LA CONSERVAZIONE DEI CENTRI IRPINI, OGGI: LA QUESTIONE DEI VALORIAD ESCLUSIONE DI UN SOLO CASO, QUELLO DI LIONI, IN CUI IL PIANO DI RECUPERO PARTE DALLA CONSTATAZIONECHE NON VI SONO TRACCE DI IMPORTANZA STORICO-ARCHITETTONICA DI ALCUN GENERE EMERGENTI DAI RESTI DELPAESE INVESTITO DAL SISMA, IN TUTTI GLI ALTRI ESEMPI RIPORTATI, IL PIANO DI RECUPERO, UNICO STRUMENTOURBANISTICO A DISPOSIZIONE PER L’INTERVENTO SUI CENTRI STORICI, PROVA A TRATTARE L’ORGANISMO OGGETTO DIINTERVENTO COME UN INSIEME DI VALORI STORICO-CULTURALI DA SALVAGUARDARE, ACCOGLIENDO IL VOLERE DELLECOMUNITÀ E DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI.LE ESPERIENZE PRECEDENTI AVEVANO MOSTRATO I PRO E I CONTRO DEGLI APPROCCI ALLA RICOSTRUZIONE E COSÌCOME SI ERA NEGATA LA POSSIBILITÀ DELLA DELOCALIZZAZIONE SICILIANA, SI ERA ACCOLTA L’ESPERIENZA FRIULANADELLA CONSERVAZIONE DEL SITO STORICO. MA LA “RICETTA” CHE IN FRIULI STAVA FUNZIONANDO COSÌ BENE, INIRPINIA NON HA SORTITO IL MEDESIMO EFFETTO E QUESTO PERCHÉ DIVERSE ERANO LE CONDIZIONI LOCALI OTEMPORALI550.RISPETTO AL FRIULI, IL TERREMOTO DEL 1980 INVESTÌ NON UNA MA BEN TRE REGIONI, L’ENTITÀ DEL DANNO FUNOTEVOLMENTE SUPERIORE NON SOLO PER LA CONFORMAZIONE DEI TERRENI MA ANCHE PER UNA PARTICOLARETIPOLOGIA DI INSEDIAMENTO E PER LE CONDIZIONI DI TALE INSEDIAMENTO, DI CUI SI È GIÀ PARLATO. NON ULTIMII FATTORI IMMATERIALI, MA NON PER QUESTO MENO IMPORTANTI, RIGUARDANTI LA SITUAZIONE POLITICA, IL GRADODI SVILUPPO CULTURALE, IL RADICAMENTO DELLE TRADIZIONI ED IL CARATTERE DELLA POPOLAZIONE551.IN REALTÀ ALL’INDOMANI DEL SISMA, LA CLASSE POLITICA E CULTURALE, E CON ESSA LE POPOLAZIONI, PROVÒ AREAGIRE CHIEDENDO A GRAN VOCE IL MAGGIOR GRADO DI ATTENZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL SISTEMA DEIPAESI PRESEPE E LA RIATTIVAZIONE DELLO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE, MA A QUESTO FORTE MOVIMENTOCULTURALE552 NON SEGUÌ, NEGLI ANNI, UN UGUALE ATTENTO CONTROLLO DI CIÒ CHE STAVA AVVENENDO E LECOMUNITÀ E LE LORO CLASSI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE, MA ANCHE QUELLE PROFESSIONALI, NON ERANO INPOSSESSO DI STRUMENTI ABBASTANZA FORTI ED AGGIORNATI PER AFFRONTARE UNA REALTÀ COSÌ COMPLESSA COMEQUELLA DELLE AREE INTERNE CAMPANE, GIÀ DEGRADATE PRIMA DELLA CATASTROFE SISMICA. SICCHÉ PRESTO, AGLIAMMIREVOLI PROPOSITI DI TOTALE CONSERVAZIONE, SI SOSTITUIRONO PIÙ SEMPLICI E VELOCI RICOSTRUZIONITIPOLOGICHE, CONVENIENTI DAL PUNTO DI VISTA EDILIZIO ED ECONOMICO. TUTTO QUESTO FU ACCETTATO DAGLIABITANTI CHE RISPETTO AI MODI DI VITA PRECEDENTI IL SISMA VEDEVANO LE LORO NUOVE ABITAZIONI MIGLIORATEDA SERVIZI FINO A POCO TEMPO PRIMA INESISTENTI. NON ULTIMO, IL FATTO CHE LA LEGGE PER LA RICOSTRUZIONE,SE DA UNA PARTE POTEVA CONSENTIRE, ATTRAVERSO LO STRUMENTO DEL PIANO DI RECUPERO, LA TUTELA DEI CENTRISTORICI, DALL’ALTRO PERMETTEVA ATTRAVERSO LA PROMESSA DI MAGGIORAZIONE DELLE VOLUMETRIE E ATTRAVERSO IL LIMITE DI CONVENIENZA ECONOMICA, LA FACILITÀ DI RINUNCIARE ALLA VECCHIA ED ANGUSTA ABITAZIONE NELCENTRO STORICO PER UN NUOVO ALLOGGIO, ANTISISMICO E DOTATO DI TUTTI GLI STANDARD IN LUOGHIAPPARENTEMENTE PIÙ SICURI, LASCIANDO COSÌ, UNA GRAN PARTE DEGLI EDIFICI DEL CENTRO, IN PROPRIETÀALL’ENTE COMUNALE CHE SI RITROVÒ CON UNA ENORME QUANTITÀ DI VANI VUOTI DA RECUPERARE E GESTIRE.NELLO SPECIFICO QUANDO SI TRATTÒ DI INTERVENIRE CON PROGETTI DI RECUPERO, LO SI FECE AFFIDANDOSI ALRIPRISTINO DI TIPOLOGIE ESISTENTI ATTRAVERSO ABACHI CHE STANDARDIZZAVANO GLI ELEMENTI DELLA COSTRUZIONEE CHE, A VOLTE, RIMETTEVANO IN PRISTINO PARTI LAPIDEE RITROVATE TRA LE MACERIE, NON SEMPRE GIUSTAMENTECATALOGATE.AL CONTRARIO PERÒ, VA DETTO CHE LO STRUMENTO DEL PIANO DI RECUPERO HA PERMESSO SPESSO DI MANTENEREL’IMPIANTO MEDIEVALE ESISTENTE E IN TALUNI CASI ANCHE PARTE DELL’ABITATO ANTICO, RENDENDO POSSIBILETUTELARE QUELLA CORALITÀ CHE CARATTERIZZAVA QUESTI PAESI.NEL CASO POI DI TEORA, LA TESI INIZIALE CHE INFORMAVA IL PIANO HA TENTATO DI FAR DIALOGARE LO SPARTITODEL CENTRO STORICO CON LA NUOVA ARCHITETTURA, PROVANDO A REINTERPRETARE LA REGOLA ANTICA.QUELLO CHE SICURAMENTE È MANCATO, NEGLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE, È STATO UN CONTROLLO CULTURALE EPOLITICO SU DI ESSA553. PER CUI LA DELEGA DELLA RICOSTRUZIONE AGLI ENTI LOCALI CHE IN FRIULI, PUR CON I SUOILIMITI, AVEVA PRODOTTO BUONI RISULTATI LASCIANDO ALLE COMUNITÀ L’AUTONOMIA DI SCEGLIERE PER IL PROPRIOPAESE, QUI HA SIGNIFICATO LASCIARE AD UNA CLASSE POLITICA POCO AVVEDUTA LA POSSIBILITÀ DI SPECULARE SULTERRITORIO, AI TECNICI DI INTERVENIRE SPESSO SENZA LA DOVUTA COMPETENZA554 E GLI STRUMENTI NECESSARI, EALLA POPOLAZIONE UNA PROMESSA NON MANTENUTA DI SVILUPPO FISICO ED ECONOMICO E QUINDI UNA SEMPRECRESCENTE SFIDUCIA NELL’ISTITUZIONE PREPOSTA.TUTTO