PERTANTO, OCCORRE UNA CONSERVAZIONE INTEGRATA CHE TROVI, ATTRAVERSO LA FUNZIONE COMPATIBILE, LA TUTELADEL BENE.ESEMPI IN QUESTA DIREZIONE, SONO STATI FORNITI NEGLI ULTIMI ANNI, DAI PROGETTI SU CENTRISEMIABBANDONATI COME IL VILLAGGIO DI COLLETTA DI CASTELBIANCO IN PROVINCIA DI SAVONA, IN CUIL’ARCHITETTO GIANCARLO DE CARLO, NEL RECUPERO DELL’ABITATO CONIUGA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE,NELL’OTTICA DI UN LUOGO DA VIVERE ANCHE SOLO IN ALCUNI PERIODI DELL’ANNO, COME UN RIFUGIO DELLOSPIRITO, SENZA DOVER RINUNCIARE AI COMFORT E ALLA TECNOLOGIA, CONSENTENDO A CHI VI ALLOGGIA ANCHE LAPOSSIBILITÀ DI HOMEWORKING. GLI INTERVENTI SONO RISPETTOSI DELLA CULTURA TECNICA TRADIZIONALE E NELLOSTESSO TEMPO TENTANO L’INSERIMENTO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA. DUNQUE, UN’AZIONE DI RESTAURO SULLESTRUTTURE CHE NON INFICIA L’ARCHITETTURA ANTICA MA CHE PONE ATTENZIONE A QUEGLI ELEMENTI INNOVATIVI,CHE SONO PER LO PIÙ RIGUARDANTI GLI IMPIANTI E CHE RENDONO CONFORTEVOLE E, CONTEMPORANEAMENTE,COMPETITIVO IL LUOGO.ALTRO PROGETTO, COMPLETATO NEL 2006, È QUELLO RIGUARDANTE IL RECUPERO DI UNA PARTE DELL’ABITATOSEMIABBANDONATO DI SANTO STEFANO DI SESSANIO. QUI SI PARTE DALLA SCELTA DELLA FUNZIONE, QUELLA DIALBERGO DIFFUSO, FATTA DA UN INVESTITORE UNICO DAVID KIHLGREN. L’APPROCCIO È QUELLO DEL RESTAUROCONSERVATIVO, CON LA RICERCA E L’USO DI MATERIALI AUTOCTONI, IMPIEGATI IN MANIERA FILOLOGICA, MA SENZACHE QUESTO PORTI ALGORITMICAMENTE A DEFINIRE UNA FORMA “TRADIZIONALE” MA PERMETTENDO CHE LA“TRADIZIONE” SI INTUISCA EMPATICAMENTE DALL’USO DEL MATERIALE. IL PROGETTO È DELL’ARCHITETTO LELIOORIANO DI ZIO CHE OLTRE AD UTILIZZARE MATERIALI TRADIZIONALI, CON LA TEORIA ACCENNATA, FA UN USO LARGO DIUN’ELEVATA TECNOLOGIA IMPIANTISTICA: PER TALI RAGIONI HA VINTO IL PREMIO INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURASOSTENIBILE, MA PROBABILMENTE DOVUTO NON SOLO AI FATTORI TECNICI MA ANCHE ALLO STUDIO DELLA“RIDESTINAZIONE”. QUI NON È SOLO LA MERA SCELTA DELL’USO, OVVERO DELL’ALBERGO DIFFUSO CON LARIATTIVAZIONE DI MOLTE BOTTEGHE ARTIGIANE, MA ANCHE LA COLLABORAZIONE DI VARI LIVELLI ISTITUZIONALIPUBBLICI COL PRIVATO, CHE HANNO PERMESSO LA “PROMOZIONE” DEL LUOGO TUTTO, IL BORGO DI S.STEFANORECUPERATO E IL RESTO DEL CENTRO STORICO IN UNO COL TERRITORIO CIRCOSTANTE, ATTRAVERSO L’ATTIVAZIONE DIPROGRAMMI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE A SCALA URBANA E TERRITORIALE.IN CONCLUSIONE, L’APPROCCIO