHE NUOVI, SPESSOIN CONTRASTO CON QUELLI USATI FINO AL PRIMO NOVECENTO. QUESTO PRODUCE UN’INEVITABILE FRATTURA NELMODO DI CONCEPIRE L’ARCHITETTURA E ANCHE NEL MODO IN CUI QUEST’ULTIMA SI RAPPORTA A QUELLA ESISTENTEED È PIÙ FACILMENTE RISCONTRABILE UNA DIVERSITÀ NEL DISEGNO E NELL’ORGANIZZAZIONE DELLE CITTÀ LÌ DOVE SIÈ DECISO DI RICOSTRUIRE IN SITO, DIVERSAMENTE DALLA PIÙ OMOGENEA STRATIFICAZIONE DI COSTRUZIONIAVVENUTA IN PASSATO. È IL CASO DEI TERREMOTI DEL XX SECOLO IN ITALIA, PER I QUALI SI REGISTRANO REAZIONIDIVERSE. TOTALE DELOCALIZZAZIONE DEI CENTRI IN SICILIA DOPO IL TERREMOTO DEL BELICE, MOTIVATA ANCHEDALLA VOLONTÀ DI SPERIMENTARE LA NUOVA URBANISTICA, RICOSTRUZIONE IN SITO DOVE ERA, COME ERA, INFRIULI. È ANCHE IL CASO DELLE RICOSTRUZIONI POST-TERREMOTO IN IRPINIA, OGGETTO DEL PRESENTE STUDIO, EOGGI È CENTRO DEL DIBATTITO DOPO IL TERREMOTO IN ABRUZZO, PER IL QUALE PARE LA DOMANDA NON SI SIAPOSTA AFFATTO, E IN EMILIA E NEL MANTOVANO, DOVE INVECE, COSÌ COME IN BELICE, FRIULI E IRPINIA, SI ÈRIAPERTA SERRATA LA DISCUSSIONE NELLA QUALE, APPREZZANDOSI GLI INTERVENTI ANCHE DI ILLUSTRI STUDIOSI, ILFULCRO È SEMPRE IL GIANO BIFRONTE DELLA RICOSTRUZIONE, COME ERA DOVE ERA O EX NOVO, PALESANDO LADIFFICOLTÀ A CHIUDERE UN DIBATTITO CHE SEMBRAVA GIUNTO AL TERMINE, RITORNANDO SPESSO SUL SIGNIFICATOSTESSO DELLA PAROLA “RESTAURO” SOPRATTUTTO DI FRONTE A PERDITE MATERIALI INGENTI526, COME SE «IN QUESTAMATERIA FOSSE INVALSA, ORMI DA ANNI, LA CONSUETUDINE DELL’AZZERAMENTO DELLA RIFLESSIONE TEORETICA,BASATA SULLA COMODA PRATICA DELL’ASSOLUTA IGNORANZA DELLA LETTERATURA SULL’ARGOMENTO»527.EPPURE NEGLI ULTIMI 150 ANNI L’EVOLUZIONE TECNICA SI AFFIANCA A UNA IMPORTANTE EVOLUZIONE CULTURALEDATA DALLA DIVERSA CONCEZIONE DELLA STORIA E DEL RUOLO DELL’UOMO NELLA STORIA, PER CUI ANCHE ILRAPPORTO TRA UOMO E COSTRUITO MUTA E, CON ESSO, LA CONSIDERAZIONE DELL’IMPORTANZA DEI SEGNI IMPOSTIAL TERRITORIO DALLE SUE AZIONI. QUESTA EVOLUZIONE MODIFICA SENSIBILMENTE IL MODO DI VALUTARE TALISEGNI E L’IMPORTANZA CHE A TALI SEGNI SI DÀ.I DIBATTITI SCATURITI ALL’INDOMANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, CHE AVEVANO GIÀ TROVATO RADICI NEGLIANNI SUBITO PRECEDENTI, TRAGGONO SPUNTO DA QUESTO E DALLA CONSTATAZIONE DELLA CONSIDEREVOLE PERDITADI TESTIMONIANZE MATERIALI.