QUESTO HA PRODOTTO CERTAMENTE, IN OGNI SINGOLO CENTRO, UNA PERDITA DI IDENTITÀ, DI AUTENTICITÀ EDI TESTIMONIANZE MATERIALI, CHE È CIÒ IN CUI CONSISTE IL VALORE URBANO DI UNA CITTÀ STORICA555, ASSIEMEALLA STRATIFICAZIONE E ALLA CONTINUITÀ CULTURALE E, OGGI, ANALIZZATI GLI ERRORI COMMESSI, CI SI CHIEDEQUANTO SIA IMPORTANTE QUESTA PERDITA E SE ESISTE ANCORA UN ABACO DI VALORI CHE RITENIAMO POSSEDUTI DAQUESTI CENTRI TALE CHE SE NE RICHIEDA LA CONSERVAZIONE. OPPURE LE RICOSTRUZIONI, I RESTAURI ERRATI E LAMANCATA “RIFUNZIONALIZZAZIONE” HANNO INFICIATO PER SEMPRE QUESTO PATRIMONIO?LE DOMANDE CHE PAIONO RETORICHE IN REALTÀ NON LO SONO AFFATTO. SE È VERO, COME È, CHE PERCONSERVARE, E DUNQUE RESTAURARE, È NECESSARIO IL RICONOSCIMENTO DI BRANDIANA MEMORIA RISPETTO ALL’ESSERE BENE DI RILEVANZA CULTURALE, ALLORA È NECESSARIO, FORSE, RICOMPUTARE O REINTERPRETARE556 IVALORI IN POSSESSO DI QUESTI CENTRI, REINTERPRETARLI IN UNA CHIAVE CHE CONSENTA DI LEGGERE LA STORIADEGLI STESSI, DI FAVORIRNE ANCORA UNA VOLTA IL “RICONOSCIMENTO” COME BENI CULTURALI E DI PERMETTERE LACONSERVAZIONE DI AGGREGATI COMUNQUE STRATIFICATI, CHE HANNO ANCORA IN SÉ LA REGOLA INFORMATRICE DIQUEGLI ANTICHI CENTRI E CHE RAPPRESENTANO COMUNQUE UN PATRIMONIO STORICO E ARCHITETTONICOCONSIDEREVOLE. SONO LUOGHI IN CUI PIÙ E PIÙ VOLTE L’AZIONE DELL’UOMO HA LOTTATO CON QUELLA DELLANATURA NEL TENTATIVO DI “VENIRE A PATTI” COL GENIUS LOCI E ANCHE QUESTO È TESTIMONIANZA MATERIALE DISTORIA. ALTRESÌ, VI È DA CONSIDERARE CHE L’INTERPRETAZIONE DEI VALORI DIPENDE DA UN CERTO “BISOGNO” CHEL’UOMO, L’ABITANTE IN QUESTO CASO, SENTE, AL QUALE INEVITABILMENTE DÀ PRIORITÀ E, DUNQUE, VACONSIDERATO CHE TALI CENTRI STORICI SONO PATRIMONIO NON SOLO DA TUTELARE MA DA “BEN UTILIZZARE”.«OCCORRONO VALORI PER ORIENTARE, PER DARE UN SENSO ALLO SVILUPPO. OCCORRONO IDEE NUOVE PER DARECONCRETEZZA ATTUATIVA A TALI VALORI. OCCORRONO REGOLE PER REALIZZARE VALORI ED IDEE IN MODOEQUILIBRATO, NELLO SPAZIO CONCRETO DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO»557. È QUASI IL CASO DI RICORDARE CHE «ILSENSO ED IL SIGNIFICATO DEI MONUMENTI (IN QUESTO CASO DEI CENTRI STORICI) NON DIPENDONO DALLA LORODESTINAZIONE ORIGINARIA, MA SIAMO PIUTTOSTO NOI, SOGGETTI MODERNI, CHE LI ATTRIBUIAMO AD ESSI»558.QUESTO, D’ALTRONDE, È STATO UNO DEGLI ERRORI COMMESSI DURANTE E DOPO LA RICOSTRUZIONE, OVVERO LAMANCANZA DI UN