SCOMPASSANDO

Il piede in stallo


Io sul piedistallo ci metterei solo un bel cesso di ceramica fina.Altri preferiscono mettere persone o cose o persocose.Poi le buttano giù quando questi non trasmettono più.Dimenticano, i più, ch'essi stessi non sono più capaci di ricevere.E passano ad incensare altro.Oggi si cercano idoli, non penso in modo molto difforme dal passato, solo con più metodo, maggior produttività, con  la scienza applicata ed avanzata.Ma è solo una conseguenza dell'intimo cercare di ognuno di noi della rappresentazione terrena di un ideale di creta.
Tra le genti ne troviamo alcuni che ci sembrano affini perché hanno espresso un'idea che ci pare amica.Da lì costruiamo il resto della sua cosmogonia, del suo carattere e personalità.A nostro uso e consumo. Come meglio ci piace e ci aggrada.Castelli in aria, nuvole di sentimento, vagoni carichi di pathos e emozione.Finché poi si rivela la realtà, nella sue semplice crudezza. L'amico allupato, il cortese maniaco, il prode vigliacco, che muove due gesti solo per un piccolo vile tornaconto.Vigliacchi traditori. Di dormienti autollusi.O sprovveduti ragazzini che non cresceranno mai più.Per questo sul piedistallo ci metto il mio cesso. In lui credo e nella sua concreta onestà.
In questo c'entrano le mogli. Per norma hanno sempre ragione, un tributo al fatto che continuano, ogni giorno, a comprare il frutto dell'errore di un dì.