AL SINGOLO AGGREGATO, NEL CASO DI RICOSTRUZIONI POST SISMICHE ORMAIAVVENUTE, POTREBBE ESSERE, OGGI, QUELLO DI UNA RICOGNIZIONE AGGIORNATA DEL COSTRUITO, UN RILIEVOATTENTO CHE ABBIA COME BASE LA CONOSCENZA APPROFONDITA DELLA TRASFORMAZIONE STORICO-ARCHITETTONICOURBANAAVUTASI, ATTRAVERSO GLI STRUMENTI CHE L’HANNO PRODOTTA, NEL CASO SPECIFICO I PIANI DI RECUPERO,CHE SONO PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA E DEL PORTATO CULTURALE DI TALI CENTRI STORICI. SU QUESTO SOSTRATOSI DOVRÀ AGIRE CON UN PROGETTO CHE INTEGRI FUNZIONE E RESTAURO, NEL TENTATIVO NON DI RITROVAREL’IDENTITÀ URBANA PERDUTA MA DI FAR AFFIORARE L’IDENTITÀ URBANA DOVE È, COME È, CHE È CONTINUITÀARCHITETTONICA NELL’ACCETTAZIONE DELLA STORIA, CONNUBIO TRA TRADIZIONE COSTRUTTIVA E CULTURALE, SOCIALE EAMBIENTALE, E POTENZIALITÀ DEL SITO, ATTRAVERSO TECNICHE E SAPERI ATTUALI.QUESTO SOTTINTENDE LA CONSIDERAZIONE DI DIVERSI FATTORI. IL PRIMO È SENZA DUBBIO LO STRUMENTOURBANISTICO. L’UNICO STRUMENTO A DISPOSIZIONE È, ANCORA OGGI, IL PIANO DI RECUPERO, DIVERSAMENTEINSERITO ALL’INTERNO DEI PIANI URBANISTICI. NELLO SPECIFICO LO STRUMENTO RISULTA, NELLA DECLINAZIONE DEISUOI INTERVENTI, ANCORA MOLTO CONFUSIONARIO TALE CHE È INEVITABILMENTE LASCIATA LIBERA INTERPRETAZIONEAL PROGETTISTA, ALLA CULTURA E ALLA SENSIBILITÀ, ALLA COMPETENZA DELLO STESSO, NONCHÉ, OVVIAMENTE ALLESCELTE POLITICHE DI CHI, ATTRAVERSO IL PIANO, GESTISCE IL CONSENSO POPOLARE, ANCHE COL RISCHIO, TALVOLTA,DI TRADURRE LA VALORIZZAZIONE562 NON IN STRUMENTO PER LA TUTELA MA IN FINE ULTIMO, INTESA COMEMAGGIORAZIONE DI VALORE NON CULTURALE MA SQUISITAMENTE MATERIALE, ECONOMICO, NEL RAGGIUNGIMENTODEL QUALE, LA TUTELA SI PERDE563.PER QUESTI MOTIVI È IMPORTANTE METTERE A DISPOSIZIONE DEI PROGETTISTI IL PIÙ AMPIO ED APPROFONDITOINSIEME DI DATI RIGUARDANTI L’AGGLOMERATO URBANO SUL QUALE SI INTERVIENE, DALLA SUA FORMAZIONE FINO ALMOMENTO ATTUALE, PASSANDO PER TUTTI I PRECEDENTI STRUMENTI URBANISTICI CHE L’HANNO MODIFICATO PERCAPIRE QUALE È STATA LA MODALITÀ CON CUI SI È INTERVENUTO, DOVE SI È INTERVENUTO, COSA SI È MODIFICATO.INOLTRE, SAREBBE AUSPICABILE, ALL’ATTO DELLA PIANIFICAZIONE, UNA COSTANTE, PERPETUA FORSE,COLLABORAZIONE TRA DIVERSI RUOLI, PROGETTISTA, AMMINISTRAZIONE, POPOLAZIONE, ENTI PREPOSTI ALLA TUTELA,DIPARTIMENTI UNIVERSITARI. UNA COLLABORAZIONE, UNA PARTECIPAZIONE CHE, FORMATASI PRIMA DELLA NASCITADEL PIANO, PROSEGUA DURANTE L’ELABORAZIONE E CHE, NON PUÒ, NON DOVREBBE CONCLUDERSI ALL’ATTO DELL’APPROVAZIONE E POI DELL’ADOZIONE DEL PIANO, MA CHE POTREBBE CONTINUARE DURANTE LAREALIZZAZIONE, FASE ESTREMAMENTE PIÙ DELICATA, IN UNA “CONFERENZA DI SERVIZI” PERMANENTE, DOVE IPARTECIPANTI ABBIANO UN RUOLO PARITARIO, UN PESO DECISIONALE E NON SOLO MERAMENTE CONSULTIVO,UTILIZZANDO LO STRUMENTO DELLA PARTECIPAZIONE IN MANIERA ATTIVA E PRODUTTIVA. 