PROGETTO CHE NON SOLO RECUPERASSE FISICAMENTE I PAESI MA CHE VI DESSE FUNZIONIADEGUATE E COMPATIBILI PER POTER CONTINUARE A VIVERE, CONTEMPORANEAMENTE, NEL SISTEMA TERRITORIALEPIÙ AMPIO. È IL PROBLEMA CHE ANCORA OGGI, CON LA RICOSTRUZIONE FISICA AVVENUTA, SI RISCONTRA INOGNUNO DEI CENTRI ANALIZZATI CHE, IN SOSTANZA, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI HANNO LA FUNZIONE DI“DORMITORI”, NEI QUALI LE PERSONE TORNANO DOPO CHE LA LORO VITA QUOTIDIANA SI È SVOLTA ALTROVE. ALLORALA REINTERPRETAZIONE DEI VALORI ESISTENTI IN QUESTI CENTRI VA FATTA, ANCHE, RIFLETTENDO SULLE LOROCARATTERISTICHE SOCIALI ED ECONOMICHE ATTUALI, CHIEDENDOSI SE ABBIANO, ORA, UN VALORE ANCORA “ATTIVO”NEL TERRITORIO OSPITANTE O SE SONO ORMAI LUOGHI IN CUI UN CERTO TIPO DI SVILUPPO SI È DEL TUTTO ARRESTATO.«LA VITALITÀ DI UNA CELLULA, DI UN ORGANISMO, DI UNA IMPRESA, OVVERO DI UNA CITTÀ SI GIOCANELL’EQUILIBRIO CHE SI RIESCE A COSTRUIRE TRA DUE POLI. DA UN LATO LA SUA CAPACITÀ DI ADATTARSI ALMUTAMENTO, AL CAMBIAMENTO SPESSO TUMULTUOSO DOVUTO AD UNA SERIE DI PRESSIONI ESTERNE, DALL’ALTRO LA SUA CAPACITÀ DI MANTENERE ALCUNI ELEMENTI CHE NE CONNOTANO LA SPECIFICITÀ, L’IDENTITÀ.
SISMA DEL 1980
LA CONSERVAZIONE DEI CENTRI IRPINI, OGGI: LA QUESTIONE DEI VALORIAD ESCLUSIONE DI UN SOLO CASO, QUELLO DI LIONI, IN CUI IL PIANO DI RECUPERO PARTE DALLA CONSTATAZIONECHE NON VI SONO TRACCE DI IMPORTANZA STORICO-ARCHITETTONICA DI ALCUN GENERE EMERGENTI DAI RESTI DELPAESE INVESTITO DAL SISMA, IN TUTTI GLI ALTRI ESEMPI RIPORTATI, IL PIANO DI RECUPERO, UNICO STRUMENTOURBANISTICO A DISPOSIZIONE PER L’INTERVENTO SUI CENTRI STORICI, PROVA A TRATTARE L’ORGANISMO OGGETTO DIINTERVENTO COME UN INSIEME DI VALORI STORICO-CULTURALI DA SALVAGUARDARE, ACCOGLIENDO IL VOLERE DELLECOMUNITÀ E DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI.LE ESPERIENZE PRECEDENTI AVEVANO MOSTRATO I PRO E I CONTRO DEGLI APPROCCI ALLA RICOSTRUZIONE E COSÌCOME SI ERA NEGATA LA POSSIBILITÀ DELLA DELOCALIZZAZIONE SICILIANA, SI ERA ACCOLTA L’ESPERIENZA FRIULANADELLA CONSERVAZIONE DEL SITO STORICO. MA LA “RICETTA” CHE IN FRIULI STAVA FUNZIONANDO COSÌ BENE, INIRPINIA NON HA SORTITO IL MEDESIMO EFFETTO E QUESTO PERCHÉ DIVERSE ERANO LE CONDIZIONI LOCALI OTEMPORALI550.RISPETTO AL FRIULI, IL TERREMOTO DEL 1980 INVESTÌ NON UNA MA BEN TRE REGIONI, L’ENTITÀ DEL DANNO FUNOTEVOLMENTE SUPERIORE NON