È NOTO COME DALLA FINE DELL’OTTOCENTO L’APPROCCIO AL COSTRUITO STORICO SI SIA MODIFICATO PASSANDODALLA CONSIDERAZIONE DEL VALORE DEL SINGOLO MONUMENTO EMERGENTE ALL’IMPORTANZA CORALEDELL’INSIEME DEI SEGNI DELL’UOMO SUL TERRITORIO, CHE DEFINISCE COSA SI INTENDA PER PAESAGGIO,VARIAMENTE DECLINATO ATTRAVERSO LE AGGETTIVAZIONI CHE LO QUALIFICANO COME URBANO, NATURALE,INDUSTRIALE, ECC. E CHE NE ESPLICITANO ANCHE LE POSITIVITÀ E LE NEGATIVITÀ. NON TUTTI I SEGNI IMPOSTIDALL’UOMO ALLA NATURA SONO MIGLIORATIVI DI QUEST’ULTIMA, NON TUTTI COSTITUISCONO PER QUESTA UN VALOREAGGIUNTO E, AL CONTRARIO, SPESSO SONO CAUSA DI PERDITE NOTEVOLI.E’ ATTRAVERSO L’ANALISI DEL POSSESSO DI TALI VALORI CHE SI OPTA PER LA TUTELA DEL PAESAGGIO COSÌ COSTITUITO O PER LA MODIFICA, LADDOVE È POSSIBILE, MIGLIORATIVA DELLO STESSO.
SISMA DEL 1980
PASSATI POI I DIECI ANNI DI VALIDITÀ DEL PIANO DI RECUPERO, DAL 1995, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE,ATTRAVERSO IL PROPRIO UFFICIO TECNICO, PREDISPOSE UNA VERIFICA DELL’ATTUAZIONE DEL P.D.R. E LA REDAZIONEDI UN PROGETTO DI ASSESTAMENTO E COMPLETAMENTO DEL P.D.R., APPROVATO NEL 1999 IN VIA DEFINITIVA522,CON LA PRESCRIZIONE DEL NON AUMENTO DELLE VOLUMETRIE. TALE PROGETTO OMOGENEIZZAVA LE PREVISIONEDEL PRIMO P.D.R. CON QUELLE DELLA VARIANTE DEL 1985, RIDANDO «PIENA VALIDITÀ A TUTTE LE PREVISIONI DIPIANO NON ANCORA REALIZZATE MA INDISPENSABILI»523, OLTRE A «REGOLARIZZARE GLI INTERVENTI REALIZZATI INCONFORMITÀ DELLO STRUMENTO URBANISTICO MA CHE NECESSITANO DI PUNTUALE RIDEFINIZIONE TRA SPAZIPUBBLICI E PRIVATI»524. IN CONCLUSIONE, UNA RIAFFERMAZIONE DEI PRINCIPI DEL PRIMO PIANO PER ILCOMPLETAMENTO DELLO STESSO.NEL 1999, COME SI VEDE DALLA TAVOLA DELLO STATO DI FATTO(TAV.5-STATO DI FATTO PRIMA DELLAVARIANTE 99), IL PIANO DI RECUPERO ERA QUASI DEL TUTTO COMPLETATO. NELLA TAVOLA SI EVIDENZIANOCON IL CONTORNO ROSSO GLI EDIFICI REALIZZATI FUORI SAGOMA RISPETTO ALLE PREVISIONI DEL PIANO DELL’83 E LANON RICOSTRUZIONE (IN GIALLO) DI ALCUNI EDIFICI PREVISTI DAL PRIMO PIANO.INFINE LA TAVOLA DEGLI INTERVENTI, IN ALLEGATO AL PROGETTO SI ASSESTAMENTO, RILEVA QUALI SIANO STATI GLIEFFETTIVI INTERVENTI SU TUTTO IL CENTRO STORICO ED È EVIDENTE L’ECCESSIVA APPLICAZIONE DELLE SOSTITUZIONIEDILIZIE (IN ROSSO) E DELLE RISTRUTTURAZIONI URBANISTICHE (IN VERDE) RISPETTO ALLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIEPREVISTE DAL PRIMO PIANO. QUESTA VARIAZIONE DI INTERVENTO SI DEVE SOPRATTUTTO ALLA POSSIBILITÀ DA PARTEDEI PROPRIETARI DI APPELLARSI AL FAMOSO “LIMITE DI CONVENIENZA ECONOMICA” PREVISTO PER LEGGE CHEDAVA LA L’OPPORTUNITÀ DI COSTRUIRE EX NOVO, DEMOLENDO L’ESISTENTE, QUALORA FOSSE SOPRAGGIUNTO, PER LARIPARAZIONE, IL RESTAURO O LA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, UN LIMITE ECONOMICO OLTRE IL QUALE ILFINANZIAMENTO NON ERA PIÙ PREVISTO E SI RACCOMANDAVA DI RICOSTRUIRE L’EDIFICIO STESSO.DALLE SCHEDE DI VALUTAZIONE REDATTE TENENDO PRESENTE LE TAVOLE DI PIANO E VALUTANDO LO STATO DI FATTODEI LUOGHI (COME SEGUONO) SI EVIDENZIA UN DIRADAMENTO EDILIZIO COSPICUO IN QUASI TUTTA LA ZONA DELP.D.R., CON L’AMPLIAMENTO DELLE VIUZZE DEL CENTRO, L’ELIMINAZIONE DI ALCUNI SISTEMI SI SCALE CHEAVEVANO IL COMPITO DI SUPERARE I DISLIVELLI SU CUI SI ATTESTAVANO GLI EDIFICI, L’USO INDISCRIMINATO DELSISTEMA PORTICATO, CON DISEGNO OMOGENEO IN TUTTO IL CENTRO STORICO, CHE SNATURA LE NATURALI DIVERSITÀDI COSTRUZIONE ESISTENTI ANCHE ATTRAVERSO LA RIPROPOSIZIONE DI TIPOLOGIE COSTRUTTIVE CHE PROVANO ADIMITARE IL DISEGNO TRADIZIONALE MA CHE OTTENGONO L’UNICO RISULTATO DI OMOGENEIZZARE I PROSPETTI ERENDERE ANONIME LE CORTINE.UN ALTRO TEMA RIGUARDA POI LA RICOSTRUZIONE DI SISTEMI DI EDIFICI CHIUSI COME AD ENCLAVE, SISTEMA CHESI EVIDENZIA FACILMENTE NELLE PLANIMETRIE E CHE, NELLA RICOSTRUZIONE, È STATO RIPROPOSTO PEDISSEQUAMENTE SENZA CHE LO SPAZIO CHIUSO TRA GLI EDIFICI RICOSTRUITI DIVENTASSE FUNZIONALE AGLISTESSI, ATTREZZATO IN MODO DA COSTITUIRE UNO SPAZI SEMI-PUBBLICO A SERVIZIO DEI NUOVI FABBRICATI.QUESTO SI PONE IN NETTA ANTITESI CON LE INTENZIONI DI PIANO CHE ERANO QUELLE DI RIDARE ALLA CITTÀ SPAZICOMUNI ATTREZZATI CHE SI SONO INVECE ANDATI A RICERCARE NELLA NON RICOSTRUZIONE DI FABBRICATI ENELL’UTILIZZO DI QUESTE AREE DI SEDIME CHE ALL’OGGI COSTITUISCONO NON TANTO PIAZZE O LUOGHI DIINCONTRO E CONVIVIO PER LA POPOLAZIONE MA PIUTTOSTO PARCHEGGI DISORDINATI PER LE AUTOMOBILI.IL CASO DI LIONI SEMBRA ESSERE QUELLO PIÙ PROSSIMO ALLA TRASFORMAZIONE TOTALE DEL SITO STORICO, LAMEMORIA DI QUESTO VA RITROVATA SOLO NELL’IMPIANTO URBANO, IN PARTE COMUNQUE MODIFICATO. I VALORISTORICI, ARCHITETTONICI E DI CORALITÀ, CERTAMENTE POSSEDUTI DA LIONI FINO AL 