"... mi guardo intorno e sono tutti migliori i me ...."E' una strofa di una canzone di F d G.Orde di sputasentenze senza etica né morale. Senza senso del pudore o un minimo di vergogna.Io che sono un "cacasenno" pusillanime esito "millevolte" prima di esprimere un giudizio.Ho il mito che sia fondato e se mi mancano le conoscenze dei presupposti, o non ne ho voglia di saperli. me ne sto zitto o magari evidenzio un aspetto collaterale che non mi convince ma che è un segno evidente di superficialità o incompetenza.Quasi tutti invece preferiscono smentirsi confidando nella poca memoria di chi scrive e legge o nella propria quando un errore o una leggerezza viene coperto da palate di autostima ingiustificata e ingiustificabile.Ma ognuno preferisce se stesso (e ci mancherebbe) e in questi tempi "dove è morale ciò che ci porta vantaggio" va bene così. Basta prenderne atto.Quel che mi piace è che non faccio la morale a nessuno. Come non mi piace che la facciano a me.Benpensanti e malpensanti, da questo punto di vista, sono la stessa cosa. Gli vai bene solo se gli dai ragione e non metti in dubbio le loro "certezze", così faticosamente costruite.Quello che mi piace da matti è chi afferma delle verità assolute per poi buttare tutto alle ortiche non appena incontra il minimo inghippo che incrina tutto il costrutto, accusando gli altri delle proprie colpe.Altro che mi piace è chi si tira indietro non appena qualcuno gli fa notare uno sbaglio o un'ingerenza indebita nell'altrui campo. Riconosce il proprio peso e se ne fa una ragione.Molto interessante è anche chi accusa gli altri di una serie di manchevolezze essendo incapace di valorizzare i propri pregi.Tra i modi di primeggiare nella società, questo è uno dei più interessanti.E sopra a tutto chi accusa gli altri d'incoerenza: come me!
Ettometri di coerenza
"... mi guardo intorno e sono tutti migliori i me ...."E' una strofa di una canzone di F d G.Orde di sputasentenze senza etica né morale. Senza senso del pudore o un minimo di vergogna.Io che sono un "cacasenno" pusillanime esito "millevolte" prima di esprimere un giudizio.Ho il mito che sia fondato e se mi mancano le conoscenze dei presupposti, o non ne ho voglia di saperli. me ne sto zitto o magari evidenzio un aspetto collaterale che non mi convince ma che è un segno evidente di superficialità o incompetenza.Quasi tutti invece preferiscono smentirsi confidando nella poca memoria di chi scrive e legge o nella propria quando un errore o una leggerezza viene coperto da palate di autostima ingiustificata e ingiustificabile.Ma ognuno preferisce se stesso (e ci mancherebbe) e in questi tempi "dove è morale ciò che ci porta vantaggio" va bene così. Basta prenderne atto.Quel che mi piace è che non faccio la morale a nessuno. Come non mi piace che la facciano a me.Benpensanti e malpensanti, da questo punto di vista, sono la stessa cosa. Gli vai bene solo se gli dai ragione e non metti in dubbio le loro "certezze", così faticosamente costruite.Quello che mi piace da matti è chi afferma delle verità assolute per poi buttare tutto alle ortiche non appena incontra il minimo inghippo che incrina tutto il costrutto, accusando gli altri delle proprie colpe.Altro che mi piace è chi si tira indietro non appena qualcuno gli fa notare uno sbaglio o un'ingerenza indebita nell'altrui campo. Riconosce il proprio peso e se ne fa una ragione.Molto interessante è anche chi accusa gli altri di una serie di manchevolezze essendo incapace di valorizzare i propri pregi.Tra i modi di primeggiare nella società, questo è uno dei più interessanti.E sopra a tutto chi accusa gli altri d'incoerenza: come me!