SOLO PER LA CONFORMAZIONE DEI TERRENI MA ANCHE PER UNA PARTICOLARETIPOLOGIA DI INSEDIAMENTO E PER LE CONDIZIONI DI TALE INSEDIAMENTO, DI CUI SI È GIÀ PARLATO. NON ULTIMII FATTORI IMMATERIALI, MA NON PER QUESTO MENO IMPORTANTI, RIGUARDANTI LA SITUAZIONE POLITICA, IL GRADODI SVILUPPO CULTURALE, IL RADICAMENTO DELLE TRADIZIONI ED IL CARATTERE DELLA POPOLAZIONE551.IN REALTÀ ALL’INDOMANI DEL SISMA, LA CLASSE POLITICA E CULTURALE, E CON ESSA LE POPOLAZIONI, PROVÒ AREAGIRE CHIEDENDO A GRAN VOCE IL MAGGIOR GRADO DI ATTENZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL SISTEMA DEIPAESI PRESEPE E LA RIATTIVAZIONE DELLO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE, MA A QUESTO FORTE MOVIMENTOCULTURALE552 NON SEGUÌ, NEGLI ANNI, UN UGUALE ATTENTO CONTROLLO DI CIÒ CHE STAVA AVVENENDO E LECOMUNITÀ E LE LORO CLASSI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE, MA ANCHE QUELLE PROFESSIONALI, NON ERANO INPOSSESSO DI STRUMENTI ABBASTANZA FORTI ED AGGIORNATI PER AFFRONTARE UNA REALTÀ COSÌ COMPLESSA COMEQUELLA DELLE AREE INTERNE CAMPANE, GIÀ DEGRADATE PRIMA DELLA CATASTROFE SISMICA. SICCHÉ PRESTO, AGLIAMMIREVOLI PROPOSITI DI TOTALE CONSERVAZIONE, SI SOSTITUIRONO PIÙ SEMPLICI E VELOCI RICOSTRUZIONITIPOLOGICHE, CONVENIENTI DAL PUNTO DI VISTA EDILIZIO ED ECONOMICO. TUTTO QUESTO FU ACCETTATO DAGLIABITANTI CHE RISPETTO AI MODI DI VITA PRECEDENTI IL SISMA VEDEVANO LE LORO NUOVE ABITAZIONI MIGLIORATEDA SERVIZI FINO A POCO TEMPO PRIMA INESISTENTI. NON ULTIMO, IL FATTO CHE LA LEGGE PER LA RICOSTRUZIONE,SE DA UNA PARTE POTEVA CONSENTIRE, ATTRAVERSO LO STRUMENTO DEL PIANO DI RECUPERO, LA TUTELA DEI CENTRISTORICI, DALL’ALTRO PERMETTEVA ATTRAVERSO LA PROMESSA DI MAGGIORAZIONE DELLE VOLUMETRIE E ATTRAVERSO IL LIMITE DI CONVENIENZA ECONOMICA, LA FACILITÀ DI RINUNCIARE ALLA VECCHIA ED ANGUSTA ABITAZIONE NELCENTRO STORICO PER UN NUOVO ALLOGGIO, ANTISISMICO E DOTATO DI TUTTI GLI STANDARD IN LUOGHIAPPARENTEMENTE PIÙ SICURI, LASCIANDO COSÌ, UNA GRAN PARTE DEGLI EDIFICI DEL CENTRO, IN PROPRIETÀALL’ENTE COMUNALE CHE SI RITROVÒ CON UNA ENORME QUANTITÀ DI VANI VUOTI DA RECUPERARE E GESTIRE.NELLO SPECIFICO QUANDO SI TRATTÒ DI INTERVENIRE CON PROGETTI DI RECUPERO, LO SI FECE AFFIDANDOSI ALRIPRISTINO DI TIPOLOGIE ESISTENTI ATTRAVERSO ABACHI CHE STANDARDIZZAVANO GLI ELEMENTI DELLA COSTRUZIONEE CHE, A VOLTE, RIMETTEVANO IN PRISTINO PARTI LAPIDEE