1980, NONOSTANTE LESTRATIFICAZIONI E LE MODIFICHE AVVENUTE NEI SECOLI, ANCHE PER LA SUA POSIZIONE DI CENTRO COMMERCIALEVICINO ALLE ARTERIE DI COLLEGAMENTO, SI SONO INDUBBIAMENTE RIDOTTI. È PUR VERO CHE, FORSE, TRA I PAESIOGGETTO DI QUESTO STUDIO, RISULTA QUELLO IN CUI LA CONDIZIONE SOCIO-ECONOMICA È MIGLIORE, ESISTE,DUNQUE, UNA VITA DI COMUNITÀ, DOVUTA ANCORA UNA VOLTA ALLA VOCAZIONE COMMERCIALE E INDUSTRIALE. ÈPOSSIBILE CHE IL FUTURO DELLA CITTÀ POSSA ESSERE QUELLO DI FULCRO ECONOMICO-AMMINISTRATIVO DI UNSISTEMA DI PAESI-PRESEPE CONSERVATI E RIABILITATI ALLA VITA COMUNITARIA, OGNUNO CON UNA PROPRIAFUNZIONE. PROSPETTIVE E FUTURI SCENARIPREMESSALE CATASTROFI COME I TERREMOTI SONO LE FORZE CHE MAGGIORMENTE SI OPPONGONO AL LENTO SCORRERE DELLASTORIA, MAGGIORE GARANTE DELL’IDENTITÀ CULTURALE DI UN TERRITORIO525. NELLA LETTURA DELLA STORIA DI OGNILUOGO SI REGISTRANO MOMENTI DI CAMBIAMENTO IMPROVVISI DOVUTI A SISMI, INONDAZIONI, FRANE E LAREAZIONE DELL’UOMO È QUELLA, QUASI SEMPRE, DI RISTABILIRE LA PROPRIA SUPREMAZIA SULLA FORZA NATURALERICOSTRUENDO IL PROPRIO HABITAT. OGNI EPOCA L’HA FATTO A PROPRIO MODO E CON I MEZZI CHE AVEVA ADISPOSIZIONE.LE DELOCALIZZAZIONI DI ABITATI SONO AVVENUTE IN PASSATO, COSÌ COME LE RICOSTRUZIONI IN SITO, E LEMOTIVAZIONI CHE SPINGONO ALLA SCELTA SONO DA ADDURRE A PARTICOLARI E CONTINGENTI SITUAZIONI CULTURALI,POLITICHE O ECONOMICHE, OPPURE A EVOLUZIONI DELLA SCIENZA DELLE COSTRUZIONI E DEI MATERIALI.CERTAMENTE, IL XX SECOLO VEDE LA CONQUISTA DI UNA CONOSCENZA DI MATERIALI E TECNICHE NUOVI, SPESSOIN CONTRASTO CON QUELLI USATI FINO AL PRIMO NOVECENTO. QUESTO PRODUCE UN’INEVITABILE FRATTURA NELMODO DI CONCEPIRE L’ARCHITETTURA E ANCHE NEL MODO IN CUI QUEST’ULTIMA SI RAPPORTA A QUELLA ESISTENTEED È PIÙ FACILMENTE RISCONTRABILE UNA DIVERSITÀ NEL DISEGNO E NELL’ORGANIZZAZIONE DELLE CITTÀ LÌ DOVE SIÈ DECISO DI RICOSTRUIRE IN SITO, DIVERSAMENTE DALLA PIÙ OMOGENEA STRATIFICAZIONE DI COSTRUZIONIAVVENUTA IN PASSATO. È IL CASO DEI TERREMOTI DEL XX SECOLO IN ITALIA, PER I QUALI SI REGISTRANO REAZIONIDIVERSE. TOTALE DELOCALIZZAZIONE DEI CENTRI IN SICILIA DOPO IL TERREMOTO DEL BELICE, MOTIVATA ANCHEDALLA VOLONTÀ DI SPERIMENTARE LA NUOVA URBANISTICA, RICOSTRUZIONE IN SITO DOVE ERA, COME ERA, INFRIULI. È ANCHE IL CASO DELLE RICOSTRUZIONI POST-TERREMOTO IN IRPINIA, OGGETTO