FERMARE I SATRAPI

LA DIMENSIONE TERRITORIALE DELLA CONSERVAZIONE


SI È GIÀ DETTO CHE IL TERREMOTO DEL 1980 NON COLPISCE UN NUMERO FINITO DI AGGREGATI MA UN SISTEMA,QUELLO DEI “PAESI-PRESEPE”, DEI CENTRI STORICI MINORI DELL’APPENNINO MERIDIONALE, CON LECARATTERISTICHE GIÀ ELENCATE.SUBITO DOPO IL TERREMOTO IN FRIULI, COME SI È ACCENNATO NEL CAPITOLO 3, NEL VALUTARE IL MODO CON CUI SIINTENDEVA APPROCCIARSI ALLA RICOSTRUZIONE, LA PRIMA PROPOSTA FU QUELLA DI SOSPENDERE QUALSIASI TIPO DIPROGRAMMAZIONE, PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE URBANA ED EDILIZIA ORDINARIA PER PASSARE AD UNOSTATO DI “STRAORDINARIETÀ”, NECESSARIO IN EMERGENZA. LA RISPOSTA CHE SI DIEDE A RIGUARDO FU QUELLA DINEGARE LA TOTALE STRAORDINARIETÀ DA DECLINARSI SIA NELLA NORMATIVA DA EMANARE CHE NEGLI STRUMENTITECNICI PROGETTUALI. QUESTO PERMISE DI MANTENERE UN PIANO URBANISTICO REGIONALE, GIÀ APPROVATO E INFASE DI ADOZIONE. IL MANTENIMENTO DEL PIANO REGIONALE, ALMENO COME METAPROGETTO, VOLLE DIRE NONSCONVOLGERE L’ASSETTO E LA VISIONE DI SVILUPPO CHE SI AVEVA DI QUELLE ZONE, TENTANDO DI FAR RIENTRARENEI DETTAMI DEL PIANO QUELLE AZIONI NECESSARIAMENTE STRAORDINARIE COME LA RICOSTRUZIONE MA SENZADEVIARE DAL PERCORSO GIÀ STUDIATO564.PER QUANTO, OGGI, LA CULTURA IN GENERALE SI SIA ATTESTATA PIÙ CHE SULLE RICOSTRUZIONI ED I RESTAURI, SULLACONSERVAZIONE E DUNQUE SULL’IMPEGNO PRIORITARIO VERSO LA MANUTENZIONE ED IL MINIMO INTERVENTO565,ANCORA DOPO I TERREMOTI DELL’EMILIA, COME IL PRECEDENTE IN ABBRUZZO, SI LASCIANO NELL’ABBANDONO ICENTRI O ADDIRITTURA SI PROSPETTANO SOLUZIONI DINAMITARDE, COME SE L’AMNESIA FOSSE UNA MALATTIAINDEBELLABILE DELL’ITALIANO566, O COME SE NON ESISTANO TERREMOTI O L’ITALIA NON SIA UN PAESECOSTANTEMENTE A RISCHIO SISMICO567. E’, QUINDI, QUESTO UNO DEI TEMI CHE VIENE FUORI DALLA RICERCA, UNTEMA A MARGINE, MA NON MENO IMPORTANTE, CHE RIGUARDA UN ATTEGGIAMENTO GENERALE NEI CONFRONTI DIUN PATRIMONIO VULNERABILE COME QUELLO ITALIANO. LA VULNERABILITÀ DEL TERRITORIO NAZIONALE DERIVA DALLASUA FRAGILITÀ SISMICA, IDROGEOLOGICA, MA ANCHE EDILIZIA, CHE RICHIEDEREBBE, QUINDI, UN SISTEMA DIPREVENZIONE, MA ANCHE IL CORAGGIO DI ACCANTONARE I GRANDI PROGETTI PER UN UNICO GRANDE E DIFFUSOPROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI E DEL COSTRUITO ESISTENTE, NELL’OTTICA