RITROVATE TRA LE MACERIE, NON SEMPRE GIUSTAMENTECATALOGATE.AL CONTRARIO PERÒ, VA DETTO CHE LO STRUMENTO DEL PIANO DI RECUPERO HA PERMESSO SPESSO DI MANTENEREL’IMPIANTO MEDIEVALE ESISTENTE E IN TALUNI CASI ANCHE PARTE DELL’ABITATO ANTICO, RENDENDO POSSIBILETUTELARE QUELLA CORALITÀ CHE CARATTERIZZAVA QUESTI PAESI.NEL CASO POI DI TEORA, LA TESI INIZIALE CHE INFORMAVA IL PIANO HA TENTATO DI FAR DIALOGARE LO SPARTITODEL CENTRO STORICO CON LA NUOVA ARCHITETTURA, PROVANDO A REINTERPRETARE LA REGOLA ANTICA.QUELLO CHE SICURAMENTE È MANCATO, NEGLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE, È STATO UN CONTROLLO CULTURALE EPOLITICO SU DI ESSA553. PER CUI LA DELEGA DELLA RICOSTRUZIONE AGLI ENTI LOCALI CHE IN FRIULI, PUR CON I SUOILIMITI, AVEVA PRODOTTO BUONI RISULTATI LASCIANDO ALLE COMUNITÀ L’AUTONOMIA DI SCEGLIERE PER IL PROPRIOPAESE, QUI HA SIGNIFICATO LASCIARE AD UNA CLASSE POLITICA POCO AVVEDUTA LA POSSIBILITÀ DI SPECULARE SULTERRITORIO, AI TECNICI DI INTERVENIRE SPESSO SENZA LA DOVUTA COMPETENZA554 E GLI STRUMENTI NECESSARI, EALLA POPOLAZIONE UNA PROMESSA NON MANTENUTA DI SVILUPPO FISICO ED ECONOMICO E QUINDI UNA SEMPRECRESCENTE SFIDUCIA NELL’ISTITUZIONE PREPOSTA.TUTTO QUESTO HA PRODOTTO CERTAMENTE, IN OGNI SINGOLO CENTRO, UNA PERDITA DI IDENTITÀ, DI AUTENTICITÀ EDI TESTIMONIANZE MATERIALI, CHE È CIÒ IN CUI CONSISTE IL VALORE URBANO DI UNA CITTÀ STORICA555, ASSIEMEALLA STRATIFICAZIONE E ALLA CONTINUITÀ CULTURALE E, OGGI, ANALIZZATI GLI ERRORI COMMESSI, CI SI CHIEDEQUANTO SIA IMPORTANTE QUESTA PERDITA E SE ESISTE ANCORA UN ABACO DI VALORI CHE RITENIAMO POSSEDUTI DAQUESTI CENTRI TALE CHE SE NE RICHIEDA LA CONSERVAZIONE. OPPURE LE RICOSTRUZIONI, I RESTAURI ERRATI E LAMANCATA “RIFUNZIONALIZZAZIONE” HANNO INFICIATO PER SEMPRE QUESTO PATRIMONIO?LE DOMANDE CHE PAIONO RETORICHE IN REALTÀ NON LO SONO AFFATTO. SE È VERO, COME È, CHE PERCONSERVARE, E DUNQUE RESTAURARE, È NECESSARIO IL RICONOSCIMENTO DI BRANDIANA MEMORIA RISPETTO ALL’ESSERE BENE DI RILEVANZA CULTURALE, ALLORA È NECESSARIO, FORSE, RICOMPUTARE O REINTERPRETARE556 IVALORI IN POSSESSO DI QUESTI CENTRI, REINTERPRETARLI IN UNA CHIAVE CHE CONSENTA DI LEGGERE LA STORIADEGLI STESSI, DI FAVORIRNE ANCORA UNA VOLTA IL “RICONOSCIMENTO” COME BENI CULTURALI E DI PERMETTERE LACONSERVAZIONE DI AGGREGATI COMUNQUE STRATIFICATI, CHE HANNO ANCORA IN SÉ LA REGOLA INFORMATRICE DIQUEGLI