DEL PRESENTE STUDIO, EOGGI È CENTRO DEL DIBATTITO DOPO IL TERREMOTO IN ABRUZZO, PER IL QUALE PARE LA DOMANDA NON SI SIAPOSTA AFFATTO, E IN EMILIA E NEL MANTOVANO, DOVE INVECE, COSÌ COME IN BELICE, FRIULI E IRPINIA, SI ÈRIAPERTA SERRATA LA DISCUSSIONE NELLA QUALE, APPREZZANDOSI GLI INTERVENTI ANCHE DI ILLUSTRI STUDIOSI, ILFULCRO È SEMPRE IL GIANO BIFRONTE DELLA RICOSTRUZIONE, COME ERA DOVE ERA O EX NOVO, PALESANDO LADIFFICOLTÀ A CHIUDERE UN DIBATTITO CHE SEMBRAVA GIUNTO AL TERMINE, RITORNANDO SPESSO SUL SIGNIFICATOSTESSO DELLA PAROLA “RESTAURO” SOPRATTUTTO DI FRONTE A PERDITE MATERIALI INGENTI526, COME SE «IN QUESTAMATERIA FOSSE INVALSA, ORMI DA ANNI, LA CONSUETUDINE DELL’AZZERAMENTO DELLA RIFLESSIONE TEORETICA,BASATA SULLA COMODA PRATICA DELL’ASSOLUTA IGNORANZA DELLA LETTERATURA SULL’ARGOMENTO»527.EPPURE NEGLI ULTIMI 150 ANNI L’EVOLUZIONE TECNICA SI AFFIANCA A UNA IMPORTANTE EVOLUZIONE CULTURALEDATA DALLA DIVERSA CONCEZIONE DELLA STORIA E DEL RUOLO DELL’UOMO NELLA STORIA, PER CUI ANCHE ILRAPPORTO TRA UOMO E COSTRUITO MUTA E, CON ESSO, LA CONSIDERAZIONE DELL’IMPORTANZA DEI SEGNI IMPOSTIAL TERRITORIO DALLE SUE AZIONI. QUESTA EVOLUZIONE MODIFICA SENSIBILMENTE IL MODO DI VALUTARE TALISEGNI E L’IMPORTANZA CHE A TALI SEGNI SI DÀ.I DIBATTITI SCATURITI ALL’INDOMANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, CHE AVEVANO GIÀ TROVATO RADICI NEGLIANNI SUBITO PRECEDENTI, TRAGGONO SPUNTO DA QUESTO E DALLA CONSTATAZIONE DELLA CONSIDEREVOLE PERDITADI TESTIMONIANZE MATERIALI.È NOTO COME DALLA FINE DELL’OTTOCENTO L’APPROCCIO AL COSTRUITO STORICO SI SIA MODIFICATO PASSANDODALLA CONSIDERAZIONE DEL VALORE DEL SINGOLO MONUMENTO EMERGENTE ALL’IMPORTANZA CORALEDELL’INSIEME DEI SEGNI DELL’UOMO SUL TERRITORIO, CHE DEFINISCE COSA SI INTENDA PER PAESAGGIO,VARIAMENTE DECLINATO ATTRAVERSO LE AGGETTIVAZIONI CHE LO QUALIFICANO COME URBANO, NATURALE,INDUSTRIALE, ECC. E CHE NE ESPLICITANO ANCHE LE POSITIVITÀ E LE NEGATIVITÀ. NON TUTTI I SEGNI IMPOSTIDALL’UOMO ALLA NATURA SONO MIGLIORATIVI DI QUEST’ULTIMA, NON TUTTI COSTITUISCONO PER QUESTA UN VALOREAGGIUNTO E, AL CONTRARIO, SPESSO SONO CAUSA DI PERDITE NOTEVOLI.E’ ATTRAVERSO L’ANALISI DEL POSSESSO DI TALI VALORI CHE SI OPTA PER LA TUTELA DEL PAESAGGIO COSÌ COSTITUITO O PER LA MODIFICA, LADDOVE È POSSIBILE, MIGLIORATIVA DELLO STESSO.