56 “(…)L’INTERPRETAZIONE DEI VALORI È REGOLATA DA MECCANISMI CHE SONO NELLA NATURA UMANA, PER CUI PREVALE LA VOLONTÀ; SICOMPRENDE, QUINDI, CHE UN VALORE È TALE NON IN SE STESSO MA PERCHÉ COSÌ DECIDE L’UOMO. IL CHE SIGNIFICA RICONOSCERE CHEIL VALORE DI UNA COSA È NEL RAPPORTO CHE ESISTE TRA L’UOMO E LA COSA, E CIOÈ NELL’INTERPRETAZIONE DEL VALORE; IL QUALE, A SUAVOLTA, DIPENDE DALLA REALTÀ CONTINGENTE IN CUI SI COMPIE LA VALUTAZIONE; PER CUI TALE VALORE RISULTA RELATIVO A TALE REALTÀ OCONDIZIONE STORICA” (R. DI STEFANO, LA CARTA DI VENEZIA E LA CONSERVAZIONE DEI VALORI IN «RESTAURO» N.131-132/1995,PG. 22).557 L. FUSCO GIRARD, L’UTLITÀ DEI BENI CULTURALI NELLA CITTÀ MODERNA IN «RESTAURO» N.131-132/1995, PG. 73. 558 ALOIS RIEGL (1903) IN S. SCARROCCHIA (A CURA DI), ALOIS RIEGL. IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI, ABSCONDITA, MILANO 2011.
SISMA DEL 1980
PERTANTO, OCCORRE UNA CONSERVAZIONE INTEGRATA CHE TROVI, ATTRAVERSO LA FUNZIONE COMPATIBILE, LA TUTELADEL BENE.ESEMPI IN QUESTA DIREZIONE, SONO STATI FORNITI NEGLI ULTIMI ANNI, DAI PROGETTI SU CENTRISEMIABBANDONATI COME IL VILLAGGIO DI COLLETTA DI CASTELBIANCO IN PROVINCIA DI SAVONA, IN CUIL’ARCHITETTO GIANCARLO DE CARLO, NEL RECUPERO DELL’ABITATO CONIUGA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE,NELL’OTTICA DI UN LUOGO DA VIVERE ANCHE SOLO IN ALCUNI PERIODI DELL’ANNO, COME UN RIFUGIO DELLOSPIRITO, SENZA DOVER RINUNCIARE AI COMFORT E ALLA TECNOLOGIA, CONSENTENDO A CHI VI ALLOGGIA ANCHE LAPOSSIBILITÀ DI HOMEWORKING. GLI INTERVENTI SONO RISPETTOSI DELLA CULTURA TECNICA TRADIZIONALE E NELLOSTESSO TEMPO TENTANO L’INSERIMENTO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA. DUNQUE, UN’AZIONE DI RESTAURO SULLESTRUTTURE CHE NON INFICIA L’ARCHITETTURA ANTICA MA CHE PONE ATTENZIONE A QUEGLI ELEMENTI INNOVATIVI,CHE SONO PER LO PIÙ RIGUARDANTI GLI IMPIANTI E CHE RENDONO CONFORTEVOLE E, CONTEMPORANEAMENTE,COMPETITIVO IL LUOGO.ALTRO PROGETTO, COMPLETATO NEL 2006, È QUELLO RIGUARDANTE IL RECUPERO DI UNA PARTE DELL’ABITATOSEMIABBANDONATO DI SANTO STEFANO DI SESSANIO. QUI SI PARTE DALLA SCELTA DELLA