NON SOLO DEL RISPETTODELL’ART. 9 DELLA COSTITUZIONE, IN ALTRE PAROLE DELLA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE, MA ANCHE DIRECUPERO DI “ECONOMIE” DI CONSERVAZIONE568.DUNQUE, DI DUE COSE BISOGNA NECESSARIAMENTE, ORAMAI, TENERE CONTO, ALLA LUCE ANCHE DEGLI ULTIMIAVVENIMENTI: L’ITALIA È UN PAESE DI CENTRI STORICI E TERREMOTI, E GLI UNI E GLI ALTRI DEVONO ESSEREGOVERNATI DALLA PIANIFICAZIONE E DALLE REGOLE EDILIZIE. IL PATRIMONIO MAGGIORE È IL COSTRUITO EL’AMBIENTE, E LE OPERE POSSIBILI SONO LA MANUTENZIONE E LA BUONA GESTIONE; SE ABBANDONATO, TALEPATRIMONIO, NON POTRÀ CHE ESSERE UN PERICOLO, PRIMA CHE UNA PERDITA.NELLE PIANIFICAZIONI SI DEVE NECESSARIAMENTE TENERE CONTO CHE INTERVENIRE GESTENDO BENE UNPATRIMONIO COSÌ VASTO DI ARCHITETTURE ESISTENTI SIGNIFICA INFINE RIUSCIRE A VALORIZZARLO, ANCHEAVENDONE, DI RITORNO, UN MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE DELLE POPOLAZIONI CHE PASSA ANCHE PERL’OTTIMIZZAZIONE DELLE ECONOMIE. TALE “MIGLIORE” GESTIONE, CHE COMPORTA LA FRUIZIONE A VARIO TITOLODI TALI BENI, PRESUPPONE UNA MANUTENZIONE COSTANTE, INTERVENTI DI RISANAMENTO, EDILIZIO E AMBIENTALE,NEL PRIMO CASO DECLINANDOSI ANCHE IN OPERE DI RESTAURO, TUTTO CONCEPITO ALL’INTERNO DELLO STRUMENTOELASTICO DEL PIANO URBANISTICO, ELASTICO PERCHÉ COMPOSTO SU VARIE SCALE E LIVELLI NECESSARIAMENTEINTERCONNESSI.DUNQUE IL PROBLEMA SI PROPONE A LIVELLO DI PIANO URBANO MA SI TRASFERISCE, CON UN FEEDBACK COSTANTE,AI PIANI DI LIVELLO SUPERIORE, COME PIANI COMPRENSORIALI O PIANI PROVINCIALI.INDIVIDUALMENTE I CENTRI STORICI IRPINI POSSONO AVER PERSO, IN PARTE, QUEI VALORI CHE CONTEGGIAVAMOFINO AL 1980, IN PARTICOLARE QUEI PAESI CHE HANNO, COME LIONI, SUBITO UNA TOTALE RICOSTRUZIONE. NELLACONSIDERAZIONE, PERÒ, DEL SISTEMA DI BORGHI STORICI, COME SI STA ATTUALMENTE CONFIGURANDO, ANCHECENTRI DI QUESTO GENERE POSSONO ESSERE COMUNQUE CONSIDERATI PATRIMONIO, NELL’AMBITO PIÙ AMPIO DEIVALORI AMBIENTALI, COME MONADE DEL SISTEMA, FUNZIONALE ALLA CONSERVAZIONE DEI SISTEMA STESSO DEIBORGHI. PERCIÒ, LA RIATTRIBUZIONE DEI VALORI, COMPRENDE ANCHE LA RICERCA DI NUOVE FUNZIONI PER QUESTICENTRI CHE, SE DI PER SÉ POSSONO AVER PERSO I VALORI STRETTAMENTE CULTURALI, POSSONO CONFIGURARSI COMEFUNZIONALI, TERZIARI DEL SISTEMA PIÙ AMPIO TERRITORIALE, UN SISTEMA DI BENI DI LIVELLO