ANTICHI CENTRI E CHE RAPPRESENTANO COMUNQUE UN PATRIMONIO STORICO E ARCHITETTONICOCONSIDEREVOLE. SONO LUOGHI IN CUI PIÙ E PIÙ VOLTE L’AZIONE DELL’UOMO HA LOTTATO CON QUELLA DELLANATURA NEL TENTATIVO DI “VENIRE A PATTI” COL GENIUS LOCI E ANCHE QUESTO È TESTIMONIANZA MATERIALE DISTORIA. ALTRESÌ, VI È DA CONSIDERARE CHE L’INTERPRETAZIONE DEI VALORI DIPENDE DA UN CERTO “BISOGNO” CHEL’UOMO, L’ABITANTE IN QUESTO CASO, SENTE, AL QUALE INEVITABILMENTE DÀ PRIORITÀ E, DUNQUE, VACONSIDERATO CHE TALI CENTRI STORICI SONO PATRIMONIO NON SOLO DA TUTELARE MA DA “BEN UTILIZZARE”.«OCCORRONO VALORI PER ORIENTARE, PER DARE UN SENSO ALLO SVILUPPO. OCCORRONO IDEE NUOVE PER DARECONCRETEZZA ATTUATIVA A TALI VALORI. OCCORRONO REGOLE PER REALIZZARE VALORI ED IDEE IN MODOEQUILIBRATO, NELLO SPAZIO CONCRETO DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO»557. È QUASI IL CASO DI RICORDARE CHE «ILSENSO ED IL SIGNIFICATO DEI MONUMENTI (IN QUESTO CASO DEI CENTRI STORICI) NON DIPENDONO DALLA LORODESTINAZIONE ORIGINARIA, MA SIAMO PIUTTOSTO NOI, SOGGETTI MODERNI, CHE LI ATTRIBUIAMO AD ESSI»558.QUESTO, D’ALTRONDE, È STATO UNO DEGLI ERRORI COMMESSI DURANTE E DOPO LA RICOSTRUZIONE, OVVERO LAMANCANZA DI UN PROGETTO CHE NON SOLO RECUPERASSE FISICAMENTE I PAESI MA CHE VI DESSE FUNZIONIADEGUATE E COMPATIBILI PER POTER CONTINUARE A VIVERE, CONTEMPORANEAMENTE, NEL SISTEMA TERRITORIALEPIÙ AMPIO. È IL PROBLEMA CHE ANCORA OGGI, CON LA RICOSTRUZIONE FISICA AVVENUTA, SI RISCONTRA INOGNUNO DEI CENTRI ANALIZZATI CHE, IN SOSTANZA, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI HANNO LA FUNZIONE DI“DORMITORI”, NEI QUALI LE PERSONE TORNANO DOPO CHE LA LORO VITA QUOTIDIANA SI È SVOLTA ALTROVE. ALLORALA REINTERPRETAZIONE DEI VALORI ESISTENTI IN QUESTI CENTRI VA FATTA, ANCHE, RIFLETTENDO SULLE LOROCARATTERISTICHE SOCIALI ED ECONOMICHE ATTUALI, CHIEDENDOSI SE ABBIANO, ORA, UN VALORE ANCORA “ATTIVO”NEL TERRITORIO OSPITANTE O SE SONO ORMAI LUOGHI IN CUI UN CERTO TIPO DI SVILUPPO SI È DEL TUTTO ARRESTATO.«LA VITALITÀ DI UNA CELLULA, DI UN ORGANISMO, DI UNA IMPRESA, OVVERO DI UNA CITTÀ SI GIOCANELL’EQUILIBRIO CHE SI RIESCE A COSTRUIRE TRA DUE POLI. DA UN LATO LA SUA CAPACITÀ DI ADATTARSI ALMUTAMENTO, AL CAMBIAMENTO SPESSO TUMULTUOSO DOVUTO AD UNA SERIE DI PRESSIONI ESTERNE, DALL’ALTRO LA SUA CAPACITÀ DI MANTENERE ALCUNI ELEMENTI CHE NE CONNOTANO LA SPECIFICITÀ, L’IDENTITÀ.