FUNZIONE, QUELLA DIALBERGO DIFFUSO, FATTA DA UN INVESTITORE UNICO DAVID KIHLGREN. L’APPROCCIO È QUELLO DEL RESTAUROCONSERVATIVO, CON LA RICERCA E L’USO DI MATERIALI AUTOCTONI, IMPIEGATI IN MANIERA FILOLOGICA, MA SENZACHE QUESTO PORTI ALGORITMICAMENTE A DEFINIRE UNA FORMA “TRADIZIONALE” MA PERMETTENDO CHE LA“TRADIZIONE” SI INTUISCA EMPATICAMENTE DALL’USO DEL MATERIALE. IL PROGETTO È DELL’ARCHITETTO LELIOORIANO DI ZIO CHE OLTRE AD UTILIZZARE MATERIALI TRADIZIONALI, CON LA TEORIA ACCENNATA, FA UN USO LARGO DIUN’ELEVATA TECNOLOGIA IMPIANTISTICA: PER TALI RAGIONI HA VINTO IL PREMIO INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURASOSTENIBILE, MA PROBABILMENTE DOVUTO NON SOLO AI FATTORI TECNICI MA ANCHE ALLO STUDIO DELLA“RIDESTINAZIONE”. QUI NON È SOLO LA MERA SCELTA DELL’USO, OVVERO DELL’ALBERGO DIFFUSO CON LARIATTIVAZIONE DI MOLTE BOTTEGHE ARTIGIANE, MA ANCHE LA COLLABORAZIONE DI VARI LIVELLI ISTITUZIONALIPUBBLICI COL PRIVATO, CHE HANNO PERMESSO LA “PROMOZIONE” DEL LUOGO TUTTO, IL BORGO DI S.STEFANORECUPERATO E IL RESTO DEL CENTRO STORICO IN UNO COL TERRITORIO CIRCOSTANTE, ATTRAVERSO L’ATTIVAZIONE DIPROGRAMMI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE A SCALA URBANA E TERRITORIALE.IN CONCLUSIONE, L’APPROCCIO AL SINGOLO AGGREGATO, NEL CASO DI RICOSTRUZIONI POST SISMICHE ORMAIAVVENUTE, POTREBBE ESSERE, OGGI, QUELLO DI UNA RICOGNIZIONE AGGIORNATA DEL COSTRUITO, UN RILIEVOATTENTO CHE ABBIA COME BASE LA CONOSCENZA APPROFONDITA DELLA TRASFORMAZIONE STORICO-ARCHITETTONICOURBANAAVUTASI, ATTRAVERSO GLI STRUMENTI CHE L’HANNO PRODOTTA, NEL CASO SPECIFICO I PIANI DI RECUPERO,CHE SONO PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA E DEL PORTATO CULTURALE DI TALI CENTRI STORICI. SU QUESTO SOSTRATOSI DOVRÀ AGIRE CON UN PROGETTO CHE INTEGRI FUNZIONE E RESTAURO, NEL TENTATIVO NON DI RITROVAREL’IDENTITÀ URBANA PERDUTA MA DI FAR AFFIORARE L’IDENTITÀ URBANA DOVE È, COME È, CHE È CONTINUITÀARCHITETTONICA NELL’ACCETTAZIONE DELLA STORIA, CONNUBIO TRA TRADIZIONE COSTRUTTIVA E CULTURALE, SOCIALE EAMBIENTALE, E POTENZIALITÀ DEL SITO, ATTRAVERSO TECNICHE E SAPERI ATTUALI.QUESTO SOTTINTENDE LA CONSIDERAZIONE DI DIVERSI FATTORI. IL PRIMO È SENZA DUBBIO LO STRUMENTOURBANISTICO. L’UNICO STRUMENTO A DISPOSIZIONE È, ANCORA OGGI, IL PIANO DI RECUPERO, DIVERSAMENTEINSERITO ALL’INTERNO DEI PIANI URBANISTICI. NELLO SPECIFICO LO STRUMENTO RISULTA, NELLA DECLINAZIONE DEISUOI INTERVENTI, ANCORA MOLTO CONFUSIONARIO TALE CHE È INEVITABILMENTE