SUPERIORE CHEINGLOBA LIVELLI INFERIORI COSTITUITI DA SINGOLI CENTRI STORICI. È, COME SI PUÒ BEN VEDERE, UN PROBLEMA DISCELTA, AD OGNI LIVELLO. LA CONSERVAZIONE STESSA, È DI PER SÉ UNA SCELTA E LA SCELTA È UN ATTOCREATIVO/IDEATIVO, «CHE ESPRIME NON UN QUALSIASI EQUILIBRIO DI VALORI STORICI, VALORI ESTETICI, VALORID’USO, VALORI SOCIALI, VALORI AMBIENTALI, MA IL MIGLIOR EQUILIBRIO POSSIBILE IN UN DATO CONTESTO. ÈESPRESSIONE DI SAPIENZA, IN QUANTO COMBINAZIONE TRA CIÒ CHE È PERMANENTE E CIÒ CHE (PUÒ ESSERE)MUTEVOLE (COME NEL CASO DI LIONI), TRA CIÒ CHE È RILEVANTE SUL PIANO ESTETICO-SIMBOLICO, E CIÒ CHE(PUÒ ESSERE) RILEVANTE SUL PIANO ECONOMICO». PERCHÉ TUTTO CIÒ SIA POSSIBILE, NON È PIÙ NECESSARIO TORNARE A RIFORMULARE I PRINCIPI DI TUTELA E FORSENEANCHE IL SISTEMA LEGISLATIVO URBANISTICO, PUR RISCONTRANDO IN QUESTO DEI GAP, DEI VUOTI, QUANTOPIUTTOSTO RIVOLGERSI AD UN ACCRESCIMENTO, UN MIGLIORAMENTO CULTURALE DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA EPOLITICA.“LA CHIAVE CARATTERISTICA DEL MODELLO FRIULANO È STATA AVER COLLEGATO LA RICOSTRUZIONE ALLO SVILUPPO ATTRAVERSO ILCOMPLETAMENTO DI DUE GRANDI PROGETTI INFRASTRUTTURALI (LA CUI DEFINIZIONE ERA GIÀ STATA AVVIATA) COME L’AUTOSTRADA PERL’AUSTRIA E IL RADDOPPIO DELLA FERROVIA PONTEBBANA; IL SOSTEGNO DEI SETTORI PRODUTTIVI TRADIZIONALI (IL CUI RIASSETTO ERA INATTO) E DEL PROCESSO DI INDUSTRIALIZZAZIONE CHE, SUPERATA LA FASE INIZIALE, DIÀ SI STAVA AVVIANDO A QUELLA CRESCITA CHEL’AVREBBE FATTO DIVENTARE IL NORD-EST DEL NORD-EST”. È VERO ANCHE CHE, PUR ESISTENDO UN PIANO REGIONALE, CHE COMUNQUEVERRÀ VARATO SOLO NEL 1978, “LA RISOLUZIONE OBBLIGATA PER I COMUNI FU QUELLA DI PIANIFICARE SU SE STESSI, NEI LIMITI DEIRISPETTIVI CONFINI, RIPROPONENDOSI NEI TERMINI, RASSICURANTI, DELLA PROPRIA IDENTITÀ INSEDIATIVA, A MENO DI QUALCHE MODESTOTENTATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE PER RENDERE COMPLEMENTARE GLI ANTICHI IMPIANTI URBANI E LE PERIFERIE RINASCENTI”( G.P.NIMIS, OP.CIT.,PP. 98-100).565M. DEZZI BARDESCHI, UNICITÀ DELLA TUTELA E AUTONOMIE DI GESTIONE, IN «’ANANKE», N.60, MAGGIO 2010, PP.40-41.566S. SETTIS, PAESAGGIO, SERVE LEGALITÀ, IN «’ANANKE», N.66, MAGGIO 2012, PP.104-105.567 D. FIORANI, A. DONATELLI, RESTAURARE E RICOSTRUIRE: PROBLEMATICHE DEL DOPOSISMA AQUILANO IN «TAFTER JOURNAL