LASCIATA LIBERA INTERPRETAZIONEAL PROGETTISTA, ALLA CULTURA E ALLA SENSIBILITÀ, ALLA COMPETENZA DELLO STESSO, NONCHÉ, OVVIAMENTE ALLESCELTE POLITICHE DI CHI, ATTRAVERSO IL PIANO, GESTISCE IL CONSENSO POPOLARE, ANCHE COL RISCHIO, TALVOLTA,DI TRADURRE LA VALORIZZAZIONE562 NON IN STRUMENTO PER LA TUTELA MA IN FINE ULTIMO, INTESA COMEMAGGIORAZIONE DI VALORE NON CULTURALE MA SQUISITAMENTE MATERIALE, ECONOMICO, NEL RAGGIUNGIMENTODEL QUALE, LA TUTELA SI PERDE563.PER QUESTI MOTIVI È IMPORTANTE METTERE A DISPOSIZIONE DEI PROGETTISTI IL PIÙ AMPIO ED APPROFONDITOINSIEME DI DATI RIGUARDANTI L’AGGLOMERATO URBANO SUL QUALE SI INTERVIENE, DALLA SUA FORMAZIONE FINO ALMOMENTO ATTUALE, PASSANDO PER TUTTI I PRECEDENTI STRUMENTI URBANISTICI CHE L’HANNO MODIFICATO PERCAPIRE QUALE È STATA LA MODALITÀ CON CUI SI È INTERVENUTO, DOVE SI È INTERVENUTO, COSA SI È MODIFICATO.INOLTRE, SAREBBE AUSPICABILE, ALL’ATTO DELLA PIANIFICAZIONE, UNA COSTANTE, PERPETUA FORSE,COLLABORAZIONE TRA DIVERSI RUOLI, PROGETTISTA, AMMINISTRAZIONE, POPOLAZIONE, ENTI PREPOSTI ALLA TUTELA,DIPARTIMENTI UNIVERSITARI. UNA COLLABORAZIONE, UNA PARTECIPAZIONE CHE, FORMATASI PRIMA DELLA NASCITADEL PIANO, PROSEGUA DURANTE L’ELABORAZIONE E CHE, NON PUÒ, NON DOVREBBE CONCLUDERSI ALL’ATTO DELL’APPROVAZIONE E POI DELL’ADOZIONE DEL PIANO, MA CHE POTREBBE CONTINUARE DURANTE LAREALIZZAZIONE, FASE ESTREMAMENTE PIÙ DELICATA, IN UNA “CONFERENZA DI SERVIZI” PERMANENTE, DOVE IPARTECIPANTI ABBIANO UN RUOLO PARITARIO, UN PESO DECISIONALE E NON SOLO MERAMENTE CONSULTIVO,UTILIZZANDO LO STRUMENTO DELLA PARTECIPAZIONE IN MANIERA ATTIVA E PRODUTTIVA. 56 “(…)L’INTERPRETAZIONE DEI VALORI È REGOLATA DA MECCANISMI CHE SONO NELLA NATURA UMANA, PER CUI PREVALE LA VOLONTÀ; SICOMPRENDE, QUINDI, CHE UN VALORE È TALE NON IN SE STESSO MA PERCHÉ COSÌ DECIDE L’UOMO. IL CHE SIGNIFICA RICONOSCERE CHEIL VALORE DI UNA COSA È NEL RAPPORTO CHE ESISTE TRA L’UOMO E LA COSA, E CIOÈ NELL’INTERPRETAZIONE DEL VALORE; IL QUALE, A SUAVOLTA, DIPENDE DALLA REALTÀ CONTINGENTE IN CUI SI COMPIE LA VALUTAZIONE; PER CUI TALE VALORE RISULTA RELATIVO A TALE REALTÀ OCONDIZIONE STORICA” (R. DI STEFANO, LA CARTA DI VENEZIA E LA CONSERVAZIONE DEI VALORI IN «RESTAURO» N.131-132/1995,PG. 22).557 L. FUSCO GIRARD, L’UTLITÀ DEI BENI CULTURALI NELLA CITTÀ MODERNA IN «RESTAURO» N.131-132/1995, PG. 73. 558 ALOIS RIEGL (1903) IN S. SCARROCCHIA (A CURA DI), ALOIS RIEGL. IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI, ABSCONDITA, MILANO 2011.